La loro non era sorpresa, ma trepidante attesa per ciò che stava avvenendo a poca distanza. Andrea, infatti, con fare solenne dichiarò: - "Io vi battezzo...". E preso il suo pisellino cominciò ad aspergerli con una cascata di pipì. Quel liquido caldo e così aromatico si riversò dunque sui corpi dei due "amanti". Sul viso di entrambi, ma soprattutto nella bocca di lei, che sorrise al marito e - dopo avergli fatto vedere la sua pipì allagare il palato - la deglutì. La pioggia dorata finì anche sul suo collo, sgocciolò in mezzo alle tettone dando luogo ad un piccolo rivolo che precipitava dai capezzoli, fino a raggiungere il voluminoso ventre. Si insinuò fra le cosce possenti e raggiunse la fessura, senza trascurare il solco delle natiche, e regalandole un gran piacere cerebrale che accompagnò un'altra serie di orgasmi a ripetizione. Nel mentre, la suina si frizionava tutto il corpo, come se stesse sotto una normalissima doccia.
Anche Francesco, che era un cultore di quella pratica, ne trasse un gran beneficio. Estasiato, cacciò fuori la lingua e mostrò di gradire l'abbondante pisciata. Voleva bere ogni goccia, ma voleva anche che raggiungesse ogni centimetro della sua pelle.
Quella seduta di pissing fu memorabile, quasi interminabile, tanto che alla fine ciascuno avrebbe voluto che non finisse mai. Ma il tempo era scaduto, e la (faticosa) giornata volgeva al termine...
8. Povera donna, ninfomane per necessità.
Francesco e Giorgia erano sfiniti, madidi di sudore e di succhi di ogni specie, e si sorrisero mentre Andrea li aveva lasciati soli. E fu allora che Giorgia abbassò lo sguardo, e - per la prima volta in quella strana giornata - provò vergogna. Ma trovò ugualmente il coraggio di spiegarsi con quell'estraneo che era in così poco tempo diventato il suo confidente...
Al fresco della sera, si sedettero sull'erba, e la donna abbracciò – come una bimba bisognosa di indulgenza – Francesco, che ricambiò spontaneamente quel gesto. Poi, dopo qualche momento di silenzio, si aprì totalmente a lui. Non lo guardò negli occhi, era troppo, ma ebbe la forza di chiedergli: - "Adesso, mi starai giudicando male... Forse, non ti saresti mai aspettato certe cose da un'insegnante irreprensibile...Lo so, sono ingiustificabile...". Cercò di liberarsi dalla sua stretta e fuggire via – forse più da se stessa che dall’uomo –, quando il giovane la strinse ancora più saldamente per impedirglielo, e sorridendole la tranquillizzò: - "Da me non avrai mai nessun giudizio. Se lo hai fatto, avrai i tuoi buoni motivi... E poi, chi sono io per giudicarti? D'altronde, ti ho assecondata... Anche tu, quando sono entrato in casa tua, non avresti immaginato che fossi così porco... Ma se può farti stare meglio, non ti preoccupare... Ho già dimenticato tutto...". Giorgia si sentì già più sollevata a quelle parole, ma volle lo stesso dimostrare gratitudine con una sincerità che non aveva mai “donato” a nessuno. Con le lacrime agli occhi e la voce rotta dall'emozione, proseguì: - "Voglio che tu sappia come sono andate le cose fin da principio... Non è stato facile per me trovare un uomo della mia stessa stazza. Fin da ragazza, i miei coetanei o mi rifiutavano a priori, o volevano da me soltanto una sola cosa. Tu mi capisci, vero? Ebbene, non so come, un giorno trovai Andrea… Fisicamente mi assomigliava molto, e in breve mi chiese di sposarlo. Senza che prima mi avesse domandato qualcosa… Rimasi sorpresa ma anche contenta, ma una volta sposati scoprii il segreto che nascondeva. Non mi aveva mai detto di avere un cazzo ben al di sotto della media. Era una montagna di carne, ma sotto c’era ben poco… E quel che è peggio, scoprii anche che non lo sapeva nemmeno usare…”. Francesco cercò di consolarla, ipotizzando: - "Vabbeh, anch'io non sono un superdotato, magari avrà qualità ugualmente importanti... Ad esempio, mi pare che anche lui ami cose estreme che nn tutti gli uomini gradiscono...". Ma ottenne l'effetto contrario. La donna, non si trattenne più: - "Dai, lo sai anche tu che ho ragione... Hai visto che ho una patata stretta di una quindicenne... Per fortuna che sei arrivato a salvarmi!". Riprese fiato, e poi: - "Non bastasse questo, a malapena mi tocca quando facciamo l'amore. A volte devo finire con un ditalino per godere come si deve... Insomma, in 15 anni di matrimonio non l'ho mai tradito, ma la fica è fica e quando ho sentito la tua voce al telefono non ci ho capito più niente...". Francesco si sentì apprezzato, e non volle perdere l'occasione per dimostrarle, ancora una volta, la sua riconoscenza e scherzosamente aggiunse: - "Certo che il richiamo del cazzo...". Giorgia