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Erotika
una quindicenne incazzata
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Racconto11 min di lettura

una quindicenne incazzata

la scoperta

sandra
1 anno fa · 3.5k letture · 1

In effetti io lo chiamo il senegalese ma è figlio di senegalesi nato in Italia, non è un immigrato irregolare.

Il caldo è passato, ormai siamo a ottobre e sembra la stagione delle piogge, io non sopporto gli ombrelli, poi andare a scuola con oltre allo zaino anche l’ombrello e magari l’impermeabile è uno stress, soprattutto sul tram che è sempre pieno e qualcuno ne approfitta sempre per toccarti il sedere.

Per andare in cantina, dalla mia scala, devi attraversare il cortile, devo portare il cestello delle bottiglie vuote in cantina e riportarne di sopra uno di piene, all’andata nessun problema, al ritorno scivolo e finisco in una pozzanghera rompendo anche una delle bottiglie di vino, il senegalese mi soccorre e mi tira in piedi tenendomi lontana dai cocci di vetro

-          Aspetta pulisco io prima che qualcuno si faccia male

Scendo dietro a lui per andare in cantina e prendere un'altra bottiglia, al ritorno  è davanti al suo monolocale

-          Dai entra che ti dai un’asciugata ed una pulita

In effetti ho tutta una gamba sporca dalla caviglia alla coscia fin sotto la mini e anche il mio maglioncino non è da meno. mi dà un asciugamano e mi indica il bagno e mi lavo ed asciugo la gamba, per il maglioncino non c’è niente da fare, lo cambierò di sopra, mentre esco dal bagno mi guardo per vedere se sono sporca da qualche altra parte

-          Belle gambe, sto facendo una cioccolata ne vuoi?

-          Beh grazie, magari un po’

-          Mamma non c’è?

Stavo per rispondergli che non era giovedì e invece

-          No, aveva una visita torna con papà stasera

-          Ah allora sola tutto il pomeriggio

-          Devo studiare

-          Brava, dovrei anch’io, sono indietro con gli esami in università

Anche questa volta stavo per rispondergli per forza era indietro, invece di studiare andava in giro a scoparsi le inquiline del palazzo, e invece

-          Ah vai all’università

-          Si ma molto fuori corso direi

La cioccolata era buona, una volta finita stavo per alzarmi dallo sgabello quando mi passa una mano sulla coscia che avevo asciugata prima

-          Non ti sei fatta male vero?

-          No no

Ma non tolse la mano anzi si spinse un po’ più in alto infilandola per un pezzettino sotto la mia mini a pieghe scozzese e tenendocela, anzi quasi afferrandola

-          E hai guardato sotto il maglione che è tutto sporco, nessun segno?

Ne sollevai appena un lembo dalla vita per dirgli di no e lui prendendomi la mano lo sollevò di più fino quasi a scoprirmi un seno e poi disse

-          A prima vista sembrerebbe di noma fammi vedere bene e mi tirò il maglione sopra la testa fino poi a sfilarmelo

-          Daiiii non ho niente sotto

-          Non direi che non hai niente, hai quello che serve

Avevo già le sue mani sul mio seno e le sue dita che pizzicavano i miei capezzoli

-          Questi li ricordavo ma l’altra volta non li avevo visti

-          Si avevo la maglietta

-          Resta un po’ mi piacciono le tue tettine, mi sembrano più grandi dell’ultima volta

-          Devo studiare

Intanto aveva sostituito le sue dita con la sua bocca succhiandomi i capezzoli la cui reazione fu subito evidente

-          Vedi loro vogliono restare

Poi la sua mano raggiunse le mie mutandine

-          E anche loro dicono lo stesso

Mi sollevò dallo sgabello e mi appoggiò sul bordo del letto che occupava buona parte della stanza, stesa così con la sua bocca sui seni e la sua mano sotto la mini che stava abbassandomi gli slip gli dissi, ma con poca convinzione

-          No, non l’ho mai fatto

-          Non ti farò male

Invece un po’ me ne fece perché oltre che duro era grosso, la mia mini era sollevata sulla mia pancia e lui era entrato nella mia fighetta con un unico movimento fluido, però il dolore passò subito mentre cominciava ad andare su e giù dentro di me, venni quasi subito senza pensare a soffocare il gemito del mio orgasmo, lui intanto non si fermava i suoi colpi erano profondi e decisi e questa volta il mio orgasmo lo urlai proprio mentre lui mi sporcava la gonna con il suo sperma lasciandomene un po’ anche sulle grandi labbra.

-          Stai bene?

-          Adesso si

-          Vuoi farlo ancora?

-          Si per favore si

Allora mi aiutò a sfilare la gonna e si tolse pantaloni che aveva solo aperto e maglione , io avvicinai la bocca al suo pene cominciando a leccarlo, non ci volle moltissimo perché fosse pronto fi nuovo e questa volta fui io a stargli di sopra, così mi sembrò ancora meglio, sapevo che non avevamo il preservativo e non era il caso di rischiare ma accidenti come avrei voluto mi sborrasse dentro, ma non successe, riuscì ancora ad uscire per tempo.

Quel pomeriggio persi la verginità , ormai avevo quasi 16 anni, quando li compii come regalo gli concessi anche il culetto e, nel frattempo ero andata al consultorio per farmi dare la pillola e mi ero goduta i suoi schizzi di sperma nella mia vagina.

Un pomeriggio, dopo qualche mese andai da lui e mi sembrò di vedere doppio, erano in due, quasi uguali, non avevo bevuto, era un suo cugino arrivato regolarmente dal Senegal e avrebbe passato qualche giorno con lui prima di andare a Roma dai suoi genitori, contenta per loro ma un po’ delusa, poi mi dissero di fermarmi un po’ ed il cugino mi raccontò un po’ del suo Paese, poi Alex gli disse che aveva acceso lo scaldabagno se voleva fare la doccia e lui si scusò ed andò in bagno, noi ne approfittammo sicuri che almeno per una mezz’ora non saremmo stati disturbati e così fu, avevo il cazzo di Alex in bocca quando rientrò il cugino con un asciugamano in vita

-          Ah però, ragazzi, dovevate avvisarmi

Alex senza scomporsi

-          Beh il letto è grande

Io mi ritrovai il cazzo di Alex in bocca e le mani del cugino dal nome impronunciabile, dappertutto.

Non passò molto tempo prima che il cugino si infilasse con il suo cazzo nella mia fighetta, se possibile era anche più grosso di Alex, poi successe che Alex decidesse di infilarsi nel mio culetto e feci lamia prima “doppietta” impazzendo dal piacere che mi fecero provare, penso che riuscii ad avere almeno tre orgasmi prima di venire un ultima volta con lo sperma di tutti e due dentro di me e talmente eccitati che continuammo tutto il pomeriggio e tutti i pomeriggi fino a quando suo cugino non partì per Roma promettendo di tornare.

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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