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Erotika
una particolare impresaria
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Racconto15 min di lettura

una particolare impresaria

uno strano lavoro

sandra
11 mesi fa · 697 letture · 0

Alla veglia, anche se era solo lui, preparai la saletta come al solito e l’agenzia posizionò la bara refrigerata, guardai i resti della moglie, una bella donna, purtroppo, verso la mezzanotte lui i chiese di chiudere la bara, io lo feci pensando che volesse poi tornare dopo, invece si risiedette sulla stessa sedia di prima, gli offrii, come faccio sempre qualche articolo di ristoro, prese solo qualche canapè ed un bicchiere di vino bianco, aspettai, di solito, quando fanno così è perché hanno voglia di parlare e infatti dopo qualche minuto cominciò

-          Come le avevo detto mi sarebbe andato benissimo anche non avere figli, dal punto di vista sessuale andavamo d’accordissimo ed era sempre disponibile, ma per il suo problema diciamo che usavamo altri sistemi che lentamente cominciai a preferire

Non capii a cosa si riferiva, poi continuò

-          Del resto da lì non si fanno i bambini

E allora capii

-          Peccato, ci avevo preso gusto, mi piaceva più dell’altro modo

Cominciai a sentire un certo umidore tra le cosce ma era un cliente e poi la bara della moglie era proprio lì davanti

-          Dev’essere bello abitare in uno chalet in un boschetto come quello, io vivo in una cascina con gli animali

-          A me piace, ma io non ho animali

-          Beh sarebbe un po’ difficile farci entrare le mie 80 mucche da latte

Quasi risi per la battuta ma mi bloccai in tempo, non mi sembrava il caso

-          Se vuole vederla qualche giorno può tornare e gliela faccio visitare, non è grande la mia baita

-          Se non disturbiamo nessuno, anche adesso, tanto ormai…….

-          Beh no, vivo sola, non disturbiamo nessuno, venga, andiamo a piedi, le offro un caffè

Entrato nel soggiorno dal portico rimase stupito del gioco di travi della costruzione, io intanto mi ero spostata nella piccola zona cottura e avevo acceso la macchinetta  del caffè

-          Mentre di sopra ha la zona notte?

-          si, una camera sola con il bagno, però in camera ho anche la vasca, sempre in legno per l’idromassaggio

-          anche mia moglie l’aveva voluto ma l’abbiamo in bagno, non in camera

intanto il caffè era pronto e lui bevendolo continuava a guardare il gioco di travi che, essendo la tipica costruzione a triangolo, riguardava anche le pareti/tetto

-          bello, decisamente bello

pensavo si riferisse ancora alle travi, invece, mentre ero chinata a mettere le tazze usate sul tavolino mi resi conto che stava guardando il mio sedere evidenziato dai pantaloni aderente e dai sandali alti del mio completo

-          si beh grazie

-          grazie a lei, è così gentile

-          sono fatta così

-          scusi se mi permetto, vista anche l’occasione, ma è fatta proprio bene

-          grazie, non si preoccupi, sdrammatizziamo .

-          lo farei volentieri con lei, sdrammatizzare intendo

-          ah certo si

toccò una delle travi che partiva dal pavimento e andava fino al primo piano

-          sembra bella robusta

-          oh lo è tranquillo

vidi che ci si appoggiava con le due mani e spinse

-          vero, decisamente robusta, posso essere sincero?

-          Certo

-          Mi piacerebbe molto “sdrammatizzare “ con lei

-          Beh grazie è simpatico ad offrirmelo

Dopo qualche secondo

-          Che ne dice allora?

-          Di cosa?

-          Della mia offerta, di cosa stavamo parlando se no

-          Beh non che sia contraria ma…..

-          Capisco, l’occasione, ci conosciamo appena…..

