Una lunGa sToria (1)

sandra
a day ago

Il viaggio è stato lungo, faticoso, eccitante per me come per molti altri come me, la crociera di addestramento del mio corso su Nave Vespucci è stata un’esperienza incredibile ed unica, abbiamo navigato a vela ed a motore, da La Spezia a New York, quasi come facevano gli antichi navigatori, su un tre alberi, a parte il bompresso a prua che in effetti ha la funzione di un quarto albero, lungo 101 metri con un equipaggio totale, compresi noi allievi di circa 450 persone, non è un’esperienza che un ragazzo di 19 anni, come me, può dimenticare, anche perché è stato, praticamente, il vero inizio della mia vita.

L’ingresso nel porto di New York è stato spettacolare, scortati dai rimorchiatori, con il saluto alla voce sui pennoni e la folla in banchina che ci acclamava, poi la sfilata nella quinta strada con le bandiere e gli equipaggi delle altre navi scuola, siamo venuti in America per il bicentenario degli Stati Uniti, è il 1976, il soggiorno è stato un turbinio di eventi più o meno ufficiali, sempre con la nostra uniforme con il classico spadino al fianco abbiamo comunque avuto anche del tempo per noi stessi ed è lì che è cominciato tutto.

Festa a Little Italy, serata danzante, alcuni di noi allievi ospiti d’onore poi l’ho vista, in un angolo della sala con alcune amiche che bevevano bibite e guardano gli altri ballare indicandoli e ridendo, folgorato, capelli castano/biondo, occhi verdi, un sorriso che illuminava la stanza un corpo, beh ero sempre un ragazzo di 19 anni con gli ormoni a mille, da favola, gambe lunghe, la scollatura che mostrava un seno maturo, non ho resistito. Non sono mai stato particolarmente timido, la mia ragazza di allora in Italia lo sapeva bene, eppure ho fatto una certa fatica a muovere i primi passi verso di lei per invitarla a ballare.

Si chiamava Janet era a New York per studiare ma era texana , di Houston, il papà lavorava nel petrolio, solo più tardi ho saputo che, in effetti, più che lavorarci faceva i soldi col petrolio perché aveva una sua compagnia. Un po’ in italiano ed un po’ in inglese riusciamo a capirci e balliamo insieme tutta la sera, è leggerissima tra le mie braccia, il suo profumo mi dà alla testa praticamente gli altri mi portano via di peso all’ora della ritirata; non dormo tutta la notte pensando a lei, ci siamo solo baciati ma le sue labbra erano morbide e calde. Nel periodo in cui siam rimasti a New York siamo riusciti a vederci solo altre 5 volte ed una sola volta senza nessun altro però per tutto un pomeriggio nella casa di una sua amica italo americana.

Non so come ho fatto a non strapparmi i bottoni della divisa mentre la toglievo baciandola, ci siamo trovati a rotolarci sul letto della sua stanza nudi baciandoci, io non ero decisamente espertissimo e lei neppure anche se non era più vergine, aveva solo 17 anni ma aveva già avuto un boy friend che frequentava il suo stesso college, però avevo una voglia incredibile di baciare il suo corpo dappertutto e lei rimase piacevolmente sorpresa di questo, soprattutto quando iniziai a masturbarla con due dita usando anche la lingua per sollecitarle il clitoride, cosa che non avevo mai fatto ma, che le piacque molto, anche le sue labbra calde avvolsero il mio membro che, in effetti, non aveva bisogno di altre sollecitazioni per aumentare il proprio turgore ed arrivare a farmi male tanto era duro, mentre le bacio e succhio i capezzoli le passo il mio uccello sulla fighetta, che lacrima, dal basso verso l’alto 4 o 5 volte, poi punto la mia cappella alle sue grandi labbra che si schiudono naturalmente alla leggera pressione e la penetro, unico affondo, profondo, lei inarca la schiena e sospira, devo trattenere la foga e mi muovo lentamente dentro di lei strisciando sulle pareti della sua stretta vagina godendone ogni millimetro, i suoi gemiti, ad ogni affondo, mi confortano sul fatto che sto facendo le cose nel modo giusto, mentre scopiamo continuiamo a limonare, mi morde anche un labbro, le tengo le braccia alzate sopra la testa unendo le mie mani alle sue, accompagna i miei affondi usando i suoi muscoli pelvici, abbiamo lo stesso obiettivo, godere e far godere il partner, possibilmente, insieme, cosa non facile per me in quel momento, è così che la prima volta l’orgasmo ci coglie impreparati.

Tutto il nostro pomeriggio lo passiamo a letto amandoci in posizioni diverse ma sempre abbracciati, sappiamo tutti e due che forse sarà la nostra ultima occasione per stare insieme prima della mia partenza per tornare in italia.

Al mio ultimo imbarco viene a salutarmi, il bacio è lungo ed appassionato tra gli scherni dei miei compagni. Ha le lacrime agli occhi, io a stento mi trattengo

-          Tornerò, ti giuro che tornerò

-          Devo crederti, voglio crederti.

Il viaggio di ritorno non è così esaltante, per me, come all’andata, sono combattuto, cuore contro cervello, a Porto Ferraio ho preso una decisione: lascio l’Accademia e torno negli USA, non  lo dico subito ai miei, pensano sia in licenza dopo la crociera, devo dirglielo quando mi vedono preparare la valigia dell’Accademia con dentro la mia uniforme per rispedirla a Livorno, una notte di urla, dico a mio padre che voglio andare a lavorare all’estero per un anno e poi mi iscriverò all’università, dal quel momento non mi parlerà più, a mia madre dico la verità, lei il giorno in cui vado a spedire la valigia mi mette in mano un milione e mi abbraccia dicendomi che spera io sia felice.

Nei giorni successivi sbrigo alcune faccende tra cui la banca, ho un conto corrente al quale posso accedere da quando avevo 18 anni, i soldi per l’università che mi ha lasciato il nonno, faccio la richiesta per una carta di credito e cambio tre milioni in traveller cheque e vado a comprare una valigia nuova, di quelle rigide.

Quando vado all’aeroporto papà non è a casa, gli lascio un biglietto per salutarlo, anni dopo scoprirò che l’ha conservato, mamma piange, ma lo fa sempre, anche quando sono partito per il concorso in Accademia, a Linate aspetto l’imbarco per Roma e poi per gli USA, ho telefonato a Janet, mi aspetta a New York, comincia una nuova vita per me.