- Su non fare lo scemo che ti ho cambiato i pannolini, togliamo scarpe e pantaloni
- Ecco, questo è un brutto graffio c’è sangue, aspetta un momento che prendo anche delle bende
- Oh Madonna, ecco fatto, resta lì un po’ steso, vuoi che chiamo tua madre?
- No figurati, non è niente, mi sono fatto di peggio giocando a pallone
- Vuoi bere qualcosa? Un po’ d’acqua? Ti faccio un caffè?
- No no tranquilla
- Dove andavi stamattina in moto?
- Niente di che, a fare un giro, ma se devi uscire…..
- No, sono rientrata da poco, sono andata a correre
- Chissà quanti ti corrono dietro
- Stupido, vado sempre, il sabato e la domenica mattina, quando posso, per tenermi in forma
- Beh zia, ci riesci benissimo, la forma è splendida
Mi accorgo che l’accappatoio si è in po’ aperto sul petto e mi affretto a coprirmi
- Beh tu e tuo fratello non ce l’avete la ragazza che guardate me?
- Si certo, ma tu sei sempre stata la nostra zia preferita
- Immagino
- E poi non siamo più dei ragazzini, anche se devo ammettere che io e Luca pensando a te………
- Cosa?
- Lasciamo stare, è meglio, mi vergogno un po’
- Ma va dimmi
- Quando abitavi da noi ti spiavamo quando andavi in bagno
- Non me ne sono mai accorta, beh, penso alla vostra età fosse normale, ti perdono
- La mamma, anche se siete sorelle, non è come te
- Lasciamo perdere, io mi faccio un caffè, lo vuoi?
- Si adesso si grazie zia
Glielo porto mentre è ancora steso sul letto sedendomi sul bordo, le mie gambe si scoprono un po’ troppo mentre lo faccio, mi accorgo che mentre lo beviamo la forma dei suoi boxer cambia
- Michele e quello?
- Beh zia non sono più un bambino, reagisco naturalmente, non è colpa mia
Senza quasi accorgermene la mia mano va a posarsi sul rigonfio che si è creato sui boxer e dallo spacco davanti fuoriesce la punta del suo cazzo, proprio a contatto della mia mano, mi trovo ad accarezzarlo ed impugnarlo e vedo Michele che chiude gli occhi, comincio a segarlo e quello che cresce nella mia mano non è certo più l’uccellino di un bambino, le prime gocce di sperma apparvero sul prepuzio e con il dito le raccolsi e me le portai alla bocca, intanto una mano di Michele vagava nella scollatura del mio accappatoio mentre lui teneva sempre gli occhi chiusi.
Mi chinai ad imboccare il suo pene e lui aprì gli occhi
- Dio zia mi fai morire
- Speriamo di no
E continuai fino a che, dopo poco, mi schizzò in gola la sua sborra calda. Ormai il mio accappatoio si era aperto e lo tolsi sdraiandomi vicino a lui, le sue mani sui miei seni ed i capezzoli gonfi, tra le mie cosce a saggiare l’umidità della mia figa, a quell’età i tempi di recupero sono veloci, soprattutto se aiutati di nuovo dalla mia bocca, quando svettò verso l’alto mi sollevai e gli andai sopra penetrandomi da sola, quanto tempo e che piacere sentirlo entrare e strisciare sulla mia carne per farsi spazio, mentre smanacciava i miei seni io lo cavalcavo con impegno, le mani sul suo petto giovane e muscoloso, un primo orgasmo finalmente e poi un altro violento quando il suo sperma inondò la mia vagina e dopo, ci mettemmo a ridere come due scemi.
- Mamma mia zia, stai bene?
- Adesso si e tu?
- Mai stato meglio, Luca morirebbe di invidia
- Non penso sia il caso di dirglielo
- No, anch’io
- Per non parlare di tua mamma, mia sorella, mi ucciderebbe
- Senti zia se avviso casa che non torno a pranzo?
- Perché avresti qualche altra idea?
- Potremmo starcene qui tranquilli, senza fretta …….
- Beh io non devo andare da nessuna parte, perciò…….
- Si e poi mi fa ancora un po’ male la gamba, meglio se resto sdraiato ancora un po’
- La gamba?
- Eh si, la gamba
- Meglio se chiami, allora
Forse non avrei dovuto, ma è stato più forte di me, avevo un bel ragazzo giovane e vigoroso nel mio letto, ero eccitata come non mai, il fatto che fosse mio nipote non mi importava, a lui tanto meno, probabilmente era il sogno di ogni ragazzo scoparsi la zia e questo eccitava anche lui, giocammo tutto il giorno, ci addormentammo anche insieme ad un certo punto, abbracciati con i nostri corpi sudati che sapevano di sesso, gli insegnai anche la strada per il mio culetto e la cosa gli diede nuova carica, fu difficile farlo andare via dopo la doccia che facemmo insieme con un ultima scopata in piedi contro il muro della doccia con l’acqua che scrosciava sul nostro amplesso. Quella notte dormii beata e tranquilla come una bambina.
Il sabato seguente, la solita cena a casa di mia sorella fu leggermente imbarazzante, anche perché mio nipote fu più affettuoso del solito e dovetti redarguirlo a forza di sguardi per fargli capire di smetterla ed ero talmente presa da quello che stavo facendo da non accorgermi degli sguardi che Luca, il fratello più grande di un anno ogni tanto mi lanciava; me ne resi conto il mattino successivo quando suonò il campanello di casa mia che, come la domenica precedente mi trovò in accappatoio dopo la doccia.
- Luca, come mai?
- Michele mi ha raccontato tutto zia
- Ah ecco il motivo della tua visita imprevista, e quindi?
- Beh con Michele abbiamo pensato che ti sentissi sola e avessi bisogno di……
- Bisogno di?
- Sì, insomma, di compagnia senza problemi
- Ah ecco, quindi avete pensato di fare un favore a vostra zia venendomi a trovare
- Ecco, appunto
- Ho capito perfettamente, ho 36 anni non sono deficiente, e poi Michele mi ha raccontato che cosa facevate voi due quando abitavo da voi
- Beh si, ecco io, noi……..
- Vuoi un caffè?, io devo berne uno
- Si grazie zia, volentieri
- Ma tu e Michele non avete una ragazza?
- Si ma tu sei la nostra zia speciale
Dopo il caffè mi dimostrò quanto fossi speciale, non ebbe bisogno di chiamare casa, rimase con me tutto il giorno, apprezzai molto la sua maggiore esperienza rispetto al fratello, soprattutto nel ricevere le sue attenzioni, oralmente parlando, anche per lui, fu però, la prima volta con il culetto di una donna, gli piacque molto ed era anche un po’ più energico del fratello, cosa che non mi dispiacque.
Adesso avevo completato il guaio, lui almeno era maggiorenne, anche se da poco, ed io avevo risolto il mio problema senza il timore di portarmi a letto sconosciuti per il mio piacere, che, comunque col tempo superai, anche perché i miei nipotini crescevano e avevano le loro ragazze e le loro vite da portare avanti, furono comunque i primi a farmi provare l’ebrezza di andare con due uomini contemporaneamente con loro e mia somma soddisfazione, ci volle lo stesso un annetto, prima che mi aprissi di più al “mondo esterno” alla famiglia, preferendo comunque sempre incontri unici ed occasionali, senza conseguenze.


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