Anna sentì l’irrefrenabile bisogno di toccarsi. Avvicinò la sedia sotto la scrivania, sbottonò i pantaloni, ed infilò una mano sotto le mutandine. La sua fica calda accolse due dita dentro di sè
“mi stai facendo masturbare alla mia scrivania” scrisse lei usando la sinistra
“mi piaci quando fai la maiala fuori controllo. Fammi vedere”
Anna si strizzò un seno. Nonostante reggiseno, canotta e maglioncino, i suoi capezzoli gonfi e turgidi premevano contro i tessuti. Ebbe un brivido quando il pollice accarezzò il clitoride
“devo andare in bagno, qui mi vedono”
Tolse le dita, umide dei suoi umori, e prima di leccarle per pulirsi fece una foto, e la mandò a suo figlio
“questo è solo un assaggio, dammi due minuti” gli scrisse
Senza farsi notare, richiuse i pantaloni e corse in bagno
“non fotterti da sola, anche io ho bisogno di godere” rispose lui, mentre lei si chiudeva in bagno ed abbassava i pantaloni.
Si sollevò il maglione e la canotta, spostò le coppe del reggiseno e i suoi seni furono finalmente liberi.
Strizzò tra due dita un capezzolo, e scattò una foto al primo piano delle sue tette, con i capezzoli turgidi e dritti
“adoro queste tettone!” scrisse lui
“che cosa faresti ora?”
“ti strizzo i capezzoli e infilo il cazzo tra quelle belle tette”
Anna sfregava le grandi labbra contro il bordo del water, e con la mano libera torturava prima il capezzolo destro e poi il sinistro
“scopami ti voglio dentro di me” gli rispose
“fammi vedere quanto è bagnata la tua figa”
Divaricò le gambe, si accarezzò le grandi labbra, sparpagliando i suoi umori tra i suoi peli pubici, e scattò la foto
“ti fotto, mamma!”
“siii” poi non riuscì a scrivere altro, perché posò il telefono e prese a masturbarsi freneticamente, due dita in figa ed una mano sul seno.
L’orgasmo fu intenso e travolgente come al solito.
Prima di cena, suo figlio la portò in bagno. Lei era in piedi, con le mani appoggiate al lavandino, e lui da dietro pompava con foga.
Anna voleva gridare, ma si limitava a piccoli ansiti e sospiri. Con un rantolo lui la fece girare poco prima di venire, e le schizzò sul viso.
Mentre lei si sciacquava, lui ruppe il silenzio
<<sai, un mio compagno di classe non ci crede che mi scopo una figa adulta>>
Anna rimase pietrificata <<tu.. cosa?>> ne aveva parlato con un suo compagno?
<<dovevo assolutamente dirlo, è una questione di popolarità e rispetto>>
<<non ci posso credere…>> Anna si sentì inizialmente terrorizzata all’idea che il loro segreto non fosse più un segreto <<...e cosa hai detto?>>
<<che in chat ho conosciuto questa figa matura, che abbiamo chattato un po’ e che poi ci siamo visti in albergo>>
<<e…?>>
<<e non ci crede. gli ho mostrato la chat, e dice che dietro potrebbe esserci qualche fake pervertito; gli ho mostrato le foto, e dice che sono prese da internet; gli ho detto che abbiamo scopato davvero, e dice che me lo sono inventato. Non resta che una cosa>>
<<no…>> lo interruppe Anna <<...non ho nessuna intenzione di fare un video mentre lo facciamo>> obiettò lei
<<ma no, quale video. Potrebbe non crederci comunque dicendo che l’ho montato con l’intelligenza artificiale. No no, per crederci, deve vederci dal vivo>>
<<è fuori discussione>> tagliò corto Anna. Fece per uscire dal bagno, ma lui la bloccò
<<dai, non ti piacerebbe avere due bei cazzi giovani che non desiderano che te?>>
una parte di Anna trovava tutto ciò estremamente interessante, ma un’altra parte temeva per le conseguenze
<<potrebbe riconoscermi>> fu il motivo più convincente che le venne in mente
<<non ti ha mai vista. e metterai comunque la tua parrucca e la tua mascherina da troia…>> propose lui
<<doveva essere un gioco momentaneo. Non le ho più>>
<<ricomprale…>> disse lui, <<...ti do tre giorni>> e uscì dal bagno
Qualche ora più tardi, a letto, il marito di Anna la montava a pecorina.
Lui spingeva con foga, grugnendo ad ogni colpo, le palle che sbattevano contro il corpo di Anna.
Lei era praticamente immobile, ansimava ma non gemeva. Pensava al fatto di essere diventata la troia di suo figlio, e che ora avrebbe dovuto condividerla con un altro giovane cazzo che lei avrebbe dovuto soddisfare. Il cazzo di suo marito, ora, era estremamente meno interessante.
Notando il suo pressochè assente coinvolgimento, suo marito si fermò <<si può sapere che hai?>>
Anna sospirò <<niente, sono solo un po’ stanca. Continua, vieni>> disse sforzandosi di essere più convincente possibile.
Lui si fermò, uscì da lei e la fece girare <<no adesso mi spieghi. Dal nulla hai iniziato a fare la porca, ti ho anche detto che mi piace. E adesso ti trasformi in una figa di legno. Cos’è, hai un altro?>>
Anna non poteva permettersi che lui sospettasse. Se si fosse messo ad indagare e l’avesse scoperta, a fare la troia perdipiù con suo figlio, sarebbe stata la fine.
<<hai ragione, scusami. Ero solo un po’ sovrappensiero. Ora ci divertiamo, tesoro>>
doveva farlo godere, e continuare a farlo nei giorni successivi, per tenerselo buono e lontano da ogni sospetto.
Salì sopra di lui, si impalò sul suo cazzo, e puntellandosi con le ginocchia scuoteva il bacino e il culo
<<ti piace tesoro? lo senti come la mia fica ti fodera il cazzo?>> gli sussurrò
<<brava continua!>> la incitò lui, schiaffeggiandola sul seno
Anna gemette, e iniziò a ondeggiare col bacino più velocemente, dicendogli frasi oscene. Pensava a suo figlio, a quanto fosse troia con lui, e questo la eccitava tantissimo.
dedicò attenzioni a suo marito anche nelle due sere successive, cavalcandolo e facendosi montare, senza lesinare mugolii e gemiti.
Mentre suo marito si addormentava, prese il telefono, trovando un messaggio di suo figlio
“per stasera ti lascio libera. Domani ti riempirò di sborra. è tutto pronto?”
“ci vediamo alle 3”
Il giorno successivo, Anna si prese di nuovo un permesso da lavoro, andò in hotel e comunicò il numero della stanza a suo figlio.
Ripetè quindi lo stesso rituale della volta precedente: le autoreggenti, la lingerie in pizzo con le aperture lungo la fica e attorno ai capezzoli, trucco vistoso in viso, mascherina e parrucca. Tacchi a spillo ed una vestaglia semitrasparente, e attese.
Sussultò quando bussarono alla porta. Aprì, facendo entrare suo figlio e il suo amico, che la guardò estasiato
<<magnifica…>> disse l’amico, e Anna sentì del calore al proprio basso ventre, quindi gli rivolse le spalle, ancheggiando sinuosamente fino a raggiungere il letto.
Fece segno ai due di avvicinarsi. Suo figlio non perse tempo, l’altro sembrava quasi imbambolato.
Anna abbassò i pantaloni a suo figlio, gli massaggiò le palle, soppesandole, e accolse il suo cazzo in bocca, sentendolo crescere ad ogni lappata della sua lingua.
Suo figlio gemette, e si voltò verso l’amico <<adesso ci credi?>>
<<cazzo, quanto la paghi questa?>> disse lui
<<ma che pagare! questa è una vera troia vogliosa di cazzi!>> e le schiaffeggiò un seno, facendola sussultare <<diglielo anche tu, troia!>> disse poi verso di lei
Suo figlio aveva superato ogni limite, ma lei… era così eccitata! sentiva la sua fica dilatarsi. Con la mano libera fece segno all’altro ragazzo di avvicinarsi.
Mentre succhiava il cazzo di suo figlio, con l’altra mano segava quello dell’amico.
Le loro mani tastavano il suo seno, le tolsero la vestaglia e le strizzarono i capezzoli. Anna gemeva e mugolava.
L’amico fu il primo a sborrare, senza alcun preavviso: fiotti di sperma arrivarono sul petto di Anna, e qualche schizzo sul suo volto.
Ripensò alla prima sborrata di suo figlio, e si rese conto di quanto ora durasse molto di più.
Lo succhiò più avidamente, la lingua vorticava attorno alla cappella, con una mano gli tastava le palle, e ora che aveva l’altra libera, prese a segargli velocemente la base.
Prima di venire suo figlio si ritrasse <<apri la bocca troia>> le disse.
Anna obbedì, spalancando la bocca: lo sperma schizzò in parte direttamente in gola, in parte attorno alle labbra, e lei prontamente lo raccolse con le dita.
Il cazzo di suo figlio svettava davanti a sè ancora eretto.
La fece distendere carponi per terra, e prese a montarla da dietro, schiaffeggiandole il culo ad ogni colpo.
Anna mugolava e gemeva senza ritegno, nonostante la presenza dell’altro ragazzo.
<<guarda come ti fissa il cazzo…>> disse suo figlio all’amico, <<...faglielo assaggiare, a questa porca vogliosa!>> e le schiaffeggiò ancora le natiche.
Anna si ritrovò con suo figlio a pomparla in figa, e il cazzo dell’altro che le scopava la bocca.
Di nuovo l’amico venne prima, direttamente nella sua gola, mentre il figlio andava avanti a fotterla e insultarla.
Anna urlò quando l’orgasmo la travolse
<<senti come gode!>> disse l’altro, strizzandole le tette che ondeggiavano ad ogni colpo.
Gemendo, suo figlio sfilò il cazzo, e le schizzò sulle natiche.
Anna succhiò i cazzi di entrambi, ripulendoli con la bocca e la lingua.
Scoparono ancora: lei sopra, a cavalcare il cazzo di suo figlio, mentre all’altro faceva una spagnola.
Poi fu l’altro a volerla scopare, mentre suo figlio la schiaffeggiava e palpava tutta, e lei glielo succhiava.
Sborrarono sulle sue gambe, sul suo seno, Anna era stravolta, e loro completamente svuotati.
<<allora?>> disse suo figlio all’amico, mentre si rivestivano, quasi ignorandola <<...che te ne pare?>>
<<è proprio una gran troia!>> disse l’altro; ridevano e continuavano a parlottare quando uscirono. Anna si distese sul letto, sporca di sudore, sborra, e umori.Era distrutta, ma era certa di una cosa: adorava i cazzi giovani.
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Concordo in pieno con "user1742599488369": la cattiveria del figlio mi piace poco. Era più eccitante la complicità tra madre e figlio.
Ho letto i tre racconti e devo dire che scrivi molto bene. Complimenti. Un solo appunto: il figlio sta diventando troppo cattivo, non vorrei che piano, piano togliesse sensualità al racconto. Comunque, bravo.