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Andiamo a ballare
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Racconto15 min di lettura

Andiamo a ballare

Due quarantenni in cerca di emozioni

sandra
8 mesi fa · 1.5k letture · 1

Mi girai e Julio ricominciò a baciarmi, non come Paolo che, una volta finito, si girava dall’altra parte e dormiva; Barbie intanto stava di nuovo succhiando l’uccello di Andreas ed io la imitai con Julio, poi, all’improvviso Barbie si impadronì anche del cazzo di Julio e cominciò a leccarli entrambi, poi si interruppe e mi disse

-          Non ti dispiace vero? Ho sempre desiderato farlo con due uomini insieme

-          Beh mi sento un po’ abbandonata

E mi allungai verso il comodino per prendere ancora un po’ di vino, lei intanto era salita sopra Julio che la penetrò ma senza muoversi e vidi Andreas che le si metteva dietro allargandole le chiappe con le mani e puntando il suo cazzo al suo buchino del culo, lei si dimenò un po’ e poi quando lui riuscì ad entrarci gemette un po’, poi i due uomini cominciarono a muoversi dentro di lei che sembrò impazzire, si agitava come una matta , inchiodata tra quei due uccelli che la scopavano insieme, lei urlò per il piacere e loro due continuarono fino a quando un orgasmo non li colse tutti e tre contemporaneamente, ero eccitatissima per quello che avevo appena visto e inavvertitamente mi stavo masturbando, Barbara giaceva respirando profondamente sopra il corpo di Julio mentre Andreas che si era spostato stava baciando me, il corpo sudato per lo sforzo appena fatto.

-          Io non ho mai provato, oltre che con due uomini a farmi scopare nel culo

Barbara disse, prendendo dalla sua borsa un flacone

-          Aspetta devi usare questo

Julio che, intanto si era ripreso mi stava leccando il buchino del culo  e sentii il fresco del prodotto del flacone mentre me lo passava con le dita sul sedere, poi mi infilò un dito nel culo facendomi sussultare e poi diventarono due, ancora il fresco del liquido e poi cominciò a far roteare le dita, lo fece per lungo tempo, poi sentii che le sue dita venivano sostituite dalla sua cappella che, dopo qualche sforzo, riuscì ad entrare, sentii un po’ di dolore ma lui fu molto attento e avanzava con il suo cazzo dando al mio corpo il tempo per abituarsi all’ospite, però, quando cominciò a muoversi dentro di me, dopo il dolore iniziale esplose il piacere e venni di nuovo mentre Andreas e Barbie ci guardavano quando riempì anche il mio sfintere con il suo sperma pensai avessimo finito ma Andreas prese subito il suo posto ed ebbi un nuovo, potente, orgasmo, ci vollero ancora una decina di minuti prima che anche lui si scaricasse dentro di me.

Adesso eravamo tutti e quattro sul letto abbracciati, mi ritrovai improvvisamente davanti la faccia di Barbie che cominciò a baciarmi e le nostre lingue si incrociarono per qualche minuto, poi lei si spostò sopra di me cominciando a leccarmi la figa e dandomi la sua per fare altrettanto, non avevo mai sentito il sapore di un’altra donna, se era per questo, quella sera, avevo provato per la prima volta anche quello di un uomo.

L’orologio segnava le due, era quello il momento di andare via ma non volevamo farlo e continuavamo a baciarci e a strusciarci tra di noi, la nostra pelle scottava di passione e di sesso, scopammo ancora un ultima volta, io con Andreas e lei con Julio, poi, dopo l’ennesimo bicchiere di vino io e Barbie facemmo una doccia veloce e ci rivestimmo per andarcene promettendo di rivederci ancora con i due cubani.

In macchina mentre, questa volta con tranquillità, andavamo verso casa

-          Allora Dany una bella serata no?

-          Lo ammetto ma non dobbiamo più parlarne, per favore, mi sento in colpa e ci vorrà un po’ prima che mi passi

-          D’accordo non ne parleremo più, però ti vedo molto più rilassata

-          Stupida.

Nel fine settimana non facemmo nulla con Paolo, era stanco e dovette ripartire addirittura la domenica a pranzo, il giovedì Barbie mi propose di andare a cena a Brescia in un locale etnico e accettai.

