la lunga storia (2)

sandra
12 hours ago

Chiaramente, il viaggio in aereo rispetto al mio precedente con Vespucci è un'altra cosa, però, solo per uscire dall’aeroporto tra ritiro bagagli e controllo documenti ci è voluta un ora, poi un taxi giallo per l’Empire State Building, il posto dove devo incontrare Janet, sul belvedere dell’86° piano, molto romantico, abbiamo pensato poi il viaggio è continuato subito, stazione degli autobus e un Greyhound per Las Vegas, allora ci sono voluti tre giorni di viaggio comprese le soste, intanto noi due facevamo i fidanzatini a bordo, lei non aveva detto nulla ai suoi che la sapevano a New York, però quando ci incontrammo aveva compiuto i 18 anni da un mese e, quindi, il nostro progetto poteva continuare.

Prima di tutto abbiamo dovuto trovare un hotel non troppo costoso, a Las Vegas non è facilissimo siamo andati al Circus Circus Hotel costruito una decina di anni prima. Dove ci hanno anche dato tutte le informazioni per il matrimonio, dopo mesi di lontananza, però, non abbiamo resistito e siamo rimasti in camera fino al mattino successivo, e abbiamo rinnovato con molta passione la nostra conoscenza carnale, poi dopo colazione siamo andati alla chiesa che ci avevano consigliato, la più vecchia di Vegas : Little Church of the west e lì abbiamo organizzato il nostro matrimonio, ci siamo sposati senza licenza, non aveva alcun valore legale, solo per noi. La cerimonia fu alquanto breve e dopo tornammo subito in albergo dove mi aspettava una sorpresa, Janet mi disse che voleva donarmi qualcosa che mai nessuno aveva avuto di lei, ne aveva parlato con una sua compagna di scuola che aveva già provato e ne era rimasta entusiasta e, sotto la doccia mi disse che voleva fossi il primo ad avere il suo culetto.

Sono molto eccitato per questo anche se non l’ho mai fatto, però ho il timore di farle male ma lei sembra non preoccuparsene, dopo aver fatto l’amore e continuato a baciarci lei si china su di me che sono al suo fianco e mi prende il cazzo con una mano e se lo porta alle labbra facendolo crescere ed indurire, lo insaliva molto poi si inginocchia sul letto dimenando il sederino, io provo a metterci dentro un dito, lei sobbalza ma continua a sculettare mentre lo faccio andare avanti e indietro raccogliendo anche gli umori dalla sua fighetta ogni due o tre volte, poi un altro passaggio veloce nella sua bocca e punto la cappella al suo buchino spingendo, quando entra la sento soffiare ed inarca la schiena, tra i pugni stringe le lenzuola, le sussurro all’orecchio

-          Tutto ok?

-          Si si, continua

Spingo ancora di più riuscendo, millimetro dopo millimetro ad entrare con più della metà del mio uccello, poi comincio a muovermi e lei lentamente si rilassa e lascia andare, mentre la scopo nel culetto con le dita le titillo il clitoride, mi viene in mano ma mi chiede di continuare e così faccio, ci vuole solo qualche altro minuto perché inondi il suo sfintere con il mio sperma.

Tornati sotto la doccia mi disse che era contenta di averlo fatto e che la sua amica aveva ragione, le era piaciuto molto, dormiamo abbracciati fino al mattino, poi dopo colazione andiamo a comprare una moto usata, troviamo una Honda 500 che deve intestarsi lei, la paghiamo, tutto compreso 800 dollari, allora erano circa un milione e trecento mila lire, sostituite le nostre valigie con degli zaini eliminando il superfluo, soprattutto io, partiamo per il nostro viaggio negli States.

In due mesi visitiamo Nevada, California, Arizona, New Mexico e Colorado, io e Janet stiamo in effetti, imparando a conoscerci, tra noi va tutto benissimo, soprattutto il sesso ma negli ultimi giorni ho notato in lei una certa insofferenza, mi rendo conto che è una ragazza abituata alle comodità, agli agi consentiti dai soldi di papà, e noi giriamo per Motel non sempre adeguati, oppure in aree di sosta con delle specie di capanne all’interno dei parchi, passiamo le giornate in giro come turisti e la sera in locali dove oltre a bere, mangiare ed ascoltare, a volte, un po’ di musica non ci sia molto altro ma mi sembra che le cose non vadano poi così male o, almeno, lo credevo fino a che un giorno, tornando in camera ho visto che l’armadio era vuoto, che il suo zaino non c’era più e, sul letto un biglietto con scritto solo “Sorry, I love you”

I successivi  15 giorni sono passati tra interrogativi, sbronze e depressione, fino a quando ho, finalmente realizzato che era finito tutto. Ora si trattava di prendere una decisione, restare o tornare a casa?, per una decisione che si era rivelata sbagliata avevo buttato via il mio futuro.

