un seguito inatteso
Sono passati due mesi la viaggio mio e di Chiara fino a Milano, ci siamo sistemate nelle nostre nuove case che sono una accanto all’altra, il Paese non è molto distante da Milano, in effetti si tratta di una villetta bifamiliare, sono esattamente identiche a parte qualche finitura interna che ognuna ha fatto secondo il proprio gusto, nella mia, ad esempio, c’è il parquet in tutta la casa a parte i bagni, a me piace girare scalza per casa, comunque una mattina stavo riordinando con addosso solo una corta vestaglia a kimono quando suona il campanello, devono venire ad istallare un video citofono ma ancora non so quando, apro il portoncino un po’ sopra pensiero e mi trovo davanti, in tuta da ginnastica il tunisino del treno, faccio per chiudergli la porta in faccia ma un piede tra la porta ed il uro mi impedisce di chiuderla
- Cosa vuoi qui? Come hai fatto a sapere dove abito?
- Tranquilla, dimentichi che avevo il tuo portafoglio, dentro c’era un biglietto con il tuo nuovo indirizzo
- E quindi?
Siamo sempre sulla porta
- Ti ho riportato questa
E mi mostra la mia fede, ha anche quella di Chiara in mano
- Ho creduto volessi riaverla
- Dovrei denunciarti te e gli altri
- Se avessi voluto l’avresti già fatto, abbiamo degli amici avvocati e ho fatto verificare tu e la tua amica non avete fatto nessuna denuncia
- E allora?
- Allora ho pensato che il nostro incontro sul treno non ti sia stato del tutto indifferente
Faccio due passi indietro e ne approfitta per entrare e chiudere la porta dietro di sé
- Adesso siamo a Milano stiamo mettendo in piedi una nostra impresa, mi hanno dato un regolare permesso di soggiorno
- E la cosa dovrebbe interessarmi?
- Ho creduto di sì, sono eccitato solo al pensiero di rivederti
- Io per niente
- Senti
Mi prende la mano e se la mette sul davanti della tuta, proprio sull’uccello
- E vedo che sei eccitata anche tu
- Per niente
- Bugiarda, i tuoi capezzoli sono talmente duri che tra poco bucano la stoffa dei quella vestaglia
Poi di colpo mi mette una mano sotto la vestaglia arrivando alle mie mutandine
- E ti stai già bagnando
- Insomma vai via
- Non lo vuoi veramente
Arretro e lui avanza, ad un certo punto mi apre la vestaglia
- Ho pensato spesso al tuo splendido seno e al tuo culetto sodo
Prendendomi per i polsi mi fa, praticamente, sdraiare a terra, in un attimo è sopra il mio busto, il suo cazzo fuori di pantaloni della tuta appoggiato tra i mei seni che lui stringe con le due mani massaggiandoselo,
- Senti come diventa duro, fallo tu
Mi prende le mani e le sostituisce alle sue e nel contempo mi prende i capezzoli tra le dita
- Ho voglia di scoparti
E mi allarga le cosce con le sue ginocchia, poi scende con il corpo fino a che il suo cazzo striscia contro la mia figa e poi mi penetra cominciando subito a scoparmi
- Ecco, sento che ti piace da come respiri
Mi bacia sulle labbra mettendomi la lingua in bocca e continua a scoparmi, colpi lenti e profondi, molto profondi, Continuo a gemere ad ogni affondo
- Se vuoi che mi fermi dimmelo, vuoi che smetta?
- Noooo, no, continua, così sì
- Verrò a scoparti ogni volta che ne avrò voglia
- Non smettere, si
Prima che raggiunga l’orgasmo è lui che scarica il suo sperma dentro di me, continua a baciarmi mentre lo fa e anch’io unisco il mio orgasmo al suo.
Gli sollevo la maglietta e gliela tolgo facendola passare dalla testa, poi, sempre rimanendo per terra lo bacio sul petto scendendo fino al suo uccello stanco che ha un guizzo al primo contatto, continuo a leccarlo accarezzandogli lo scroto e poi me lo metto in bocca iniziando a succhiarlo, dal marsupio tira fuori un flacone
- Non voglio farti male, ho comprato questo
È un lubrificante anale a base di acqua
- Ho sognato spesso i tuo culetto sodo,
mi fa girare , pacia sul pavimento, mi lecca il buchino del culo e poi sento il fresco del lubrificante che sparge con le dita, anche il suo cazzo viene ricoperto e lo sento entrare un po’ per volta, il dolore c’è ma il piacere cresce mentre mi scopa nel culo stavolta molto lentamente, stavolta il mio orgasmo arriva improvviso e violento precedendo il suo che arriva non prima che passino altri 5 minuti del suo andirivieni nel mio culetto. Rimaniamo tutto il giorno fino alle quattro nel mio letto.
Il giorno dopo consegno a Chiara la sua fede dicendole che mi è arrivata in una busta insieme alla mia.
Sono 4 mesi che io e Amin, si chiama così, continuiamo a vederci, anche adesso che sono incinta, non so se sia suo o di Giulio ma poco mi importa, quando mi scopa o mi incula adesso che sono gravida mi piace ancora di più, la ginecologa mi ha tranquillizzato, visto che la mia è una gravidanza regolare almeno fino alla fine del secondo trimestre non abbiamo problemi.
È nato Gianluca, assomiglia a Giulio, stessi riccioli, una foto di lui quando è piccolo mi dimostra che è proprio suo figlio, sono uguali, Amin è tornato in Tunisia per qualche mese, il piccolo ne ha 4 quando ritorna e ricominciamo il nostro rapporto, mi mancava il suo uccellone e, adesso, non corriamo più rischi, mi sono gatta asportare le tube di Falloppio, un figlio mi basta e mi dà un immensa gioia, Giulio poi non capisce più nulla.
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