allora cambiò tono, e con uno sguardo severo lo fulminò: - "Non ti permetto di scherzarci su... Lasciami parlare!". Ansimava dallo stress, tanto che le grosse tette salivano e scendevano provocando nel maschio una nuova eccitazione. Di nuovo, la femmina riprese a raccontare: - "A un certo punto, ne parlai con Andrea, e gli spiegai che avevo bisogno di un amante, un vero stallone che mi sbattesse come una troia, di testa e di corpo. Adesso, mi dispiace dirlo perché comunque non se lo meritava, ma gli rinfacciai anche che se lo meritava... Ero pronta ad una sua reazione, ma non ci fu. Mio marito avrà tanti difetti, ma è un pezzo di pane... Non mi tratto' male, anzi accettò di buon grado, perchè al solo pensiero di vedermi posseduta da un altro uomo mi disse che si sarebbe eccitato anche lui. L'unica cosa che mi chiese fu di condividermi con un "maschio Alfa", uno che mi meritasse veramente. Pose la condizione di partecipare (per quel che poteva) ai giochi. Perché era sì quasi impotente, ma - come hai potuto constatare - anche molto fantasioso e porco...'. E concluse: - "Ecco, ora sai tutto... Dimmi la verità, sono davvero una troia ninfomane?". Ascoltata la"confessione " senza quasi aprire bocca, Francesco si sentì un po' usato, ma quella chiavata super non l'aveva lasciato indifferente, anzi. Aveva trovato, in un colpo solo, un maschio e una femmina la cui porcaggine era pari alla sua, e non voleva perderli. In un baleno, escogitò un sistema che avrebbe soddisfatto ( è proprio il caso di dirlo) tutti. Solennemente, sentenziò che il pc era si a posto ma che necessitava di un'altra messa a punto... Solennemente, sentenziò - "Giorgia, tu sei una donna e una femmina splendida. Questa è la tua natura e sarebbe sbagliato non assecondarla... Ti dico di più: il tuo ora è a posto, ma dovrei mettere a punto dell'altro...".
9. Il trio delle meraviglie.
Francesco non se lo fece ripetere due volte, e la sera seguente era alla villetta. La cena, rimase impressa nella loro memoria, in un'atmosfera davvero epica. Giorgia e Andrea lo accolsero così come si erano lasciati poche ore prima, in un nudo integrale che non lasciava adito a dubbi, e invitarono il gradito ospite a fare altrettanto: - "Caro amico, mettiti pure comodo", gli disse il consorte facendo gli onori di casa. Francesco si denudò e raggiunse la coppia a tavola, augurandosi dentro di sé un leggero desinare per mantenere un minimo di lucidità per il dopo... E qui la prima sorpresa: a servire il trio non avrebbe provveduto la nostra troia, ma una avvenente ragazza. Nonostante quella "distrazione", il giovane non se ne curò per niente, e tenne gli occhi addosso alla sua amante per tutta la cena. Sotto al tavolo, intanto, il suo membro cresceva in lunghezza e solidità, mentre anche i capezzoli della donna erano sempre più turgidi.
A fine pasto, i tre non erano ancora sazi... Mancava qualcosa di essenziale. E allora Giorgia volle servire il suo "dessert". Per due ore filate, si offrì a Francesco, in tutte le posizioni, come se non vi fosse un domani... Alla fine, voltò lo sguardo, e vide riflessa nello specchio la figura di Andrea. Rimase a fissarlo per un po', e poi con un filo di voce lo chiamò s sé: - "Sei sempre molto indulgente con me... Credo che meriti anche tu la tua parte... Unisciti a noi!". Iniziò a baciare appassionatamente il giovane, mentre il consorte - montato sul letto - prese a palpeggiare l'altro maschio con un tocco leggero, quasi impercettibile, tanto che costui da principio non se ne accorse nemmeno. Passò la sua mano sulle rotondità del sedere di Francesco per poi risalire su lungo la schiena, fino a giungere in prossimità delle teste dei due amanti che gemevano dal piacere. Giorgia era di nuovo in lago tra le cosce, e le loro lingue parevano due anguille saldamente intrecciate. Allora Andrea ruppe gli indugi e si avvicinò, cacciò fuori la sua lingua, e quasi con prepotenza si inserì in mezzo, "sigillando" le altre due in un blocco unico e inestricabile... La donna scossa da quell'idillio, aprì gli occhi e vide suo marito. Piano piano, crebbe in lei un'idea: si divincolò dal giovane, lasciando i due uomini ad amoreggiare da soli. Era un desiderio che cullava da tanto tempo, e che finalmente - per il piacere della coppia - si stava compiendo... Si fermò in estasi a contemplare quella scena da brividi e a domandarsi: - "Ma Francesco troverà il tutto altrettanto seducente? O Andrea ci rovinerà tutto?". Questa era l’unica preoccupazione di quella troia ormai senza freni, mentre istintivamente si aprì di nuovo le cosce e cominciò a sgrillettarsi furiosamente, quasi a farsi male...
