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A chi tocca non s’ingrugna 1
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Racconto21 min di lettura

A chi tocca non s’ingrugna 1

Tacere è una gran virtù

geniodirazza
1 anno fa · 1.3k letture · 1

Accarezzò con dolcezza il viso di lei, nonostante la maschera, e le premette dolcemente le spalle per avvertirla che era il momento; lubrificò col gel, abbondantemente, il canale rettale e l’ano, unse largamente il sesso e accostò la cappella; prese da dietro i seni e li strinse, per usarli da leva; spinse con forza e lei urlò; si fermo e accennò a ritirarsi; lei lo fermò con un gesto, sospirò con forza e appoggiò il sedere al ventre; lui spinse definitivamente e fu dentro, fino ai testicoli.

Stettero un poco immobili, per dare l’agio al ventre di accogliere l’ingombro della mazza, poi cominciò la cavalcata che progressivamente trasformò in lei il fastidio in libidine, in piacere, in orgasmo che le esplose dall’ano quasi naturalmente; lui non voleva godere nel retto; aspettava di prenderla in vagina; non si erano scambiati una sillaba durante l’amplesso che durava da quasi un’ora; resosi conto che aveva goduto, sfilò con dolcezza la mazza, spostò la punta e la fece entrare in vagina.

La ragazza, sorpresa in parte della scelta ma anche felice di sentirlo di nuovo dove voleva godersi la sua eiaculazione, gioì infinitamente di sentire il membro penetrarle fino all’utero, fino al ventre e allo stomaco, per lo sconvolgimento del pacco addominale spinto dalla copula; la cavalcò a lungo, osservando lussuriosamente l’asta che entrava ed usciva dalla vagina decisamente stretta ed accogliente; esplose in un orgasmo stellare, insieme a lei che urlava.

Crollarono insieme sul letto, supini, e si tennero la mano per un po’; poi lei si girò sul fianco verso di lui, che fece altrettanto; il bacio con cui si incollarono non era da utenti di un sito per incontri, ma da innamorati veri, forse ridicoli per la enorme differenza di età, come veniva fatto a Mirko di riflettere in quel momento di pace; li interruppe il suono della campanella dell’organizzazione che segnalava l’inizio del terzo ed ultimo round; uscì un poco a malincuore.

Sembrava quasi che la terza donna della sua scelta lo aspettasse da tempo; la trovò nuda, nello splendore della maturità che accompagnava due gambe toniche, forse da cura ginnica, su cui troneggiava un sedere maturo ed ampio ma che prometteva piacere infinito; la vulva depilata era una provocazione, con le piccole labbra e il clitoride sporgenti tra le grandi; su tutto si ergeva un seno maturo e pieno, da donna non più giovanissima eppure tonica, bella, affascinante, insomma da letto.

Lo accolse tra le braccia, ai piedi del letto, e lo avvolse in un bacio cannibalesco; si persero nel piacere del duello delle lingue per alcuni minuti; una mano di lei artigliò il sesso libero, perché non si era rivestito nel cambio di stanza; pochi movimenti sapienti di una mano che di masturbazione doveva saperne molto e il fallo fu pronto a fare tutto il suo dovere; sollevò una delle gambe sul letto e, così scosciata, si portò l’asta alla vagina e si penetrò senza sforzo, in piedi.

Si sentì quasi sconvolto da un’accoglienza così vivace; reagì sfilando il sesso, facendola girare e infilandola da dietro; il sesso penetrò tutto, profondamente, nella vagina e andò a picchiare dolorosamente contro la cervice dell’utero; la donna ebbe un gemito forse di dolore poi spinse con forza il sedere contro il ventre; si fermò spingendo le natiche contro il pube; sembrava quasi che fosse al corrente dei suoi gusti nella copula.

Davvero tenere il fallo piantato in vagina, da dietro, con le natiche contro il ventre, era una delle cose che lo mandavano in orbita, ma non lo aveva mai confidato alle sue amanti occasionali; solo sua moglie sapeva esattamente come farlo godere in ogni occasione, in qualunque movenza; e quella era una delle posizioni che preferivano, specialmente quando lei si abbandonava raggomitolata voluttuosamente di schiena contro il suo ventre e si masturbava con gusto.

Non aveva nessuno dei tratti che connotavano la figura di Lina, quindi escluse che si trattasse di lei in incognito; ma era certo che almeno le avesse parlato; oppure era solo un caso che due preferenze si fossero incontrate in una copula al buio; preferì non appurare e si limitò a picchiare con gusto e con voglia contro quel sedere invitante e ben disegnato, forse più bello ed eccitante di quello di sua moglie che vantava un bellissimo posteriore.

Frenò un paio di volte l’orgasmo per non sciupare subito la copula che, terza della serata, sarebbe risultata letale per le sue forze e per la capacità di resistenza; mentre frenava e faceva scivolare il sesso avanti e indietro dalla vagina grondante, ammirò ancora da vicino il sedere attraente e lo prese la voglia di una immediata penetrazione anale; sfilò la mazza e spostò leggermente da punta verso l’ano; lei lo fermò con gesto e gli indicò il lubrificante sul comodino.

Lo prese e tornò ad occuparsi del buchetto che prese a leccare da dietro, in ginocchio, passando voluttuosamente la lingua lungo tutto il perineo e soffermandosi su ano e vagina con gemiti languidi della donna; spalmò il gel sulle dita e le infilò progressivamente, da una a quattro chiuse a cuneo, nell’ano che si dilatava rapidamente; quando si rese conto che era abbastanza aperto, la infilò con un solo colpo e fu tutto dentro il ventre; lei gemette di libidine.

La portò all’orgasmo un paio di volte, favorito dalla masturbazione che lei praticava al clitoride con una mano infilata fra le cosce; dopo la seconda rumorosa conclusione, sfilò l’asta e spinse lei sul letto supina; le prese le caviglie e le portò in alto scosciandola; si abbatté con forza su vagina e ano totalmente esposti e li leccò con gusto, quasi a stemperare con la lingua la forza delle precedenti penetrazioni; lei si abbandonò al languore del cunnilinguo.

Catturò la testa di lui fra le mani e la carezzò dolcemente; la guidò a leccare con voglia su tutto l’apparato sessuale e abbassò le gambe per stringerla e tenerla su di se; si fece leccare per un tempo infinito e sembrava non essere mai sazia di versargli in bocca squirt continui e orgasmi sapidi e pieni; lui scoprì una sintonia di intenti che lo esaltò; godeva molto di quella situazione e sentiva il sesso gonfiarsi fino a dolergli, ma non abbandonò la posizione.

Fu lei, alla fine, a decidere di mollare il cunnilinguo e passare ad altra ‘specialità’; lo spinse supino sul letto, si levò in ginocchio e si abbassò sul ventre; lambì delicatamente la punta dell’asta e raccolse i residui degli umori che la vagina aveva largamente versato sull’asta; leccò devotamente la mazza dalla punta ai testicoli, che raccolse tra le mani e portò nella bocca, uno per volta, godendosi la tensione da orgasmo che li rendeva grossi e tesi.

La fellazione fu da manuale e lei ci mise tutta la passione di donna matura ed esperta che strappava dal sesso tutto il piacere possibile; lui, avvezzo alla pratica con tutte le numerose amanti, la seguiva nel piacere e stimolava il suo titillando abilmente il clitoride mentre lei succhiava, leccava, faceva copulare il batacchio nella bocca fino a raggiungere il punto della gola dove il piacere sfociava nel rigurgito o nel soffocamento.

Dopo un tempo che risultò istantaneo e infinito, con emozioni contrastanti, lui la spinse supina accanto a se e le prese la vulva in una mano; lei accarezzò il sesso duro come un palo; per qualche minuto si godettero il piacere di sentire fisicamente l’altro senza azzardare movimenti di copula, anche se ormai la voglia di esplodere in un orgasmo definitivo e letale li prendeva entrambi; Mirko si spostò e le montò seduto sullo stomaco, appoggiando il sesso durissimo nel canale tra i seni.

Avviarono così la più saporita copula alla spagnola che ricordassero e lui spinse l’asta il più avanti possibile finché la punta raggiunse le labbra di lei; bastò quello per indurla a schiuderle e a lasciare entrare la punta almeno; si armonizzarono istintivamente e lei mise in atto una doppia sollecitazione, con i seni e con la bocca, per portarlo all’orgasmo; godeva infinitamente mentre sentiva il sesso palpitare tra le labbra.

Sentì i brividi di una ‘piccola morte’ attraversare i testicoli, dalla prostata alla punta del pene, e capì che la nuova stimolazione stava portando lui all’orgasmo; partecipò all’emozione con tutta se stessa e cercò di portare una mano sulla vagina per masturbarsi; lui era in posizione più favorevole, portò dietro una mano e afferrò tra due dita il clitoride; una lava di sperma passò dalla prostata alla bocca di lei dove venne accolta con somma gioia e ingoiata tutta, fino all’ultima goccia.

L’orgasmo di lei fu sentito forse da tutto l’edifico, perché finalmente si lasciò andare al piacere di una esplosione mai provata; si abbatterono sul letto quasi disfatti proprio nel momento in cui la campanella dell’organizzazione segnalava che la serata al buio poteva ritenersi conclusa; Mirko andò nel bagno e si rinfrescò un poco; ritornato in camera, si rivestì ed uscì; lei era rimasta languidamente sdraiata a godersi gli spasmi del suo stratosferico ultimo orgasmo.

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