Una ragazza "VORACE"

sandra
16 hours ago

Sono 6 mesi che non vedo il mio fidanzato, finalmente mi sto imbarcando a Malpensa per Singapore, sarà un volo molto lungo, circa 12 ore, senza scali, le poltrone della prima classe sono molto comode, in file da due, mi è capitato un vicino abbastanza simpatico ma poco loquace, mi dedico alle mie riviste fino a quando, uno per volta i passeggeri si mettono a dormire, me compresa, tolgo le scarpe e mi rannicchio sulla poltrona piegando le gambe sotto il sedere, mi sono vestita in modo comodo per il lungo viaggio, una mini di jeans, un top di cotone corto in vita e slip di pizzo di seta, ho evitato il reggiseno perché mi stringe e il viaggio è lungo.

Mi tiro fino al collo la coperta che mi ha dato la hostess e appoggio la testa al cuscino profumato in dotazione, anche il mio vicino dorme, cosa strana non russa, per fortuna, ne osservo i lineamenti, è decisamente un bell’uomo, sarà sui 40 prima che si sedesse ho notato il fisico snello ma muscoloso, nessun anello sulle dita , è una cosa che una donna single nota subito.

Sono le tre del mattino tutti dormono, come faccio ormai da mesi senza Claudio, il mio fidanzato la mano corre sotto la mia mini, le mie dita scostano le mie mutandine, la mia figa è già bagnata e comincio a masturbarmi con gli occhi chiusi, mi si contrae il ventre, sento su di me lo sguardo di qualcuno ma non voglio aprire gli occhi, voglio solo continuare con le mie dita, accarezzo il mio clitoride, una mano si infila sotto la mia coperta e poi sotto il mio top palpeggiando il mio seno, due dita mi prendono un capezzolo strizzandolo ma io continuo sempre a occhi chiusi, mi sento prendere in braccio con tutta le coperta, ho una spalla sulla quale appoggiare la testa, una porta si apre e poi si chiude, sono seduta sul lavandino del bagno, le mie dita sostituite da una lingua che esplora il mio sesso assaporandone gli umori, con le dita accarezzo i suoi riccioli, con tutte e due le mani gli stringo la testa mentre orgasmo sollevandola fino all’altezza del mio ombelico, poi mi metto in piedi cercando le labbra dell’uomo di fronte a me mentre con le mani gli accarezzo l’erezione evidente dal rigonfiamento dei suoi pantaloni, mi piego in ginocchio e gli abbasso la zip infilando la mano all’interno per trovare la sua verga quasi pronta, ne sento il sapore con la punta della lingua poi la prendo in bocca insalivandola e portandola al giusto turgore, quando mi rialzo mi fa girare con le mani sul lavandino, sento sollevare la mia mini e uno strappo fa cadere le mie mutandine per terra, sul sedere le sue mani forti, sento il suo cazzo durissimo strisciare tra le mie cosce e raggiungere la mia figa grondante,  ci si infila dentro con una sensazione bellissima, comincia a scoparmi stringendomi con le mani i seni

-          Più forte, ti prego, di più

-          Continua, non smettere

Sono piegata leggermente in avanti, spigo il sedere all’indietro ad ogni affondo, mi fanno male i capezzoli tanto sono duri, le sue dita li maltrattano, amplificano il mio piacere, l’orgasmo mi raggiunge violento ed impetuoso come il getto del suo sperma dentro di me poco dopo.

Mi ricompongo e sempre avvolta nella coperta torno al mio posto, mi rimetto a dormire e lui arriva poco dopo, mi accarezza la guancia e si riaddormenta.

Quando mi sveglio arriva la hostess con il carrello per la colazione, scopro che il mio vicino ha gli occhi verdi, gli sorrido e lui ricambia, arriva il segnale per allacciare le cinture, stiamo atterrando, lo vedo andarsene davanti a me con le sue spalle larghe, lo perdo di vista dentro la navetta che ci porta al terminal, poi le procedure, il ritiro bagagli, il controllo passaporti e, finalmente, esco, lo vedo subito, Claudio mi aspetta con una grosso mazzo di fiori, il bacio è lungo ed appassionato, il mio vicino ci passa di fianco senza fermarsi, lo aspetta una bella donna con una bimba in braccio, anche loro si abbracciano e baciano.

