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Erotika
i 18 anni di Luisa
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Racconto13 min di lettura

i 18 anni di Luisa

quando ce l'hai nel DNA ..........

sandra
7 mesi fa · 2.1k letture · 1

Gianluca ormai erano due anni che frequentava l’università a Londra, l’infatuazione per Luisa, la figlia di Chiara ormai gli era passata anche se erano, ormai, come fratello e sorella, erano sempre in contatto tramite social; avevamo festeggiato a casa i 18 anni di Luisa che poi sarebbe andata in discoteca a festeggiare con gli amici, devo ammettere che ci sarei andata volentieri anch’io, dall’alto dei mie 44 anni non disdegno ballare anche al ritmo della musica tecno, comunque noi siamo rimasti in casa a programmare insieme le prossime vacanze, ormai senza i ragazzi.

Finalmente 18 anni, a mezzanotte mi passano a prendere a casa Loredana e Silvia, andiamo in discoteca , sicuramente loro e le altre amiche mi hanno preparato una sorpresa, io non vedo l’ora, non che non abbia mai fatto sesso, sono un paio d’anni che non sono più vergine, ma c’è un DJ cubano che mi piace un sacco, ha dei muscoli pazzeschi e, se tanto mi dà tanto anche in mezzo alle gambe non deve essere da meno, al pensiero mi viene l’acquolina in bocca ed un leggero prurito alla mia farfallina, poi a 18 ani sono pronta anche a farmi sverginare il mio culetto, Loredana che l’ha già fatto mi ha detto di aver goduto tantissimo.

Ho comprato un vestitino da discoteca bellissimo, collo a scialle scollatissimo davanti e dietro, corto e con gli spacchi laterali, scarpe con tacco 10 dorate come il vestito e perizoma trasparente di seta nero, mi cambierò in macchina mentre andiamo al locale, non posso farmi vedere così dai miei.

Il locale è pieno, prima di cominciare a ballare ci facciamo un paio si shottini di vodka, sono maggiorenne ormai, poi ci buttiamo in pista, la musica è bella, la gente mi balla intorno, spesso qualcuno mi tocca ma è normale in disco, arrivo in prossimità della consolle del DJ che, comunque è più in alto rispetto alla pista, lui non c’è ancora, comincerà più tardi, meglio ripassare ancora dal bar e, intanto, tornare a ballare, le mie amiche mi raggiungono e portano nella zona divanetti, su un tavolino una torta, accendono le candeline e il DJ fa partire un Tanti auguri a te con applauso e urla finali quando spengo con un soffio le candeline, adesso lo sanno tutti che ho 18 anni.

Il mio sogno cubano rischia di spezzarsi, ancora non lo vedo, un barista di colore a torso nudo con solo un gilet di pelle mi serve altri  shottini al banco del bar, non è male, ha le labbra carnose, i denti bianchissimi testa  completamente rasata, non credo sia del tutto calvo ma sta bene così

-          Auguri, bel vestito

-          Grazie, io sono Luisa

-          Piacere Luisa, Marc

-          Ti chiami proprio così?

-          Il mio nome è impronunciabile, mi chiamano tutti così

-          Di dv sei?

-          Costa d’Avorio

-          È bella?

-          Non lo so sono qui da quando avevo tre anni, mai andato

-          Ah capito

Mi mette un altro shottino davanti

-          Offre la casa, scusa, vado fuori a fumare una sigaretta, ogni tanto abbiamo 10 minuti di pausa

-          Ah bene, grazie, vengo a fumarne una anch’io se me la dai

 

Usciamo da un uscita di sicurezza dietro ad una tenda, fuori diverse casse di bottiglie vuote accatastate , accende una sigaretta per sé ed una per me, sono già pronte ma non avevo capito che era mariuana, il profumo è intenso, l’aria della sera è tiepida e la mia testa comincia a girare, o è la sigaretta o sono gli shottini, o tutte e due, mi viene da ridere, Marc mi fa sedere su una cassa rovesciata

-          cos’è questo posto? È bellissimo

-          è solo un cortile

-          ah ecco, è bello lo stesso

sollevo leggermente il mio miniabito

-          ti piace il mio perizoma?

