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al cinema con Maurizio
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Racconto15 min di lettura

al cinema con Maurizio

avventura vera occorsa al cinema qualche tempo fa

Mirco 8626
1 anno fa · 2.3k letture · 2

I CONIUGI E LO SCONOSCIUTO DEL CINEMA

 

Un sabato sera di dicembre Maurizio e Milena "P" si recarono a vedere un film di fantascienza. Narrava di un' immaginaria catastrofe che aveva portato l'umanità sull'orlo dell'estinzione. Era appena iniziato il secondo tempo quando un uomo sui trent'anni si sedette sulla poltroncina alla sinistra di Milena mettendosi il giaccone a vento sulle ginocchia.

Maurizio, preso dagli strabilianti effetti speciali delle scene, sembravanon avesse fatto caso al tipo.

Milena, invece, gli rivolse uno sguardo incuriosito e le venne spontaneo domandarsi il motivo per cui quel tipo si fosse accomodato proprio accanto a lei sebbene tutt'attorno ci fossero molti posti liberi. Cercò di prestare attenzione alla proiezione ma non riusciva a concentrarsi sugli

avvenimenti, tanto le era parso strano il comportamento di quell'uomo.

Sebbene gli avesse dato una rapida occhiata nella semi oscurita della sala, notò che aveva un bel volto. Le giungeva un buon di colonia. Qualche minuto dopo avvertì un tocco sulla parte esterna del gomito sinistro,

poggiato sul bracciolo comune del sedile. Prudenza avrebbe voluto che si scostasse ma non lo fece, incuriosita di capire se il contatto fosse stato casuale o volontario. Il tocco si ripeté, stavolta più deciso. Capì che

quei due tocchi erano una sorta di segnale. Il contatto si ripeté poco dopo ma non al braccio, bensì a una scarpa. Resistette all'istinto di ritrarre il piede. Pochi secondi dopo le giunse la conferma che l'uomo la

avvisava che dovesse farsi palpare perché il tocco divenne più deciso. Mai   si era trovata in una situazione simile. Ebbe un brivido.

  La ragione le suggeriva di chiedere a Maurizio il cambio di posto ma non lo fece, un po' per l'imbarazzo di rivelargli che il tipo, sedutole accanto, la volevatoccare, ma un po' per l'emozionante curiosità di sapere quanto avrebbeosato. Pensò ai rischi che correva se avesse accettato le sue attenzioni.

Quel timore le fece ritrarre la scarpa ma lo solo il necessario per non avvertire più il contatto. Un attimo e sentì la scarpa dello sconosciuto accostarsi di nuovo alla sua. S'immaginò che l'uomo avesse capito la sua

indecisione e la sollecitasse a osare. Ebbe la tentazione di starci. Nella sala semibuia, resa più oscura dalle frequenti scene notturne del film, le immagini passavano davanti ai suoi occhi senza alcun significato talmente

era l'ansia che le procurava quella situazione. Con la coda dell'occhio si guardò attorno per accertarsi che non ci fossero persone troppo vicine.

Dietro di lei c'erano soltanto posti vuoti. Nella loro stessa fila quattro poltroncine più in là, una coppietta pensava di più a sbaciucchiarsi che a seguire il film. Nascosto dal suo piumino, che pure lei aveva posato sulle

gambe, sentì il ginocchio dell'uomo appoggiarsi al suo poi strusciarglielo leggermente. Trasse un profondo sospiro per attenuare l'ansia, sposto la gamba verso di lui aumentando il contatto. Con sorpresa sentì il ginocchio dell'uomo ritrarsi, ma subito dopo tornare ad appoggiarsi al suo e darle altri leggeri tocchi. Stava mandandole segnali per farle intendere che dovesse mettersi in una particolare posizione? Sì doveva essere così. Il viso se lo sentiva in fiamme e la bocca arida per l'emozione. Un altro tocco sul ginocchio, poi qualcosa che le tastava la gonna, quindi una breve tirata al tessuto. Capì ciò che lo sconosciuto voleva facesse: che

accostasse di più le gambe alle sue. Considero che se lo avesse fatto solo di un po', difficilmente Maurizio si sarebbe accorto della manovra perché i soprabiti glielo avrebbero impedito, ma che imbarazzo se l'avesse

scoperta! Poteva addirittura mettere a rischio la loro unione. Un conto erano le fantasie erotiche che si confidavano e le frasi che si scambiavano nei momenti intimi, durante le quali lui le sussurrava spesso

che gli sarebbe piaciuto vederla scopare con un altro, diversa era larealtà.

