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Chat erotiche madre-figlio - parte 1
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Racconto16 min di lettura

Chat erotiche madre-figlio - parte 1

un adolescente trova in chat la donna dei suoi sogni.. Ma non sa che è sua madre

DarkSideOfTheMoon
1 anno fa · 3.1k letture · 2

Anna fissò a lungo lo schermo del suo smartphone, indecisa se proseguire o meno cliccando quel fatidico bottone “registrati”.

“devo farlo, devo farlo per mio figlio…” si disse, quasi più per convincere se stessa. Doveva farlo per lui, o voleva farlo per sè?

Pochi giorni prima, mentre riordinava la cameretta di suo figlio -un adolescente di 16 anni da poco compiuti- aveva notato che il suo tablet non era bloccato… e non aveva resistito a sbirciare.

Suo figlio era spesso chiuso in cameretta, ed i momenti in cui aveva libero accesso a quel regno erano fondamentali. Un po’ per capirlo, un po’ per controllarlo.

Aveva trovato una sessione aperta in una chat per adulti. Una chat erotica!

Fu così turbata e sconvolta che -complice anche il fatto che sentì suo figlio tornare dal bagno- non riuscì a cercare tra chat, messaggi e preferiti per capire cosa effettivamente suo figlio facesse in quella chat, ma almeno aveva visto il suo nickname.

Lasciò tutto com’era, e riprese a sistemare. Ma quel pensiero fu il suo chiodo fisso per alcuni giorni.

Che cosa doveva fare? Parlarne con lui? parlare con suo marito? Ogni volta che azzardava un’ipotesi, era assalita dai dubbi.

E quel pomeriggio le venne la folle idea: registrarsi sul sito e chattare con lui.

Avrebbe potuto tenerlo occupato, tenerlo lontano da potenziali minacce o truffe, dopotutto il web era pieno di malintenzionati, e lui era solo un adolescente -forse- molto arrapato.

CasalingaAnnoiata6. Si maledisse per quanto ridicolo suonasse il nickname che aveva scelto solo dopo aver cliccato su quel bottone.

Entrata in chat, si stupì della rapidità con la quale fu inondata di messaggi, tanto da dover subito silenziare il cellulare.

Tra i vari “ciao”, “buongiorno bellissima”, “disturbo?” “fai cam?” “20 cm per te”, tutti brutalmente ignorati, finalmente arrivò il saluto da parte dell’unico nickname che le interessava, quello di suo figlio.

“quanti anni hai?” gli chiese lei

“18, e tu?”

“47…” rispose lei. Se lui aveva arrotondato di due anni, si sentì in diritto di fare lo stesso, in questo caso dichiarandosi di due anni più giovane, “...sono troppo vecchia per te?”

“no no, anzi. mi piacciono le donne mature. io sono troppo piccolo?”

“mi piacciono più giovani” rispose, mentre avvampava

“ti va di descriverti?” le chiese lui

“castana capelli lunghi lisci, 1.64, 75 kili, occhi marroni, labbra carnose, molto formosa”

“wow, devi essere bellissima. che taglia porti di reggiseno?”

“sesta”

“naturali?”

“certo”

“wow! le tue tette saranno morbidissime, adoro”

Anna si sentì avvampare al ricevere quei complimenti. Avrebbe potuto dare qualunque altra descrizione e inventarsi un aspetto fisico completamente diverso, ma scelse di descriversi così com’era. Si chiese se in quel momento suo figlio non stesse pensando al corpo di sua madre. Rispose immediatamente

“ti ringrazio, diciamo che i miei anni li porto bene. e tu come sei?”

“castano capelli corti rasati ai lati, 1.75, 70 kili, fisico asciutto e definito”

Più che definito, Anna trovava che suo figlio fosse secco, ma si ritrovò ad immaginarselo con un po’ di muscoli in più, e senza l’acne che aveva in viso, che lui aveva scaltramente evitato di menzionare.

“anche tu devi essere molto carino. che cosa cerchi in chat?” si sentì battere forte il cuore mentre gli poneva quella domanda, ma era quello il motivo per cui si era iscritta, no? anche se, aveva un certo calore anche al basso ventre…

“divertimento, conoscere qualche bella donna, e tu?”

