Vai al contenuto
Erotika
Zia e la sua amica: una matura lesbica
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto12 min di lettura

Zia e la sua amica: una matura lesbica

(Vedi i precedenti racconti per una miglior comprensione) Zia ha voglie lesbiche e combina un incontro con una sua amica: io spio...

apollinaire
1 anno fa · 5.1k letture · 2

(La lettura dei precedenti racconti non è necessaria, ma consigliata)

Come dicevo a casa mi aspettava zia Susy.

Io finora non le avevo detto nulla della signora Franca perché avevo paura che mi prendesse in giro. Ma quella sera zia mi aspettava al varco…

Non appena, come ogni sera,  mi sedetti sul divano capii subito che la serata sarebbe stata intensa. Zia cominciò subito a scosciarsi chiedendomi con tono fintamente lamentoso:

- Ma allora non ti piaccio più, Ninni? Non mi guardi più le gambe?

- Ma no, zia - risposi stando al gioco - perché dici così? - e intanto mi sedetti sul bracciolo sinistro della poltrona.

- Non so… mi sembra che ultimamente mi trascuri e che preferisci la signora Franca.

- Beh certo che la signora Franca è una gran bella donna… - la stuzzicai, mentre le palpavo le tettone.

- Dimmi un po’… cosa ci faresti con lei?

Era una sera di fantasie, pensai e decisi di buon grado di assecondarla, raccontandole quello che era successo tra me e la signora Franca, ma fingendo che fosse solo fantasia:

- Beh mi piacerebbe vederla con le gambe aperte davanti a me, magari mentre si tocca e io mi faccio una sega… - le sussurrai mentre le toccavo il figone già umido.

- Ah si, eh? E ti piacerebbe vedermi leccare la signora, vero? Come ho fatto con Silvia, ti ricordi?

- Cazzo se mi ricordo zia! E sarebbe fantastico con la signora Franca - e intanto avevamo cominciato a pastrugnarci l’un con l’altra.

A questo punto zia si alzò e si sfilò rapidamente le mutandine, dicendo:

- Non ce la faccio più! - e si mise nella sua posizione “standard” da pompino: accosciata davanti a me, seduta sui talloni, cosce spalancate, una mano a sditalinarsi furiosamente mentre con l’altra mi accarezza l’uccello che si imbocca voluttuosa.

Cazzo come mi piace! Potrei stare tutta la vita così… in realtà ci resto sempre pochissimo: un paio di minuti o tre al massimo e poi mi arriva una sborrata superlativa. Per fortuna zia ha l’orgasmo facile e non se ne ha a male se io vengo subito. Anzi, a volte dopo la prima spompinata me lo fa tornare duro e ci facciamo una bella scopata… il vantaggio di essere giovani!

Quella sera avvenne come sempre: sborrai copiosamente nella bocca di zia che era appena venuta e si stava quindi godendo il dopo orgasmo.

Ci ricomponemmo e ci mettemmo sul divano, uno accanto all’altra.

Zia però insisteva:

- Allora ti piace la signora Franca, vero?

- Sì zia, ma mi sembra che piaccia anche a te, o sbaglio? Gliela leccheresti volentieri, o no?

- Certo che gliela leccherei… - rispose sognante. Poi tacque, mi guardò dritto negli occhi e mi disse: 

- Sai tenere un segreto?

- Certo zia, non ti sembra che ne abbiamo già di segreti?

- Ma questo è solo mio, tu non c’entri…

- Dimmi zia, ti giuro che sarò come un muto.

- Conosci Luisa, la sarta?

- Sì, mi sembra di sì… ma non ne sono sicuro… forse l’ho incrociata qualche volta qui a casa tua. È possibile?

- Sì, è la mia sarta da anni, l’hai incrociata di sicuro, ma forse non l’hai notata… passa un po’ inosservata…

- Aspetta. È quella piccolina, magra, con la frangetta, un po’ insignificante?

- Esatto, quella.

- Sì ho capito, e allora, cosa c’entra questa sarta?

- Beh sai, da anni si dice che sia… un po’… come dire…? Lesbica insomma!

- Ma dai? E tu come lo sai? - chiesi malizioso - l’hai provata? - insinuai.

