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Chi fa per se fa per tre
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Racconto38 min di lettura

Chi fa per se fa per tre

Un trio inaspettato

I racconti di Pollicino
1 anno fa · 719 letture · 0

E con grande sorpresa di lei, avvenne qualcosa di inaspettato: il tecnico avvertì il cambiamento di "protagonisti", guardò il consorte e nei suoi occhi balenò una scintilla di autentica perversione. I maschi continuarono ad amoreggiare senza fretta, prendendosi tutto il tempo necessario, finché il "maschio alfa" non si lasciò andare e prese il sopravvento. Voltò Andrea di spalle e cominciò a leccarlo a piena saliva su tutto il collo, scese giù lungo la schiena seguendo il solco della spina dorsale, e si fermò esattamente poco al di sotto della spacca dei glutei... Il coniuge percepì la bellezza di quei baci lenti e caldi, e avrebbe voluto capire cosa stava accadendo, ma riuscì solamente ad abbandonarsi a quelle meravigliose, insistenti e "aggressive" attenzioni. Giorgia, nel frattempo, seguiva con trepidazione, impegnata anche a contrastare le sue gambe tremanti dall'eccitazione... Cercò di avvicinarsi, ma Francesco la respinse con forza, senza dire nulla, e proseguì nel suo "lavoro".

Alla lingua, si aggiunsero ben presto le mani del giovane, salde sul fondoschiena, e le sue dita si aprirono un varco verso quella profondità sin qui inesplorata. La femmina, benché infoiata, non aveva ancora capito la vera natura del suo amante, e se ne rese conto quando - contemplando lo sfintere di Andrea - quasi stesse parlando ad un essere animato, udì Francesco dire sommessamente pronunciò le parole: - "Vieni da me, bello...". E soprattutto quando Francesco, a bocca aperta, iniziò un lento lavorio che parve piacere molto all'altro uomo. Avvicinò la bocca e cacciò fuori la lingua, mentre con la punta centrò perfettamente il buco del culo. Lo umettò in maniera maniacale, con perizia, mentre lo sfintere - fuori controllo - prese a pulsare incessantemente... Si vedeva molto bene, dalla reazione di Andrea e dalla dimensione di quel pertugio, che non era la prima volta che veniva usato in quel modo, e fu Giorgia stessa a confermarlo, poggiando una mano sulla spalla a Francesco e sussurrandogli: - "Bravo, vai avanti così... Gli piace molto, molto più di scopare...". Nel frattempo, l’ospite, con le mani tentò di mungere disperatamente quel cazzetto che il "maschio beta" aveva tra le gambe...

Era una sorta di "via libera ", quella, che risvegliò il lato bisex di Francesco. La donna, mentre il giovane si stava divertendo con il marito, provvide a fare si che il suo sogno si potesse realizzare appieno: prese tra le sue mani il membro che l'aveva montata così bene e in breve tempo lo portò al massimo splendore. Dopo di che, lo scappucciò con decisione, mettendo in mostra una capocchia violacea che Andrea avrebbe sentito bene, eccome...

Sembrava tutto pronto per questa esperienza inedita. Francesco dispose il compagno di giochi a pecora, e mantenendogli le chiappe distanti l’una dall’altra gli infilò dentro il dito medio. Andrea stava già godendo di brutto,  con il buco che si dilatava sempre di più ad ogni discesa e risalita. A un certo punto, quando il giovane capì che "si poteva osare", sfilò il dito dall'intestino e lesto accostò il suo membro. Cominciò a fare pressione, finché anche la corona del glande non riuscì a varcare l'ingresso, e tutti i 19 centimetri di Francesco scesero in breve tempo nel corpo di Andrea... L'entrata non fu così traumatica come si sarebbe potuto pensare, bensì l’accompagnò soltanto un piccolo dolore, che gli fece esclamare: - "Aahh...". Niente di che, evidentemente c'era abituato a farsi riempire le budella. Stava godendo, sì, come poche altre volte gli era successo nella vita, dominato completamente dal suo partner occasionale. Ma anche il giovane era eccitatissimo, e di lì a poco scaricò tutta la sua crema bollente nel culo che aveva massacrato...

Esausto, Francesco si riversò supino sul letto. Boccheggiava quasi per la mancanza di ossigeno, e con il cuore che pompava fuori giri si appisolò. Non seppe dire per quanto era rimasto in quella condizione, ma fu ridestato da due tenere labbra che stavano sfiorando le sue. Non era più Andrea, ancora affamato, ma Giorgia che gli bisbigliava felice: - "Grazie. Glielo dovevamo, non credi?? Però, non sapevo che anche tu avessi il nostro vizietto... Ihihih...".

10. Epilogo.

In quei due giorni, Giorgia capì che - insieme a suo marito - avevano trovato quello che cercavano da lungo tempo. Era successo tutto all'improvviso, e il suo fisico cominciava ad avere ciò di cui aveva fisiologicamente bisogno.

Sebbene a malincuore, si rivestirono, e Francesco riassunse il suo fare professionale di sempre. Giorgia gli fece strada verso il cancello, ma prima di lasciarlo andare si sfilò le mutandine che aveva reindossato. Emanavano ancora un odore forte di femmina in calore, zuppe di umori... Gliele tese come un dono, e gli disse: - "Sono per te... come pegno per un prossimo incontro. Non credere che sia finita qui... Oltretutto, ho visto come guardavi la cameriera, sai? Te l'ho perdonata, e ti prometto che presto finirà tra le tue mani. O meglio, tu finirai tra le sue cosce... Ma ricorda, tu sei MIO...". E così dicendo si richiuse la porta alle spalle...

Da parte sua, Francesco trascorse i giorni a venire a fantasticare su quella "strana coppia", e su ciò che sarebbe potuto ancora accadere...

FINE.

 

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  1. Giovanna Esse

    Benvenuto, bel racconto molto lubrico e perverso come piace a noi!!!

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