-          No non è quello, non sono mai stata una tipa formale

-          Allora tolga quel gessato e mi faccia vedere cosa nasconde

-          Wow, diretto

-          Sono un contadino, non un professore

Allora slaccia la giacca e poi la tolsi

-          Beh sono io che faccio wow adesso

Poi slaccia i pantaloni che avevano  una zip sul fianco e li lasciai cadere a terra, avevo addosso solo i miei slip neri di pizzo sgambati e i sandalini

-          Si appoggi al tavolino come prima, per favore

Lo feci e lui mi guardò come se volesse mangiarmi

-          Se si appoggia a quella trave e toglie gli slip potrei farle male

Restai solo con i sandali e mi girai appoggiando le mani al legno e allora sentii le sue mani callose sul sedere e poi una delle due passò sulla mia schiena abbassandomi, ero piegata in avanti con le gambe aperte e le mani contro la trave che mi sorreggeva, di nuovo le mani sulle mie natiche e poi un dito durissimo mi penetrò il culetto, ebbi già uno spasmo solo per quel dito

-          Uhhh piace anche a lei allora

-          Sii

-          Mi spiace

Stavo  per girarmi e chiedergli perché ma lo capii un attimo dopo

Avevo un paletto nel culo, praticamente, duro, nodoso e doloroso

Quando cominciò a spingermi facevo fatica a reggermi, i suoi colpi erano durissimi ma io stavo già godendo, uscì da me e mi passò il cazzo in messo alle cosce imbevendolo dei miei umori poi riprese il suo posto nel mio culetto ricominciando a spingere, mi inondò lo sfintere contemporaneamente ad un mio nuovo e violento orgasmo

-          Perché non andiamo di sopra e riempie l’idromassaggio?

Andai avanti mentre lui mi seguiva, si guardò in giro mentre aprivo i rubinetti, l’acqua calda uscì subito

Lo guardai anch’io, nudo i suoi muscoli erano impressionanti e non erano muscoli da palestra entrò nell’idromassaggio sedendosi sul fondo della vasca poi mi porse la mano

-          Vieni qui

Ci entrai anch’io mentre l’acqua ribolliva, mi fece praticamente sedere su di lui e mi ritrovai ancora impalata sul suo cazzo, mentre mi tenevo ai bordi della vasca, lui con le mani sotto le mie natiche mi alzava e abbassava sul suo uccello come fossi leggerissima, singhiozzavo dal piacere che provavo. Per quello che vidi quando uscimmo dalla vasca capii che il giorno dopo avrei dovuto pulirla molto bene, poi ancora bagnati praticamente mi gettò sul letto, andò nel bagno e quando tornò capii che si era fatto un bidet usando il mio bagno doccia profumato, mi godetti il suo uccello tra le labbra, mi veniva voglia di morderlo tanto era il gusto che mi dava leccarlo e succhiarlo, aveva deciso però anche di scoparmi, mi alzò le gambe tenendomi, con una mano sola le due caviglie e poi  penetrò nella mia patatina, era bello anche così, mi scopava tenendomi le caviglie alzate e quindi non potevo allargare le gambe, il piacere era ancora più intenso per il leggero dolore che provavo penso che ebbi altri due orgasmi prima che uscisse da me spargendo il suo seme sul mio culetto, soddisfatta andai sotto la doccia dove dopo mi raggiunse e ci insaponammo a vicenda e glielo succhiai ancora, volevo berne il nettare e ci riuscii

Tornammo verso il mio ufficio, camminando vicini in silenzio, arrivati però non entrammo, ci sedemmo fuori ad aspettare gli incaricati dell’agenzia per il funerale che quando arrivarono caricarono il feretro e anche lui se ne andò, adesso Amedeo, si chiama così, è uno dei miei cosiddetti estimatori e ci vediamo ogni tanto.

Faccio tenere il faggeto sempre pulito e in ordine, dalla strada non si vede bene, dal mio ufficio sì, ogni tanto, soprattutto d’estate, mi piace passeggiarci di notte anche vestita della sola mia pelle con l’aria che accarezza il mio corpo, sembrerò pazza a volte ma la cosa mi eccita molto, anche il pensiero che qualcuno possa vedermi non mi spaventa affatto, sarà l’origine del mio nome, non so.

 

 

 

 

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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