Prendiamo un taxi e arriviamo nel suo appartamento, non grande ma con un bellissimo terrazzo al dodicesimo piano, mi infilo subito sotto la doccia, Claudio mi raggiunge poco dopo, la mia voglia è grande, la sua pure, cominciamo ad amarci sotto la doccia continuiamo tutti bagnati sul letto, smetto di baciarlo solo per cercare il suo cazzo con le labbra, la mia lingua riconosce il suo sapore, le mie mani la consistenza del suo scroto, lui sa cosa voglio, voglio sentirlo dentro di me, nel mio culetto, piantato dentro di me che mi scopa con forza e profondamente, mentre lo fa mi schiaffeggia con violenza il sedere, ho il mio primo orgasmo dopo pochissimo ma voglio che continui ancora con più forza, con più violenza, deve farmi male per farmi godere di più, graffio le lenzuola, finalmente sento il suo sperma invadere il mio sfintere ed ho il mio secondo orgasmo prepotente come la sua penetrazione, rimaniamo stesi abbracciati a respirare forte

-          Dio come mi sei mancato

-          Anche tu, ogni momento

Lo bacio e poi

-          Adesso ho fame, mi porti fuori?

-          Ai tuoi ordini anche perché non riuscirei a fare altro, mi hai sfiancato

-          Spero di no

-          Golosa

-          Ho 6 mesi da recuperare

-          Non in un notte però, se no mi seppellirai

-          Vabbè, portami a pranzo adesso

Al mattino ci alziamo tardi, io per colpa del jet lag lui per colpa mia, a colazione che poi per noi è praticamente il pranzo mi dà la brutta notizia

-          Tesoro un problema di lavoro devo stare via qualche giorno

-          Ma sono appena arrivata

-          Un imprevisto ma stai tranquilla, non più di tre o quattro giorni e poi sono di nuovo tutto tuo.

-          E cosa faccio nel frattempo?

-          Vai in giro, conosci la città, fai la turista, qui sono tutti turisti, vedrai che passeranno in fretta oppure meglio vai fuori città, una bella gita nei dintorni, la città te la faccio vedere io quando torno.

Il mattino dopo passo la giornata a Little india e China Town fino a sera, quando all’interno di una bazar un uomo ben vestito, con un panama in testa mi si avvicina

-          Buonasera, permette?

-          Buonasera

-          Mi perdoni ma non ho saputo resistere, non è raro trovare un’europea quì, ma una così bella succede molto di rado

-          Beh grazie, non so che dire

-          Dica di sì ad un mio invito a cena, senza altri scopi se non quello di conoscerla meglio

-          Forse dovrei tornare a casa a cambiarmi

-          No no, è perfetta così.

-          E va bene, allora accetto. basta che non ci sia ancora da camminare, è tutto il giorno che lo faccio e mi fanno male i piedi

-          Ahahah nel caso la porterò in braccio.

-          Comunque piacere Marcel

-          Valentina

-          Italiana?

-          Si italianissima

-          Ecco una delle ragioni della sua bellezza

-          Troppi complimenti

-          Dico solo la verità, lo giuro, andiamo?

-          D’accordo

Siamo in un locale particolare, al primo piano una balconata tutta intorno con i tavoli, al piano terra  un ring nel centro della sala con  delle panche intorno, Marcel mi racconta che sul ring si svolgono combattimenti di vario genere, sulle panche siedono gli spettatori e al primo piano si mangia guardando gli incontri e scommettendp anche, dice che lì scommettono tutti.

-          Lei mi sembra una ragazza decisa che non ha paura

-          Si, abbastanza, lo dice anche Claudio, il mio fidanzato

-          Non ci credo Mio Dio

-          Cosa?

-          Lei è Valentina di Milano, la fidanzata di Claudio, il mio amico romano

-          Lo conosce allora?

-          Beh direi proprio di si, siamo amici oltre che colleghi, nel senso che lavoriamo per la stessa Società, mi ha parlato moltissimo di lei

-          Spero bene

-          Uhm diciamo di sì, diciamo anche che dopo qualche bicchiere Claudio diventa molto loquace tranne che sul lavoro

-          Devo preoccuparmi?