“anch’io. per rompere un po’ dalla routine quotidiana, mi sono appena iscritta. tu sei qui da tanto?”

“ci entro quasi ogni giorno”

“hai conosciuto molte donne?”

“qualcuna, anche se molti sono uomini che si spacciano per donne, ma di solito dicono sempre di essere lesbiche. tu non sei un uomo, vero?”

“certo che no!”

“mi manderesti una tua foto?”

“qualche altra donna ti ha mai mandato subito delle foto?”

“qualcuna si”

“e come fai ad essere sicuro che sia effettivamente sua e non di qualcun'altra, o presa da internet?”

“fa parte del gioco. allora, mi mandi una foto?”

“non mando foto ad ogni sconosciuto che me lo chiede”

“se vuoi ti mando una mia, vestito o nudo”

ecco, suo figlio mandava in giro foto di sè, solo per ricevere in cambio qualche fotina -presumibilmente fake- da donnine o pseudo tali.

Scrisse e cancellò il messaggio due volte, sembrava troppo “da mamma”, e cambiò approccio

“lasciamo per un po’ da parte le foto e continuiamo a chattare, ti va?” sperò di non averlo annoiato

“che stai facendo ora?” rispose lui

“sono sul divano con un bicchiere di vino” magari ad avercelo, un bicchiere di vino.

“che cosa indossi?”

tuta, ciabatte e un felpone largo? no, in questo caso non poteva certo dire la verità. E doveva trattenere suo figlio in chat con lei, così ricorse ad un po’ di immaginazione.

“autoreggenti nere, tubino grigio e intimo in pizzo nero”

“fantastica! sono lì sul divano con te”

“massaggiami i piedi”

“ti accarezzo la pianta fino alle caviglie”

Anna si immaginò la scena, sfregando tra loro i piedi, e quella sensazione di calore al ventre aumentò. Stava flirtando con suo figlio, o immaginando solo di essere nei desideri di un giovane?

“infilo un piede sotto la tua maglia”

“mi tolgo la maglia. adoro i piedi, soprattutto con le calze” Anna si chiese se suo figlio era anche feticista o solo eccitato dall’idea di quella donna matura e sexy

“risalgo lungo la pancia e ti accarezzo i capezzoli con gli alluci”

“ho il cazzo duro. lo tiro fuori” lo aveva fatto per davvero o solo in quella fantasia?

“scendo con i piedi lungo il petto, e lo accarezzo”

Anna non aveva mai fatto una sega con i piedi, ma d’un tratto trovò quell’immagine estremamente eccitante, e non riuscì a resistere. S’infilò una mano nella tuta, accarezzandosi sopra le mutandine, e le trovò umide, mentre le sue grandi labbra erano dilatate. Si stava masturbando durante una chat erotica con suo figlio?

“sei fantastica. il mio cazzo è durissimo e pulsa di desiderio. Sarebbe bello sborrarti su quei piedini”

Anna sfregò più forte le dita contro il suo clitoride, mentre la mano destra le tremava e faceva fatica a scrivere

“mi accarezzo sopra le mutandine mentre stringo il tuo cazzo tra le piante dei miei piedi e muovo più velocemente”

“si, fammi venire. ti piace la sborra sui piedi?”

sentire suo figlio così volgare e diretto le fece quasi girare la testa, mentre si ritrovò a pensare alla sua ordinaria vita sessuale, ed a quante sfumature si fosse persa. Ora però doveva restare nel personaggio, quindi mentì

“certo, lo trovo molto eccitante”

“anche a me eccita molto. dove altro ti piace ricevere la sborra?”

un’altra domanda che la portò a guardarsi indietro. Da ragazzina, venivano sempre nel preservativo; qualche volta in mano, o in bocca, ma soprattutto per orgasmi incontrollati, che non avevano nulla di eccitante; poi, con le prime relazioni stabili, e presa la pillola, venire dentro era diventata l’unica, noiosa, alternativa.

“dovunque…” rispose lei, immaginando epiloghi diversi nel suo passato, “...sui piedi, in mano, in bocca, sul seno…”

“deve essere fantastico sborrare sulle tue tettone”

“mio marito lo adora”

Prima di andare avanti…

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