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una brava moglie?
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Racconto17 min di lettura

una brava moglie?

come uscire da una situazione complicata? ma ne vale la pena?

sandra
1 anno fa · 826 letture · 1

Lo ascoltai in silenzio, come fare a dirgli che ero costretta a fare quello che facevo per salvare la vita a Jeff, mio marito, e poi cosa sarebbe successo? Non potevo confessare, presi tempo con la scusa di offrirgli un caffè, poi mentre bevevamo mi disse che aveva approfittato del suo giorno libero settimanale per venire da me, aveva saputo che ero italiana ed i suoi nonni erano di Venezia, diciamo che mi aveva fatto una cortesia, poi continuò

-          Mi rendo conto dei problemi che sia lei che suo marito potreste avere, suo marito è già in carcere, e lei verrebbe accusata di connivenza rischiando una detenzione, del resto è mio dovere porre fine a situazioni di illegalità all’interno del carcere, guardi che non c’è bisogno che lei mi dica qualcosa, nelle celle “familiari” ci sono delle telecamere nascoste che trasmettono le immagini direttamente nel mio ufficio, quindi le chiedo, come vogliamo uscirne? È anche chiaro che se determinate situazioni servono ad evitare disordini e(o possibili rivolte all’interno della struttura carceraria rappresentano il male minore, certo bisognerebbe avere un qualche incentivo perché questo accada

Ancora non capivo, mi girava la testa e glielo dissi

-          Vediamo come posso spiegarle Elisabetta, posso chiamarla Elisabetta?

-          Certo, mi dica

-          Allora Elisabetta io ho visto cosa ha fatto in quelle celle, e l’ha fatto non solo con suo marito ma anche con persone pericolose e ne immagino il motivo

-          E quindi?

-          Quindi se io e te diventassimo amici, molto amici, la situazione potrebbe stabilizzarsi e risolversi

-           

Adesso era passato al tu ed anche una tarda come me aveva capito

-          Quindi cosa suggeriresti?

Passai anch’io al tu

-          Diciamo che tutti i lunedì, il mio giorno di riposo, come oggi, io potrei venire a trovarti e potremmo passare un po’ di tempo insieme

-          E come la metterei con quelle persone “pericolose” ?

-          Diciamo che potrei trasferire tuo marito in infermeria e mandare un messaggio a quelle persone avvisandoli che hai preso altri accordi con qualcuno più in alto di loro,

-          Ho capito senti scusa non ricordo come ti chiami

-          Annibal

-          Ecco Annibal , penso che abbiamo raggiunto un accordo, adesso, se vuoi scusarmi oggi fa troppo caldo e ho bisogno di una doccia, ma tu non ti preoccupare, fai pure come a casa tua, bevi qualcosa, guarda la tv, io scendo tra poco

-          Com’è la tua doccia? Grande?

-          Si abbastanza

-          Posso vederla? Vorrei farne fare una anch’io più grande a casa mia

-          Certo Sali con me

-          Mentre lui si guardava intorno in camera da letto io mi infilai dentro la doccia, poi la porta in vetro si aprì e anche lui si infilò vicino a me, senza di lui mi era sembrata molto grande la doccia ma con lui non dico che eravamo stretti ma quasi, l’acqua scorreva sui nostri corpi, lui chinò la testa verso di me e mi baciò, un bacio leggero ma appassionato, un brivido, forse l’acqua non era così calda, prese una spugna e con il bagno doccia cominciò ad insaponarmi massaggiandomi le spalle, la schiena, il culetto, poi mi girai verso di lui e passò al collo, ai seni al mio stomaco ed alla mia figa, le mie cosce, intanto l’acqua lavava la schiuma, gli presi la spugna, il suo petto era enorme e villoso, la vita si stringeva e poi allargava sui fianchi, poi la mia mano raggiunse il suo uccello e dovetti fermarmi, mio Dio, se era così in riposo cosa sarebbe stato  dopo? Uscimmo dalla doccia e, senza asciugarci finimmo sul letto, continuammo a baciarci ed accarezzarci, certo era una cosa diversa rispetto alle esperienze che avevo vissuto recentemente ma non volli farmi illusioni, gli presi in mano il pene che si stava irrigidendo ed ingrossando a vista d’occhio, con una mano non riuscivo a stringerne l’asta, come lunghezza calcolai una ventina di cm, il diametro era quello che mi spaventava un po’, stimai sui 7 cm, partiva stretto dall’inguine, poi a metà raggiungeva il massimo diametro e poi si stringeva ancora verso la cappella, lo raggiunsi anche con la bocca e fu subito pronto, volli che si stendesse sul letto e, lentamente, mi calai su quell’asta, chiusi gli occhi quando sentii la punta sfiorarmi l’utero, le sue mani sul mio seno, cominciai a muovermi ondeggiando su di lui, dopo 10 minuti cambiammo posizione si mise su un fianco e tenendomi una gamba alzata fu lui a stabilire il ritmo, poi mi fu sopra con movimenti velocissimi, poi rallentò, stavo godendo come una pazza, come era possibile? E poi arrivò con la furia di un idrante, sentivo il suo sperma rimbalzare sulle pareti della mia vagina, era più grande di me, pensai avesse una cinquantina d’anni ma quanto vigore, quanta potenza, restai sdraiata al suo fianco con la mano sul suo petto ansimando leggermente, praticamente mi aveva scopato per più di venti minuti di seguito

 sai come mi chiamavano dove sono cresciuto? o touro

-          Il toro, capisco il perché

-          No, ancora non lo puoi capire

Dopo 10 minuti cominciai a capirlo, un po’ forse anche per le mie carezze ma , soprattutto naturalmente era quasi pronto di nuovo, gli bastò leccarmi il buchino del culo per un paio di minuti per essere pronto di nuovo lui e gocciolante io, fu molto delicato, mentre mi penetrava, lentamente, dava il tempo alla mia carne di abituarsi all’ospite, poi arrivato dove voleva cominciò a muoversi ed il nostro  orgasmo esplose terminando di lubrificare il percorso del suo uccello dentro di me, continuammo così fino a sera, ordinai della pizza e la mangiammo sul divano della sala lui in boxer ed io con una camicia di Jeff addosso, gli chiesi io di rimanere per la notte ed acconsentì,.

All’inizio del mio racconto parlavo del calvario che io e Jeff avevamo passato nei due anni precedenti ma lui stava finalmente tornando a casa ed io avrei dovuto interrompere la mia relazione con Annibal ma, non volevo farlo, del resto, non volevo lasciare Jeff, anche se la vita con lui, prima che venisse arrestato, rispetto a quella che avevo vissuto in quei due anni mi sembrava assolutamente monotona e piatta, del resto avevo Annibal il lunedì, i suoi agenti del bar il venerdì e Sandro il mercoledì, Sandro chi? Quello che comandava in prigione che è uscito 6  mesi fa, come può finire tutto questo?

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Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

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