Ad occhi chiusi, lo stavo cavalcando con forza, facendo arrivare il cazzo in profondità, saltando letteralmente su di lui quando, improvvisamente, sentii una serie di schizzi caldi all'interno della mia vagina. Capii che mi stava sborrando dentro e, persa completamente la testa, mugolando, venni a mia volta in maniera intensa e prolungata, inondandolo di liquido vaginale che bagnò i coglioni, per poi colare sul letto. Eravamo venuti ambedue in contemporanea e fu stupendo.
Rimanemmo qualche secondo fermi, sudati ed ansimanti, poi volle “farmi” il culo. Ovviamente ero consapevole di doverlo riportare in erezione, così mi distesi al suo fianco, impugnai il cazzo alla base e presi a succhiarlo, fino a quando, qualche minuto dopo, grazie alla mia grande abilità da pompinara ed a tocchi mirati ai coglioni, ficcai un dito nel suo culo solleticandogli la prostata riportandolo in potente erezione, ariete perfetto per entrarmi in culo e sfondarlo.
Mi fece alzare, mi appoggiò all'armadio con le braccia protese in avanti per sorreggermi, si umettò il membro con la saliva e mi infilò dapprima la cappella e poi tutto il lungo, durissimo cazzo interamente nel culo. Mi sfuggì un urlo misto di dolore e di piacere, mentre prese ad incularmi a ritmo serrato e costante. Mi assestava dei colpi così violenti e profondi, che mi facevano sbattere la testa all'armadio, mi accarezzava la fica mentre profanava il mio culo, mi allargava le chiappe per penetrarmi più agevolmente.
Ad ogni colpo mi diceva:
"Prendi troia, tutto in culo, come piace a te, te lo devasto tutto, porca".
Non avevo la forza di rispondere nulla, godevo solo di quel cazzo piantato tutto nel culo che si allargava ad accoglierlo tutto. Mugolavo nel godimento intenso che mi dava il maschio che mi stava inculando bruscamente.
Sentivo quel palo che mi allargava l'ano, lo sentivo sfregarmi lo sfintere, regalandomi una sensazione incredibile. Mi chiedeva se avessi mai osato raccontare al mio compagno quanto ero porca e come il mio collega mi avesse inculato. Io risi a questa sua battuta, che ebbe anche il forte potere di eccitarmi ancora di più al pensiero del tradimento, della trasgressione, del mio essere così troia.
Godevo come una porca, strillavo e mugolavo mentre, stravolta e sudatissima, abbassavo la testa tra le braccia, con i neri capelli appiccicati dal sudore che mi cadevano sulla faccia ed incitandolo a spaccarmi, ad incularmi selvaggiamente, sempre più forte. Lui, instancabile, mani sulle chiappe, mi chiedeva se mi piacesse ed io, infoiata al massimo e con voce tremolante dal piacere, lo rassicuravo che mi stava piacendo un casino, mi stava mandando in paradiso. Gli dissi che era un vero spaccaculi.
La grande inculata durò alcuni minuti, lui ci si dedicava con sempre maggiore impegno, io ormai rotta e completamente fuori di testa, non riuscivo a pensare a nient'altro se non al cazzo del mio collega che mi pompava, mi profanava con un avanti e indietro sconcio ed incredibilmente eccitante. Venni una seconda volta, ancora più intensamente della prima, un orgasmo lungo, intenso e favoloso, con gli occhi strabuzzati mi lamentavo mugolando, mentre sentivo colare il mio liquido vaginale giù per le cosce fino ai piedi, lasciando un lago di umori sul pavimento.
Lui rallentò e mi chiese dove volessi beccarmi quella seconda sborrata, prossima ad arrivare. Gli risposi di voler bere il suo sperma e lo invitai a sedersi, perché volevo ringraziarlo delle grandi emozioni che mi aveva regalato, con un pompino con ingoio profondo. Si sedette sulla vicina poltrona, mi adagiai tra le sue cosce e, ben decisa a farmi sborrare in bocca, presi a lavorarmi il suo cazzo lordo di umori vaginali ed anali, sudore, peli e liquido seminale. Aveva un sapore salaticcio quando glielo ripresi in bocca.
Stuzzicando la cappella con la lingua e le labbra, sentivo la virilità del suo cazzo che mi riempiva la bocca, bloccandomi la lingua che cercavo di far uscire da sotto per leccare l'asta, in un gioco che lui apprezzò tantissimo, tanto che mi catturò bloccandomi con la mano sul collo ad impedirmi di rallentare il ritmo della pompa. Gemeva mentre presi a mordicchiare delicatamente la cappella che, senza scampo, grazie al mio lavorio esperto, si ingrossava sempre più diventando sempre più gonfia e dura. Pensando solo alla sborra che avrei presto beccato in bocca, il cazzo tenuto fermo e dritto da "M", intensificai il mio lavorio e presi ad andare su e giù sull'asta, con la cappella che mi colpiva ritmicamente il palato e la gola, prima piano piano poi a velocità tale che mi faceva male il collo. Praticamente, mentre gli accarezzavo i grossi coglioni gonfi, gli stavo facendo una incredibile sega con la bocca.
Sapevo che non avrebbe resistito a lungo ed infatti, mentre mi pompavo di bocca il suo bastone, sentii "M" strillare e contrarsi, mentre una sborrata abbondante, calda e densa, mi riempì la bocca, con linee di sperma che mi fuoriuscivano dai lati, cadendo dal mio mento sulle sue palle. Continuavo ad andare su e giù, sentendo la sborra densa che faceva da cuscinetto tra le mie gote ed il suo cazzo. Questo suo secondo orgasmo produsse molto più sperma del primo. Tirai fuori il cazzo ancora eruttante sborra, appoggiai la guancia sinistra sulla sua coscia e presi ad orientarlo in modo che cadesse, a fiotti densi e caldi, su tutta la mia faccia, che venne così inondata, assumendo una colorazione biancastra. Mi ritrovai il naso, le labbra e la fronte con chiazze di sperma, mentre la lingua e l'occhio destro ne erano completamente sommersi. Ero una vera e propria maschera di sborra.
Rimanemmo qualche minuto così, poi feci una doccia, mi rivestii, ci demmo un bacio appassionato e tornammo a casa, ognuno dal proprio partner.... Di tanto in tanto, ci incontriamo e trombiamo.
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