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Il fratellastro di papà
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Racconto18 min di lettura

Il fratellastro di papà

una bella vacanza in montagna

sandra
10 mesi fa · 2.7k letture · 1

È durissimo nella mia bocca

-          E se adesso volessi scoparti? La tua fighetta sta colando

-          Mi farà male?

-          Forse solo per un momento ma passa subito

-          Ma farai piano?

-          Pianissimo

si sistema sopra di me, le mie mutandine sono ormai scese fino alle mie caviglie e le scalcio via, sento il suo cazzo strisciare sulle mie grandi labbra, ho già i brividi, si schiudono per farlo passare, è grosso, per ora non mi fa male, poi si ferma, un affondo, un dolore forte ma è fermo dentro di me e lentamente il dolore passa, poi comincia a muoversi avanti e indietro, lentamente, è bellissimo, non posso fare a meno di cercare le sue labbra per baciarlo, le sue mani mi stringono i seni sotto la t shirt e le sue dita mi strizzano i piccoli capezzoli.

Il suo ritmo cambia, è più veloce, poi rallenta e poi ancora più veloce, per fortuna che la stanza è isolata non faccio che gemere rumorosamente e quando vengo ancora di più, esce da me puntandomi il cazzo verso il viso, il suo sperma mi inonda la faccia e la bocca, lo raccolgo con le dita e me le lecco.

-          Stai bene piccola?

-          Si zio, benissimo

-          Bene, ti ho fatto male?

-          No no

Poi smetto di parlare perché lui ha messo la testa tra le mie gambe e mi sta leccando la fighetta facendomi mugolare, mi lecca anche il buchino del culo infilandoci appena l’inizio di un dito, mi piace, ormai siamo completamente scoperti, il piumone è ai piedi del letto ma non ho freddo, i brividi sono per la sua lingua che continua a stuzzicarmi la clitoride, lo zio è ancora duro e pronto e mi penetra di nuovo, questa volta facendomi girare e prendendomi da dietro, è ancora più bello di prima, mi riempie proprio tutta la fighetta e, intanto il suo dito è entrato tutto nel mio culetto, mi fa godere quasi subito ma continua a scoparmi imperterrito, perché non l’ho fatto prima? Godo di nuovo poco prima di lui che mi sborra sul culetto lasciando poi il suo cazzo nel solco delle mie chiappe e rimanendo sopra di me baciandomi sul collo e sulla schiena.

Continua a nevicare, lo zio raccoglie il piumone e ce lo mette sopra, stiamo così abbracciati al caldo poi dice

-          Forse è il caso che torni in camera mia devi riposare un po’

-          No, ti prego

E gli prendo in mano il cazzo

-          Wow sei proprio una porcellina

-          Ahahah si, lo voglio ancora poi ti lascio andare a dormire, capisco che sei un vecchietto

-          Ah sì, adesso ti faccio vedere io il vecchietto

Mi mette ancora una volta l’uccello in bocca

-          Adesso succhia e vedrai

Non passa molto che mi fa inginocchiare sul letto alla pecorina e mi penetra di nuovo stringendomi per i seni, stavolta i suoi affondi sono profondi e veloci, mi sposta ad ogni colpo ma non mi dispiace, anzi riesco a venire ì, questa volta, insieme a lui con il suo sperma che cola  sulle mie cosce, poi me lo rimette in bocca per farselo pulire, mi dà un bacio sulla fronte e se ne va. Non vado in bagno, resto nel mio letto piena della sua sborra, farò la doccia domani mattina, sono tutta impiastricciata ma non mi importa è stata una notte bellissima.

Al mattino in effetti faccio tardi, sono le dieci quando mi alzo, dopo la doccia scendo per la colazione ma trovo solo la coppia di domestici, mi dicono che sono andati tutti in paese e che torneranno per pranzo.

Gironzolo per la casa e vado anche nella stanza di zio, ha anche una vasca per l’idromassaggio incassata nel pavimento.

Quando tornano sono carichi di pacchetti, finiscono tutti sotto l’albero di natale nel salone, dovrò prendere anch’io qualcosa per loro con i soldi risparmiati della mia paghetta settimanale, bacio tutti e tre quando arrivano, i miei non si accorgono che metto una mano sul cazzo dello zio.

La notte spero che venga da me ma non lo fa e mi addormento; al mattino lo ritrovo con gli altri a colazione e riprendiamo gli sci per tornare sulle piste, al pomeriggio però torniamo presto, lo zio vuole convincere papà ad andare a lavorare con lui, aprirà un ufficio a Milano e ci vuole qualcuno che lo mandi avanti.

Spero che papà accetti, potrò vedere lo zio più spesso. La notte però arriva nella mia camera, mi bacia e ha in mano un pacchetto, dentro ci sono tre oggetti uguali ma uno più grande dell’altro ed un flaconcino, gli chiedo cosa sono

-          Adesso ti faccio vedere, spogliati

-          Se lo fai anche tu

-          Porcellina, va bene

Siamo tutti e due nudi sul letto, il suo cazzo è già eccitato, mi fa mettere alla pecorina poi sento fresco sul buco del culetto e poi ci infila un dito facendomi rabbrividire ancora, poi lo tira fuori e ancora la sensazione di fresco poi mi penetra con qualcosa di più grosso e duro del dito è uno di quegli oggetti, mi dice

-          Tienilo tutta la notte, ti piacerà

E poi comincia a leccarmi la fighetta, mi scopa ancora come la notte precedente ma ho quell’oggetto nel culetto e godo di più o almeno è questa la mia sensazione, al mattino lo tolgo, lo lavo e lo ripongo nel cassetto del comodino insieme agli altri, dopo essere andata in bagno faccio una bella doccia e mi tocco il buchino del culo, mi sembra più sensibile e un mio dito ci entra facilmente. Passiamo la giornata in giro per il paese e mangiamo fuori, non è grande ma carino.

Non vedo l’ora che arrivi la notte e lo zio non mi delude, ripetiamo la stessa cosa della notte prima ma nel culetto ci va un oggettino più grande e lo zio mentre mi scopa ogni tanto lo tira fuori e poi me lo rimette dentro; penso ai domestici che ogni giorno devono cambiare le lenzuola del mio letto, chissà cosa penseranno; a colazione vedo tutti particolarmente allegri, mamma è raggiante, lo zio in un orecchio mi sussurra che quando è tornato a letto li ha sentiti scopare, ecco perché la mamma ha quella faccia, però il pensiero dei miei che scopano mi fa rabbrividire.

Altra notte altre scopate e l’inserimento dell’oggettino più grande che come la notte prima lo zio tira fuori e rimette dentro ed io tengo nel culetto fino al mattino, ho capito cosa sta facendo lo zio, mi sta preparando il culetto per il suo uccellone, non vedo l’ora.

È sera, con una scusa vado a letto presto, uso il lubrificante e mi inserisco nel culetto l’oggetto più grosso ma non resisto e inizio  a masturbarmi, aspetto lo zio, quando ho finito però mi addormento. Mi sveglia un bacio sulla fronte, è lo zio, l’orologio segna l’una passata, si sdraia al mio fianco cominciando a baciarmi ed accarezzarmi, raggiungo subito il suo cazzo e comincio a segarlo e poi a succhiarlo, voglio che cresca subito, lo voglio sentire duro in bocca, lui mi sta masturbando con le dita poi estrae l’oggetto che ho nel culetto, il momento che aspettavo, me lo lecca infilandoci la lingua che adesso ci entra comodamente, poi sento la solita sensazione di fresco, sta usando il lubrificante, finalmente sento la punta del suo cazzo cercare di entrare e spingere lentamente, mi agito per agevolarlo ma lui è molto attento ed entra millimetro dopo millimetro dando alla mia carne il tempo di abituarsi, non vuole farmi male ma un po’ di dolore lo sento, deve essere dentro per più della metà quando comincia lentamente a muoversi avanti e indietro, soffio come una gatta, fa un po’ male ma mi piace, le sue dita continuano a lavorare nella mia fighetta, lui è entrato ancora di più non resisto e ho un orgasmo violento e lui continua a martellarmi con il suo uccello nel mio culetto, non so più a cosa aggrapparmi, ho un altro orgasmo quando anche lui mi riempie di sperma lo sfintere che in parte mi cola sulle cosce, è stato incredibile, non avrei mai pensato, ci misi un po’ a recuperare il ritmo del mio respiro, lui intanto era andato in bagno, una volta tornato si rimise vicino a me continuando a baciarmi, quella notte mi scopò altre due volte e poi volli che mi penetrasse ancora nel culetto anche se mi bruciava un po’, rimase dentro di me fino a quando il suo cazzo non scivolò fuori naturalmente.

Il mattino dopo era Natale ed aprimmo i regali, ci trovai anche uno smartphone ed un computer nuovi poi andammo tutti a pranzo fuori dove lo zio aveva prenotato.

Tornammo a Milano due giorni dopo ma passai tutte e due le notti con lo zio, papà aveva accettato il lavoro, lo avrei rivisto presto ma adesso mi sentivo più grande e pronta a nuove avventure, avevo dimenticato completamente il mio ex, zio aveva ragione, “peggio per lui”.

 

 

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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