Nel frattempo, ero sempre più attratta da “M”, il tuttofare dell’albergo in cui lavoro. Avevo assaporato il suo cazzo, la sua sborra. Essendo dotato di una mazza dura e grossa, ero diventata curiosa di beccarlo anche in fica ed in culo, dopo quel pompino super che gli avevo sparato, il suo cazzone mi era rimasto ben scolpito in mente. E poi quanto sborrava…. avevo voglia di ingoiarne altra dalla sua fontana, oltre che a farmi scopare duro da lui. E così ebbi un secondo incontro molto bollente con lui.
Ogni volta che ci incontravamo in albergo, io e “M”, ci lanciavamo occhiate piene di lussuria al ricordo del nostro sordido segreto, di quel pompino incredibile e ci sorridevamo, ci desideravamo.
Lui cercava sempre di raggiungermi in magazzino durante la pausa sigaretta e, un mattino che ero sola, mi afferrò, mi strinse a se e mi baciò. Io contraccambiai con passione, mulinando la lingua nella sua bocca, lui fece altrettanto succhiando la mia, mentre mi palpava il culo.
Con molta fatica, ci staccammo e decidemmo di incontrarci a fine turno per un secondo incontro, ma questa volta, disse, non si sarebbe accontentato di una pompa e mi promise di mandarmi in paradiso. Gli risposi che lo desideravo tantissimo anche io, aggiungendo di essere pronta a tutto e tutta per lui. Ci salutammo e tornammo al lavoro.
Furono ore interminabili, lavoravo col pensiero fisso sul grosso cazzo che a breve avrei beccato che mi ossessionava e mi rendeva impaziente, smaniosa, eccitata da morire. Probabilmente, se qualcuno ci avesse provato, mi sarei inginocchiata davanti a lui e, senza pensare a null'altro, lo avrei spompinato all'istante, tanto ero eccitata.
E così, finito il turno, finalmente lo raggiunsi, ci appartammo in una stanza libera, lui chiuse a chiave la porta ed io, impaziente, mi denudai in un baleno. Poi presi a spogliare anche lui e, completamente nudi, prendemmo a slinguazzarci indecorosamente, senza neanche una doccia, sudati e sporchi dopo una giornata di lavoro, troppo impazienti di chiavare.
Dopo poco, da gran porca, cominciai a guardarlo con espressione di sfida e presi a masturbarmi con due dita toccandomi la fica in maniera sensualissima. "M", che aveva già raggiunto il massimo dell'erezione, rimase a guardarmi mentre iniziò a sua volta a segarsi il cazzo duro, dritto, con la cappella viola e turgida, dicendomi:
"Che troia che sei, ami il cazzo in maniera indecorosa, lo veneri".
Risposi con un prolungato lamento di piacere, a testimonianza del mio completo assenso.
Come due liceali alle prime esperienze, ci masturbavamo, guardandoci e scoppiando a ridere di continuo, ma fu un preliminare eccitantissimo alla nostra avventura segreta. Dopo un pò che andava avanti questo giochetto, visibilmente eccitato, "M" mi scaraventò letteralmente sul letto dicendo che ora si faceva sul serio, mi allargò le cosce e prese a leccarmi la fica. Dio, quanto era bravo, fortunata sua moglie, pensai! Mi ficcò un dito in culo mentre con la lingua leccava il tratto, sensibilissimo, tra fica e buco del culo, poi mi ciucciava il clitoride e le labbra, penetrandomi con la lingua. A gambe oscenamente larghe, lo accompagnavo con la mano sulla sua nuca, godendo come una cagna in calore. Continuò a leccarmi a lungo, ficcandomi anche un dito nella fica mentre, con la lingua, continuava la sua danza erotica. Poi salì e, lasciando due dita ben piantate nella mia fica, prese a farmi un ditalino veloce ed a succhiare e baciare le tette ed i capezzoli mentre io, infoiata al massimo, presi ad accarezzargli il cazzo ed i coglioni. Un cazzo che già avevo ciucciato...
Lo volevo riassaporare, lo desideravo da morire, volevo succhiarlo di nuovo e così ci concedemmo un gran "69". Mi adagiai su di lui e, mentre mi allargava il culo con le mani, riprese a slinguazzarmi le parti intime, con la lingua che entrava in fica e nel culo, poi prese a stantuffare un dito nel buco ed io roteavo i fianchi dal forte godimento mentre, cazzo in mano, lo guardavo nel suo pulsare maschio e voglioso, ammirandone da vicino le venature e la virilità che emanava.
Avidamente presi a ciucciare con foga la cappella dura, la succhiavo e la leccavo con la bocca spalancata, per poi portarmi il cazzo completamente in bocca, avvertendone il tipico odore di maschio arrapato allo spasimo. Leccavo la sua pancia, l'interno delle sue cosce, per poi tornare al cazzo duro e dritto come un palo.
Ad occhi chiusi, mi godevo quel fantastico giochetto. Quattro, cinque volte, sputandoci sopra per lubrificarlo, arrivai con non poche difficoltà, a farmelo scendere fino in gola con il naso che lambiva i coglioni, provando nausea e forte sensazione di soffocamento, con le narici allargate in cerca di aria. Ad ogni affondo, gli scappava un lamento di piacere. Eravamo osceni in quel "69" sfrenato, mentre godevamo tantissimo.
Dopo qualche minuto, decisa a dargliela, mi misi a smorzacandela su di lui, presi il cazzo in mano, lo orientai verso la fica appoggiando la cappella alle labbra e lui mi penetrò, dapprima dolcemente, poi con sempre maggior vigore. Con le mani sul culo, mi dettava il ritmo, mi schiaffeggiava le chiappe facendole divenire rosse e chiavandomi violentemente. Il mio interno cosce rumoreggiava ogni volta che mi affondava il cazzo nella vulva, sentivo la fica allargarsi e godevo da troia, piena del suo cazzo. Con le mani sul suo petto, presi a baciarlo in modo sensuale, con le lingue fuori dalla bocca che si intrecciavano, si mordevano e leccavano a vicenda.
Cominciai volontariamente ad aiutarlo. Infatti, adesso ero io che me lo stavo "chiavando", salendo e scendendo sul cazzo a ritmo sostenuto e producendo uno strano rumore, simile ad un peto, quando l'aria usciva dalla vagina, espulsa dal cazzo noduloso ormai reso bagnato e viscido dai miei umori piantato nella mia fica.
Dopo qualche minuto, mi fermai, mi rigirai e, dandogli le spalle, mi impalai di nuovo su di lui. Testa riversa all'indietro, mordicchiandomi il labbro inferiore, saltellavo sul suo cazzo con violenza, con una mano stringevo i coglioni e stuzzicavo la mia fica impazzita dal piacere, mentre lui mi stringeva le tette strapazzandole e dandomi della troia, implorandomi di continuare così, di non fermarmi. Con le mani scese poi al mio inguine, allargandomi le cosce in modo che potesse entrarmi completamente dentro, mentre mi stesi all'indietro su di lui con le mani puntellate sul suo torace, continuando a saltellare oscenamente sul suo cazzo, con il letto che sobbalzava sotto di noi, al ritmo della nostra stupenda scopata. Scappellavo il suo cazzo con la mia fica.
