La moglie è meglio averla troia.

pennabianca
10 hours ago

È meglio avere una moglie troia. Quante volte ho sentito pronunciare questa frase da vari mariti, soprattutto da quelli che avevano una moglie, all'apparenza, brave donne di casa, madri amorevoli, mogli irreprensibili. Ho sempre sorriso con una certa ironia, fin quando non ho capito veramente perché tutti la preferivano troia. Mi chiamo Paolo, ho 38 anni, sono di media statura, capelli neri, occhi scuri, fisico normale. Da dieci anni sono sposato con Carla, mia coetanea, una bella donna alta, bionda, occhi verdi, un bel seno generoso di una quarta misura piena, un bel culo sodo e tonico, cosce lunghe e ben tornite; insomma una gran fica, troppo per un ragazzo semplice come me. Già dai tempi del fidanzamento, durato due anni, provavo una strana sensazione quando mi accorgevo che qualche maschio si attardava a lungo con lo sguardo sul suo corpo. All'inizio, provavo una forte sensazione di gelosia, ma poi, col tempo, mi sono arreso all'evidenza ed ho dovuto ammettere a me stesso che, per una strafiga così, per quanto fossi bravo a letto, un maschio solo non poteva bastare. So delle sue precedenti esperienze, prima di incontrare me: ha preso cazzi a iosa e non mi è stata nascosta questa cosa, quindi ero ben consapevole che, dopo il matrimonio, avrebbe potuto continuare ad aver voglia di farsi sbattere da qualche bel maschione. E così è stato. Si è fatta scopare soprattutto da maschi di età maggiore della sua, maturi e porci al punto giusto. Ho un bel membro, forse un po' sopra la media, ma ho scoperto che a Carla piacciono cazzi grossi e, quindi, il mio è solo sufficiente a metterle il fuoco addosso. È stata questa sua particolare tendenza (i cazzi grossi) a farmi capire, ogni volta, che mi aveva tradito, perché la trovavo ben larga ed aperta, però non le ho mai detto nulla. Poi, ha deciso di avere un figlio. Alla fine del primo anno di matrimonio, ho capito che aveva smesso di farsi montare dai suoi amanti, anche occasionali e, di comune accordo, abbiamo messo al mondo Luca, uno splendido bimbo, che ora ha nove anni. Stranamente, durante tutto questo periodo, Carla non ha mai scopato con altri o, per lo meno, così a me è sembrato. Poi, da circa un mese a questa parte, ho notato che le cose erano decisamente cambiate: ha completamente cambiato il suo look. Taglio di capelli diverso, più corti, che la rendono più sbarazzina; una maggior cura del corpo: ha sempre le unghie perfettamente colorate di rosso, la sua pelle è sempre liscia, morbida, priva di peli, ad eccezione di un piccolo triangolo sul monte di Venere.

