Crostate e tortillas

Moniq
2 days ago

Ho fatto una doccia. Un asciugamano intorno ai capelli e uno intorno alla vita. Anche lei è appena uscita dalla doccia.

"Dobbiamo festeggiare la nostra convivenza. Io e te. Non usciamo, stiamo a casa e ci coccoliamo. Parliamo e … altro, ok?” mi dice.

"Scusa Eri… non ci crederai ma … ti ho anticipata". Apro la porta del frigo.

"Ho fatto una crostata. Con la ricetta di mia nonna. " Sorrido e le do un bacio fra i capelli, mentre è chinata a curiosare.

Si alza e mi abbraccia. “E’ come la tarta? Sembra buona”

Stiamo a parlare di dolci ma ogni scusa è buona per stare attaccate. Sento l’odore del suo respiro e un ricciolo di capelli uscito dallo chignon mi solletica il viso. Indossa una specie di vestaglietta leggera, legata in vita. Ha appena fatto una doccia e profuma di bagnoschiuma. Il solco fra i suoi seni attrae i miei occhi come una calamita.

Improvvisamente mi prende per i fianchi e mi mette a sedere sul bancone. E’ forte. Più di quanto sembra a vederla. Fibre muscolari bianche in grande quantità. Infatti odia correre, mentre a me piace. Ma in palestra solleva pesi che io mi sogno.

“Ehi, ho appena ripulito! “ a momenti fa cadere un barattolo di farina, spingendomi dentro il bancone. Mi mette le mani sulle ginocchia e mi bacia sul naso.

Le avvolgo le gambe intorno al culo e la tiro verso di me. Con la mano la prendo dietro la nuca e le rispondo con un bacio profondo, con la lingua. Mentre con una mano mi insinuo nella sua veste e le stringo una natica.

“Che stai facendo? “ mi fa, “abbiamo appena pulito! “

Mi parla imitando il mio accento italiano, mi prende per il culo.

“quello è rimasto fuori…” dice, indicando il panetto di burro.

"Lo sai che è un buon lubrificante, no? ” le dico… parlandole nell’orecchio, e con la lingua le solletico il lobo.

"oh oh hai intenzione di usarlo su di te? "

Volevo rispondere in modo tagliente, ma mi sta baciando sul collo e la sua lingua disegna arabeschi sulla mia carotide. Le piace sentire il sangue che batte. Capisco i vampiri, mi ha detto una volta. Glielo lascio fare. Mi piace questo gesto di offrirle la gola. E’ un gesto forte, di resa, di abbandono.

Baci, lingua e piccoli morsi mi provocano brividi che mi attraversano il collo e la schiena. Sono in estasi e la lascio fare.

Mi sfugge un gemito di delusione quando smette. Apro gli occhi e vedo che in mano ha il burro. Ho provato a prenderlo ma lei lo allontana.

“Dai, mi serve…” dico “non è roba … da culo!

Sorride e mi bacia ancora : “ah non lo so...magari ne avanza anche per la cucina…” Mi mette una mano dietro la schiena e mi attira per un altro bacio.

Non so come ha fatto ma mi pianta un pezzo di burro staccato con le dita sul naso...

"ma no dai… perché! " Mi sono tolta il burro dal naso e gliel’ho spalmato sul braccio.

“adesso dobbiamo fare di nuovo la doccia?” dico.

“beh se dobbiamo farla… allora tanto vale…” dice sorridendo. E mi spinge con la mano contro il petto a sdraiarmi indietro, fino a che non sono sdraiata sul piano di lavoro con l’asciugamano che mi protegge dal freddo della pietra.

La mano si muove a giocare con uno dei miei capezzoli e sento un brivido lungo tutto il corpo. Prende anche l’altro, lo stringe, lo torce… e mi sfugge un gemito, di dolore, di piacere, di attesa.

Provo a rialzarmi, ma mi tiene giù con la mano sul petto. Mi piace sentire la sua forza. Mi piace sentire il suo dominio. Mi blocca con la mano.

Con l’altra mano mi solleva la coscia e la mette sulla sua spalla. Mi morde appena sopra la parte interna della coscia e da lì, con piccoli morsi cammina verso il mio centro.

Cerco di allontanarmi, emettendo mugolii di piccola protesta e frustrazione perché mi sta prendendo con la forza. E’ un gioco. Ma mi piace. E piace a lei sentire che mi arrendo.

Ma chi ci crede… in realtà faccio finta di scappare ma con la gamba libera l’aggancio e la tiro verso di me.

