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Erotika
Una ragazza "VORACE"
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Racconto15 min di lettura

Una ragazza "VORACE"

solo quando si trova in situazioni particolari si scopre la sua vera natura

sandra
7 mesi fa · 1.2k letture · 0

Sono 6 mesi che non vedo il mio fidanzato, finalmente mi sto imbarcando a Malpensa per Singapore, sarà un volo molto lungo, circa 12 ore, senza scali, le poltrone della prima classe sono molto comode, in file da due, mi è capitato un vicino abbastanza simpatico ma poco loquace, mi dedico alle mie riviste fino a quando, uno per volta i passeggeri si mettono a dormire, me compresa, tolgo le scarpe e mi rannicchio sulla poltrona piegando le gambe sotto il sedere, mi sono vestita in modo comodo per il lungo viaggio, una mini di jeans, un top di cotone corto in vita e slip di pizzo di seta, ho evitato il reggiseno perché mi stringe e il viaggio è lungo.

Mi tiro fino al collo la coperta che mi ha dato la hostess e appoggio la testa al cuscino profumato in dotazione, anche il mio vicino dorme, cosa strana non russa, per fortuna, ne osservo i lineamenti, è decisamente un bell’uomo, sarà sui 40 prima che si sedesse ho notato il fisico snello ma muscoloso, nessun anello sulle dita , è una cosa che una donna single nota subito.

Sono le tre del mattino tutti dormono, come faccio ormai da mesi senza Claudio, il mio fidanzato la mano corre sotto la mia mini, le mie dita scostano le mie mutandine, la mia figa è già bagnata e comincio a masturbarmi con gli occhi chiusi, mi si contrae il ventre, sento su di me lo sguardo di qualcuno ma non voglio aprire gli occhi, voglio solo continuare con le mie dita, accarezzo il mio clitoride, una mano si infila sotto la mia coperta e poi sotto il mio top palpeggiando il mio seno, due dita mi prendono un capezzolo strizzandolo ma io continuo sempre a occhi chiusi, mi sento prendere in braccio con tutta le coperta, ho una spalla sulla quale appoggiare la testa, una porta si apre e poi si chiude, sono seduta sul lavandino del bagno, le mie dita sostituite da una lingua che esplora il mio sesso assaporandone gli umori, con le dita accarezzo i suoi riccioli, con tutte e due le mani gli stringo la testa mentre orgasmo sollevandola fino all’altezza del mio ombelico, poi mi metto in piedi cercando le labbra dell’uomo di fronte a me mentre con le mani gli accarezzo l’erezione evidente dal rigonfiamento dei suoi pantaloni, mi piego in ginocchio e gli abbasso la zip infilando la mano all’interno per trovare la sua verga quasi pronta, ne sento il sapore con la punta della lingua poi la prendo in bocca insalivandola e portandola al giusto turgore, quando mi rialzo mi fa girare con le mani sul lavandino, sento sollevare la mia mini e uno strappo fa cadere le mie mutandine per terra, sul sedere le sue mani forti, sento il suo cazzo durissimo strisciare tra le mie cosce e raggiungere la mia figa grondante,  ci si infila dentro con una sensazione bellissima, comincia a scoparmi stringendomi con le mani i seni

-          Più forte, ti prego, di più

-          Continua, non smettere

Sono piegata leggermente in avanti, spigo il sedere all’indietro ad ogni affondo, mi fanno male i capezzoli tanto sono duri, le sue dita li maltrattano, amplificano il mio piacere, l’orgasmo mi raggiunge violento ed impetuoso come il getto del suo sperma dentro di me poco dopo.

Mi ricompongo e sempre avvolta nella coperta torno al mio posto, mi rimetto a dormire e lui arriva poco dopo, mi accarezza la guancia e si riaddormenta.

Quando mi sveglio arriva la hostess con il carrello per la colazione, scopro che il mio vicino ha gli occhi verdi, gli sorrido e lui ricambia, arriva il segnale per allacciare le cinture, stiamo atterrando, lo vedo andarsene davanti a me con le sue spalle larghe, lo perdo di vista dentro la navetta che ci porta al terminal, poi le procedure, il ritiro bagagli, il controllo passaporti e, finalmente, esco, lo vedo subito, Claudio mi aspetta con una grosso mazzo di fiori, il bacio è lungo ed appassionato, il mio vicino ci passa di fianco senza fermarsi, lo aspetta una bella donna con una bimba in braccio, anche loro si abbracciano e baciano.

