Ho fatto una doccia. Un asciugamano intorno ai capelli e uno intorno alla vita. Anche lei è appena uscita dalla doccia.
"Dobbiamo festeggiare la nostra convivenza. Io e te. Non usciamo, stiamo a casa e ci coccoliamo. Parliamo e … altro, ok?” mi dice.
"Scusa Eri… non ci crederai ma … ti ho anticipata". Apro la porta del frigo.
"Ho fatto una crostata. Con la ricetta di mia nonna. " Sorrido e le do un bacio fra i capelli, mentre è chinata a curiosare.
Si alza e mi abbraccia. “E’ come la tarta? Sembra buona”
Stiamo a parlare di dolci ma ogni scusa è buona per stare attaccate. Sento l’odore del suo respiro e un ricciolo di capelli uscito dallo chignon mi solletica il viso. Indossa una specie di vestaglietta leggera, legata in vita. Ha appena fatto una doccia e profuma di bagnoschiuma. Il solco fra i suoi seni attrae i miei occhi come una calamita.
Improvvisamente mi prende per i fianchi e mi mette a sedere sul bancone. E’ forte. Più di quanto sembra a vederla. Fibre muscolari bianche in grande quantità. Infatti odia correre, mentre a me piace. Ma in palestra solleva pesi che io mi sogno.
“Ehi, ho appena ripulito! “ a momenti fa cadere un barattolo di farina, spingendomi dentro il bancone. Mi mette le mani sulle ginocchia e mi bacia sul naso.
Le avvolgo le gambe intorno al culo e la tiro verso di me. Con la mano la prendo dietro la nuca e le rispondo con un bacio profondo, con la lingua. Mentre con una mano mi insinuo nella sua veste e le stringo una natica.
“Che stai facendo? “ mi fa, “abbiamo appena pulito! “
Mi parla imitando il mio accento italiano, mi prende per il culo.
“quello è rimasto fuori…” dice, indicando il panetto di burro.
"Lo sai che è un buon lubrificante, no? ” le dico… parlandole nell’orecchio, e con la lingua le solletico il lobo.
"oh oh hai intenzione di usarlo su di te? "
Volevo rispondere in modo tagliente, ma mi sta baciando sul collo e la sua lingua disegna arabeschi sulla mia carotide. Le piace sentire il sangue che batte. Capisco i vampiri, mi ha detto una volta. Glielo lascio fare. Mi piace questo gesto di offrirle la gola. E’ un gesto forte, di resa, di abbandono.
Baci, lingua e piccoli morsi mi provocano brividi che mi attraversano il collo e la schiena. Sono in estasi e la lascio fare.
Mi sfugge un gemito di delusione quando smette. Apro gli occhi e vedo che in mano ha il burro. Ho provato a prenderlo ma lei lo allontana.
“Dai, mi serve…” dico “non è roba … da culo!
Sorride e mi bacia ancora : “ah non lo so...magari ne avanza anche per la cucina…” Mi mette una mano dietro la schiena e mi attira per un altro bacio.
Non so come ha fatto ma mi pianta un pezzo di burro staccato con le dita sul naso...
"ma no dai… perché! " Mi sono tolta il burro dal naso e gliel’ho spalmato sul braccio.
“adesso dobbiamo fare di nuovo la doccia?” dico.
“beh se dobbiamo farla… allora tanto vale…” dice sorridendo. E mi spinge con la mano contro il petto a sdraiarmi indietro, fino a che non sono sdraiata sul piano di lavoro con l’asciugamano che mi protegge dal freddo della pietra.
La mano si muove a giocare con uno dei miei capezzoli e sento un brivido lungo tutto il corpo. Prende anche l’altro, lo stringe, lo torce… e mi sfugge un gemito, di dolore, di piacere, di attesa.
Provo a rialzarmi, ma mi tiene giù con la mano sul petto. Mi piace sentire la sua forza. Mi piace sentire il suo dominio. Mi blocca con la mano.
Con l’altra mano mi solleva la coscia e la mette sulla sua spalla. Mi morde appena sopra la parte interna della coscia e da lì, con piccoli morsi cammina verso il mio centro.
Cerco di allontanarmi, emettendo mugolii di piccola protesta e frustrazione perché mi sta prendendo con la forza. E’ un gioco. Ma mi piace. E piace a lei sentire che mi arrendo.
Ma chi ci crede… in realtà faccio finta di scappare ma con la gamba libera l’aggancio e la tiro verso di me.
Quando le sue labbra toccano le mie, mi sciolgo. Solo il respiro caldo sul mio inguine e la sua lingua è un piacere meraviglioso.
Fa su e giù, dal basso verso l’alto, forte, con tutta la lingua, lappandomi, mi viene in mente, come un cane che sta pulendo una ciotola gustosa. La fa entrare e uscire, poi percorre le labbra… ma senza raggiungere il punto che freme per avere il suo contatto. Senza darmi soddisfazione.
"Mi prendi in giro," le dico..e e le parole mi escono a malapena, fra un respiro e l’altro… “sei cattiva!”
"Cosa? Per questo?" Chiede, dando un rapido colpetto al mio clitoride prima di riportare la sua attenzione provocatoria sulle mie pieghe sensibili e sulla parte bassa della fica.
"Ne vuoi ancora?" Mi chiede fra una leccata e l’altra.
"Sì, grazie!" Mi esce una voce pigolante.
"Basta chiedere." Lo dice ma non cambia nulla di quello che sta facendo. “Per favore”.
"Oh dai, zoccola, puttana, PER FAVORE mi lecchi il clitoride?" Mi ha portata al limite dell’orgasmo e mi tiene appesa.
"Come desideri." Quella lingua meravigliosa che ha vagato ovunque nella mia fica sposta l’attenzione sul mio clitoride e è arrivata come un’onda che cresce e pulsa e pervade tutto il mio corpo prima di schiantarsi su di me. Beatitudine. Brividi. Le gambe tremano. Ma stringono il suo viso contro la mia fica. Continua a cercare di leccarmi, ma avere la faccia completamente schiacciata contro le mie parti rende tutto più difficile. Dover muovere la testa per poter continuare a respirare non aiuta. Nemmeno la risata divertita che le viene fuori aiuta.
Eri si fa strada nel mio corpo baciando. In qualche modo l'asciugamano era ancora intorno ai miei capelli. Lo srotola, facendo cadere i miei capelli biondi sul bancone. Usa l’asciugamano per asciugarsi il viso. Si ferma e mi guarda da sopra. I capelli sul bancone, il sudore sul mio corpo, la fica che cola.
Appoggia la testa sulla mia pancia, "Oops … è caduto il burro… "
Faccio fatica a parlare. "Va bene. Me ne occupo tra un minuto. Non muoverti, mi piace che stai lì”. Mi piace che mi abbia presa e usata come un giocattolo.
Ma c’è un gioco che voglio giocare con lei e quasi subito inizio a dimenarmi. "Tocca a me." Ho detto.
"Tocca a te? Si, penso che sia appena arrivato il tuo turno."
"Bene, tocca a me! Qualunque cosa. Ora fammi alzare." Mi fa uscire da sotto di lei. L'asciugamano su cui ero sdraiata scivola a terra con me.
La spingo in modo che il suo petto prema contro il bancone. La bella veste verde che indossa è ancor legata e drappeggiata lungo il suo corpo. Invece di aprirla, ho sollevato l'orlo sopra il suo sedere e l'ho tirato su finché la cintura non mi ha dato fastidio. C’è abbastanza spazio per poggiarla sopra le spalle. Le dico di tenere l’angolo della veste in modo che non mi ricada giù.
Il suo bellissimo sedere nudo mi sventola davanti come una bandiera, lo mordo e lei strilla.
Scivolo in ginocchio dietro di lei. La mia mano risale la parte interna della gamba, dal ginocchio alla fica. Continuo a strofinarle le labbra, iniziando a far scivolare le dita tra di loro, e lei inizia a emettere quei suoni simili a fusa che mi piacciono tanto. Un suono di delusione le sfugge dalla bocca nel momento in cui le mie dita scivolano fuori dalla sua fica. Ma quel suono si trasforma rapidamente in un altro gemito quando la mia lingua scivola lungo la sua figa fino al suo culo e inizio a spingerla dentro.
Con la mano accarezzo il suo clitoride mentre con la lingua le scopo il culo. Sento che si sta avvicinando all’orgasmo dalla frequenza dei suoi gemiti di piacere.
E’ stupenda e è veramente difficile smettere di leccare quel dolce delizioso, ma voglio fare una cosa prima che venga. Tiro indietro la bocca e le mordo una natica.
"Ah… puta… è una vendetta?" Ma è rimasta ferma, perché la sto scopando con due dita nella fica. E questo è un buon incentivo a non alzarsi.
“si… forse un po’… ma hai fatto cadere il burro e ora dovrei buttarlo… ma a questo punto… usiamolo no? … lo so quanto ti piace se uso lo strapon sul tuo culo… e posso usarlo come lubrificante, ti ricorda niente?”
