Una mamma disponibile
Mi chiamo Cristiana, ho 30 anni e sono separata da 4, mio marito mi ha lasciato quando si è reso conto che il nostro bambino aveva bisogno di aiuto perchè gli è stato diagnosticato l’autismo, ha frequenti scatti d’ira, tende ad isolarsi, mio marito ha ritenuto di non farcela e mi ha lasciato e ora, Francesco, mio figlio è il mio mondo, non è un bambino diverso, è un bambino speciale con dei ritmi diversi, quest’anno dovrebbe andare a scuola e la cosa si è fatta complicata per me, l’unica fortuna è che ho un lavoro ben retribuito che mi consente di pagare l’aiuto di cui, prima io e poi lui, abbiamo bisogno, il problema è che a scuola me l’hanno rifiutato in tre istituti diversi per la carenza di insegnanti di sostegno o comunque preparati rispetto alla sua patologia, ho ancora un paio di possibilità e mi preparo ad esplorarle.
Anche la penultima è andata, me ne rimane una, una scuola privata, dopo aver inviato la documentazione richiesta ho un colloquio con la direttrice
- Buongiorno Dottoressa, si accomodi
- Cris va benissimo, grazie
- Devo dirle purtroppo che il Consiglio ha dato parere negativo, provvisoriamente
- Provvisoriamente?
- Si, perché io sono favorevole e, quindi, la pratica di Francesco non è stata ancora chiusa
- Quindi adesso cosa succede?
- Voglio essere chiara, Cris, questa è una Società, io detengo il 30% delle quote, per questo, oltre ai miei titoli, sono la direttrice, un’altra società detiene il 19%, questa è un istituzione cattolica
- E il rimanente 51%?
- Una coppia di fratelli che detengono quindi la maggioranza e si sono espressi in modo contrario
- Il motivo? Se è possibile saperlo
- Certo, credono che l’inserimento di Francesco possa arrecare danno agli altri alunni
- E in che modo, se posso?
- Distraendo il corpo insegnante
- Io ho già dato la mia disponibilità a coprire personalmente la differenza per il costo di un insegnante di sostegno dedicato
- E questo mi ha consentito di tenere ancora aperta la pratica ma quelli da convincere sono i nostri due soci di maggioranza che hanno il timore che qualche genitore presenti un reclamo
- Ed è un problema risolvibile?
- Le parlo francamente Cris, i nostri due soci non sono persone di larghe vedute, inoltre io e loro, oltre a non pensarla nello stesso modo diciamo che non leghiamo particolarmente, se non fosse per il lavoro preferirei non averci a che fare
- Allora non la vedo molto probabile una soluzione positiva della questione
- Potrebbe fare lei un tentativo, direttamente e personalmente
- Beh oltre al mio stipendio dispongo di qualche altra riserva, potrei proporre loro un surplus di pagamento
- Potrebbe provare, l’unica cosa alla quale sono sensibili è il profitto
- Lei può organizzarmi un incontro?
- Se decide di farlo, senz’altro.
- D’accordo, facciamolo e, comunque vada, grazie.
- Le faccio sapere al più presto, arrivederci.
Al ritorno a casa passo prima dalla mia banca per sapere esattamente di quanto potrei espormi poi torno a casa dal Mio Francesco, la badante che se ne occupa, appena entro mi fa cenno di non fare rumore, in soggiorno una scena che mi fa venire le lacrime agli occhi, sul tappeto Francesco e Ciccio, il nostro cucciolo di labrador che dormono abbracciati sul tappeto con la testa appoggiata allo stesso cuscino, nonostante l’autismo si è creato tra i due un legame bellissimo.
Due giorni dopo ricevo la telefonata della direttrice che mi chiede se sono disponibile il giorno dopo ad incontrare i suoi due soci, chiaramente le rispondo positivamente, ho il tempo per prepararmi, anche esteticamente, voglio apparire nella mia migliore forma. Per l’appuntamento indosso un tailleur con pantaloni, giacca doppiopetto grigio, niente camicetta e scarpe tacco 10 rosse, il mio parrucchiere mi ha fatto un acconciatura che fa risaltare il mio collo incorniciato dai miei capelli biondo cenere, il colore di moda in quel momento, bracciali, anelli e collier in oro giallo come gli orecchini; la scuola è chiusa, è sabato, suono il campanello e mi viene ad aprire un bidello che mi dice di andare in direzione al primo piano, busso alla porta e mi apre uno dei due fratelli, la mia prima impressione non è positiva, labbra sottili, occhi vicini, non ti guardano mai in faccia quando ti parlano, persone false, secondo me, poi mi guardano come se mi spogliassero.
