- Alessio cosa c’è?
- Ti ho visto l’altra domenica con il nonno nella rimessa
- Non vedo cosa ci sia di male, lui è praticamente solo ed io anche
- Anch’io sono solo
- Uhhh capisco e vorresti…….
- Vorrei ma ………
- No, direi di no, non sarebbe una buona idea, torna in camera tua Alessio, facciamo finta che non ci siamo mai detti niente
Me ne vado in camera mia, chissà cosa pensavo di ottenere, ha ragione Antonella, sono solo un ragazzino.
È venerdì, facciamo festa, il raccolto di mele e pere è stato consegnato in cooperativa, Alona ha fatto la marmellata, invece, con le more che io e Antonella abbiamo raccolto, a tavola, a parte noi tre ed il nonno, altre 7 persone, 5 uomini e due donne di cui 4 operai stranieri ed uno italiano con moglie e figlia.
Tutti e 7 hanno raccolto la frutta e adesso mangiano il buon cibo preparato da Alona : antipasti con affettati, formaggi e verdure grigliate, pasta al forno, non la solita lasagna, arrosto di vitello e patate al forno e torta di mele, il tutto insieme al vino del nonno.
Alla fine, il nonno si ritira, ne ha bevuta, praticamente da solo, una bottiglia intera, non prima, però, di aver dato ad ognuno la busta con il pagamento del loro lavoro; Alona, le due donne , mamma e figlia, e Antonella sparecchiano, poi anche Alona saluta. Gli altri 5 uomini e la moglie di uno di loro raggiungono le roulotte che il nonno ha organizzato per loro dietro la rimessa mentre io Antonella e Giulia, così si chiama la ragazza quindicenne della coppia, rimaniamo a guardare un concerto di Vasco sul mio pc.
Giulia, anche se più piccola, è molto più avanti di noi, vive a Milano, in periferia, a Gratosoglio ed è, decisamente, scafata, ha i capelli castani lunghi acconciati con treccine tipo africa, sarà alta un metro e sessanta ma ha già tutte le sue cosine al posto giusto e porta gli occhiali che, però la rendono carina, finito il concerto Antonella dice che andrà a letto, Giulia ed io continuiamo a chiacchierare,
- Cosa c’è li dentro?
E indica la rimessa
- I due trattorini del nonno, attrezzatura varia, , mangime e paglia per la cova delle galline e un po’ di cianfrusaglie, oltre ai due scooter mio e di Antonella ed il pickup del nonno, vuoi vedere?
- Si dai sono curiosa
Mentre andiamo verso la rimessa, resto due passi indietro e mi godo il suo culetto stretto negli shorts di jeans, entrati in rimessa comincia a girare dappertutto
- E lì sopra?
- Quello era la parte dove, una volta, il nonno teneva il fieno per le mucche che adesso, non ha più, ce l’hai il ragazzo?
- No, adesso no
- Scusa. Non sono fatti miei
- Nessun problema, mi ha lasciato perché mi ha visto con un altro
- Allora sei birichina
- Ahahah sì, un po’
Poi si arrampica sulla scaletta che porta al soppalco ed io continuo ad ammirare il suo fondo schiena
- Tu non vieni?
- Sì, sì arrivo
La raggiungo e quando arrivo su lei si è tolta la maglietta ed abbassato gli shorts
- Ce l’hai il preservativo ?
Deglutisco guardandole le tettine prima di risponderle
- Si ne devo avere un paio nel portafoglio
- Beh tu non ti spogli? ho voglia di scoparti da quando siamo arrivati qui
In un baleno resto con i boxer ed in mano il portafoglio, lei si inginocchia davanti, mi abbassa le mutande ed impugna il mio uccello che sta già diventando duro
- Vediamo cosa abbiamo qui, wow, interessante
Comincia a farmi un pompino, mi succhia anche lo scroto ed io gli metto una mano sulla testa, quando si rialza le metto le mani sui seni palpeggiandoli, il cazzo tanto è duro da farmi male, lei si sfila anche le mutandine e mi abbasso per sentire il sapore della sua fighetta sulla mia lingua
- Umm dai, continua
Sento i suoi umori che iniziano a bagnarla, poi mi rialzo , è lei che mi riporta giù prendendo in mano il mio uccello e sdraiandosi sul pavimento di legno, e guida il mio pene, già con il preservativo indossato, tra le sue cosce, è stretta e calda, il mio uccello si fa strada tra la sua carne, per me è la prima volta ed è bellissimo.
- Non ti faccio male?
La sento ansimare
- No, no, continua
Mi stringe le natiche con le mani tirandomi a sé, per ogni affondo un suo gemito, il mio respiro si fa pesante, purtroppo ci metto solo 5 minuti prima di riempire il preservativo con il mio sperma, però ha un orgasmo anche lei.
Quando mi sfilo il preservativo, prima limoniamo un po’ poi me lo riprende in bocca, ne vuole ancora ed io sono d’accordo, mi siedo con le spalle appoggiate alla parete ed il cazzo sull’attenti, lei, dandomi le spalle si sta sedendo su di me, con una mano punto il mio uccello al suo buchino posteriore
- No, lì no, non l’ho mai fatto
Faccio cambiare la destinazione infilando un altro preservativo, le piace mentre la penetro ed infilando le mano sotto le sue natiche la faccio andare su e giù ma poi lei punta i piedi a terra e continua da sola, con le mani libere le stropiccio i seni , questa volta duro molto di più e lei orgasma ad alta voce, speriamo non ci senta nessuno;
buttato anche l’ultimo preservativo lei si gira e me lo riprende in bocca, io….
- Non ho altri preservativi
Lei non mi risponde e continua a lavorarmi di bocca, sto venendo e le spruzzo il mio sperma in faccia, anche sugli occhiali, lei lo raccoglie con le dita e se le porta tra le labbra succhiandole
- Uff, adesso devo andare prima che i miei comincino a cercarmi
- Domattina partirai e non ti rivedrò più
Mi dà il suo numero di cellulare ed io resto lì appoggiato al muro, finalmente ho scopato, non sono più vergine, faccio per raccogliere i miei vestiti, la mezzanotte è passata, il portone della rimessa si apre e vedo entrare Antonella, ha solo la t-shirt lunga che usa per andare a letto e un paio d’infradito, sto per chiamarla e chiedere cosa fa lì ma il portone si riapre ed entrano i nostri 4 braccianti, allora mi fermo e mi sdraio per terra perché non mi vedano.
Sono tutti a torso nudo con i pantaloncini corti, anche Antonellina si toglie la t-shirt, sotto non ha niente, sono neri, la pelle lucida, solo uno è più chiaro, si inginocchia e loro la circondano togliendosi anche i pantaloncini, ce l’hanno tutti più grosso del mio che, pure, a scuola, sono uno dei meglio dotati, quando dopo la palestra facciamo la doccia posso confrontarmi con gli altri, da quel punto di vista.
