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Erotika
Chi fa per se fa per tre
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Racconto38 min di lettura

Chi fa per se fa per tre

Un trio inaspettato

I racconti di Pollicino
1 anno fa · 718 letture · 0

Ma quella femmina era così invasata che volle mettere ancora alla prova il giovane amante, e gli chiese, sibillina, un ultimo sforzo: - "Vediamo ora cosa sai fare...". Muovendosi a quattro zampe, avanzò verso la bocca di Francesco, il quale vide ondeggiare stupendamente le mammellone mentre sbattevano l'una contro l'altra. In un istante, la verga del tecnico si ringalluzzì, e per un istante lui pensò di poter trovare alloggio nell'intestino... Ma Giorgia lo guardò fisso, e divaricandosi le grandi labbra gliele posizionò in modo che aderissero a ventosa sulla bocca di lui. Poi, gli spiegò cosa avrebbe voluto fare: - "Ti piace il pissing? Io ne vado matta, ti prego non dirmi di no...". E lui, liberandosi per un momento dal piacevole"bacio" di quelle labbra, le rispose: - "Non volevo che mi consideravate troppo porco, ma... Sì, mi fa impazzire! Adoro bere, perché so che tutti quel piscio bollente proviene direttamente da dentro di te...".

Andrea, già avvezzo a quel "gioco", porse alla moglie una bottiglia d'acqua da un litro e mezzo, la quale se la scolò senza batter ciglio, tutta d'un fiato. Intanto, la lingua dell'amante saettava ad esplorare le pareti vaginali, finché un ultimo tocco non scatenò l'inferno. Giorgia sentì dei brividi percorrerle tutto il corpo, lo guardò un'altra volta e guardò la sua bocca che era pronta ad accoglierla. Tremava dall'eccitazione, suprema, e cominciò a pisciare abbandonandosi a uno stimolo indescrivibile. Una cascata selvaggia di pioggia dorata cominciò a scendere, mentre Francesco beveva e ingoiava la sua pipì, con alcune gocce che gli scendevano agli angoli della bocca, finché la vescica non fu svuotata...

Il marito era estasiato nel vedere la consorte godere "di testa" come non l'aveva mai vista godere prima, ma era anche ricolmo di tristezza. E lei, che conosceva bene quello sguardo,  capì subito la ragione. Si voltò a cosce larghe, con la fica che era ancora fradicia di urina e di umori... Gli disse: - "Entra anche tu. Cazzetto mio, te lo sei proprio meritato...".

7. Un bagno in piscina.

Il “maschio beta” scaricò tutto ciò che aveva dentro sua moglie, e una volta stremato finalmente  la guardò negli occhi. Ormai i due si conoscevano a meraviglia, e anche se sessualmente non avevano più una grande sintonia viscerale, riuscivano ancora a condividere con partecipazione cose che poche altre coppie riuscivano a dichiararsi. In quel frangente, la donna mormorò sommessamente: - "Che ne diresti se adesso ci ripuliamo reciprocamente a modo mio? Voglio fargli una sorpresa, qualcosa di eccitante, a cui – se ho capito come è fatto – sono sicura che non dirà di no...". Andrea, meditabondo, non disse nulla. Non parlò. Aveva capito perfettamente l'intenzione perversa della sua compagna. La aiutò a rialzarsi, dopodiché lei fece altrettanto con il giovane torello ringraziandolo per ciò che aveva fatto: - "È stato bello, Francesco... Sapevo che non mi avresti delusa. Ma non finisce qui. Ho un premio speciale per te. Dai, seguimi...".

Si diressero, tutti e tre, nudi com'erano, nel loro giardino, la cui privacy era difesa e protetta da un'alta siepe, dove inserita nel verde c'era una piccola piscina. Ma, una volta a bordo vasca, il giovane si accorse subito che era vuota. Restò sconcertato, finché i padroni di casa non lo invitarono a scendere fin sul fondo.  Giorgia afferrò una pompa, ma anziché riempire quella struttura cominciò di nuovo a bere fino alla nausea. Poi, la passò al marito che fece altrettanto, e infine la diedero a Francesco, spiegandogli: - "Fai come noi... Anche se non ne hai voglia, bevi, bevi a sazietà e anche oltre... Tra poco vedrai che ne avrai bisogno...".

Andrea non fece in tempo a terminare la frase che Giorgia li prese per mano entrambi e li condusse a sdraiarsi stesi sul dorso, in prossimità del margine. Gli intimò: - “Non muovetevi, e chiudete gli occhi… Siete sporchi come maiali, avete bisogno di una bella lavata!”. Poi, fece per uscire dalla piscina, ma si fermò in maniera da poter mantenere la visuale e restare a portata dei due. Si chinò a chinino, accovacciata. Le grandi labbra della fica si scostarono spontaneamente, mettendo a vista più in fondo due splendide ali di farfalla, che a loro volta anticipavano un’apertura davvero mirabile… A questo punto, si udì un sospiro che sapeva di liberatorio. Era la donna che diceva: - “Ahhhhhh… giusto in tempo!”. I due di sotto non ebbero neanche modo di comprendere il significato di quelle parole, che vennero investiti da un tiepido getto. Dalla vagina stava sgorgando un torrentello di piscio giallo paglierino. Allora Francesco aprì gli occhi e sollevò lo sguardo verso l’alto, e vide il suo miglior feticcio. Restò immobile, ma cercò di rincorrere quel fiotto affinchè raggiungesse ogni angolo del suo corpo. Non contento, aprì la bocca, e la donna capì. Senza saperlo, erano fatti uguali. Subito, per dovere di ospitalità, scelse per primo il loro invitato, e con una leggera rotazione del bacino centrò l’obiettivo. Che bevuta, a Francesco non parve vero, e neanche una coppa di champagne della miglior qualità sarebbe stata più gradita… Spontaneo, gli venne da dire: - “Che bello! Quello che sta entrando nella mia bocca, esce dal tuo grembo…”.