Zia divenne rossa:

- Beh… insomma, sai com’è! Dopo quella volta con Silvia e tutte le fantasie fatte con te mi era rimasta la curiosità… e una volta che mi stava provando una vestito ho trovato il modo di mostrarle le tette, dicendole che il busto mi stringeva e avevo bisogno di toglierlo un attimo.

- E lei?

- All’inizio fece finta di niente, ma vedevo che mi sbirciava sia le tette sia le mutandine: avevo messo quelle di pizzo bianco in modo che si vedesse tutto in trasparenza.

- E poi?

- E poi… e poi successe… ci leccammo e fu molto bello ed eccitante. E ti posso assicurare che Luisa ha delle doti nascoste...

- Cazzarola zia, me lo hai fatto tornare duro! Guarda qui! - e le mostrai il mio palo ben dritto e duro.

- Ma allora ti ecciterebbe vederci? - Chiese zia.

- E me lo chiedi pure? - risposi cominciando a rispogliarla. Zia mi lasciò fare e ci facemmo una scopata superlativa fantasticando sulla signora Franca e sulla sarta lesbica…

Alla fine zia mi disse:

- Sai che mi piacerebbe farmi vedere da te intanto che lecco Luisa?

Non risposi, aspettando che zia continuasse.

- E secondo me ci possiamo riuscire… - concluse pensosa.

Un paio di sere dopo zia mi mise al corrente del suo piano:

- Domani pomeriggio Luisa verrà a casa mia e, come succede ultimamente, avremo un… momento di intimità… mi capisci, no?

- Certo che capisco zia.

- Ecco, allora, tu sarai nella cameretta accanto, nascosto ad aspettare e dopo un po’ che Luisa ed io siamo in camera, potrai venire a spiarci. Io lascerò la porta socchiusa e cercherò di mettermi in modo da poterti vedere, ma tu, mi raccomando! non farti vedere da Luisa, non so come potrebbe reagire.

- Ok zia, stai tranquilla.

- E non toccarti mentre ci guardi... se fai rumore ti scopre! Poi, la sera, tu ed io ci raccontiamo tutto: cosa hai visto, se ti è piaciuto, cosa ti ha eccitato di più…

Rassicurai zia Susy e trascorsi il giorno seguente nell’attesa di andare da lei. La signora Luisa sarebbe dovuta arrivare alle quattro e zia mi aveva detto di essere lì alle tre e mezza al massimo, non voleva rischiare che io arrivassi dopo Luisa.

L’indomani mi nascosi nella cameretta degli ospiti, accanto alla camera di zia e lasciammo la porta socchiusa in modo da non dover far rumore aprendola più tardi. Chiesi a zia di aspettare con me l’arrivo della sarta, ma lei rifiutò:

- Sono già troppo nervosa così! Non riuscirei a concentrarmi e poi ho paura che arrivi prima… abbi pazienza Ninni, aspetta qui da solo.

Rassegnato mi disposi ad aspettare. Il tempo non passava mai… all’inizio ero eccitato all’idea di quello che doveva capitare, ma man mano che passava il tempo prevaleva l’impazienza. Zia intanto era in sala ad ascoltare la radio.

Verso le quattro e un quarto finalmente suonò il campanello.

Mi alzai di scatto dal letto e mi misi dietro la porta, in modo da non poter essere visto.

Sentivo le loro voci:

- Scusa Susy, sono un po’ in ritardo…

- Non importa, figurati, ti aspettavo. Lasciami il soprabito Luisa. Accomodati pure in sala, io arrivo subito.

Come “in sala”? Cazzo! Ma se andavano in sala come facevo a spiarle? Tra la sala e il corridoio infatti non c’era porta, solo un arco a separare i due ambienti.

- Siediti, Luisa. Ho preparato del tè, so che ti piace…

“Cazzo il tè! Anche il tè adesso!” pensai scocciato… e poi dalla sala non capivo cosa dicevano! Sentivo solo le voci: i toni erano bassi, ma non distinguevo una parola. Un quarto d’ora in senza capire cosa stavano facendo in sala! Ogni tanto ridevano, ma nient'altro.

Finalmente sentii le voci avvicinarsi e mentre passavano davanti alla cameretta riuscii a intravederle un po’ discinte, zia non aveva più la camicetta, la sarta era senza gonna ed era rimasta in calze, reggicalze, slip e reggiseno: magrolina, poche curve… niente di che insomma.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Pagina 1 di 2 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista