le due cognate

sandra
2 days ago

Io e Chiara siamo diventate amiche, oltre che cognate, i nostri mariti sono due fratelli, addirittura ci siamo sposate insieme, una doppia cerimonia, un avvenimento nel nostro Paese di Alcamo, in Sicilia, in effetti è stata anche una scelta economica, abbiamo invitato parenti e amici dei nostri mariti una volta sola, pur ricevendo doppi regali, chiaramente un’idea mia e di Chiara, gli uomini sono sempre un po’ tardi.

Rispettivamente io, Anna, ho 23 anni e Chiara ne ha 24, Giulio e Salvo i nostri mariti 30 e 28, presto partiremo per raggiungerli a Milano dove lavorano ormai da 6 mesi, qui da noi il lavoro non è molto facile trovarlo, sono laureati  tutti e due ma per lavorare e guadagnare hanno dovuto lasciare la Sicilia, Giulio, addirittura, per due anni prima di sposarci anche l’Italia lavorando a Stoccolma, comunque, tra poco ci riuniremo.

Chiara ha paura dell’aereo , nonostante tutto il mio impegno non sono riuscita a convincerla, poi ha detto che non ha mai fatto un viaggio così lungo in treno , anche se da Trapani a Messina saremo su un regionale, con tante fermate, poi saremo fino a Napoli su un rapido e poi Freccia rossa da Napoli a Milano, la notte la passeremo sul rapido.

Su consiglio di Salvo spediamo il grosso dei nostri bagagli sempre con le ferrovie, abbiamo comprato per l’occasione  bauli per uno, così non abbiamo grossi bagagli da portare con noi, giusto un trolley a testa, non grande per di più; ci vestiamo in modo comodo per il viaggio, fa caldo quindi ci portiamo un golfino ma tutte e due simo in shirt di jeans e t-shirt e con le adidas bianche uguali, ormai anche noi siamo come sorelle. il regionale è abbastanza pieno come al solito, ultimamente la maggioranza dei passeggeri sono stranieri e i l controllore staziona nei vagoni dove ci sono più italiani, non è una bella cosa ma tant’è.

A Messina prendiamo il rapido verso le 18, per ora siamo sole nello scompartimento e ci mettiamo vicino al finestrino, non ci sono prenotazioni, il treno partirà verso le 19,30, siamo in netto anticipo ma meglio così, approfittiamo per mangiare qualcosa che ci siamo portate da casa senza nessuno che ci disturbi, il treno parte e siamo ancora sole nello scompartimento, passa il controllore, siamo fermi in attesa del traghetto , comincia la traversata, un po’ di movimento nel corridoio, arriviamo a Villa  e entrano nello scompartimento 4 extracomunitari, altri stazionano nel corridoio chissà se ripasserà presto il controllore, i  4 parlano tra di loro, chiaramente noi non capiamo nulla, ogni tanto ci lanciano un occhiata, arriva il controllore con un agente della polizia ferroviaria è da un po’ che, vista la situazione, i controllori non girano da soli, comunque tutto tranquillo, ci tranquillizziamo anche noi, i 4 hanno un biglietto regolare fino a Napoli, non credo vedremo più il controllore fino al mattino, la nostra è una carrozza cuccette però non utilizzate e quindi con soli i 6 posti a sedere, quando è passato il controllore ci siamo rese conto che, magari poco, ma i 4 parlano italiano. noi, comunque rimaniamo riservate e parliamo sottovoce tra di noi.

-          Signore dovremo passare insieme la notte

Sorpresa mi giro a guardare quello dei 4 che ha parlato ma non rispondo, Chiara neppure.

-          Arrivate solo fino a Napoli?

-          Proseguiamo per Milano

-          Lavoro?

-          No raggiungiamo i nostri mariti

Poi il silenzio, i 4 sembrano appisolarsi ed anche io e Chiara, in effetti veniamo catturate dal sonno. Mi sveglio perché sento qualcosa di strano, apro gli occhi , la mano di uno dei tunisini sulla coscia, apro la bocca ma lui mi mostra l’altra mano con un coltello e se la porta davanti alla bocca facendo segno di fare silenzio, mi irrigidisco, un altro dei 4 mette una mano sulla bocca di Chiara svegliandola di colpo, anche lui con un coltello in mano

-          Come ho detto prima passeremo la notte insieme, due belle ragazze bianche sono una grossa tentazione, soprattutto per 4 poveri tunisini, ma andiamo avanti

Si rivolse agli altri due che subito ci presero le borse e le svuotarono, addio ai portafogli, agli smartphone e a dei gioiellini che ci avevamo dentro, ci tolsero anche gli anelli e le collanine, poi passarono ai trolley, mentre tiravano fuori la biancheria intima sghignazzavano, poi trovarono altri soldi e presero anche quelli.