Di punto in bianco, sono ricomparsi i suoi completini intimi piuttosto sexy, i reggicalze, le autoreggenti, i tacchi alti a spillo, le gonne più corte e le camicette lasciate un po' più sbottonate. Anche se un po' a malincuore, ho dovuto ammettere che di certo le corna erano tornate; questo pensiero mi dava sensazioni terribilmente contrastanti. La parte più razionale di me urlava di rabbia, consapevole del fatto che mia moglie era sicuramente tornata a far la troia, facendomi bollire il sangue dalla gelosia. Dall'altra parte, però, quella che non dava retta alla mente, ma al cazzo, aveva preso atto che i nostri rapporti sessuali erano cambiati e in meglio. Ora Carla aveva più desiderio di scopare, era porca nel provocarmi; a volte, in cucina, mentre preparava la cena, o a tavola, sollevando un piede scalzo, lo appoggiava al mio pacco, facendomelo diventare subito duro. A questo andava aggiunto il fatto che i suoi pompini erano tornati ad esser dei veri capolavori. Carla è stata sempre un'ottima fellatrice, capace di far impazzire un uomo, tenendogli il cazzo in bocca; adora succhiare e leccare il cazzo e, quando ne ha voglia e lo fa con me, lo fa per un tempo infinito, facendomi sborrare solo quando decide lei. Tutte queste cose messe insieme, mi hanno fatto concludere che il nostro rapporto era arrivato ad un punto in cui era il caso farlo evolvere. Sì, ma come? Ogni volta che pensavo di poter affrontare l'argomento, capitava sempre qualcosa che ce lo impediva. Eppure l'idea che si facesse sbattere da un altro, me lo faceva diventare così duro, da farmi male. Mi sono ritrovato e sorpreso a sparar seghe, come un pivello che ha appena scoperto la masturbazione, ovviamente pensando a lei che, a pecora davanti ad un altro, si faceva fare di tutto. Lavoro in un'azienda dove sono soggetto a turni e, giorni fa, finalmente son riuscito ad avere la conferma che Carla si comporta proprio da gran troia. Aveva predisposto la sveglia per alzarsi per tempo ed accompagnare il bimbo a scuola; io fingevo di dormire e l'ho osservata quasi di nascosto. Probabilmente convinta che stessi ancora dormendo, non si è fatta scrupolo di vestirsi in maniera molto provocante reggiseno di pizzo, molto bello, che ha messo ancor più in risalto il suo magnifico seno, un perizoma talmente piccolo che sembrava un francobollo legato a dei fili, autoreggenti col pizzo alto da 10, minigonna di pelle nera, che, a malapena copriva il pizzo delle autoreggenti, per quanto era corta. Stivaletti neri con tacco 12, tenuti fermi alla caviglia con una catenella d'oro, simile ad una cavigliera, che le davano ancor più un'aria da donna che si propone. Prende il bimbo e lo accompagna a scuola. Mi vesto molto velocemente e poi, con molta discrezione, la seguo fino alla scuola, dove lascia il bimbo, riprende la sua auto e raggiunge il parcheggio del centro commerciale, che è situato a poca distanza. Si ferma accanto ad un grosso SUV nero. Vi sale su dal lato passeggero e, mentre lo fa, vedo che la sua gonna è completamente salita. Un tizio con i capelli brizzolati, le dà un veloce bacio sulla bocca e poi partono; imboccano la tangenziale. Li seguo a distanza e vedo che raggiungono un grosso parcheggio di un'azienda in disuso. Si ferma vicino alla vecchia fabbrica e, in un primo momento, resto indeciso su cosa fare. Sono un po' troppo distante e non ho una buona visuale; così lascio l'auto e, a piedi, faccio un piccolo giro, portandomi all'interno della vecchia fabbrica; mi ritrovo proprio accanto alla loro auto, nascosto dietro un muro, munito di una finestra priva di infisso. Non ho bisogno di sporgermi, perché dalla mia posizione vedo benissimo, attraverso il parabrezza della vettura, tutto ciò che accade dentro l'auto, che si trova in una posizione leggermente più bassa, rispetto a me. Vedo che ridono e scherzano, poi l'uomo distende i sedili e Carla si allunga su di lui; il tizio apre i pantaloni e sfodera un membro di dimensioni proibitive; circa venticinque centimetri di lunghezza ed uno spessore pari a quello del polso di mia moglie; insomma una bestia mai vista. Carla ha sempre avuto un debole per i cazzi grossi e lo guarda affascinata, poi comincia a passar la lingua su e giù, lungo quella colonna di carne, che mi sembra sempre più grossa. Ad un tratto, l'uomo abbassa meglio i pantaloni e posso vedere che, sotto la bestia, ci sono appese due grosse palle, che Carla accarezza e soppesa, quasi a voler capire quanta crema possano contenere. Se lo porta alla bocca, riuscendo solo ad accoglierne la punta, anche questa grossa e del colore di una fava. L'uomo allunga una mano e vedo che la infila tra le cosce di Carla. Con un gesto repentino, strappa quel micro perizoma e le dice che, da oggi in poi, vuole che non indossi più nessun tipo di mutandine. «Da oggi diventi la mia troia e desidero che tu abbia sempre la topina nuda, pronta per esser goduta da me!» Carla sorride e gli assicura che non ne indosserà più una. Avrà sempre la sua bella fighetta nuda e pronta per lui. La masturba bene, facendola godere due volte; noto che le ha infilato dentro tutte e quattro le dita, e la scopa muovendo il braccio avanti/indietro velocemente. Mi rendo conto che lo sta facendo per preparare la vagina di mia moglie ad accogliere quella spranga di carne dura, che ora lui le spingerà dentro. Invece mi sorprende il fatto che è Carla che gli sale sopra, afferra quel grosso membro duro e lo punta sullo spacco, per poi, lentamente, lasciarsi cadere sopra. Spalanca la bocca e butta la testa all'indietro, senza emettere alcun suono, mentre lui solleva le mani, attanaglia i suoi seni e vedo che li impasta, stringendoli con forza. Di proposito le tira forte i capezzoli; so che questo piace molto a Carla, perché adora sentirsi stimolare il seno, mentre ora lui, dal basso, comincia a stantuffare mia moglie, facendola saltare su e giù sopra quell’enorme verga. La sfonda nel vero senso della parola e lei urla per quanto sta impazzendo. «Mi spacchi tutta! Me lo sento arrivare fin dentro la pancia; mi stai sventrando… ma vengo! Vengo ancora! Ancora, più forte!» Mentre osservo questa scena, sono già venuto due volte; senza quasi neanche rendermene conto che mi stavo masturbando. Troppo erotica, troppo porca mia moglie, troppo eccitante vederla chiavata da quel toro con una dotazione così impressionante! E lo è pure la sua resistenza: l'ha scopata in quella posizione per quasi mezz'ora. Poi l’ha spinta sul sedile del passeggero, è sceso ed ho potuto veder bene la sua faccia, quella di un maschio sulla cinquantina con un bel fisico prestante e, soprattutto, un uccello impressionante. Ha aperto lo sportello da quel lato e poi l'ha fatta scendere e piegare voltata di schiena, con le braccia appoggiate al sedile ed i piedi per terra. Mi è bastato spostarmi di qualche centimetro per esser perfettamente dietro di loro ed ho visto che, in un primo momento, glielo ha spinto di nuovo tutto dentro, con un affondo così forte e deciso, che l’ha staccata da terra. «Così si montano le vacche come te; te la voglio sfondare proprio bene questa figa e, poi, ti apro anche il culo!» Mi son sentito tremare i polsi all'idea che Carla potesse lasciarglielo fare: come sarebbe stato possibile infilare quell'enorme cilindro di carne nel suo culetto? So bene che non è vergine; lo ha rotto da un pezzo e anch'io, qualche volta, mi diverto a penetrarla in quel buco, ma quello che voleva fare il tizio, mi sembrava qualcosa di pazzesco; se la sbatte per un'altra ventina di minuti in questa posizione, facendola urlare di piacere in continuazione. Dopo un ennesimo orgasmo, le sborra dentro dandole dei colpi bestiali.

«Adesso, vacca, ti voglio riempire!» Credo che le abbia spruzzato nel ventre almeno una decina di schizzi, intuibili dal movimento del suo corpo. Subito dopo, ha fatto inginocchiare Carla e le ha infilato quel grosso membro in bocca, che, nonostante l'ingente sborrata, sembrava non aver perso per niente la sua originale consistenza. L'ha fatta sollevare, appoggiare di nuovo voltata di spalle contro il sedile dell'auto e poi, con due spinte decise, glielo ha infilato tutto nel culo, con Carla che, all'inizio, ha emesso qualche urletto di dolore, ma poi, quando lui ha cominciato a pomparla, ha cominciato a godere come una vacca. «Questo sì che è un cazzo nel culo; dai, pompamelo più forte; me lo devi sfondare tutto!» Non credo che il tizio avesse bisogno di esser incitato; ha pompato Carla, facendola godere altre due volte e poi ha cominciato a sborrare dentro di lei; ho visto i glutei di lui contrarsi, indice del fatto che le stava iniettando dentro una poderosa quantità di sbroda. Non contento, si è tirato quasi un passo indietro e poi l’ha spinta a inginocchiarsi davanti a lui. Carla si è mossa rapidamente e subito ha ricevuto in faccia un abbondante schizzo di crema bianca, poi, gli altri, tutti direttamente in bocca. Lo ha ripulito alla perfezione, lasciandolo lucido e lindo! Ho visto che si stavano ricomponendo, così, silenziosamente, son tornato indietro e poi a casa. Ero travolto da una miriade di pensieri, molto contrastanti fra loro: perché non ero uscito fuori e…? No, avevo potuto assistere ad una scopata bellissima, che aveva avuto come interprete mia moglie, meglio di una qualunque altra porno diva. Tutto questo sconvolgeva sempre più la mia mente. Ho pranzato rapidamente da solo, perché mia moglie, fino a che il bimbo non sarebbe uscito da scuola, non sarebbe tornata. Sono andato al lavoro e, quando son tornato a sera, lei era distesa sul letto addormentata; era completamente nuda, come suo solito a dormire. Sdraiata, a cosce aperte, ho potuto ammirare le grandi labbra della sua vulva ancora irritate, gonfie ed il foro ancora dilatato. Mi spoglio silenziosamente, mi inginocchio lentamente sul letto e, quando mi avvicino, sento che profuma ancora di sborra. Ho fatto scivolare la mano tra le sue cosce e sono andato a titillare il suo clitoride; questa manovra l’ha fatta svegliare rapidamente. Mi guarda, sorride e, mentre io mi inginocchio tra le sue cosce, senza dir niente, glielo spingo dentro, trovandola inusitatamente ancora molto dilatata, ma, soprattutto, piena. Mi guarda e sorride maliziosamente; solleva le gambe e le appoggia sui miei glutei, mentre la sbatto come un pazzo furioso.

«Ti ho visto come e quanto ti sei fatta chiavare da quel toro dal cazzo enorme! Sei una grandissima troia! Sei una puttana! Una vacca, che non si è preoccupata di farsi montare e riempire tutta! Zoccola, ti sei fatta sfondare tutta! Sei una maiala, che si è fatta riempire come un uovo!» Mi sorride maliziosa, mi asseconda spingendo il bacino verso l'alto e poi mi abbraccia e bacia in bocca, dicendomi che le devo sborrare dentro. Nonostante al lavoro mi fossi fatto due seghe, perché troppo eccitato da quanto avevo visto, adesso, al sentire il mio membro ancora avvolto dal calore della sborra di quel toro, mi fa venire all'istante. Mentre le vengo dentro, lei mi abbraccia e bacia in bocca e poi, quando si scosta, mi guarda dritto negli occhi. «Adesso, cosa vuoi che faccia? Non ho intenzione di rinunciare a quel toro! Vuoi che ti lasci e me ne vada?» Ho guardato Carla negli occhi e le ho sorriso. «Perché dovresti andartene? Piuttosto, invitalo a venir qui! Credo che scopare in questo letto, sia meglio che farlo in piedi, all'esterno di un’auto!» Mi ha baciato, ha detto che mi amava alla follia ed ora li sto guardando, mentre lui la pompa di nuovo da dietro; la sta squartando tutta ed io aspetto solo il momento in cui la riempie, perché mi ha promesso che, dopo, potrò leccarla. È proprio vero: è di gran lunga meglio aver una moglie troia.