Ed eccomi a Glendale, Colorado, passo le giornate andando in giro e le serate in un bar, devo riuscire a prendere una decisione; frequento ormai da diverse sere un locale in periferia, per me va bene, nessuno rompe i coglioni e posso bere in pace, sono diventato un appassionato di bourbon, la cameriera è carina, e piace sentirmi parlare in italiano, dice che la mia è una lingua “musicale”, ed io che sono stonato come una campana, mah, di solito resto fino alla chiusura, lei è l’unica che, ormai, conosce la mia storia e, di solito, mi offre gratis l’ultimo bicchiere, una sera l’aiuto a mandare via gli ultimi due clienti, decisamente più sbronzi di me, io non ho bevuto molto, ho lo stomaco che brontola, probabilmente il chili che ho mangiato in un locale vicino, chiude ma fuori ci sono ancora i due che le danno fastidio, io non sono certo un esperto di arti marziali o cose del genere, giusto un po’ di difesa personale in Accademia, però sufficiente per lasciarli seduti per terra, Holly mi ringrazia e mi chiede se posso accompagnarla a casa, non è che abbia molto altro da fare ed accetto, giusto qualche centinaio di metri a piedi, nella direzione opposta al mio motel, mi invita ad entrare per una tazza di caffè, ormai ci sono abituato ma ci metto zucchero ed un po’ di panna, mi lascia nel piccolo soggiorno mentre va a cambiarsi, ci mette un po’, giusto il tempo di finire il mio caffè, torna in accappatoio, deve aver fatto la doccia, dopo una giornata di lavoro…….., avrà 24/25 anni, bionda, più piccola di me, un visetto carino, si siede sul divano vicino a me

-          Dimmi qualcosa di carino in italiano

Le recito una poesia, l’unica che ricordo, il “5 maggio”, non certo adatta ma tanto non capisce cosa dico

-          Bella, mi piace

Mi viene più vicino, dopo Janet non sono più stato con nessuna, mi bacia e poi mi dice

-          Perché non resti, stanotte

Beh, gli ormoni sono ormoni e le restituisco il bacio ma in modo più deciso, lei mi apre la camicia e comincia a baciarmi il petto scendendo fino ad arrivare alla mia cintura che mi slaccia, poi mi infila la mano nei pantaloni e mi afferra il cazzo tirandolo fuori e cominciando a leccarlo e a baciarlo per poi infilarselo in bocca guardandomi in faccia, poi, al momento giusto si alza e mi viene sopra cavalcandomi, le slaccio l’accappatoio scoprendole il seno e comincio a succhiarle e mordicchiarle i capezzoli inturgiditi, viene su di me prima che io possa scaricarmi dentro di lei e si solleva in tempo in modo che il mio sperma schizzi all’esterno della sua figa ma poi si china a ripulirmi l’uccello con la lingua e continuiamo spostandoci sul letto.

Era da tempo, però mentre scopiamo mi sembra di farlo ancora con Janet, devo riuscire a togliermela dalla testa, è stata una notte impegnativa, almeno per me, al mattino lei non è nel letto al io fianco, mi alzo e, nudo come sono vado in soggiorno, lei è già al lavoro. Sta preparando la colazione, la saluto con un bacio e vado a fare una doccia veloce. Dopo colazione, mentre bevo il secondo caffè, lei mi dice

-          Hai deciso cosa fare?

-          Beh vorrei restare ma dovrei trovare qualcosa da fare, sono stanco di girare a vuoto senza fare nulla

-          Se vuoi mia zia cerca qualcuno per darle una mano, cosa ne sai di cavalli?

-          Io li adoro, ho cominciato a cavalcare a 9 anni, mio nonno in Sicilia mi ha regalato un cavallino nero che ho chiamato Calimero

-          Allora potresti lavorare da lei, ha un piccolo ranch con quattro cavalli, così potresti lasciare quello squallido motel

-          Ok, ci sto, e noi?

-          Senti io esco da una storia, è stato bello stanotte ma non voglio ancora impegnarmi con nessuno

-          Capito, però rimaniamo amici?

-          Certo, amici.

-          Ok, allora portami dalla zia.