La zona del Carmine non mi piaceva troppo ma cenammo molto bene, la clientela era un misto tra bianchi e gente di colore , molti arabi, poche le donne soprattutto bianche  come noi ma a differenza nostra erano tutte accompagnate, ricevemmo molti sguardi, saranno  stati i nostri miniabiti e gli stivali con il tacco alto che portavamo, forse i vestiti erano un po’ troppo corti ma tra me e lei eravamo fiere delle nostre gambe rese ancora più lunghe dai tacchi degli stivali.

Uscimmo dal locale verso le 11 di sera, l’auto parcheggiata non distante in una stradina laterale, non ci avevo fatto caso quando eravamo arrivate, forse per le vetrine che erano aperte e illuminate ma la strada era abbastanza buia, solo il rumore dei nostri tacchi sul selciato mentre andiamo all’auto, poi una voce nell’oscurità

-          Avete mangiato bene?

Vicino all’auto un paio di ombre, non le distinguiamo bene, Barbie che non ha mai paura di nulla risponde

-          Benissimo grazie

siamo ormai vicinissime all’auto e adesso li vediamo bene, due uomini di colore davanti all’auto ed un terzo che sbuca da dietro

-          Bella macchina

Barbie usa il Mercedes fuoristrada del marito durante la settimana, lui va a lavorare con l’auto dell’azienda

-          Si deve guadagnare bene facendo le troie

-          Non lo sappiamo noi non lavoriamo

-          Strano, le cristiane sono tutte troie

-          Lasciateci passare dobbiamo tornare a casa

-          Non così in fretta

Io mi stringo a Barbie, comincio davvero ad avere paura

-          Insomma cosa volete soldi?

-          Forse anche, dopo che ci avrete succhiato il cazzo però

-          State sognando

Adesso li abbiamo intorno tutti e tre, troppo vicino, hanno in mano dei lunghi coltelli, dai film che ho visto sembrano dei machete

-          Sentite abbiamo dei soldi, finiamola lì

Non fa in tempo a finire che tutte e due veniamo spinte contro il cofano della macchina, le lame luccicano alla fioca luce di un lampione proprio davanti ai nostri occhi, le borse ci vengono strappate di mano e raccolte dal terzo uomo che le svuota per terra prendendone i portamonete, sotto la minaccia dei coltelli ci tengono contro il cofano della macchina, sono dietro di noi e ci spingono, per non cadere appoggio le mani al cofano, il mio vestito viene sollevato da dietro, le mutandine strappate ed una mano palpeggia il mio sedere un attimo dopo un cazzo striscia sulle mie cosce e mi penetra con forza, Barbie subisce lo stesso trattamento, cerchiamo di dimenarci ma è peggio, i due che ci stanno scopando fano i loro comodi, sento la sborra sul mio sedere e poi il rumore dei tre che corrono via, io e Barbie ci giriamo ma rimaniamo appoggiate all’auto per qualche minuto, poi recuperate le borse ed il contenuto tra cui le chiavi dell’auto ci saliamo sopra e ci chiudiamo dentro, almeno siamo vive e non siamo ferite.

Con dei fazzolettini ci puliamo e poi Barbie mette in moto e ce ne andiamo sgommando, mai più e poi sarà il caso di tenere uno spray al peperoncino in borsa, non si sa mai.

Sulla strada verso casa ci fermiamo in una stazione di servizio e beviamo una vodka, io faccio il bis, le mani non smettono di tremare, dopo poco vado in bagno e rimetto tutta la cena, Barbie sembra molto più calma. Arriviamo in Paese senza parlare e mi lascia davanti a casa, i ragazzi sono già a letto, vado in bagno a fare una doccia e poi mi infilo sotto il piumone. dormire non è facile ma, alla fine ci riesco ma non posso fare a meno di sognare, davvero una brutta esperienza.

Venerdì notte Paolo arriva a casa che sono già a letto, mi sveglio e mi abbraccia, poi, scopiamo come al solito, al buio e velocemente, è questa la mia vita ormai. Lui, poverino, non ci fa mancare niente ed io, per fortuna, ho i ragazzi che danno tutto l’affetto di cui ho bisogno ma penso spesso ai cubani, credo che con Barbie andremo presto a ballare di nuovo.    

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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