Quando le sue labbra toccano le mie, mi sciolgo. Solo il respiro caldo sul mio inguine e la sua lingua è un piacere meraviglioso.

Fa su e giù, dal basso verso l’alto, forte, con tutta la lingua, lappandomi, mi viene in mente, come un cane che sta pulendo una ciotola gustosa. La fa entrare e uscire, poi percorre le labbra… ma senza raggiungere il punto che freme per avere il suo contatto. Senza darmi soddisfazione.

"Mi prendi in giro," le dico..e e le parole mi escono a malapena, fra un respiro e l’altro… “sei cattiva!”

"Cosa? Per questo?" Chiede, dando un rapido colpetto al mio clitoride prima di riportare la sua attenzione provocatoria sulle mie pieghe sensibili e sulla parte bassa della fica.

"Ne vuoi ancora?" Mi chiede fra una leccata e l’altra.

"Sì, grazie!" Mi esce una voce pigolante.

"Basta chiedere." Lo dice ma non cambia nulla di quello che sta facendo. “Per favore”.

"Oh dai, zoccola, puttana, PER FAVORE mi lecchi il clitoride?" Mi ha portata al limite dell’orgasmo e mi tiene appesa.

"Come desideri." Quella lingua meravigliosa che ha vagato ovunque nella mia fica sposta l’attenzione sul mio clitoride e è arrivata come un’onda che cresce e pulsa e pervade tutto il mio corpo prima di schiantarsi su di me. Beatitudine. Brividi. Le gambe tremano. Ma stringono il suo viso contro la mia fica. Continua a cercare di leccarmi, ma avere la faccia completamente schiacciata contro le mie parti rende tutto più difficile. Dover muovere la testa per poter continuare a respirare non aiuta. Nemmeno la risata divertita che le viene fuori aiuta.

Eri si fa strada nel mio corpo baciando. In qualche modo l'asciugamano era ancora intorno ai miei capelli. Lo srotola, facendo cadere i miei capelli biondi sul bancone. Usa l’asciugamano per asciugarsi il viso. Si ferma e mi guarda da sopra. I capelli sul bancone, il sudore sul mio corpo, la fica che cola.

Appoggia la testa sulla mia pancia, "Oops … è caduto il burro… "

Faccio fatica a parlare. "Va bene. Me ne occupo tra un minuto. Non muoverti, mi piace che stai lì”. Mi piace che mi abbia presa e usata come un giocattolo.

Ma c’è un gioco che voglio giocare con lei e quasi subito inizio a dimenarmi. "Tocca a me." Ho detto.

"Tocca a te? Si, penso che sia appena arrivato il tuo turno."

"Bene, tocca a me! Qualunque cosa. Ora fammi alzare." Mi fa uscire da sotto di lei. L'asciugamano su cui ero sdraiata scivola a terra con me.

La spingo in modo che il suo petto prema contro il bancone. La bella veste verde che indossa è ancor legata e drappeggiata lungo il suo corpo. Invece di aprirla, ho sollevato l'orlo sopra il suo sedere e l'ho tirato su finché la cintura non mi ha dato fastidio. C’è abbastanza spazio per poggiarla sopra le spalle. Le dico di tenere l’angolo della veste in modo che non mi ricada giù.

Il suo bellissimo sedere nudo mi sventola davanti come una bandiera, lo mordo e lei strilla.

Scivolo in ginocchio dietro di lei. La mia mano risale la parte interna della gamba, dal ginocchio alla fica. Continuo a strofinarle le labbra, iniziando a far scivolare le dita tra di loro, e lei inizia a emettere quei suoni simili a fusa che mi piacciono tanto. Un suono di delusione le sfugge dalla bocca nel momento in cui le mie dita scivolano fuori dalla sua fica. Ma quel suono si trasforma rapidamente in un altro gemito quando la mia lingua scivola lungo la sua figa fino al suo culo e inizio a spingerla dentro.

Con la mano accarezzo il suo clitoride mentre con la lingua le scopo il culo. Sento che si sta avvicinando all’orgasmo dalla frequenza dei suoi gemiti di piacere.

E’ stupenda e è veramente difficile smettere di leccare quel dolce delizioso, ma voglio fare una cosa prima che venga. Tiro indietro la bocca e le mordo una natica.

"Ah… puta… è una vendetta?" Ma è rimasta ferma, perché la sto scopando con due dita nella fica. E questo è un buon incentivo a non alzarsi.

