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Erotika
una quindicenne incazzata
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Racconto11 min di lettura

una quindicenne incazzata

la scoperta

sandra
1 anno fa · 3.5k letture · 1

Viviamo in un vecchio palazzo in Via Ripamonti, io mamma e papà, papà lavora in una società di stampaggio della plastica e dal lunedì al venerdì fa il turno 12/19, il  sabato e la domenica è a casa, mamma fa la sarta in casa e guadagna bene, io vado a scuola, alle superiori e torno a casa tutti i giorni verso le 14 compreso il sabato.

Fino allo scorso anno non avevamo un custode nel palazzo, poi l’amministratore ha assunto un ragazzo senegalese che pulisce anche le scale ed il cortile e dorme in un monolocale al piano seminterrato.

Il problema è che un giovedì la prof di latino è stata male e sono tornata a casa un ora prima, ho la chiave per cui non ho bisogno di suonare il campanello, entro, mollo lo zaino, come al solito nell’ingresso e faccio per andare in cucina ma sento rumore dalla camera di mamma, allora ci vado per dirle che sono tornata, il rumore è più forte e sembrano lamenti, apro la porta piano socchiudendola, vedendo dallo specchio dell’armadio cosa sta succedendo, mamma piegata in due con i seni al vento con il custode dietro di lei che la sta scopando, lascio la porta socchiusa, ripendo lo zaino ed esco di corsa sedendomi poi sui gradini della scala, mia madre che tradisce papà con il custode, e chissà da quanto, ma che stronza, penso, non voglio comunque che si accorga che io so. salgo di un pianerottolo ed aspetto che lui esca, poi scendo ed apro la porta facendo il massimo rumore possibile ed urlando dal corridoio

-          Ciao mamma, sono a casa

Lei arriva sistemandosi la vestaglia e si mette subito a scaldarmi il pranzo lei ha già mangiato con papà prima che uscisse, la guardo e ha la faccia un po’ arrossata, immagino ancora un po’ eccitata, la stronza.

Forse è vero che noi figlie femmine siamo innamorate dei nostri padri, però a me, a 15 anni dà decisamente fastidio quello che fa la mamma.

Al mattino quando esco l’altro stronzo mi saluta dandomi il buongiorno mentre pulisce il cortile, rispondo con un monosillabo.

Voglio capire se è una cosa capitata oppure si tratta di un’abitudine, anche se, adire il vero, non è che la cosa faccia molta differenza, ma a volte ci mettiamo in testa delle cose che, in effetti sono inutili.

Aspetto il giovedì successivo per vedere se è il giorno in cui loro si incontrano e mi faccio una giustificazione fasulla per uscire prima, arrivata a casa lo stesso rumore della settimana prima, non vado ad indagare aprendo la porta, esco e mi nascondo come avevo già fatto, è assodato che lo fanno il giovedì e magari anche altri giorni.

Non posso affrontare mamma ma posso rompere le palle al senegalese, devo inventarmi qualcosa.

Il lunedì pomeriggio vado a giocare a tennis, con il mio completino scendo nel seminterrato, la porta del monolocale è aperta come quella del bagno  in fondo ed entro, lui è uscito dalla doccia e si sta asciugando dando le spalle alla porta, non pensavo avesse un fisico del genere, ancora non mi ha visto quando si gira e resto di sasso, non ne ho mai visto uno così, non che abbia molta esperienza e poi sono ancora vergine anche se di notte fantastico un po’ nel mio letto trastullandomi la fighetta con le dita fino a godere, mi sembra davvero grosso e poi è nero, ecco che alza gli occhi e mi vede, ma ormai sono dentro non posso far finta di essere passata lì davanti per andare in cantina come avevo pensato di dire.

Lui si copre con l’asciugamano e poi

-          Ciao, avevi bisogno?

Balbetto qualcosa di decisamente incomprensibile, lui intanto si è avvicinato e ha chiuso la porta dietro di me

-          Che nel completino, vai a giocare a tennis?

-          Si si ecco dovevo andare in cantina a prendere due scatole di palline, papà le tiene lì

-          Sicura? Perché quelle che vedo uscire dalla tua borsa sono proprio due scatole di palline

Intanto si è seduto su uno sgabello alto con l’asciugamano  in grembo

-          O volevi altro, questo per esempio

E spostò l’asciugamano portandoselo sulla spalla

Rimasi impietrita a guardarlo, adesso era vicino, allungò una mano prendendomene una delle mie e la portò a toccarlo, si mosse impercettibilmente appena la mia mano lo toccò, feci per ritrarla ma me la teneva ferma lui adesso proprio attaccata al suo uccello e poi la portò ad impugnarlo e tenendomi per il polso cominciò a farla  muovere su e giù

-          Tranquilla, non morde mica….. di solito

Non riuscivo a sollevare lo sguardo per guardarlo in faccia, mi ero fissata su quel tubo nero che tenevo in mano continuava a crescere ed indurirsi, quasi non mii accorsi quando la sua mano lasciò il mio polso e passò dietro la mia nuca facendomi abbassare la testa per portare la bocca all’altezza del suo pene

-          Dai questo lo saprai fare

E me lo spinse tra le labbra, mi tremavano le gambe, lui mi mise una mano sul  seno, si era accorto che i miei piccoli capezzoli sembravano voler bucare la stoffa della mia maglietta, sentivo anche le mie mutandine bagnate, intanto la mia testa faceva su e giù su quell'asta e la mia lingua ci passava sopra succhiando e leccando , le sue mani intanto mi avevano sollevato la maglietta mettendo a nudo i mie seni e le sue dita giocavano con i mie capezzoli, un leggero tremore nella mia bocca, unno schizzo caldo contro il  mio palato, cercai di sottrarmi ma una sua mano premeva ancora sulla mia nuca allora ingoiai assaporandone il sapore un po’ acre che non mi dispiacque, poi tutto finì

-          Ragazzina, quando vuoi venire io sono qui,

uscii un po’ rimbambita e mi tolsi dalle labbra con la lingua un ultima goccia del suo sperma.

Non andai più a tennis dissi a mamma che avevo mal di testa e volevo solo stendermi al buio, andai i camera mia, mi tolsi le mutandine bagnate e mi infilai sotto il lenzuolo masturbandomi pensando a quel coso che avevo tenuto in bocca.

Ho avuto modo di fare altre verifiche e il senegalese va da mamma solo il giovedì, altri giorni l’ho visto uscire da altri appartamenti, sembra che nel palazzo, a parte mamma ci siano altre signore che lo apprezzano, sicuramente la fiorista del primo piano la domenica pomeriggio quando il marito va in Liguria a caricare fiori o la giovane moglie del ragioniere del terzo che ha un bambino di tre anni e lui che passa tutto il giorno in ufficio tornando a casa solo la sera.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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