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Zia susy
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Racconto13 min di lettura

Zia susy

Un giovane voglioso, una zia compiacente, la prima esperienza

apollinaire
1 anno fa · 3.9k letture · 3

Zia Susy non fece alcun commento e io mi rilassai guardando la tv.

Le sere successive la situazione si ripresentò negli stessi termini: la tv, le cosce della zia, il cazzo che mi tira, la mia sega in bagno… e così per tutta la settimana. Ormai questa era la “normalità”… un po’ come prima, solo che adesso la zia sapeva che io andavo a farmi una sega.

Un sabato pomeriggio che ero a casa da solo decisi di andare a trovare la zia. Passando dalla porta comunicante pensavo di farle una sorpresa, ma in sala – dove di solito la trovavo – non c’era nessuno. In silenzio cominciai a cercarla e la trovai in camera da letto che, sdraiata sul letto, stava riposando. Nel girarsi, la gonna le si era arrotolata e lei era li bocconi, la testa girata dall’altra parte, con le cosce al vento e le si vedeva anche un po’ di culo… mi sporsi per guardare meglio e tra le cosce leggermente divaricate vidi gli slip neri… il cazzo mi si inalberò immediatamente… guardando meglio vidi che un po’ di peli della figa facevano capolino dall’elastico degli slip… era la prima volta che le vedevo un po’ di pelo e non ce la feci più. La zia dormiva con un respiro calmo e profondo… mi tirai fuori il cazzo e lentamente e silenziosamente cominciai a menarmelo. Pensavo di andare aventi per un po’ per poi tornare a casa mia per finire la sega… ma la zia si girò… trattenni il fiato e mi bloccai, ma lei continuò a dormire profondamente e io, sempre più lentamente, continuai a menarmelo.

Passò meno di un minuto, stavo quasi per andarmene, quando la zia mormorò:

- Ninni, lo so che sei lì… - e sempre con gli occhi chiusi, aggiunse – e so anche che te lo stai toccando, vero? – mi chiese aprendo finalmente gli occhi.

- No, zia… ti spiego… - farfugliai io, rimettendo via l’uccello.

- Allora le tue promesse sono inutili? – chiese seccata.

- No, zia… devi capire… anche tu però… ti trovo così…

- Cioè mi stai dicendo che tu ti stai toccando, ma la colpa è mia perché avevo la gonna su?… Oppure dovrei dire “il merito” è mio? - aggiunse poi con voce seducente – La verità è che ti eccito troppo e tu non riesci a trattenerti… - e nel dire così si mise a sedere appoggiandosi alla testata del letto, sempre con la gonna arrotolata fin sopra l’inguine.

- Ma lo sai che mi fa piacere eccitarti in questo modo? – continuò languidamente – Non pensavo di riuscire ancora ad eccitare così tanto un ragazzo… dai siediti qui vicino alla zia e fammi vedere il tuo pisello o dovrei dire “pisellone”?

E nel dire così mi fece spazio accanto a lei e mi invitò con la mano ad avvicinarmi.

Io ero imbarazzatissimo, ma anche un po’ incuriosito dalla situazione decisamente strana. Mi sedetti sul bordo del letto con la zia alla mia destra. Da lì le vedevo le cosce e gli slip neri sotto la gonna… il cazzo, che era ancora duro, mi tirava sempre di più.

- Allora, cosa nascondi qui sotto? – mi chiese zia Susy appoggiando la mano sulla mia patta. Non risposi e rimasi immobile cercando di capire fin dove sarebbe arrivata.

- Non me lo vuoi far vedere? Non mi dirai che ti vergogni, vero? Ti sei toccato così tante volte pensando alle mie gambe… e adesso non mi vuoi far vedere il tuo pisellone? – e così dicendo mi abbasso la zip dei calzoni. Il cazzo faticava a restare nelle mutande e lei me lo liberò abbassandomi l’elastico.

- Ma che bell’affare che hai qui Ninni! Non pensavo fosse così grosso alla tua età… – in effetti ho sempre avuto un cazzo piuttosto consistente, niente di eccezionale, ma decisamente non piccolo.

Continuando a vezzeggiarmi a parole, la zia non smetteva per un attimo di toccarmi il cazzo: un po’ lo accarezzava, un po’ lo stringeva, ci giocava con le dita, passava con il pollice sulla cappella… il tutto sempre lentamente e continuando a stuzzicarmi anche parlando:

- Ma guarda che bel pisellone… ma come è duro… ma ti tocchi spesso?… ma può diventare anche più grosso? – e così via; io sinceramente non le davo molto retta e mi godevo quella strana sega lenta. Dopo pochi minuti stavo per venire e cercai di fermare la zia… non volevo certo sborrarle in mano come qualche giorno prima:

- Ehm.. zia… forse è meglio che ti fermi… sai, non vorrei che poi…

- Certo, non vorrai bagnare dappertutto - disse lei fermandosi immediatamente, ma solo per avvicinarsi con il viso al mio uccello e prendermelo in bocca!

- Ma zia… cosa fai?

- Vuoi che smetta? – mi chiese accattivante.

- No, no… ti prego continua! – Era meraviglioso. Non solo mia zia mi toccava l’uccello, ma adesso mi stava addirittura spompinando! Saliva su e giù per il cazzo lentissima, con le labbra strette sulla verga e sulla cappella, mentre con la mano mi accarezzava i coglioni. Ero così eccitato che il pompino durò al massimo trenta secondi:

- Zia… sto venendo - trovai il fiato di dire… lei continuò il pompino prendendosi tutta la sborra in gola… continuò anche dopo, con dolcezza, quasi asciugandomi il cazzo con le labbra.

Mi sdraiai sulla schiena tramortito mentre zia Susy accanto a me mi accarezzava teneramente l’uccello:

- Ti è piaciuto, Ninni? Sei stanco adesso? Non sei più eccitato? – e intanto continuava ad accarezzarmi il cazzo che praticamente non si era ancora ammosciato… anzi cominciava a dar segni di ripresa e si stava rimettendo in tiro.

- Ma allora non sei ancora soddisfatto, eh Ninni? – e nel dire così si mette in ginocchio sul letto girando il culo dalla mia parte mentre con la bocca tornava a prendermi in bocca il cazzo.

Davanti a me uno spettacolo stupendo: il culo della zia messa a pecorina con la gonna tirata su… la sua faccia che andava su e giù sul mio cazzo e le sue tette che pendevano dentro la camicetta. Cominciai a toccarle il seno, le slacciai la camicia… la zia mi aiutò tirandosi fuori un paio di tette morbide e bianchissime su cui spiccavano due capezzoli durissimi… le tette le ondeggiavano al ritmo del pompino… a me tirava da impazzire e la zia era decisamente abilissima con la lingua.

Evidentemente però il cazzo in bocca non le bastava perché ad un certo punto si passò la mano sulla figa e cominciò a toccarsela…

- Non vuoi provare tu a toccarmi Ninni? – mi sussurrò con voce roca.

- Certo zia, subito – risposi prontamente mentre infilavo le dita sotto i suoi slip. Le stavo toccando la figa con una mano e le tette con l’altra!

La figa della zia era bagnata ma io non sapevo bene come fare a toccarla. Pazientemente lei mi guidò la mano verso il clitoride che cominciai a massaggiare dolcemente… intanto la zia aveva smesso di spompinarmi per dedicarsi ad una super sega: mi scappellava il cazzo dalla punta alla radice e, mentre scendeva, mi accarezzava le palle… alternava colpi lentissimi a movimenti furiosi, frenetici… teneva le labbra vicino alla cappella e ogni tanto lo leccava sulla punta… godevo da impazzire. Ma anche lei stava godendo, infatti a d un certo punto esplose:

- Si! Dai! Così… bravo! Più forte, più forte, ancora… gooodo! – e a questo punto mi ingoiò il cazzo che scelse proprio quell’istante per sborrarle ancora in bocca.

Ci abbandonammo entrambi sul letto spossati e goduti e la zia trovò la forza di sussurrarmi:

- Tornerai ancora a vedere la tv con me, vero Ninni?

Purtroppo la realtà dei giorni successivi fu ben diversa da quello che quelle parole lasciavano intendere: le guardavo le gambe, mi eccitavo… ma quando mi avvicinavo a lei per farmi toccare o per toccarla, la zia mi rispondeva sempre:

- Dai Ninni, fai il bravo… non ne ho voglia… cerca di capire… ho una certa età… perché non vai in bagno a fare da solo?

E solo molto raramente riuscivo ad ottenere che mi facesse una sega, ma non me lo prese più in bocca e mi faceva venire solo con la mano… non voleva neppure che la toccassi… era come se si vergognasse di quello che era successo e che di fatto stesse solo tollerando la situazione… 

“Va beh…” mi dicevo, “almeno mi lascia vedere bene le cosce e ogni tanto mi fa anche una sega…”. Di fatto era molto di più di quello che osassi sperare…

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