Saziato il giovane, la porca passò ad occuparsi del consorte, il quale era già aduso a questi giochi. Non risparmiò nemmeno un centimetro, tutto venne intriso a dovere. In quella pratica, forse l’unica, Andrea non aveva davvero limitazioni. E così Giorgia diede libero sfogo a ciò che sapeva piacergli. Con un tono amorevole, gli disse: - “Ora viene il meglio, Cazzetto mio… Questo è il mio regalo. Da me a te…”. E così dicendo iniziò a regalare all’uomo un spruzzo deciso, una goccia dopo l’altra che lui ingoiò senza esitare. Alla fine, si asciugò le labbra come se avesse gustato la sua bibita preferita, e in effetti era proprio così…

Terminata questa fase di massimo godimento e scaricata la vescica, la donna si rivolse ancora autoritaria ai due maschi: - “Bene, ora che siete soddisfatti, non vi sembra da galantuomini dare una bella ripulita al piatto dove avete mangiato?”. Andrea e Francesco si guardarono interrogandosi con gli occhi, mentre nel frattempo Giorgia era scesa in piscina. Si era fermata davanti a loro, con le mani sui possenti fianchi e le gambe larghe. I due, si alzarono rimanendo in ginocchio e con la bocca proprio all'altezza della passerotto ancora gocciolante. Si spartirono la "preda", tanto di roba c'è n'era e in abbondanza. Superato l'imbarazzo, Francesco si avventò famelico sul monte di venere. Aveva il naso a contatto con la pelle e la lingua di fuori. Cominciò a dare pennellate lente ma prolungate, aggiungendo saliva e ingurgitando i residui di urina. La femmina si stava letteralmente sciogliendo, e mugolava di piacere, raccolse le forze residue, e infine - tenendolo attaccato a sé per la nuca - soavemente gli domandò: - "Vedo che ti piace... Mi stai regalando delle emozioni incredibili... Sai, quando sei entrato in casa non avrei mai immaginato che insieme ci saremo divertiti così tanto...". A causa di quelle sollecitazioni, ebbe forti spasmi nel ventre che per poco non la fecero crollare a terra. Poi, cercò con lo sguardo suo marito, il quale non molto lontano attendeva il suo turno. La bocca di Francesco era diventata come una ventosa e dovette faticare per separarlo dal suo Paradiso, ma ora era il turno di Andrea. Il quale, sgombrato il campo, prese possesso della parte che a lui piaceva di più... Lesto, si introdusse nella fessura, afferrando con le labbra quelle ali di farfalla intrise di secrezioni di ogni genere. Soprattutto, cercò di mondarle dal piscio, residuo che amava alla follia, spingendosi fino all'interno... Era una delle poche cose con cui riusciva ancora a far godere la sua consorte, la quale infatti mostrò di apprezzare grandemente quel gesto: - "Cazzetto, oh cazzetto mio... Con il pisello sei una nullità, ma di bocca sei così travolgente!", gli urlò quasi in faccia. Si era accasciata in terra, e fece bene, poiché sopraggiunse una squirtata monumentale, di cui neanche lei stessa sospettava di essere capace...

Ci vollero parecchi minuti affinché Giorgia riprendesse i sensi. Ansimava ancora, pesantemente, e non riusciva quasi a parlare, ma quando vide Francesco dinanzi a se, con il cazzo in tiro, ricordò ogni cosa. Lo pregò di aiutarla a rialzarsi, mentre Andrea - consapevole di quella sorta di "copione" che doveva recitare - tornò a bere. I due amanti si strinsero dolcemente in un abbraccio avvolgente, come due serpenti boa constrictor, e iniziarono a sbaciucchiarsi. Baci intimi, di lingua, come di due creature follemente innamorate. Le lingue si aggrovigliarono in un intrico indissolubile, e si rincorrevano come impazzite nella bocca di Giorgia. Poi Francesco cominciò a baciarle il collo con grande trasporto mentre la toccava alla cieca in ogni dove, e lei reclinò il capo per quell’incantesimo, impazzita di piacere. In quel momento, il coniuge che li stava osservando era l'ultimo pensiero per entrambi, che – incuranti della scomodità – si inginocchiarono infine sul fondo vasca, lei sotto e lui sopra, con il cazzo che sfregava sulla fica, e continuando a carezzarsi con le labbra appassionatamente, senza prendersi pausa alcuna. A un certo momento, la femmina percepì distintamente il pene di Francesco in erezione, con l'eccitazione di entrambi che cresceva. Ma mentre lui stava per penetrarla di nuovo, i due si fermarono di scatto e si fissarono, occhi negli occhi, per un istante.

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