“si… forse un po’… ma hai fatto cadere il burro e ora dovrei buttarlo… ma a questo punto… usiamolo no? … lo so quanto ti piace se uso lo strapon sul tuo culo… e posso usarlo come lubrificante, ti ricorda niente?”

Si volta con un sorriso storto “si dai facciamolo…”

Prendo un bel po’ di burro con le dita, morbido nella temperatura calda di casa, e lo metto sulla parte superiore delle natiche, proprio dove si dividono e poi inizio a strofinare il suo ano, tutto intorno, prima di inserire l’indice.

Ci lavoro su e giù, dentro e fuori, nocca dopo nocca. Sono impaziente ma voglio fare le cose bene. Quando sento che inizia a ammorbidirsi l’aiuto iniziando a carezzare il clitoride.

“sei pronta per il dito numero due?” chiedo.

Lei annuisce e geme in segno di assenso. Nel frattempo il burro si scioglie e cola lungo la fessura fra le natiche, è perfetto. Infilo il medio.

La mano sinistra continua a giocare con il suo clitoride. L’indice raggiunge il medio. Le due dita scivolano dentro facilmente, ma vado molto piano e sto attenta alle unghie.

"Come stai? Fammi sapere se diventa troppo." Dico.

Mi risponde spavalda: "Questo non è grande nemmeno quanto il tuo strapon" “Sto benissimo… se mi fa male te lo dico…” Ansima.

Si rilassa ancora di più e sento l’ano ammorbidirsi mentre uso le due dita per scoparle lentamente il culo. Ha la guancia premuta contro il tavolo, gli occhi chiusi e la bocca semiaperta. E’ bellissima.

I suoi gemiti sono rilassati e contenti, non vuole affrettare un orgasmo. Nemmeno io. Sta vivendo completamente nel momento.

"Aggiungi," dice "il prossimo."

"Va bene, numero tre?" Ho chiesto.

"si si."

Non devo fare praticamente nulla per lubrificare l'anulare. Il burro era scivolato e scopandola con le dita lo avevo diffuso ovunque.

Spingo il triangolo formato dalle tre dite e il suo culo si apre per accoglierlo.

Indice, medio e anulare insieme hanno all'incirca le dimensioni del dildo più grande che ho usato con lei.

La scopo lentamente, godendomi i suoi gemiti. Apro leggermente le dita e spingo fino in fondo. Ho il pollice rivolto verso l’alto e il mignolo che va a strofinarsi contro le labbra della sua fica, mentre l’altra mano le accarezza il clitoride.

"Non fermarti. E’ bellissimo" Dice. E continua a spingere verso la mia mano. Non le sto scopando il culo. È lei che scopa le mie dita.

La mia mano sinistra cerco di seguire i suoi movimenti e di continuare a strofinarle il clitoride. Si dondola avanti e indietro così velocemente che a quel punto la cosa migliore che posso fare è tenere la mano ferma in modo che possa strofinarsi contro di essa.

"Non farò nulla finché non me lo dici tu." Le dico.

Ma è una bugia. Con le mani occupate, colgo l’occasione per baciarle e mordicchiarle le natiche. Ho la faccia unta e lubrificata come il suo culo.

Continua a scoparsi sempre più velocemente. Io faccio forza e le dita ogni volta entrano fino in fondo. Grugnisce di piacere. Penso che stia per venire da un momento all’altro.

"Aggiungi il prossimo." Mi dice. Rallentando il ritmo della scopata.

Speravo lo dicesse. Volevo farlo. Ma le chiedo: "Sei sicura?"

"Si. Voglio vedere fin dove posso arrivare. Non smettere di strofinare con quell'altra mano."

E’ concentrata, la fronte premuta contro il bancone, la schiena curva.. spinge il culo verso la mia mano.

Ho infilato il mignolo insieme alle altre dita… già perfettamente lubrificato.

Un pochino alla volta, le infilo tutte e quattro le dita nel culo. Qui non c'è fretta. Un po' dentro, un po' fuori. Spingere fino a quando non c'è resistenza e poi indietro.

Emette suoni che non le ho mai sentito emettere prima. Stringe il bancone così forte che le nocche diventano bianche.

La mia mano libera era torna a strofinarle il clitoride, ma non provo a metterle un dito nella figa. Mi chiedo se c’è abbastanza spazio con la maggior parte della mia mano che le entra nel culo.

Le trema, per il dolore o per il desiderio di venire, non lo so. Forse entrambi? Qualunque cosa fosse, respira profondamente e balbetta e boccheggia come un pesce fuori dall’acqua.