-          Chissà, ma adesso mangiamo, tra poco cominciano i combattimenti.

Sono curiosa di spere cosa Claudio dice di me, mentre mangiamo stuzzico Marcel

-          Allora cosa le ha detto di me Claudio

-          Non mi aveva detto che lei è bellissima, bella si, ma non così

-          Esagerato

-          Per niente

-          E poi?

-          Che non si tira mai indietro e che le piacciono le situazioni “forti” ma questo l’ha detto dopo il quarto bicchiere

-          E secondo lei cosa intendeva?

-          Qualcosa di pruriginoso, secondo me, forse lo scoprirò stasera

Intanto giù i combattimenti proseguivano, ogni tanto Marcel chiamava il cameriere e gli diceva qualcosa dandogli dei soldi, anch’io stavo bevendo un po’ troppo, oltretutto di un liquore che non conoscevo, mi sembra si chiamasse Baijiu, comunque ero ancora lucida anche se un po’ brilla, sul ring stavano presentando 4 combattenti, Marcel mi disse

-          Ne scelga due, combattono in coppia

Glieli indicai e lui chiamò il cameriere

-          Fatto, se vincono io porto a casa 1.000 dollari di Singapore, circa 650 euro per intenderci

-          E loro cosa vincono?

-          Sicura di volerlo sapere?

-          Ma certo

-          Allora ho fatto sapere loro che sono stati scelti da una splendida donna europea e che se avessero vinto avrebbero goduto dei suoi favori questa notte

-          Marcel lei è pazzo

-          Valentina, non ama il rischio? 50 % di possibilità, se io perdo lei vince, se io vinco lei forse non perde e si diverte e io guardo che è la cosa che preferisco

-          Amo il rischio quando è una mia scelta

-          Ha scelto lei la coppia

Sono in fibrillazione, bevo ancora un paio di bicchieri, abbiamo finito di mangiare, il combattimento è finito non ho voluto guardare ma vedo arrivare il cameriere che porta dei soldi a Marcel

-          Valentina ha 5000 dollari?

-          No non li ho

-          Pagando potrebbe  evitare di incontrare i due vincitori

-          Potrebbe pagare lei visto che a scommettere non sono stata io

-          Non credo lo farò, credo che non le dispiacerebbe incontrarli, entrambi e……insieme

-          Cosa dice?

-          Vediamo, li incontriamo e se vuole interverrò ma se quello che mi ha detto Claudio è vero la metà non succederà

Bevo ancora un bicchiere prima di seguire lui ed il cameriere in una stanza al secondo piano, appena entrati vedo un grande letto centrale, in un angolo una grossa poltrona dove si siede Marcel , arriva il solito cameriere seguito dai due lottatori, si sono lavati ma hanno ancora addosso il solito abbigliamento tipo pannolone ma non hanno più le fasce intorno alle mani. Il cameriere parla con Marcel che gli risponde, il cameriere si rivolge ai lottatori che tolgono anche quel poco che li copre rimanendo completamente nudi che poi si girano entrambi verso di me, wow non credevo di essere così eccitata ma non riesco a staccare gli occhi dai loro attributi  e dai loro muscoli, Marcel gli dice qualcosa e mi si avvicinano, uno dei due mi si mette dietro, le sue mani mi prendono da dietro l’abbottonatura del top e poi, all’improvviso, tira con forza facendomi saltare i bottoni e lasciando nudo il mio seno a disposizione delle mani dell’altro lottatore che non deve fare altro che allungarle per impossessarsene e stringerlo con forza strizzandolo con le sue dita d’acciaio e facendomi leggermente piegare in avanti in una posizione che consente, sempre all’altro dietro di me di strapparmi anche la gonna che era tenuta chiusa solo da una fila di bottoni sul davanti di cui tre erano già slacciati, i miei slip semitrasparenti non oppongono alcuna valida resistenza, così sballottata mi trovo nuda in ginocchio con il cazzo di uno dei due contro una guancia e quello dell’altro sulle labbra, li fanno strisciare entrambi sulla mia pelle tenendomi per i capelli, come un ‘invasata” cerco di prenderli entrambi con le mani per cominciare a leccarli e a succhiarli, non guardo Marcel di cui sento addosso lo sguardo, li imbocco famelica, li succhio  turno insalivandoli, uno dei due mi tiene con la testa arrivandomi fino in gola e togliendomi quasi il respiro, tirandomi su mi spinsero ad appoggiarmi al letto e subito, con violenza, mi sentii aprire le chiappe con le mani, uno dei due puntò il suo cazzo al mio buchino ed iniziò a spingere, sculettavo per aiutarlo prendendo contemporaneamente schiaffi sul sedere mentre l’altro seduto sul letto mi teneva la testa ferma con le due mani facendo andare avanti e indietro nella mia bocca aperta il suo uccello. Con le mani graffiavo le lenzuola sul letto mentre mi scopavano entrambi in bocca e nel culo non riuscivo a pensare a nulla, volevo solo godere, orgasmavo con violenza mentre ingoiavo lo sperma e non aspettavo altro che venir penetrata di nuovo, ero sdraiata sul letto sazia ma solo in parte, lo sperma era colato sulle mie cosce, lo raccoglievo con le dita e me le portavo alle labbra per succhiarle, non mi accorsi neppure dell’entrata nella stanza di altre due persone, erano i lottatori che avevano perso, lo seppi dopo, ero il loro premio di consolazione. Mi sentii spostare su un fianco e un cazzo mi penetrò nel culetto ancora allargato ed un altro nella figa grondante dei miei umori, impazzii dal piacere, li sentivo strisciare dentro di me separati solo da una sottile striscia di carne ma ne avevo altri due che strisciavano sulle mie labbra cercando la mia lingua, la sborra mi riempie figa e culo, i miei orgasmi diventano multipli mentre i cazzi vengono sostituiti dagli altri due, non credo poter resistere a lungo ma non posso, non voglio che si fermino, sono sempre più impiastricciata di sperma che mi esce dalla figa e dal culo, ho le cosce piene oltre che la faccia per quello che non sono riuscita ad ingoiare, è passato parecchio tempo da quando sono entrata in quella stanza, sono seduta sul pavimento, credo siano sazi e vogliano darmi un ultima razione di sborra perché sono in piedi intorno a me con i cazzi in mano, gli schizzi di sperma cominciano a colpirmi, in faccia, sulle tette, dappertutto, adesso davvero sono piena del loro nettare, dentro e fuori e mi lascio andare, distrutta, sul tappeto,

Passa un ora prima che senta la voce di Marcel dare disposizioni in una lingua che non conosco, vengo sollevata e presa in braccio e poi immersa in una vasca di acqua calda, mani delicate mi lavano ovunque, quasi mi addormento nella vasca, vengo avvolta da asciugamani morbidi e portata su un comodo letto dove mi addormento definitivamente.

Mi sveglio perché il mio corpo viene massaggiato con oli profumati ed unguenti che, mi sembra, diano sollievo al mio culetto ed alla mia figa, non sono a casa mia, a fianco del letto Marcel mi guarda e dice

-          Beh Valentina, sembra che Claudio non mi abbia detto bugie su di lei ma sono rimasto stupito lo stesso dalla sua voracità, a scapito della sua stessa salute.

-          Mi porti a casa

-          Si, tra poco la faccio rivestire ed accompagnare, ma voglio godere ancora un po’ della vista del suo corpo splendido di cui , purtroppo, non posso godere direttamente ma solo per interposta persona.

-          Racconterà di questa notte a Claudio?

-          No, non credo proprio

-          Tornerà presto?

-          Credo tra tre o quattro giorni, avrà tutto il tempo per riprendersi, tranquilla.

-          Viaggia spesso per lavoro?

-          Beh sì, direi di sì, quasi tutte le settimane per qualche giorno, è molto impegnativo  ma io sono sempre qui

-          Non si offenda Marcel ma io preferirei Claudio

-          Non mi offendo ma mi sembra di averle appena dimostrato che posso farla divertire anch’io

-          Ma se bevo troppo mi fermi per favore

-          Senz’altro

-          Grazie.

CONTINUA…….

 

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