-          Adesso dobbiamo solo trovare il modo di passare il tempo

-          È questo che fate per vivere? Derubare le persone?

-          Più facile che entrare nelle case e rischiare di trovarsi davanti una pistola o peggio

-          Beh non mettetevi in testa nient’altro, coltelli o no

-          Wow, decisa e dura, non hai paura?

-          Siete solo dei ladri non vi conviene fare di peggio

-          Capisco, lo dici per il nostro bene, credi che parlandomi così finisca tutto e non vi facciamo niente?

-          Non vi conviene farci del male

-          Vero, ma non vogliamo farvi del male vogliamo solo scoparvi

vedo Chiara irrigidirsi e mettersi le mani davanti alla faccia

-          Faremo comunque quello che vogliamo, sta a voi decidere come dobbiamo farlo, facendovi male oppure no

-          Andate a fanculo bastardi

-          Hai deciso, la pensa così anche la tua amica?

Chiara non risponde però vedo che sta tremando e fa no con la testa, intanto mi avvicina il coltello alla faccia, fa scorrere la lama sulla mia guancia e poi infila il coltello nella scollatura della t-shirt e la taglia dall’alto al basso, poi taglia anche il davanti del mio reggiseno scoprendo i due seni e con una mano ne prende uno dei due e lo strizza, prendendomi il capezzolo tra due dita lo strizza e mi costringe a abbassarmi, mi trovo in ginocchio sul pavimento dello scompartimento, Chiara ha una camicetta alla quale fanno saltare i bottoni e, anche  il suo reggiseno fa la fine del mio, io, intanto , graffio la mano del tunisino che mi lascia il capezzolo e mi dà una schiaffo, poi mi prende per i capelli e mi porta la faccia contro il suo cazzo che ha tirato fuori dai pantaloni, vedo l’altro in piedi davanti a Chiara che le fa strisciare l’uccello sulle labbra.

Uno negli altri due mi strappa i resti della t-shirt e con quelli mi lega i polsi dietro la schiena allora quello che mi tiene per i capelli mi infila il suo uccello in bocca e comincia a scoparmi in gola, ha il cazzo grosso, lo stesso fa quello davanti a Chiara

-          A voi puttane cristiane piacciono i nostri cazzi perché sono più grandi di quelli dei vostri uomini

Nella mia bocca diventa duro, allora tenendomi sempre per i capelli mi tira su e mi fa sdraiare a pancia sotto sui due sedili dove eravamo seduti entrambi, usa sempre il coltello sui miei short che fanno la fine della mia maglietta, uno strappo e le mie mutandine finiscono per terra, due dita raggiungono la mia figa

-          Avevo ragione sei bagnata ma non meriti il io uccello nella figa,

lo sento strisciare tra le mie chiappe e cerco di urlare di no ma una mano mi spinge la testa contro il sedile ed il mio urlo viene soffocato dalla stoffa, sento forzare il mio buchine, fa male, per lo sforzo grugnisce ma riesce ad entrare , lo faccio sempre con Giulio, a lui piace molto ma non è così grosso, mi scopa con affondi lenti e profondi, vuole godere di più, mi stringe anche i seni con le mani strapazzandomi i capezzoli mentre lo fa, ho un orgasmo del tutto involontario dopo una decina di minuti di affondi, aumenta il ritmo i miei gemiti sono sempre soffocati dalla stoffa del sedile, poi si lascia andare sopra di me e mi riempie lo sfintere di sborra calda, mi tira a sedere tirandomi per le braccia, il suo amico sta scopando Chiara in piedi, lei si aggrappa alla bagagliera e ha le gambe intorno ai suoi fianchi, la sento singhiozzare mentre viene scopata con forza ma non sta piangendo, sta godendo.

Mentre sono seduta uno degli altri mi tira per le caviglie verso il suo cazzo e mi penetra nella figa, non so se sia quello che mi ha legato i polsi ma è violento anche lui, mentre mi scopa con il pollice mi stuzzica il clitoride e vengo di nuovo

-          Questa è proprio una troia, guardate come gode

Mi tira contro di se rimanendo piantato nella mia figa e si siede, il quarto mi si mette dietro e infila il suo cazzo nel mio culetto ancora allargato, mi scopano insieme mentre intravedo Chiara seduta con gli altri due cazzi davanti alla bocca che li sta leccando, anche lei dopo una quindicina di minuti viene scopata da tutti e due in figa e nel culo, immagino che qualcuno sentirà i nostri gemiti ma la gente non vuole farsi coinvolgere e si fa i cazzi propri, poi nel corridoio ci sono altri extracomunitari, mi sembra mi stiano squartando, sono grossi tutti e due dentro di me e non sembrano volersi fermare, guardo verso il corridoio e ci sono due neri che guardano con la faccia appoggiata al vetro, lo sperma mi invade nello stesso momento vagina e sfintere, mi fanno male la pancia ed il sedere e vedo Chiara seduta con la bocca aperta che sta ricevendo in gola lo sperma dei suoi due ospiti, sembra non le dispiaccia, non è legata come me e ha le mani sullo scroto di entrambi, quasi a spremerli per avere più nettare da bere.