Prendiamo un taxi e arriviamo nel suo appartamento, non grande ma con un bellissimo terrazzo al dodicesimo piano, mi infilo subito sotto la doccia, Claudio mi raggiunge poco dopo, la mia voglia è grande, la sua pure, cominciamo ad amarci sotto la doccia continuiamo tutti bagnati sul letto, smetto di baciarlo solo per cercare il suo cazzo con le labbra, la mia lingua riconosce il suo sapore, le mie mani la consistenza del suo scroto, lui sa cosa voglio, voglio sentirlo dentro di me, nel mio culetto, piantato dentro di me che mi scopa con forza e profondamente, mentre lo fa mi schiaffeggia con violenza il sedere, ho il mio primo orgasmo dopo pochissimo ma voglio che continui ancora con più forza, con più violenza, deve farmi male per farmi godere di più, graffio le lenzuola, finalmente sento il suo sperma invadere il mio sfintere ed ho il mio secondo orgasmo prepotente come la sua penetrazione, rimaniamo stesi abbracciati a respirare forte

-          Dio come mi sei mancato

-          Anche tu, ogni momento

Lo bacio e poi

-          Adesso ho fame, mi porti fuori?

-          Ai tuoi ordini anche perché non riuscirei a fare altro, mi hai sfiancato

-          Spero di no

-          Golosa

-          Ho 6 mesi da recuperare

-          Non in un notte però, se no mi seppellirai

-          Vabbè, portami a pranzo adesso

Al mattino ci alziamo tardi, io per colpa del jet lag lui per colpa mia, a colazione che poi per noi è praticamente il pranzo mi dà la brutta notizia

-          Tesoro un problema di lavoro devo stare via qualche giorno

-          Ma sono appena arrivata

-          Un imprevisto ma stai tranquilla, non più di tre o quattro giorni e poi sono di nuovo tutto tuo.

-          E cosa faccio nel frattempo?

-          Vai in giro, conosci la città, fai la turista, qui sono tutti turisti, vedrai che passeranno in fretta oppure meglio vai fuori città, una bella gita nei dintorni, la città te la faccio vedere io quando torno.

Il mattino dopo passo la giornata a Little india e China Town fino a sera, quando all’interno di una bazar un uomo ben vestito, con un panama in testa mi si avvicina

-          Buonasera, permette?

-          Buonasera

-          Mi perdoni ma non ho saputo resistere, non è raro trovare un’europea quì, ma una così bella succede molto di rado

-          Beh grazie, non so che dire

-          Dica di sì ad un mio invito a cena, senza altri scopi se non quello di conoscerla meglio

-          Forse dovrei tornare a casa a cambiarmi

-          No no, è perfetta così.

-          E va bene, allora accetto. basta che non ci sia ancora da camminare, è tutto il giorno che lo faccio e mi fanno male i piedi

-          Ahahah nel caso la porterò in braccio.

-          Comunque piacere Marcel

-          Valentina

-          Italiana?

-          Si italianissima

-          Ecco una delle ragioni della sua bellezza

-          Troppi complimenti

-          Dico solo la verità, lo giuro, andiamo?

-          D’accordo

Siamo in un locale particolare, al primo piano una balconata tutta intorno con i tavoli, al piano terra  un ring nel centro della sala con  delle panche intorno, Marcel mi racconta che sul ring si svolgono combattimenti di vario genere, sulle panche siedono gli spettatori e al primo piano si mangia guardando gli incontri e scommettendp anche, dice che lì scommettono tutti.

-          Lei mi sembra una ragazza decisa che non ha paura

-          Si, abbastanza, lo dice anche Claudio, il mio fidanzato

-          Non ci credo Mio Dio

-          Cosa?

-          Lei è Valentina di Milano, la fidanzata di Claudio, il mio amico romano

-          Lo conosce allora?

-          Beh direi proprio di si, siamo amici oltre che colleghi, nel senso che lavoriamo per la stessa Società, mi ha parlato moltissimo di lei

Prima di andare avanti…

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