Vai al contenuto
Erotika
La sorellina ribelle
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto15 min di lettura

La sorellina ribelle

Ancora un racconto ambientato durante il coprifuoco: Gabriele, spinto dalla sua ribelle sorellastra Laura, violano il coprifuoco e fuggono dalla polizia dopo che lei ha insultato gli agenti. Si nascondono e per la prima volta da quando si sono conosciuti, fanno sesso e intraprendono una relazione amorosa e incestuosa. Intanto, sono in ansia perché non sanno gli agenti cosa faranno di loro.

Eddy Lanotte
2 anni fa · 1.5k letture · 0

«Andiamo nella mia stanza» ordinò Gabriele. Laura seguì il fratello, togliendosi completamente i pantaloni, che finora erano soltanto abbassati, insieme alle scarpe e le calze.

Gabriele si spogliò, togliendosi tutti i vestiti, compresi gli indumenti intimi, buttandoli a terra, freneticamente e scoprendo le lenzuola del letto. Laura fece lo stesso.

«Vieni qui» la invitò Gabriele, infilandosi nel letto e masturbandosi. La ragazza gli si buttò addosso abbracciandolo e baciandolo. Gabriele lasciò il cazzo e Laura si mise su di lui, invitandolo ad entrare nella sua fica. Gabriele ricominciò a sudare per l’eccitazione appena il cazzo entrò in quella bella fichetta apparentemente stretta. Mentre la chiavava, le leccava le tette succhiando i suoi turgidi capezzoli, e con le mani, le stringeva il suo bel culo. Lasciò perdere le tette e ricominciò a baciarla in bocca, con la lingua. A volte la chiavava più forte, a volte più piano, chiedendole come le piacesse di più.

«Sì, dai, tutto dentro, amore!» supplicava Laura.

“Sto chiavando mia sorella” pensava Gabriele, eccitato. E a quel pensiero le diede una botta più forte, quasi come per punirla, o forse proprio per premiarla, della sua troiaggine.

«Ti amo, Gabriele, fratellone mio. Avrei voluto farmi sverginare da te, se solo ci fossimo conosciuti prima».

«Ah sì, che troia!» esclamò Gabriele, seguitando a chiavarla più forte «ti amo anch’io!»

«Ah sì, ah» ripetevano entrambi, emettendo tutti i vari gemiti di goduria.

«Che puttana che sei, ti adoro, sorellina mia!»

«Oh sì, fottimi la fica, amore mio! Fottimi tutta!»

«Stai godendo, troietta? Ti piace?»

«Sì, sto venendo!» disse Laura. Lui, questa volta riuscì a durare di più, avendo già sborrato prima. La chiavò talmente che lei venne sul cazzo di lui.

«Ah sì, che bello!» esclamò la ragazza soddisfatta, baciando di nuovo il fratellastro sulla bocca.

«Vorrei mettertelo anche nel culo» ammise Gabriele «scommetto che non sei vergine neanche lì».

«Verifica tu stesso» disse Laura voltandosi e puntando il culo in faccia al fratello. Gabriele aveva notato che, nel dirlo, la ragazza aveva sul volto avvampato un’espressione tesa ed eccitata.

«Che bel culo che hai» le disse accarezzandoglielo e, successivamente, baciandoglielo. Continuò a baciarle ogni parte del culo, poi le sputò nell’ano, che sembrava piuttosto stretto, e si inumidì il cazzo. Glielo puntò nel buco e cercò, un po’ alla volta, di farlo entrare, ma il pene si induriva sempre di più e diventava sempre più difficile incularla. Lo tirò fuori, si masturbò un attimo e se lo inumidì di nuovo per provare a lubrificarlo meglio. Leccò il buco del culo della sorella e ritentò a chiavarle il tanto ambito e delizioso ano.

Questa volta ci riuscì. Lei gemeva prendendolo in culo. Gabriele dimenticò del tutto la domanda di prima sul fatto se fosse vergine  dietro oppure no. E non gliene fregava più niente: lui adesso glielo stava fottendo, quel bel culo, e questo era l’importante. La chiavò per un bel po’ di tempo e sentì a un certo punto, che stava per sborrare di nuovo.

«Ah sì, adesso sborro! Dove vuoi farti sborrare? In bocca o in culo?» le domandò, affannato e sudato, estraendole il cazzo dal culo e masturbandosi, mentre attendeva la risposta.

«In culo» rispose la sorella «in bocca mi hai sborrato già prima».

Allora Gabriele aprì il culetto della sorella e infilò nuovamente il cazzo dentro, chiavandola più forte, ma senza farle troppo male, finché non uscì il liquido biancastro e appiccicoso che le riempì il buco. «Ah sì» fece Gabriele liberandosi per la seconda volta dalla sborra. Quando fu certo che glielo aveva dato tutto, tirò di nuovo il cazzo fuori dall’ano e si pulì la cappella sul suo bel culo, cospargendo la sborra dappertutto.

«Sei soddisfatta?» le domandò.

«Sì, tantissimo» rispose la ragazza «e tu?».

«Sì, è stato bellissimo» e si baciarono sulla bocca. Poi si infilarono sotto le coperte, ancora nudi e si addormentarono abbracciati.  Durante la notte, la ragazza avvertì una strana sensazione nelle budella. Si alzò, lentamente, per non far svegliare il fratello e andò in bagno a cacare. Si fece il bidè e ritornò a dormire, abbracciata al suo adorato amante e fratello.

Il giorno dopo, uscirono articoli su tutti i giornali, i quali annunciavano:

«Giovani violano la zona rossa, insultano la polizia e si danno alla fuga».

I cittadini chiedevano più controlli, più restrizioni e misure ancora più ferree e draconiane.

«Stai tranquillo» le disse Laura, vedendo Gabriele preoccupato mentre leggevano la notizia su internet «non ci troveranno».

Gabriele si rese conto soltanto allora che il suo letto era pieno di sborra e che avrebbe dovuto lavarlo.

In quello stesso momento, Laura ricevette una telefonata.

«Mamma? Sono da Gabriele, tranquilla. Abbiamo fatto tardi e per non violare il coprifuoco, ho preferito addormentarmi qui. Scusami se non ho avvisato. No, mamma, non mi sono ubriacata…»

La ragazza si tolse un attimo il telefono dall’orecchio e sussurrò a Gabriele «Ti dispiace se rimango anche a pranzo? Questa è incazzata e non ho voglia di ascoltarla».

«Volentieri» rispose Gabriele. Laura sorrise.

«Io resto a pranzo da Gabriele, ciao» e riagganciò, baciando di nuovo il fratellastro sulla bocca.

«Lo faremo altre volte, vero?» domandò Laura.

«Ci puoi giurare, piccola» e ritornò a baciarla in bocca, con la lingua, mentre stava nuovamente per eccitarsi.

«Ti sei liberato da quegli stupidi sensi di colpa?» domandò la donna.

«Ma sì, amore mio. Che facciamo di male? Noi ci amiamo».

«Promettimi che mi chiaverai anche se ti fidanzerai o ti sposerai».

«Te lo prometto» rispose Gabriele «E tu? Ti farai chiavare anche se ti fidanzerai o ti sposerai?»

«Da te mi farò chiavare per sempre, amore mio». Gabriele la baciò di nuovo. Ormai si era capito che avrebbero fottuto anche quel giorno.

Per mesi e mesi, fino alla primavera, non ebbero alcuna notizia dagli sbirri. Forse avevano lasciato correre, o forse i due amanti, con il passare del tempo, avrebbero ricevuto all’improvviso qualche brutta sorpresa, ma nel frattempo il loro amore proibito e clandestino, proseguì. I fiumi di sborra continuavano a scorrere, quando i due si vedevano, anche adesso che entrambi avevano intrapreso delle relazioni con altre persone: sapevano che quelle sarebbero potute finire. La loro invece no, non sarebbe finita mai più.

  

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
Eddy Lanotte

Sono uno scrittore con varie pubblicazioni alle spalle, ma nessuna nell'ambito porno-erotico, anche se ne ho avuto sempre il desiderio: e allora eccomi qui con uno pseudonimo. Odio ogni forma di dominio, tranne nei giochi erotici. Sogno un mondo in cui non ci sia bisogno di etichettare la nostra sessualità e la si possa praticare senza limiti. Lasciate un commento sotto i miei racconti. Per racconti su richiesta a pagamento, contattatemi su [email protected] Potete trovarmi anche su Facebook con il nome Eddy Lanotte.

Altri racconti di Eddy Lanotte

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    Libro11 capitoli · completo

    Cugine e parenti in calore

    La storia ruota intorno all'anonimo protagonista che narra in prima persona la sua ossessione per sua cugina Melissa fin dalla più tenera età. Cerca in ogni modo di possederla. Con il tempo, Melissa diventa una manipolatrice e autoritaria…

    2 anni fa 64 min 0 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    La cocca di papà

    Sergio osserva sua figlia adolescente crescere e diventare sempre più bella e si vergogna nel rendersi conto che lo eccita. Sua moglie rimprovera la figlia perché non studia e non aiuta in casa. Così Sergio la porta con sé in montagna.

    2 anni fa 14 min 1 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Sul letto di mia sorella

    Arturo sorprende sua sorella Tania a masturbarsi e vuole a tutti i costi possederla. Lei all'inizio è riluttante, poi si lascia andare. Sarà un rapporto molto complicato che porterà Arturo a riflettere su se stesso.

    2 anni fa 7 min 1 mi piace
    Pagina 3 di 3 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista