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vita in campagna
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Racconto18 min di lettura

vita in campagna

due orfani, due gemelli, la loro crescita

sandra
1 anno fa · 4k letture · 1

Antonella continua ad accarezzare i loro cazzi e ad passarci copra le lingua, ogni tanto ne prende uno in bocca, poi uno la fa alzare, la spinge contro una parete, la prende in braccio sollevandola, lei gli passa le gambe sulla schiena e si aggrappa al suo collo, lui la penetra e lei lancia un piccolo urlo, poi comincia a scoparla sollevandola ad ogni affondo, lei mugola per il piacere, gli altri tre, in piedi si tengono gli uccelli in mano segandoli, poi, uno dopo l’altro la scopano in quella stessa posizione, i suoi orgasmi si moltiplicano, poi, quando anche l’ultimo le ha scaricato dentro il suo sperma (speriamo non resti incinta) lei si lascia scivolare a terra sempre circondata da quei quattro.

Se la passano l’un l’altro esplorandone il corpo ormai sudato, poi uno ad uno se la mettono sull’uccello inculandola e facendola saltellare, lei sembra invasata, mulina le braccia cercando, mentre la inculano di prendere in mano qualche altro uccello e portarselo alla bocca, vanno avanti quasi tre ore anche prendendola due per volta e, alla fine, scaricando il proprio sperma sul suo corpo disteso su alcune balle di paglia, poi, uno per volta, le danno un bacio e se ne vanno, lei resta stesa un po’, io non voglio si accorga della mia presenza e resto sul soppalco ad aspettare.

Sono passate le quattro quando si alza lentamente raccogliendo la sua t-shirt e, un po’ barcollando, uscire dalla rimessa. La seguo dopo poco e, passando davanti alla sua camera sento lo scroscio dell’acqua della doccia, ne faccio una anch’io dopo, prima di rimettermi a letto.

Per fortuna è sabato e non dobbiamo andare a scuola, quando scende per colazione è già truccata, forse per nascondere le occhiaie.

È passato un mese, la mia ragazza continua a non darmela, e, un pomeriggio vado in camera di Antonella

-          Ti ho visto nella rimessa la notte prima che i braccianti se ne andassero

-          E ti sei fatto qualche sega guardando?

Non mi ha mai risposto con quella veemenza e reagisco male

-          Si, mentre ti sfondavano mi sono masturbato, da quanto tempo ti fai scopare e inculare?

-          Non ti riguarda

-          Ma lo fai solo quando vengono i braccianti?

-          Insomma, si può sapere cosa cazzo vuoi?

-          Voglio riuscire a capire come sei diventata così?

-          Così come?

-          Così troia

-          Sei uno stronzo

-          E tu sei una grandissima puttana

-          Quello che faccio sono solo fatti miei

-          Per Dio hai solo 17 anni e……

-          E cosa?

-          Oh cazzo, ……..niente……. lasciamo perdere

-          Ecco bravo, lasciamo perdere

Faccio per andarmene ma poi cambio idea e mi volto ancora verso di lei

-          No Cristo santo, una persona non può cambiare così dall’oggi al domani, fammi capire

-          Ok facciamola finita, l’anno scorso, durante una delle mie passeggiate nei boschi sono stata….violentata

-          Ma chi……..

-          Non lo so, erano zingari che si erano accampati per qualche giorno, mi hanno presa e stuprata per due ore.

-          Perché non mi hai detto niente, a me o al nonno

-          Al nonno non ho detto niente perché se no avrebbe preso il suo fucile da caccia e si sarebbe rovinata la vita

-          E a me?

-          A te no perché mi vergognavo

-          Perché ti vergognavi, non è stato colpa tua

-          Mi vergognavo perché mi è ………piaciuto e mi sentivo in colpa, però da allora ho deciso che l’avrei fatto solo con chi volevo io e quando volevo e dove volevo.

-          Mi dispiace, davvero, non avevo idea, però potevi parlarne con la psicologa a scuola

-          Ne ho parlato solo con Alona che mi ha detto che anche lei……..è stata stuprata nel suo paese.

-          Alona avrebbe dovuto dirmelo

-          Le ho detto io di non farlo, però, grazie a lei, non ho provato più vergogna e  adesso, appena mi è possibile, mi…….diverto

-          Capito

-          Dai vieni qui, abbracciami

-          Naaa sei nuda

-          Non fare il fesso

Vado da lei che si tira su a sedere sul letto e l’abbraccio, lei mi bacia sulle labbra, il problema è che mi sono eccitato, sia per il racconto che per l’abbraccio con quel corpo nudo, caldo e sinuoso, e se ne è accorta

-          Ti sei eccitato?

-          Noooo…..si, no

Mi slaccia la camicia e mi accarezza il petto

-          Chissà che strage di cuori fai a scuola

-          Non scherzare, lo sai che sto con Cecilia che, oltretutto non me la da

le sue mani scendono, dal mio petto al mio rigonfio dei pantaloni che lei strizza

-          Antonella

-          Sssst non dire niente, è venuta voglia anche a me

Mi prende una mano e se la porta alla fighetta, è vero, è bagnata, mi ritrovo sul letto con lei, mi slaccia la cintura dei pantaloni e mi tira giù la zip, il mio uccello schizza fuori dai miei boxer, lei mi guarda in faccia e si china per prenderlo in bocca, io già sto godendo di quelle labbra calde, mi abbassa sulle caviglie pantaloni e boxer e poi, con una mossa repentina mi cavalca e si penetra da sola con il mio cazzo, sto sognando, o forse no, i miei versi si mischiano al suo ansimare, nonostante l’eccitazione riesco a durare fino al suo orgasmo e poi, senza spostarsi si sdraia sul mio corpo, immobile.

Quando mi riprendo vuole darmi anche il suo culetto che per me è la prima volta, dice che le piace molto e scarico il mio piacere anche nel suo intestino, dopo, mentre siamo abbracciati al caldo nel suo letto le dico che è pericoloso farlo senza preservativo, a parte le eventuali malattie c’è il rischio che resti incinta, mi tranquillizza, al consultorio le hanno prescritto la pillola, ci addormentiamo insieme, lascio la sua stanza prima che si alzi Alona lasciandola ancora riposare.

Da allora, ogni tanto dormiamo insieme e quando arrivano i braccianti lei continua a divertirsi. io ho lasciato Cecilia  e appena compiuti 18 anni ho fatto la patente, il nonno mi ha comprato un’auto usata, una Mini e sono andato a trovare Giulia che ci eravamo sempre tenuti in contatto con il cellulare, anche se lei ha solo 16 anni stiamo insieme e i genitori la lasciano venire, ogni tanto, qui a casa del nonno, lei è sistemata in un letto in camera di Antonella, ma quando tutti sono a dormire lascia il suo lettino per venire nel mio.

-           

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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