Finchè si tratta di 2/300 euro la cosa può anche passare, ma quando le cifre cominciano ad essere più alte la cosa diventa complicata; mio marito ha il vizio delle carte, diciamo ce non è proprio un vizio, è più una passione, però una volta la settimana si ritrova con i suoi amici per la classica partita a poker, di solito le cifre che giocano sono modeste e, a turno, vincono o perdono, sono sempre gli stessi 4, quindi nessun problema, a parte per me che mi annoio in quelle serate e devo preparare spuntini per tutti.
Ultimamente però si è aggiunto al gruppo un quinto elemento, non viene tutte le settimane ma quando c’è lui la posta è sempre più alta, è di origine albanese anche se vive in Italia da parecchio, ha un locale, un bar dove non sono mai stata ma mio marito dice che è un bar per single, lui è grande e grosso ma non alto, completamente calvo e porta un orecchino ad uno degli orecchi, non mi piace, ha le labbra sottili, simbolo, per me, di cattiveria e poi quando viene mi guarda continuamente, mi mette un po’ a disagio.
Io e Carlo siamo sposati da 7 anni, ho appena compiuto 29 anni e lui ne ha 36, direi che, a parte il poker, va tutto bene, nessuna crisi del settimo anno, il sesso con lui non è il massimo ma va bene così, anche se il ragazzo che avevo prima di sposarlo a letto era davvero grande, oltre agli attributi che erano notevoli non avevamo preclusioni e mi aveva iniziato anche al sesso anale, cosa che con Carlo è completamente tabù ed è un peccato perché mi piaceva molto.
Carlo fa il tecnico di laboratorio in una struttura privata ed io la traduttrice per un paio di case editrici, non ci possiamo lamentare e poi la casa è nostra, non abbiamo mutui da pagare, dovremmo fare qualche lavoretto, io ad esempio vorrei rifare il bagno padronale ma, a causa della stronzata del bonus 110 x 100 il costo, soprattutto dei materiali, è andato alle stelle e dobbiamo prima mettere via i soldi.
Qualche giorno fa ho avuto una brutta sorpresa, guardando l’estratto conto della banca, cosa si cui, di solito, si occupa Carlo, ho visto che siamo in rosso, l’affidamento che avevamo chiesto per i lavori è stato quasi del tutto prosciugato e ho deciso la sera di affrontare Carlo e chiedere spiegazioni a lui.
- Perdonami tesoro, mi sono lasciato prendere è ho perso più del solito ma stai tranquilla mi rifarò
- Carlo è quello che dicono tutti i giocatori ma di solito non succede e, intanto abbiamo un debito di 10.000 euro con la banca e non abbiamo fatto alcun lavoro
- Risolverò io, vedrai
Nonostante le sue rassicurazioni non mi sento per niente tranquilla, chiamo subito le mie due case editrici per chiedere se c’è qualche lavoro extra disponibile o in arrivo ma non hanno nulla in vista per i prossimi 2 mesi, speriamo bene.
Sono abbastanza contenta del fatto che da un paio di settimane non fanno più la solita partita. Si vede che Carlo e gli amici hanno deciso di rallentare, ne ho conferma per il fatto che uno degli altri amici ha chiamato cercando Carlo e mi ha confermato che hanno deciso di rallentare, però la sera, quando Carlo rientra per cena ha un braccio legato al collo
- Carlo, cos’è successo?
- Niente, uno stupido incidente, mi sono distratto e scendendo la scalinata davanti all’ufficio sono inciampato e caduto, comunque niente di rotto
- Non si può stare mai tranquilli
- Hai proprio ragione, ma sono cose che capitano.
La settimana dopo altro colpo al cuore, ricevo una chiamata dall’ospedale per Carlo
Prendo un taxi e corro da lui, hanno appena finito di medicarlo, rimarrà la notte in osservazione per un colpo alla testa, ha diverse escoriazioni in faccia, mi racconta di una rapina per strada, gli hanno rubato anche la macchina, gli dico che andrò a fare la denuncia ma mi ha detto di non preoccuparmi ci sarebbe andato lui l’indomani dopo essere uscito dall’ospedale, peccato perché l’avevamo solo da un anno.
Il giorno dopo, ad ora di pranzo, mi chiama uno degli altri amici di Carlo chiedendomi notizie
- Per fortuna niente di grave allora, gli avevamo detto di smettere ma lui voleva rifarsi
- Scusa, non ho capito
- Non ti ha detto nulla?
- Beh so della rapina
- Allora scusa, non tenere conto di quello che ho detto
- No no, senti, perché non passi oggi a bere un caffè?
- Non vorrei ……
- Ti prego, per favore
- Va bene, d’accordo, ci vediamo dopo
Al pomeriggio non viene da solo, è insieme agli altri due che mi raccontano la verità e, cioè che non hanno smesso di giocare ma sono andati a farlo nel bar dell’albanese e hanno perso tutti e quattro abbastanza, solo che loro tre, ad un certo punto si sono fermati, Carlo no, oltre ai 10.000 euro ed alla macchina ha un debito di altri 10.000 euro che aumenta per gli interessi ogni settimana
- Io li denuncio, li mando in galera
- Valentina guarda che è gente pericolosa, io farei di tutto per pagare il debito e chiudere la storia, se vuoi noi insieme riusciamo a recuperarti 5.000 euro, di più, purtroppo, non riusciamo, abbiamo perso molto anche noi.
- Grazie ragazzi ma devo pensarci su per capire come risolvere il problema
- D’accordo ma noi eviteremmo la polizia rischieresti di avere altri problemi e pure grossi.
Mi lambicco il cervello per tutto il resto della giornata, non posso avere aiuto dai miei, sono pensionati e ce la fanno appena appena, la sera torna Carlo dall’ospedale e pretendo di conoscere la verità, addirittura si mette a piangere, praticamente mi dice che deve pagare il 10% di interesse ogni settimana, fatti i conti, dando allo stronzo i 5.000 euro che mi prestano i ragazzi dovrei pagare, solo di interessi, 500 euro a settimana, quasi l’80% dello stipendio di Carlo ma non riusciremmo a pagare il debito, l’unica sarebbe richiedere un ulteriore prestito alla banca e , nel frattempo pagare gli interessi, dovremmo vivere con il restante stipendio di Carlo ed il mio lavoro, alla fine credo sia l’unica soluzione. Il mattino dopo vado in banca ad avviare la pratica di mutuo, mi dicono che ci vorranno almeno tre mesi e poi dobbiamo integrare nella rata da pagare anche gli altri 10.000 euro dell’affidamento.
Saranno tre/quattro mesi duri ma possiamo farcela, adesso non mi resta che andare a parlare con lo stronzo albanese.
I ragazzi mi hanno portato i 5.000 euro in contanti in una busta e mi hanno dato nome ed indirizzo del bar, al mattino è chiuso, apre dalle 13 alle 3 del mattino, come immaginavo un locale in penombra con luci soffuse, un paio di pedane con dei pali, divanetti a due, un paio di coppie, tre ragazze appollaiate sugli sgabelli del bancone del bar una bar lady con top e qualche tatuaggio ben in visto come la maggior parte delle tette, più che un bar mi dà l’idea di un bordello, alle estremità del bancone del bar due uomini, non sembrano clienti, chiedo a loro dell’albanese e mi indicano una porta seminascosta da una tenda, è chiusa, devo bussare, il rumore di una serratura a scatto elettrica e la porta si apre, dietro una scrivania decisamente grande c’è lui