Alla fine, la quattro dita entrano tutte dentro di lei. Solo il pollice impedisce di andare più a fondo. E quando sente che il pollice preme lungo la scanalatura fra le natiche, inizia a scoparmi la mano come aveva fatto prima,

“Sto. Venendo. Godo. Cazzo. Cazzo.” Tra ogni parola c’era un respiro. “Fermati.” E poi inizia a tremare. Ha smesso di scoparmi la mano, le mie dita sono conficcate fino al pollice nel suo culo. Si accascia e la sorreggo con la mano nel culo. Mentre trema dei suoi orgasmi, emettendo suoni gutturali, animaleschi… estremamente eccitanti ma che, penso, da questa stanza non insonorizzata i vicini sentiranno sicuramente.

C’è un bagliore selvaggio nei suoi occhi adesso. “metti tutta la mano” mi dice.

Ho fatto una specie di cuneo con le mie cinque dita e l'ho premuto contro di lei. Nonostante stringessi la mano il più possibile sembrava veramente enorme e impossibile.

"Oh. Mio. Dio." Andavo un po' alla volta. Millimetro dentro, millimetro fuori. Non aggiungo pressione, lei controlla completamente la situazione. Preme indietro e avanti come quando si è scopata contro la mano. Ogni volta che si spinge indietro fa un respiro profondo e i muscoli dello sfintere mi stringevano tutte le dita. La mano è arrivata alla seconda nocca.

"Sei a un centimetro di distanza." Le dico.

"Non è niente." Mi guarda. I suoi occhi sono spalancati come non li ho mai visti. "Sono così vicina!"

"Per venire di nuovo?" chiedo.

"Anche quello." E spinge ancora.

Posso sentirla tremare di nuovo. E continuare a premere. E’ ipnotico vedere un po' più della mia mano scomparire in lei ogni volta che si spinge indietro.

"Ci sei. Sei alle ultime nocche!" Ho provato a fare la mano ancora più piccola.

E poi tutta la mano è dentro di lei. Sento le sue gambe tremare così tanto che ho paura che stia per crollare, abbattendoci entrambe.

"Oddio. È davvero strano. Continua a strofinarmi, ma non muovere quell'altra mano!" Non so come faccia ad essere coerente. "Perché non l'abbiamo fatto con uno specchio dietro di noi? Voglio vedermi!!"

A quel punto, con un di gola profondo inizia a venire di nuovo. Tutto il suo corpo si irrigidisce e sento che stringe fortissimo il mio polso. Smetto di strofinarla con la mano sinistra e cerco solo di tenerla in piedi.

"No no odddio, non smettere di strofinarmi il clitoride!" E comincia di nuovo a scoparsi.

È incredibile vedere la mia mano dentro di lei in questo modo. Un conto è guardare un dildo scivolare dentro e fuori dal suo culo, ma ora mi stava scopando un braccio. Sento il suo calore con tutta la mano. Sono dentro di lei.

Le dita dell'altra mia mano continuano a strofinarle il clitoride e lei continua a spingere indietro di più.

E’ completamente persa in quel momento. Non sembra che sia consapevole di nulla al di fuori del suo corpo. Sento che ricomincia a irrigidirsi. Il suo culo si stringe attorno al mio braccio. E ancora una volta vedo tutti i muscoli del suo corpo tremare.

"Oddio. È davvero tanto. Cazzo. Non posso credere che tu abbia la mano dentro di me!" Sul bancone c’è una pozza di bava. Ansima. Gli occhi vitrei.

"Siamo arrivati fino a metà del mio avambraccio, tesoro. Penso di essere appena diventata il tuo dildo più grande di sempre." Mi sporsi in avanti e le baciai la parte bassa della schiena. "Come stai?"

"E incredibile." Mi sorride "Pensi di riuscire a tirarlo fuori? “

"Non lo so, potrei rimanere così e portarti in giro per la città"

Lei inizia a ridere e sento che si rilassa.

"Vuoi che continui a strofinarti il clitoride?" chiedo.

"No non gliela posso fare… stai solo attenta e fai piano" C’è un po’ di paura nei suoi occhi.

Ma con maggiore facilità di quanto fosse entrata, la mia mano scivola fuori da lei con uno “shloop”. Posso vedere il suo ano aperto pulsare e iniziare a chiudersi.

Crolla in ginocchio. "È stato fantastico! Incredibile… uauu”

Mi chino verso di lei. Vado a ripulirmi. Un momento e torno.

“Si. Ti raggiungo. Tocca fare un’altra doccia. Sono unta come una tortilla.”

Crostata e tortillas… un bel modo per festeggiare.