Vai al contenuto
Erotika
una sedicenne infoiata
Aa
Dimensione testo
Sfondo
Salva

una sedicenne infoiata

una liceale estremamente decisa

sandra
7 mesi fa · 3.560 parole · 16 min
2.6k letture

A prima vista sembravano molto giovani ma guardandoli meglio mi rendo conto che sono decisamente maggiorenni, soprattutto uno dei quattro che sembra anche essere il capo del gruppo; pensandoci credo sia meglio andarmene, non si sa mai, adesso sono tutti seduti a gambe incrociate intorno al fuoco che ho riacceso e mi guardano parlando e ridendo tra di loro, quando faccio per alzarmi uno mi prende per un polso e mi fa risiedere di colpo, l’atmosfera cambia, li ho tutti intorno, mi tirano da tutte le parti, il primo  a partire è il mio giaccone di montone, il regalo dei miei per Natale e, mentre cerco di divincolarmi anche il resto fa la stessa fine, mi trovo sdraiata sulla sabbia con solo le mutandine ed il reggiseno addosso con i quattro in piedi intorno a me che mi guardano dall’alto,

faccio per alzarmi di nuovo da terra ma in due mi prendono le braccia sghignazzando mentre quello che ritengo il capo si inginocchia al mio fianco, ha un coltello in mano, mi taglia il reggiseno dal davanti e poi mi stringe uno dei seni con la mano, poi taglia anche l’elastico delle mutandine, divincolo le gambe ma mi mette con forza una mano tra le cosce e poi mi infila un dito nella fighetta facendomi male, si rialza guardandomi e si toglie i pantaloni mezzi strappati, il suo pene nero è già rigido, ha la cappella più chiara, lui sorride, i denti bianchissimi, poi cala su di me, con una gamba mi tiene le mie aperte, il suo cazzo punta alla mia fighetta e ci si infila di colpo, mi manca il fiato, poi comincia a scoparmi sempre guardandomi in faccia e sorridendo, i suoi affondi sono lenti e profondi, il suo uccello è grosso ma scivola agevolemente nella mmia vagina lubrificata dai miei umori, mi tiene le braccia aperte e contro la sabbia, non ha più bisogno dell’aiuto dei suoi, non posso fare a meno di godere e lui stavolta ride mentre continua il suo movimento però più velocemente ma sempre in profondità, una cascata invade la mia vagina, il suo sperma caldo sembra non finire mai , quando si solleva da me qualche goccia mi cade ancora addosso mentre una parte cola dalle mie cosce alla sabbia, non mi danno tregua però, un altro mi monta sopra infilando il suo pene nella mia figa e cominciando a scoparmi furiosamente, come non ci fosse un domani, credo sia il più giovane ed inesperto perché viene sulla mia pancia dopo pochi minuti, quando si alza cerco di sollevarmi puntando i gomiti sulla sabbia, uno dei quattro si scopre, ha un cazzo che mi fa paura, non per la grandezza ma per la lunghezza, mani mi prendono e fanno girare due mani mi allargano le chiappe con forza, un cazzo cerca di entrare nel mio buchino del culo e lo fa con violenza, credo sia proprio quello con l’uccello lungo, lo sento dentro di me, ad ogni colpo mi fa sbattere il corpo per terra, mentre lo fa un altro mi prende per i capelli sollevandomi la testa e mettendomi il suo cazzo nero in bocca. Lo succhio respirando con il naso, lo spinge anche lui fino alla mia gola, respiro a fatica, quando me lo tira fuori ho quasi un conato di vomito ma riprendo aria, poi ce lo rimette, intanto nel mio culetto l’altro si scarica inondando il mio sfintere con la sua sborra mentre l’altro si scarica nella mia gola, poi mi lasciano così a pancia sotto sulla sabbia, qualcuno vuole ancora usare il mio corpo, credo sia il capo perché sento, nonostante la recente penetrazione, qualcosa di più grosso entrare nel mio culetto, non è violento come l’altro ma non posso fare a meno di gemere per il dolore ed il piacere che provo insieme, per il resto del pomeriggio vengo ancora scopata ed inculata, sono tutta sporca dei miei umori e del loro sperma, sono sudata e sfinita, ma nella baracca non si sente più alcun rumore, devonoessere andati via tutti, faccio fatica ad alzarrmi, i miei vestiti in un angolo a terra, striscio  i piedi fino al bagnasciuga, lacqua è gelata ma mi scuote e mi lava, non mi posso rendere conto bene ma c’è sicuramente del sangue che viene lavato via insieme al resto, torno nella baracca e mi avvolgo in una coperta, ci sono ancora le braci del fuoco e aggiungo un paio di pezzi dei legna che si accendono quasi subito, mi accorgo anche che la mia bicicletta non c’è più, dispiacerà al nonnoriesco lentamente a rivestirmi senza la baincheria che è stata tagliata e ho la gradita sorpresa di trovatre sotto il mucchio di vestiti e di coperte il mio giaccone nuovo, in tasca il mio portamonete, mi avvio lentamente verso casa, non dirò a nessuno della violenza, il Paese è piccolo ed i nonni sarebbero stati sulla bocca di tutti, dirò solo che mi hanno rubato la bici mentre ero in spiaggia.

Arrivo a casa ormai al tramonto, stavo cominciando a preoccuparsi, si tranquillizzano vedendomi e gli racconto della bici ma il nonno mi dice che non importa, salgo in camera a fare una doccia e a cambiarmi, i miei vestiti finiscono nella spazzatura a parte il giaccone, mi fa male un po’ dappertutto e, invece che a tavola mi siedo su una soffice poltrona davanti alla tv per mangiare.

I giorni successivi esco poco, mi servono per riprendermi, appena a Milano farò una visita ginecologica completa e spero di non avere malattie o essere rimasta incinta. Per l’epifania siamo a casa e la visita ginecologica va bene grazie a Dio, ho comprato una e-bike per il nonno, ho fatto credere ai miai di averla vinta on line, papà ha pensato alla spedizione. Io mi sono presa un paio di mesi di riposo dalla mia “attività”, ho ricominciato solo in primavera con rinnovato vigore, ormai guadagno ogni mese più dello stipendio dei miei genitori messi insieme e, anche a scuola vado bene, cosa voglio di più?

 

 

 

Fine
Ti è piaciuto?
Dai il tuo voto
Scritto da
sandra
34 anni single per scelta
Altri racconti

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Salva in una lista