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la vedova
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Racconto11 min di lettura

la vedova

la vita di una famiglia cambia a causa di un tragico evento

sandra
1 anno fa · 5.6k letture · 0

 

 

Tornata dagli allenamenti Luca stava studiando per un esame, mamma era fuori per una cena ed io preparai 4 salti in padella per noi due, non ero una gran cuoca come mamma, chiamai Luca per la cena, eravamo molto più affiatati adesso, ci eravamo raccontati i nostri fatti a vicenda, lui sapeva di Emanuele e, dopo un primo momento che avrebbe voluto  prenderlo a pugni aveva capito e si era calmato, dopo cena gli feci vedere le nuove divise che ci avevano dato indossando la mia

-          We Ginevra ma tutte le giocatrici di volley hanno un culetto così?

-          perché, vuoi che ti presenti qualcuna delle mi compagne?

Lui i prese per la vita ridendo e facendomi sedere su di lui

-          cosa me ne faccio quando ho la capitana a disposizione?

-          Stupido lasciami andare

Non mollò la presa, cominciavo a sentire il suo membro premere contro le mie natiche

-          Dai mollami

Lo fece dopo un po’ di resistenza e corsi in camera a cambiarmi. Dovevo ancora infilare gli slip che si aprì la porta della mia stanza, Luca aveva tirato giù la cerner dei jeans e dai pantaloni spuntava il suo cazzo rigido

-          Guarda cos’hai combinato sorellina

-          Luca non fare lo scemo

Intanto guardavo lui e, dietro di me con la mano cercavo gli slip sul letto, mi si avvicinò e mi spinse in avanti facendomi appoggiare sul mio letto per non cadere

-          È proprio fatto bene il tuo culetto, saranno tutti i balzi che fai

-          Luca daiiii piantala

-          Si dai, adesso la pianto ma prima…..

Mi teneva la schiena contro il letto spingendomi con la mano e, intanto sentivo il suo cazzo iniziare a farsi strada nel mio culetto

-          Noooo Luca

-          Dai che ti piace

Soffiavo mentre mi penetrava, era più grosso di Emanuele ma aveva ragione, mi piaceva ma non volevo se ne accorgesse

-          Te la faccio pagare

-          Dopo dopo, intanto ti faccio godere,

in effetti non potevo non provare piacere mentre spingeva il suo cazzo dentro di me, i miei gemiti glielo comunicavano e la mia mano sulla mia clitoride faceva il resto, sbattevo una mano sul materasso mentre mi scopava nel culetto facendomi godere, alla fine morsi il lenzuolo mentre si scaricava dentro di me e la mia mano raccoglieva il mio orgasmo

-          Ecco, adesso sai che sono meglio del tuo Emanuele, quando vuoi a tua disposizione sorellina

E mi lasciò così distesa sul letto a pancia sotto.

 

Domenica mattina, Ginevra è uscita presto, hanno una partita in trasferta, faccio il caffè e, ancora in sottoveste lo porto a Luca a letto, lo riesco a fare raramente ma stamattina mi sono alzata presto, così lo possiamo bere insieme, è girato di spalle, il mio uomo è cresciuto, è bello come il padre, lo chiamo avvicinandomi al suo letto, il lenzuolo gli lascia scoperto il petto muscoloso, ha la ragazza ma scommetto che non sia la sola, un brivido di orgoglio mi pervade, l’ho fatto io, è una mia creatura così bello, così perfetto.

Apre gli occhi blu come il cielo e mi guarda,

-          Ciao mamma, buon giorno

Gli passo la mano tra i riccioli bruni

-          Buon giorno tesoro, ho fatto il caffè

-          Uhmmm si, ci voleva proprio

Mentre lo beviamo mi guarda e poi

-          Mamma sei bellissima

-          Grazie caro,

mi abbasso a baciarlo all’angolo della bocca appoggiando una mano sul lenzuolo che gli copre il ventre, un movimento repentino sotto il lenzuolo, ma è quello che penso?

 

 

Mamma mi ha portato il caffè, è bellissima nella sua sottoveste di seta con le spalline sottili, i seni  pieni con l’aureola scusa dei suoi capezzoli che traspare dal tessuto, le cosce affusolate che terminano in un triangolino nascosto dl bordo ricamato, sono già in erezione, ma è mia madre, azz, quando mi bacia non riesco a trattenermi, il mio cazzo schizza in alto sotto la sua mano che ci si è appoggiata inconsapevole, mi guarda e scosta lentamente il  lenzuolo scoprendo la mia vergogna, le labbra leggermente aperte, con un’espressione tra lo stupore ed il compiacimento

-          È così a causa mia?

-          Beh…. Si, veramente……

-          Ufff è da molto che tu…..

-          Si da tanto

-          Non sarebbe il caso,,,,,,,,,,,,

-          Lo so ma…….

La sua mano si muove, con due dita me lo circonda alla base, poi tutta la mano scende a tastare la consistenza del mio scroto, le sue labbra non proferiscono alcun’altra parola, scendono a raggiungere il mio glande e il loro calore lo avvolge, fino a quel momento resto immobile, con le mani lungo i fianchi, non so che fare, le abbasso una spallina e con le labbra raggiungo un suo capezzolo suggendolo come quando mi nutrivo con il suo latte, lei si solleva dal bordo del letto sfuggendo alla mia bocca e si solleva la sottoveste sopra la testa sfilandola, passa una gamba sopra di me, imbambolato guardo il suo seno sovrastarmi, poi il suo ventre cala sul mio appropriandosi del mio cazzo con un grosso sospiro, non si torna più indietro, le mie mani sui suoi fianchi , la mia bocca sui suoi capezzoli, la sua danza sul mio corpo, non resisto, glielo dico e si sfila da me giusto il tempo che le prime goccioline del mio sperma raggiungano la leggera peluria sul suo ventre, poi si sdraia al mio fianco raggiungendo il mio pene con le labbra e succhiandone tutto il nettare.

Passiamo la mattina nel mio letto senza parlare, solo amandoci freneticamente, raggiungiamo il piacere insieme, il mio sperma sul suo corpo, dentro il suo intestino quando anche il suo culo diventa mio, continuiamo a baciarci anche sotto la doccia che ci lava nascondendo le tracce del nostro piacere, poi tutto torna normale, tutto cessa……… oppure tutto ha inizio.

 

 

-           

-           

 

 

 

 

 

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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