Tuttavia si sentiva preda da un'agitazione interione intensa.

Sentì l'uomo insistere a darle un altro colpetto al ginocchio per

sollecitarla a starci. Decise di accettare il "gioco" ma si propose che

gli avrebbe permesso ti palparle soltanto le ginocchia, poi si sarebbe

ritratta. Ruotando il bacino, si mosse sulla poltroncina come per

aggiustarsi la gonna. Quel movimento le permise di accostare di più le

gambe allo sconosciuto. Attese gli eventi col cuore che le batteva a

mille. Sentì la mano dell'uomo posarsi sul suo ginocchio, soffermarsi

qualche istante poi incominciare a risalirle la coscia con lenta

accortezza.

Maurizio, preso dal ritmo serrato del film, guardava la scena di un' onda

gigantesca che aggrediva una grande città sommergendo persone e cose. Pure

lei avvertiva un' onda ma era un cavallone di eccitazione che le levava

ogni volontà di togliersi da quella situazione rischiosa. Avvicinò di più

le gambe a quelle dello sconosciuto, con l'unico movimento possibile del

corpo: quello di accostarsi maggiormente a Maurizio col fianco destro.

L'uomo si ritrasse e spostò il giaccone in modo che coprisse il bracciolo

comune per celare la sua mano mentre si calava oltre. Adesso si trovava in

una posizione migliore. Tornò ad appoggiare la mano sulle ginocchia della

donna, poi, con cautela tornò a farla risalire.

Presa da quel gioco erotico rischioso ma coinvolgente, lei divaricò un

poco le gambe per facilitargli l'atto. Sentì la mano dello sconosciuto

risalirle le cosce. La sua fica si stava bagnando.

L'uomo, ormai certo della disponibilità che dimostrava la signora, seguitò

a guadagnare centimetri. Fece scivolare la mano all'interno delle cosce,

dove la pelle era più calda e tenera. Le calze che le fasciavano

impedivano di poco le percezioni. Raramente gli erano capitate donne tanto

accondiscendenti. Molte si ritraevano appena capivano le sue intenzioni,

altre, invece, stuzzicate dall'idea di provare a essere palpate, ma

temendo che i loro accompagnagnatori si accorgessero di qualcosa, si

temendo che i loro accompagnatori si accorgessero di qualcosa, si

sottraevano alle carezze quando la mano giungeva una decina di centimetri

sopra il ginocchio.

Si sentiva il cazzo duro come marmo.

Seguitò a fare risalire la mano fino a giungere all'altezza di un bordo più spesso delle calze. Capì che la signora non indossava collant ma autoreggenti. Quale fortuna! Superò il bordo e la sua mano si posò lassù, dove la pelle era più tenera e tiepida. Si accorse che non poteva avanzare più di così senza

scomporsi troppo.

Milena era eccitatissima. Quell'uomo aveva dita dal tocco sapiente e delicato. Sentì la sua mano fermarsi oltre il bordo dell'autoreggente.

Capì che non poteva scomporsi oltre. D'improvviso sentì la voce di

Maurizio. Il cuore le saltò un battito.

- Ti piace Barbara? -

- Che cosa? - domandò lei sforzandosi di rispondere con un tono di voce

normale.

- L'effetto speciale di questa scena. -

- Sì, molto. -

- Lo credo bene! - bisbigliò lui.

- Maurizio, non ho capito l'ultima frase che hai detto. -

- Ti ho chiesto se stessi comoda in quella posizione. -

- Certo - rispose lei. Lo udì fare un sommesso risolino, quindi metterle

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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