-          È molto bello

-          Si si, piace anche a me, uffa ma non c’è niente da bere?

-          Aspetta ci penso io,

entra e riesce dalla stessa porta di prima con una bottiglia in mano, mezza piena, ne bevo un sorso direttamente dalla bottiglia, mi sento sballottare su e giù, devo essere in macchina, staremo tornando a casa, mi lamento, è ancora presto, poi la voce di Loredana, tranquilla, ti porto da me, i miei sono via per qualche giorno, non puoi andare a casa così, mi appisolo tranquillizzata, l’auto si ferma con una brusca frenata e mi sveglio, Lori non è mai stata una grande autista, mi aiuta a scendere, sono un po’ imbambolata, entriamo in casa e chiedo del bagno che Lori mi indica, ci vado di corsa, oltre a vomitare faccio pipì, mi sento meglio, mi lavo la faccia e mi guardo allo specchio, ho bisogno di rifarmi il trucco e mettere a posto i capelli, nell’armadietto sopra il lavabo trovo i trucchi della mamma di Lori e ne approfitto, lei bussa alla porta

-          Luisa tutto bene?

-          Si si grazie, esco subito

-          Fai con comodo, basta che stai bene

La raggiungo in salotto, sono le tre del mattino, è con il suo ragazzo che ci ha raggiunto,

-          Ciao Gianni.

-          Hallo Luisa, stai benissimo

-          Grazie

-          Poi con quel vestitino, fattelo dire, che figa

Lori gli dà uno scappellotto sulla nuca

-          Scemo

-          Beh è la verità ma io amo te

-          Se se, stronzo

Sono le tre del mattino, avevo pensato di ballare o ….  fare altro fino all’alba,

-          Ragazzi mi spiace vi ho rovinato i piani

-          Figurati, adesso Gianni ti accompagna poi torna qui

-          Veramente sono venuto adesso per dirti che non mi posso fermare per la notte come avevamo programmato

-          Perché? Cosa devi fare?

-          Un problema al lavoro, ho un aereo alle 7 e, anche se è un aereo della società devo andare a casa a preparare la borsa ed arrivare per tempo in aeroporto per esaminare con il capo la mia relazione prima di partire

-          Che palle

-          Scusa

-          Al ritorno dovrai farti perdonare, penserò io al modo, ma adesso accompagna Luisa

-          Agli ordini, magari la convinco a fuggire con me

-          Sai che questo ti costerà vero?

Io e Gianni usciamo, andare a casa, non ne ho proprio voglia, adesso sto bene

-          Senti, perché non mi riporti in discoteca? Poi trovo io il modo di tornare a casa

Magari riesco ancora a salvare la serata

-          Se vuoi, per me è lo stesso

-          Grazie Gianni

-          Solo grazie?

-          Non fare lo scemo, sei il ragazzo di Lori

-          Vero, ma non siamo mica sposati, e poi quel vestitino …….

-          Ha ragione Lori, sei stronzo ma….. carino, fermati lì

Siamo sulla strada per la discoteca, c’è uno slargo lontano dai lampioni, mi slaccio il vestito rimanendo a seno nudo e ci baciamo, lui mi palpa i seni e mi strizza i capezzoli, gli slaccio la cintura dei jeans e gli tiro giù la zip, dai boxer estraggo il suo cazzo impugnandolo, poi mentre gli faccio una sega con la mano glielo lecco prima e me lo metto in bocca dopo succhiandolo, le sue mani restano sui miei seni mentre io sono china su di lui, ha un cazzo normale, né grosso né piccolo ma in quel momento mi va bene tutto, continuo  il  mio lavoro di bocca con impegno, gli unici rumori in macchina sono i suoi respiri profondi e quelli che faccio io con la lingua e la bocca, è diventato davvero duro, lo sento tremare contro il mio palato, un suo ultimo sospiro di soddisfazione ed ingoio il suo sperma caldo leccandomi le labbra

Prima di andare avanti…

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