- Buongiorno, si accomodi
- Grazie, buongiorno
Di fronte alla scrivania ci sono due poltrone, in una mi siedo io nell’altra il fratello, chi mi ha parlato è dietro la scrivania
- Abbiamo accettato d’incontrarla su richiesta della nostra socia direttrice
- Ed io vi ringrazio
- Fuori dai denti, perché dovremmo cambiare la nostra decisione?
- Perché, secondo me, le vostre conclusioni sono sbagliate
- Signora, questa è una scuola ma è anche una società, il nostro capitale sono i nostri iscritti, se, a causa di suo figlio dovessimo ricevere lamentele metteremmo a rischio la nostra attività
- Non vedo il motivo per delle lamentele
- Lei di cosa si occupa?
- Lo sapete dalla mia scheda
- Vero, responsabile della branca customer service della multinazionale per la quale lavora
- Infatti
- Quindi è lei che gestisce le lamentele riguardanti la sua società
- Esattamente
- Quindi sa benissimo di cosa parliamo, non lo nasconda
- Non lo nascondo affatto, ma l’eventuale perdita di profitto potrei risolverla con una “donazione” alla scuola
- Non siamo interessati, comunque complimenti per la sua posizione, non è comune per una donna
- Uomini o donne conta la competenza e la professionalità
- Beh dipende
- Cosa vuol dire?
- Che dipende dai casi, la nostra direttrice ne è un esempio
- Mi è sembrata preparata e poi so che ha una quota della società
- Che è di minoranza, avremmo potuto avocare ad uno di noi quel ruolo
- Avreste potuto
- Ma la nostra socia ha altre qualità, proprie dell’essere una bella donna
- Certo, la presenza conta
- Beh nel suo caso non è solo la presenza, mi permette di essere più chiaro?
- Certamente
- Allora diciamo che scopa bene, a volte anche con tutti e due insieme
- Oltre che chiaro è estremamente volgare e, inoltre, per quanto mi riguarda cosa vorrebbe dire
- Beh anche lei è molto bella, è una donna in carriera, probabilmente per arrivare dov’è ha dovuto elargire diversi favori
- Oltre che volgare lei è offensivo
- Su su non si agiti, siamo qui per parlare di suo figlio no?
- Mio figlio non ha nulla a che vedere con discorsi di questo tipo
- Potrebbe
- Cosa significa
- Continuerò ad essere volgare, come dice lei, una donna in carriera come lei sa fare i bocchini?
- Lei è una persona spregevole
- Può darsi ma sono convinto che se glielo metto in mano non lo lascia cadere, la sua motivazione è molto forte e sa anche di essere un po’ troia ahahahah
Stavolta resto davvero senza parole, mi alzo e faccio per andarmene, poi penso a Francesco e resto immobile in mezzo alla stanza
- Vorreste dire che è la condizione per ammettere mio figlio?
- Beh se suo figlio è ammesso in questa scuola dovrà frequentare per 8 anni, 5 di elementari e tre di medie, diciamo che il nostro potrebbe diventare un rapporto di una certa durata, chiaramente a termine e in totale riservatezza, lei è separata vero?
- Si, sono separata
- Bene, quindi nessun impedimento morale, chiuda la porta a chiave mentre è in piedi
Ancora non mi muovo, mi fanno ribrezzo, ma Francesco ………….., vado alla porta, mi volto verso di loro e soffio chiudendo la porta a chiave
- Bene, adesso vediamo cosa stiamo comprando, spogliati, lì, in mezzo alla stanza.
Tolgo la giacca del tailleur e metto in mostra il mio reggiseno a balconcino di pizzo di seta nero
- Belle tette
Slaccio i pantaloni che cadono per terra e resto con la biancheria e le mie scarpe rosse
- Prima voglio la certezza per mio figlio
- Certo, ecco il modulo di accettazione dell’iscrizione con le nostre firme
Vado alla scrivania e lo metto nella borsa, quando mi giro i due uomini sono davanti alla scrivania vicini in piedi e hanno estratto dai pantaloni i loro uccelli, sono fratelli anche nell’aspetto e nelle dimensioni
- Beh sai cosa fare no?
Devo chinarmi in avanti li impugno e comincio a leccarli, tutti e due allungano una mano e mi prendono i seni, li imbocco cominciando a succhiarli insalivandoli
- Uhm brava, così, senza fretta
Ci voglio almeno 10 minuti perché raggiungano il turgore necessario, adesso voglio solo che facciano in fretta, mi sento tirare i capelli verso l’alto e mi rialzo, menttre uno dei due mi slaccia il reggiseno l’altro infila la mano nelle mie mutandine, mi accarezza la figa con le dita e poi dà uno strappo e me le straccia
- Sei già bagnata, da quanto tempo sei separata?
- 4 anni
- 4 anni di carestia allora per questa bella figa, oppure no
- Si
- Ti facciamo recuperare noi il tempo perduto
I fogli che sono sulla scrivania finiscono per terra e mi sollevano facendomici sdraiare sopra, poi uno dei due sale anche lui sul tavolo e mi tira su facendomi mettere carponi, mi infila un dito nel culetto
- Bello sodo, adoro i culetti sodi
Stringo i denti mentre sento la sua cappella spingere contro il mio buchino, riesce ad entrare e poi spinge ancora, però lo fa lentamente, non è certo inesperto, entra almeno per un palmo, lo sento piantato nel mio sfintere, allarga le gambe, mi prende per la vita e si tira indietro portandomi su di sé, rimanendo ben piantato nel mio sedere, adesso comincerà a scoparmi penso, invece resta immobile, poi capisco il perchè, anche il fratello sale sul tavolo, mi si mette davanti e si incunea tra le mie cosce, il suo cazzo cerca la mia figa e la trova, le mie grandi labbra si schiudono alla pressione e, anche lui, con un unico movimento fluido è dentro di me, adesso cominciano a muoversi scopandomi entrambi contemporaneamente, non l’ho mai fatto è una sensazione strana e piacevolissima anche se non vorrei, dopo qualche minuto arriva l’orgasmo, improvviso e prepotente, penso di aver graffiato la schiena di quello che è sopra di me ma non sembra accorgersene e continua a scoparmi insieme al fratello, ci vuole ancora un po’ prima che entrambi, quasi contemporaneamente ad un mio secondo orgasmo, scarichino il loro sperma dentro il mio corpo con un sospiro di comune soddisfazione.
Liberata dai loro cazzi scendo dalla scrivania ma loro due si mettono seduti sul tavolo e vogliono che gli ripulisca gli uccelli con la lingua, cosa che faccio e poi chiedo di andare in bagno che uno dei due mi indica,
quando esco si sono già rivestiti
- Adesso abbiamo alcuni impegni, ti facciamo saapere noi quando rivederci, comunque dovrai tornare per l’inserimento di tuo figlio
Mi rivesto anche senza mutandine ed esco senza salutarli o dire altro; sono incazzata, oltre che per l’accaduto anche con me stessa per il fatto che ho goduto in modo evidente, mi calmo solo quando arrivo a casa da Francesco e, dopo aver fatto una doccia mi siedo sul tappeto vicino a lui e a Ciccio per leggergli una fiaba.
Dopo aver fatto l’inserimento a scuola di Francesco ed aver conosciuto la sua insegnante di sostegno sono andata dalla direttrice per ringraziarla, poi, contenta di non aver visto i due fratelli sono tornata in ufficio.
Sono stati 8 anni di umiliazioni, sesso anche violento, minacce per ottenere quello che volevano, una parte della mia vita è stata rovinata, unica gioia Francesco che h iniziato a socializzare e l’intelligenza di alcuni genitori della scuola che hanno compreso che mio figlio era normale come i loro, solo con un rapporto diverso con gli stimoli esterni.
-
-
-
-
Generi
Argomenti