Un giorno zia mi disse:
- Ti ricordi che ti avevo parlato di Luisa, vero? (Vedi il racconto: “Zia e la sua amica: una matura lesbica”)
- Certo zia, mi avevi detto che avrebbe avuto voglia di ripetere l’esperienza con te e con me.
- Proprio così Ninni. Ieri mi ha detto: “Ma sai che mi piacerebbe rivedere quel bastone di carne che tuo nipote ha in mezzo alle gambe?”
- “Bastone di carne”? Ha detto così? Sembrava più pudica la signora, meno diretta, meno… meno… meno maiala insomma - dissi ridendo.
- Le acque chete rovinano i ponti, mio caro! Sono le più insospettabili le più porcelle… pensa alla signora Franca… o anche a me… - proseguì zia, alludendo maliziosa - Comunque, l'ho invitata domani pomeriggio da me e le ho promesso che, se ci fossi stato anche tu, avremmo fatto tutto ciò che lei desiderava. Ci sarai?
- Puoi scommetterci, zia! Ma toglimi una curiosità: Luisa è ancora vergine?
- No, ma quasi. Ha avuto una brutta prima volta da giovane: un tipo l’ha presa senza alcun preliminare, un po’ brutale e lei ne è rimasta scioccata e da allora si è dedicata solo alle donne. Sono molto stupita di questo suo interesse per il tuo pisellone… vediamo che succede…
E così, l’indomani pomeriggio mi presentai da zia che per l’occasione aveva indossato un vestito di cotone blu, scollato, con la chiusura a bottoni dalla scollatura fino al fondo della gonna e le calze grigio fumo che mi fanno impazzire.
Ci accomodammo sul divano aspettando Luisa e cominciammo a limonare. A zia piaceva moltissimo limonare, la eccitava sempre molto e infatti cominciò presto a massaggiarmi la patta facendo rizzare il mio uccello. La cosa stava diventando decisamente interessante quando suonò il campanello: Luisa.
Entrò in sala e mi salutò un po’ imbarazzata.
- Luisa non preoccuparti - la rincuorò zia - ho già detto a Ninni del tuo desiderio e che oggi saremo ai tuoi ordini! E lui è d’accordo ovviamente ed è felice di fare tutto ciò che desideri.
- Mi fai vergognare un po’ Susy - si schermì Luisa - Ma non volevo interrompervi se stavate facendo qualcosa di interessante…
- Come vuoi Luisa, siediti pure lì sulla poltrona, noi restiamo sul divano.
Luisa indossava una gonna nera al ginocchio, una camicetta bianca di cotone e una giacca leggera in cotone nero. Le calze erano color carne e le scarpe delle semplici décolleté nere con un tacco basso. Lei è piccola, minuta, magra, quasi senza seno, con un volto carino, ma nulla di che; assolutamente non appariscente. Si mise in poltrona davanti a noi e accavallò le gambe che erano ben tornite nonostante la magrezza del corpo.
Zia e io riprendemmo a limonare e zia cominciò ad abbassarmi la zip dei calzoni per liberare il mio uccello che grazie ad una forte erezione premeva contro la stoffa.
Ma Luisa non era d’accordo:
- No, Susy, aspetta! Mettiti in piedi davanti a lui e fai uno spogliarello, lenta, lentissima. E tu, Ninni, invece spogliati subito: nudo!
In un nanosecondo io mi tolsi tutto e nel togliermi gli slip mi girai verso Luisa mostrandole un cazzone enorme. Poi mi sedetti sul divano per gustarmi lo spettacolino di zia che per prima cosa si alzò il vestito per allacciare bene le calze al reggicalze nero. Una delle mosse più eccitanti che una donna può fare e lei lo fece benissimo: si accarezzò la gamba partendo dalla caviglia e tirando su la calza fino al gancetto del reggicalze e per poi ripetere lo stesso con l’altra gamba. A questo punto cominciò a slacciarsi lentissima i bottoni del vestito ancheggiando lievemente.
Luisa guardava me - in realtà guardava il mio cazzo - e zia. Passava con lo sguardo dal mio cazzone a zia che si spogliava. Senza dubbio ciò che vedeva le piaceva perché aprì le gambe e si alzò un po’ la gonna, qual tanto che bastava per accarezzarsi la figa da sopra le mutandine bianche di cotone.
Zia intanto aveva aperto completamente il vestito e lo fece scivolare a terra restando in guêpière nera e mutandine nere di pizzo: si intravvedeva la figa pelosa attraverso il pizzo. A questo punto, dopo essersi toccata un po’ si accarezzò le tette e le fece uscire da sopra il reggiseno della guêpière. Infine si sfilò lentissima anche le mutandine: una bomba sexy con indosso solo la guêpière, le tette fuori, la figa al vento e le calze grigio fumo.
Io non potevo far altro che una gran sega guardando un po’ zia e un po’ Luisa che intanto si era tolta la giacca rivelando che sotto la camicetta di cotone bianca non portava reggiseno (non ne aveva bisogno, aveva delle tette piccolissime): si vedevano chiaramente le areole scurissime ed enormi, praticamente grandi quasi come tutta la tetta e soprattutto i capezzoli dritti, che spingevano sulla camicetta, due olive scure e durissime.
Luisa decise che anche la camicetta era d’impiccio e mentre se la slacciava io vidi che le mutandine di cotone erano bagnate dove si era toccata: evidentemente aveva la figa fradicia di voglia. Le tettine emersero finalmente dalla camicetta e lei cominciò a torturarsi i capezzoli tirandoli come se non fossero già abbastanza dritti e lunghi.
Zia intanto si era accoccolata davanti al mio cazzone e guardando Luisa le chiese:
- Posso prenderlo in bocca?
- No, Susy, aspetta un po’. Masturbalo un pochino prima.
Zia è una esperta in seghe lente e si impegnò per mostrare a Luisa l’arte della masturbazione: prima fece cadere un po’ di saliva sulla cappella per facilitare la lubrificazione, poi mi strinse il cazzo con una mano mentre con l’altra mi accarezzava dolcemente con le unghie le palle. Su e giù, lenta, giù fino in fondo e su fino a stringermi la cappella, una piccola rotazione sulla cappella e poi ancora giù, lenta, lentissima, guardandomi negli occhi e leccandosi le labbra facendomi pregustare il pompino che sicuramente sarebbe arrivato.
Luisa era sempre più eccitata e si tolse mutande e camicetta: nuda con indosso solo reggicalze e calze aprì le gambe mostrando la sua figa pelosa e cicciottella, con due grandi labbra molto gonfie e un monte di venere molto pronunciato. Cominciò ad accarezzarsi languidamente la figa, ma presto passò ad un ditalino veloce: con un dito si sgrillettava mentre con l’altra mano si torturava i capezzoli. Poi si infilò il dito medio nella figa e iniziò a scoparsi con quello, si sentiva il rumore della mano che urtava le labbra della figa bagnate. Dopo un paio di minuti disse:
