Non riuscì a rispondere. Mentre tornava a casa, si sentì assalita da mille domande, incertezze, paure. Aveva fatto la zoccola con suo figlio, e lui l’aveva scoperta! Come, quando? e cosa sarebbe sarebbe successo ora?
Da un lato aveva quasi paura di tornare a casa, dall’altro aveva bisogno di comprendere e di affrontare suo figlio.
Entrata in casa, salutò frettolosamente suo marito ed entrò in camera di suo figlio.
<<...>> fece per dire qualcosa, ma suo figlio la guardò con quello stesso sguardo voglioso con cui l’aveva guardata poche ore prima, appena entrato nella stanza d’albergo.
Si sentì spogliare con lo sguardo, avvertendo una sensazione di essere nuda, vulnerabile.
<<direi che puoi fare a meno di fingerti muta…>> la schernì lui
<<...c-come…>> balbettò lei
<<come?>>
<<come hai fatto a capirlo…>>
<<diciamo che ho avuto più di un mezzo sospetto che potessi essere tu.. sai, tutte queste coincidenze: una porca -ossessionata da me- che ti somiglia, tu e papà che improvvisamente vi date alla pazza gioia, e poi… davvero pensavi che una mascherina e una parrucca bastassero a renderti irriconoscibile?>>
<<beh, per me lo ero. non sono mai stata questo, mi sentivo davvero un’altra>>
<<la prova comunque l’ho avuta mentre tornavo a casa: ho chiesto di te ad una tua collega, e mi ha detto che ti eri presa il pomeriggio libero>>
Anna sospirò <<...non so cosa mi è preso. Volevo essere sexy, essere desiderata…>>
<<volevi essere troia>>
<<non rivolgerti a me così!>>
<<eppure come CasalingaAnnoiata6 ti piaceva essere trattata da troia, mh?>>
<<sono tua madre! volevo divertirmi, e ci siamo divertiti. Non volevo che mi scoprissi. Dobbiamo fare finta di nulla>>
<<eh no! adesso che ho visto quanto sei troia, tu ed io dobbiamo divertirci!>>
<<ti ho detto di non parlarmi così>>
<<vogliamo sapere che ne pensa papà?>>
<<no! ti prego non puoi nemmeno pensare ad una cosa del genere>>
<<allora se davvero vuoi che la cosa non venga scoperta continuerai a fare la maiala con me?>>
<<va bene… ma solo quando siamo soli>>
<<non mi pare tu ti sia fatta problemi a chattare quando non eravamo soli. L’importante è non essere scoperti no? Quindi farai ciò che voglio e quando voglio, intesi?>>
Anna si sentì immediatamente presa dallo sconforto, umiliata e sottomessa. Ma non aveva alternative.
Mentre cenavano, si sforzò di mantenere un atteggiamento normale, di fare le solite conversazioni, e di far finta che tutto fosse normale, anche se non lo era per niente. Era passata dall’eccitazione più estrema, allo sconforto più totale. Eppure, pur sentendosi sporca e lurida, una parte di se stava ancora godendo. Non riusciva ad ammetterlo, ma il suo desiderio di scopare con suo figlio ora poteva raggiungere il suo apice.
Seduti ai tre lati di un tavolo quadrato, aveva suo figlio di fronte e suo marito alla sinistra. D’un tratto sentì i piedi di suo figlio picchiettare contro la sua gamba, e lui le fece un fugace cenno col capo, indicando verso il basso. Li fece un brevissimo cenno di no, e finse di ignorarlo. Che cosa voleva, che lo toccasse a tavola? Era fuori discussione!
Allora il figlio fece cadere e ruzzolare la forchetta per terra
<<scusa mamma, la forchetta deve essere rotolata vicino a te, ti dispiacerebbe raccogliermela per favore?>>
la donna, chinatasi sotto il tavolo, vide che il ragazzo aveva l’uccello di fuori, quasi in erezione.
<<tieni tesoro, ma fa più attenzione>> e concluse mimando con le labbra un ‘no’
‘pie-di’ mimò lui, indicando di nuovo verso il basso
‘no’ fece di nuovo lei, e distolse lo sguardo
<<papà, nelle ultime notti c’è stato un po’ di movimento insolito in camera vostra, mh?>>
Anna sgranò gli occhi, mentrer suo padre ridacchio
<<e così hai capito eh?>>
<<non era così difficile>>
Anna si intromise con decisione <<anche mamma e papà hanno bisogno di intimità… e di privacy. Tesoro, ricordiamoci di chiudere la porta>>
il figlio fece di nuovo un cenno verso il basso, inarcando un sopracciglio.
Quella surreale conversazione.. l’aveva eccitata! Era tutto così assurdo e così perverso che decise di obbedire al comando del figlio. Allungò entrambe le gambe, e quando le punte dei suoi piedi accarezzarono il cazzo, lo trovarono già duro
<<già, ricordatevi di chiudere la porta, avete diritto alla vostra privacy>> chiuse la conversazione lui, godendosi la sega con i piedi della madre.
Anna faceva fatica a mangiare, far finta di nulla, e al tempo stesso fare una sega coi piedi. La pianta del destro sfregava l’asta su e giù, mentre con la sinistra massaggiava la base e le palle.
Suo figlio sembrava gradire, dato che mentre masticava gli sembrò sentirlo mugolare.
Lo sentì poi sussultare, ed un istante dopo sentì la sborra calda schizzarle sulle calze, mentre lui la guardava con aria soddisfatta e compiaciuta.
Corse via a pulirsi, e suo figlio la raggiunse
<<dovevi subito mettermi alla prova così?>> lo rimbrottò lei
<<però sei stata brava, scommetto che se tocchiamo qui sei bagnata>> rispose lui toccandola tra le gambe, mentre lei sciacquava nervosamente i calzini nel lavandino
<<potevi almeno fermarmi prima di venire, vuoi che ci scopra?>>
<<preferisci che la prossima volta gli chieda se sei brava a fare seghe? E poi, oggi mi hai svuotato, visto che ne ho fatta pochissima?>>
<<sarà, ma non fare più il cretino>>
<<vedremo.. a più tardi troia>> la salutò con una pacca sul sedere.
Il resto della serata trascorse in maniera ordinaria come non accadeva da tanto. Anna era completamente esausta, ed il silenzio di suo figlio le diede il tempo di rivivere mentalmente tutta la giornata, e il turbinio di emozioni che aveva vissuto.Era così confusa che aveva un enorme mal di testa, aveva avuto una dose di sesso e perversione come mai in vita sua, e pur essendone sazia, sapeva di volerne ancora.
Quando lei e suo marito andarono a letto, mise il suo solito pigiama e si infilò sotto le coperte.
Suo marito le si fece vicino, accarezzandole il ventre ed infilando la mano sotto il pigiama, verso il suo seno.
<<no tesoro dai, stasera non mi va>> disse lei, scacciando la sua mano.
<<per giorni hai fatto la porca e oggi non ti va? ma non esiste!>> sbottò seccato lui. Le salì sulla schiena, sentiva la sua erezione sfregare tra le sue natiche
<<dai tesoro, sono stanca>> disse lei chiudendo le gambe, strizzando il cazzo già duro tra le natiche
<<ah ho capito, stasera vuoi giocare a fare quella che viene presa a forza, ti accontento subito>> rispose lui, credendo fosse un altro gioco erotico.
le abbassò a forza il pigiama, nonostante lei si dimenasse per opporsi. Le sollevò il bacino e divaricò le natiche, esibendo i suoi due buchini.
<<lo sapevo che stavi giocando, guarda com’è dilatata questa fica>> sputò dentro, e la penetrò
<<ahh…!>> gemette Anna, affondando la testa nel cuscino
<<ti piace eh?>> suo marito uscì e spinse di nuovo, facendolo entrare fino alla base
<<ahhh…!>> gemette più forte
Le teneva le natiche divaricate con le mani, e la pompava con violenza, uscendo fino alla cappella e spingendo con foga. Ad ogni spinta Anna sobbalzava e gridava, mentre suo marito godeva.
Prese a fotterla più velocemente, dandole degli schiaffi sul culo, mentre entrambi gemevano e ansimavano senza ritegno.
Sentì dentro di sè il cazzo fremere, e fiotti di sperma invaderle l’utero, mentre suo marito rallentava il ritmo
<<ti preferisco quando fai la cagna, che la sottomessa>> disse lui, quasi seccato, prima di stendersi sul fianco e girarsi dalla parte opposta.
Suo figlio si avvicinò al lato del lettone di Anna
<<ha ragione>> sussurrò a voce bassissima
<<che fai qui? vattene!>> intimò lei, sussurrando
<<oggi mi hai così svuotato che non sono ancora venuto guardandovi. finiscimi>>le si avvicinò di più e puntò il cazzo alla sua bocca
<<non qui!>>
<<fallo e basta, o lo sveglio>>
Anna prese il cazzo in bocca, lo leccò e succhiò facendo attenzione a non far rumore, aiutandosi anche con le mani. La sua lingua era veloce, succhiava e leccava avida, senza smettere di segarlo e di massaggiargli le palle.
Le venne in bocca, e lei la bevve tutta
<<brava troia, buonanotte>> sussurrò lui, e tornò in camera sua.
Anna si chiese cosa l’avrebbe aspettata nei giorni successivi.
“che fai, bella maiala?” le scrisse lui il mattino dopo, mentre lei era a lavoro e lui a scuola
“lo sai. sto lavorando”
“anche gli altri giorni, ma questo non ti ha impedito di divertirti con me, o sbaglio? Ora è forse cambiato qualcosa?”
“non vuol dire che debba diventare la norma. E poi anche tu sei a scuola, non puoi stare al telefono”
“sono andato in bagno, ho riguardato le tue foto e mi è venuto duro”
Anna inspirò profondamente, rivivendo di nuovo tutto mentalmente. Le chat, la paura di essere beccata, l’eccitazione per la trasgressione, suo figlio che la desiderava.
Sentì quasi un capogiro, mentre una sensazione di calore si diffondeva attorno al suo basso ventre.
Prima che potesse rispondere, suo figlio le mandò un’altra foto, con il primo piano del suo cazzo in erezione. La sensazione di calore tra le gambe di Anna aumentò.
“vedi quanto ha bisogno di te? non posso tornare in classe in queste condizioni”
“mi inginocchio davanti a te, lo lecco e lo succhio” scrisse lei, immaginando una scena che era successa davvero
“fammi vedere qualcosa anche tu”
“non posso…”
“puoi sempre andare in bagno. Anche se mi ecciterebbe di più saperti a fare la porca alla tua scrivania. Un giorno voglio sbatterti lì, nel tuo ufficio”
