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Capitolo 1: Pompino al cliente dell'hotel
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Racconto11 min di lettura

Capitolo 1: Pompino al cliente dell'hotel

Prefazione Sono una donna “matura”, amo definirmi una MILF molto amante del sesso. Non mi basta farlo solo in maniera tradizionale col mio compagno, ma amo l’estremo, la trasgressione, godo nel tradire il mio lui, mi eccita da morire, mi fa godere di più. Ed il fatto che attragga uomini di ogni età,...

Raf 1990
3 anni fa · 2.2k letture · 0

Mentre un vortice di pensieri osceni mi riempiva la mente, quasi avesse letto il mio pensiero, il gran porco mise il cartello "non disturbare" e chiuse la porta con la chiave magnetica, poi senza ritegno, lasciò cadere l'accappatoio, rimanendo completamente nudo di fronte a me. Fu in quel momento che capii che ero completamente sottomessa a lui, che desideravo soddisfare il suo lurido piacere e di non potere, ma soprattutto, non volere tornare indietro. Non potevo negarlo a me stessa. Avevo voglia del suo cazzo, volevo la sua sborra, volevo ingoiarla golosamente, mi sentii troia e porca al pensiero di fargli un pompino con ingoio profondo, ritrovandomi con la fica incredibilmente bagnata.

Mi si avvicinò, mi tolse la canottiera ed il reggiseno scoprendo le tette, una terza abbondante ed ancora sode. Si piegò a leccarle, a mordicchiare e succhiare i capezzoli duri ed a palparle in maniera oscena ed indecorosa. Lo sentivo ansimare, eccitato.

Una parte di me tendeva ancora a ribellarsi, provavo vergogna con me stessa, continuavo a pensare al tradimento, al mio compagno, all'oscenità della situazione, sentendomi tremendamente in colpa, ma non avevo più la forza di scappare via, anzi godevo, stavo godendo come una troia, con gli occhi chiusi, mi godevo quel trattamento incredibilmente eccitante, in attesa impaziente di beccarmi finalmente il suo cazzo in bocca. Ero fortemente intenzionata a sparargli un pompino incredibile, volevo mangiarmi quel cazzo letteralmente e ingoiare lo sperma che ne sarebbe fuoriuscito.

Pian piano, il cliente mi denudò completamente, tirandomi via pantaloni e brasiliana. Rimanemmo così ambedue nudi e subito ricominciò a leccarmi tutto il corpo, ficcando due dita in fica e cominciando a sditalinarmi senza ritegno, in maniera violenta e veloce. Con la testa riversa all'indietro, mi mordicchiavo le labbra e mugolavo di piacere accarezzandogli la testa, mentre lui scendeva a leccarmi prima l'ombelico, per poi giungere all'interno delle cosce, fino ad arrivare alla mia fica. Allargandomi le cosce, leccava le labbra, mordicchiava il clitoride, lo succhiava, ficcava la lingua dentro alternandola alle dita, poi risalì e ci baciammo in un intreccio di lingue e saliva incredibile.

Ci mordicchiammo labbra e lingue per un pò, pomiciando con lussuria, poi mi chiese, senza tanti giri di parole, di fargli un pompino!

Senza una parola, non desiderando altro, adagiai un cuscino per terra, mi ci inginocchiai davanti e lui prese a strusciarmi la cappella sul viso, imbrattandolo di filamentoso liquido seminale. Mi arrivò pungente l'odore della sua cappella turgida e dura e, persa completamente la testa, iniziai a leccare i coglioni, l'asta e la grossa cappella con voluttà e passione.

Dallo specchio dell'armadio, vedevo l'incredibile scena: completamente nudi, inginocchiata davanti al cliente mentre, mugolante, gli facevo un pompino con passione incredibile, le mie mani appoggiate alle sue cosce ed il cazzo ben piantato in bocca, con la sua mano dietro la mia nuca a dettarmi il ritmo della pompa. Lui, da gran porco qual era, mi prese la testa all'altezza delle tempie con ambedue le mani e cominciò a pomparmi velocemente in bocca, ficcando il cazzo fino in gola e portandomi a sbavare copiosamente, con rivoli di saliva che mi fuoriuscivano dalla bocca, colandomi sulle tette e poi sui suoi coglioni duri, senza respiro, ma mi piaceva, a parte una forte sensazione di conati, cavolo se mi piaceva.