Veniamo ributtate a sedere ai nostri posti e si siedono anche gli altri 4, il mio orologio segna mezzanotte, il viaggio durerà ancora 5 ore, i nostri compagni di viaggio stanno bevendo della birra che hanno tirato fuori dalle borse, uno apre la porta scorrevole dello scompartimento facendo entrare i neri che prima stavano guardando lo spettacolo, io e Chiara non abbiamo riposo, ci troviamo in bocca i loro cazzi neri, hanno tutti e due i calzoni abbassati  e, dopo una decina di minuti veniamo fatte alzare in piedi, i neri si siedono ai nostri posti e ci fanno sedere su di loro penetrandoci, ho le mani di uno sui fianchi e mi fa andare su e giù sul suo uccello, io e Chiara siamo una di fronte all’altra, io ho le lacrime che rigano il mio volto ma ormai sono finite, lei sembra godere del trattamento e tiene le mani sulle ginocchia di quello che la sta scopando, due dei nostri 4 sono usciti, immagino per andare in bagno ma mi sbaglio, devono aver chiamato  altri amici che entrano nello scompartimento e, mentre i due neri ci scopano ci mettono in bocca i loro cazzi, quando i neri finiscono vengo girata e messa in ginocchio sul mio sedile, non vedo più Chiara ma sento un altro cazzo che si infila nella mia figa da dietro ed altre due mani che mi strizzano le tette, la sarabanda continua anche perché i 4 dell’inizio si sono ripresi, sono sfinita, mi fa male dappertutto, sono sporca di sperma anche tra i capelli, i polsi sempre legati, immagino Chiara nelle mie stesse condizioni, il treno si ferma, sento l’altoparlante che dice

-          Napoli, stazione di Napoli centrale,

lo scompartimento si svuota, la porta viene richiusa, due mani mi slegano, è Chiara, è lei a tirare giù dalla bagagliera i nostri trolley, messi sui sedili ormai vuoti li apriamo, tutte e due tiriamo fuori gli accappatoi e i beauty, scalze raggiungiamo il bagno aiutandoci a vicenda, il locale è stretto ma riusciamo a lavarci anche se l’acqua è fredda, lo facciamo insieme, allo specchio ci esaminiamo il corpo, ho segni su tutti e due i seni oltre che sui polsi, usiamo le salviette inumidite e le mie, passandomele sul buchino del culo, che non ha ancora ripreso la dimensione originale, sono striate di sangue, ci diamo comunque una sistemata, una con l’altra eliminando anche lo sperma che abbiamo tra i capelli, poi rimettiamo gli accappatoi e torniamo nello scompartimento dove tiriamo fuori dai trolley altra biancheria e vestiti, ho anche dei pannolini e ne indossimo uno a testa sotto gli slip, ci mettiamo un po’ a raggiungere una situazione di quasi normalità, dobbiamo però legarci dei foulard in testa, faremo di meglio sulla freccia rossa dove ci sono dei bagni migliori e c’è anche l’acqua calda, poi, lentamente, scendiamo dal treno e trasciniamo i nostri trolley verso il binario dove è già posizionato il nostro nuovo treno.

A bordo passiamo la prima ora in bagno e ne usciamo rinfrancate e sistemate, sedute a fianco conveniamo tutte e due di non raccontare nulla ai nostri mariti e, dopo una quindicina di minuti ed un caffè caldo ci addormentiamo, al risveglio un altro altoparlante

-          Milano, stazione di Milano centrale

Appena scese vediamo Giulio e Salvo correrci incontro, l’odissea è finita, ora vogliamo solo andare nella nostra nuova casa, fare una doccia e rimetterci a letto a dormire, lo chiariamo subito con i nostri mariti e tutte e due prendiamo la scusa della stanchezza del viaggio e del fatto che siamo entrambe in quel periodo del mese, ci fanno comunque trovare una bella cena preparata da loro nella nostra casa, prima di andar via, comunque nella casa di fianco che è la loro, io e Chiara andiamo in bagno e lei mi confessa che, certo è stato uno stupro di gruppo, che però ha goduto un sacco e che quei cazzi erano davvero grossi e duri, se ne sarebbe ricordata per parecchio, convenni con lei, ci abbracciammo e salutammo, ci saremmo riviste il giorno dopo e, volendo, ne avremmo riparlato da sole.