Eccitata all'inverosimile e pronta a tutto, mugolavo sonoramente mentre, oramai in visibilio, succhiavo e pompavo con gli occhi chiusi ed in maniera indecorosa, il bel cazzo del cliente. Mi doleva la mandibola talmente era grande la foga con cui mi stavo lavorando il grosso cazzo che, nel tentativo di contenere tutto in bocca, mi deformava le guance. Mi dedicavo in particolare alla cappella, passandoci sopra la lingua, stringendola tra le labbra, ciucciandola e ritrovandomi a pensare che amavo quel cappellone umido, duro e grosso, idolo di piacere intenso. Lo veneravo, volevo letteralmente ingoiarlo.

Continuavo a pompare quel cazzo duro guardando dritto negli occhi il cliente, accarezzandogli i grossi coglioni, con sguardo da gran porca e come a sfidarlo, quasi a volergli dire:

"Porco, non era questo che volevi? Tua moglie te li fa così bene i pompini? Guarda come la cameriera te lo succhia, come ti ciuccia la cappella, ti sta piacendo vero, ti faccio impazzire con la mia bocca e la mia lingua vero"?

Lui, come in risposta al mio pompare, godeva tantissimo e mentre mi guardava mugolava, col cazzo che sembrava volesse scoppiare tanto era duro, dicendomi che ero bravissima a succhiarlo e dandomi della troia, pompinara, succhiacazzi. Una pompa fantastica che sarà durata circa 10 minuti; quando capivo che stava per venire, rallentavo, stringevo la testa del cazzo tra due dita, per poi riprendere a pompare, fino a che mi disse che non resisteva più e di volermi venire in bocca.

E così, tirato fuori il grosso cazzo dalla mia bocca, iniziò una sega velocissima a pochi millimetri dalla mia faccia mentre io, fissandolo negli occhi a bocca spalancata pronta ad accogliere il latte di cazzo, attendevo avidamente la sua sborra, accarezzandogli i coglioni, come a volerli mungere. Vedevo la cappella che entrava ed usciva dal prepuzio, ne avvertivo l’odore a bocca spalancata e con la lingua pronta ad accogliere quella enorme ed infinita esplosione di sborra che, improvvisa, mi inondò con fiotti abbondanti, densi, dal colore biancastro che mi colpirono il palato e si adagiarono sulla lingua. Una quantità incredibile di sperma caldo si era accumulato sulla mia lingua, a formare degli archi di poltiglia densa e perlacea. Lo assaporai avvertendo un sapore acidulo e l’odore tipico di mandorle della sborra calda appena uscita dai coglioni, poi sempre guardandolo negli occhi, eccitatissima, ingoiai tutto in un sol colpo, giù dritto nello stomaco.

Soddisfatta e sazia, mentre lui, sudatissimo ansimava ancora, continuai a leccare la cappella ripulendola degli ultimi residui di sborra, guardandolo sempre dritto negli occhi, fino a che il cazzo del cliente rimase pulito e cominciò ad afflosciarsi. Avevo ingoiato tanta sborra calda.

Lui avrebbe anche voluto chiavarmi e farmi il culo, ma, stizzita per avermi fatta cadere in tentazione, gli risposi che per ora bastava così, che non me la sentivo di tradire il mio compagno - come se l'incredibile pompino appena fatto, non fosse già un grande tradimento.

Corsi in bagno, mi sciacquai il viso e la bocca ancora impastati di sperma, mi rivestii e scappai via senza neanche salutarlo; in quel momento lo odiavo, perché lo reputavo la causa dell’osceno pompino appena fatto che mi faceva sentire tremendamente in colpa; lui mi aveva fatta eccitare e fatto tradire il mio lui, il mio compagno. Però, nello stesso tempo, nel mio animo, covava una sorda soddisfazione per la grandissima porcata che avevo appena fatto, e che, sensi di colpa a parte, mi era piaciuta tanto, tantissimo…

Fu la prima volta che avevo tradito il mio compagno, e quell’esperienza mi era rimasta scolpita in mente, e da allora l'ho tradito e lo tradisco sistematicamente, appena un maschio mi piace, me lo faccio senza pensarci sopra troppo.

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Raf 1990

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