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Capitolo 1: Pompino al cliente dell'hotel
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Racconto11 min di lettura

Capitolo 1: Pompino al cliente dell'hotel

Prefazione Sono una donna “matura”, amo definirmi una MILF molto amante del sesso. Non mi basta farlo solo in maniera tradizionale col mio compagno, ma amo l’estremo, la trasgressione, godo nel tradire il mio lui, mi eccita da morire, mi fa godere di più. Ed il fatto che attragga uomini di ogni età,...

Raf 1990
3 anni fa · 2.2k letture · 0

Prefazione

Sono una donna “matura”, amo definirmi una MILF molto amante del sesso. Non mi basta farlo solo in maniera tradizionale col mio compagno, ma amo l’estremo, la trasgressione, godo nel tradire il mio lui, mi eccita da morire, mi fa godere di più. Ed il fatto che attragga uomini di ogni età, mi lusinga e mi rende estremamente disponibile a fare porcate con i maschi delle più disparate età; ho fatto e faccio sesso con giovani di 20 anni (quindi di molto più giovani di me), di 60/75 anni ed ovviamente con i miei coetanei, anche con maschi neri che mi eccitano da morire. Inoltre devo confessare che ho una vera e propria mania, una passione per il sesso orale incredibile, amo fare i pompini con ingoio profondo, totale. Infatti, a mio avviso, un rapporto non è totale, non è soddisfacente, se non c’è l’orale. Amo farmi leccare le parti intime e starei sempre con un bel cazzo in bocca, ingoierei litri di sperma in qualsiasi momento e da qualsiasi fontana. Insomma, come si sarà capito, amo da morire il cazzo, soprattutto in bocca!

Ho iniziato prestissimo a fare sesso; all’età di 16 anni già mi davo da fare, sparavo tante seghe e numerosi pompini, mi piaceva farmi leccare dai maschi dappertutto. Il mio primo pompino, per la verità da inesperta, lo feci a 13 anni ad un mio lontano cugino di 20 anni; andammo in visita per qualche giorno dai miei zii in campagna e, un pomeriggio in cui rimanemmo soli, nella sua cameretta, ci mettemmo nudi, in ginocchio davanti a lui, succhiai il mio primo cazzo in assoluto, ma ricordo che non ingoiai la sua sborra, la sputai dopo averla raccolta in bocca; mi piacque molto il suo sapore. Iniziai giovanissima pure a dare il culo che mi venne rotto da un bidello del mio liceo quando avevo poco più di 16 anni. Avevo paura di rimanere incinta, per cui lo prendevo solo li; come si dice, “cazzo in culo non fa figli”. La verginità, infatti, strano a credersi, l’ho persa alla maggiore età. Infatti la fica mi fu profanata, per la prima volta, a 18 anni appena compiuti, da un anziano meccanico di 74 anni. E già, una mia caratteristica è proprio il fatto che, da giovane, amavo tanto i maturi, gli uomini anziani che mi facevano godere di più in confronto ai miei coetanei. Forse il pensiero di farlo con un “vecchio”, o la loro maggiore esperienza, mi facevano preferire i maschi più attempati, mi eccitavano molto. Comunque, e posso affermarlo con certezza e senza vergogna, sono non solo estremamente viziosa e porca, ma una vera e propria troia.

Voglio condividere e raccontare le mie avventure più viziose, incredibili, indecorose ed eccitanti, tra le tantissime vissute finora.

Capitolo 1: Pompino al cliente dell’hotel.

Lavoro come cameriera ai piani in un albergo, 54 anni da poco compiuti, mora mediterranea, un fisico di tutto rispetto, con un compagno che amavo e che mi amava. Era piena estate e, nel primo pomeriggio, ero intenta a pulire una camera. La stanza era vuota ed io ero impegnata nel mio lavoro, quando entrò il cliente in tenuta da spiaggia, un uomo oltre la sessantina, grassoccio, pancia prominente, semi calvo, molto peloso e, per la verità, piuttosto insignificante e brutto.

Gli dissi che di li a poco avrei tolto il disturbo e lui rispose educatamente di non preoccuparmi, di fare con calma e che nel frattempo lui avrebbe fatto una doccia. Dopo circa un quarto d'ora, tornò in accappatoio ed io gli dissi di aver terminato e gli augurai il buon pomeriggio.

Con mia grossa sorpresa, mi invitò garbatamente a riprendere fiato ed a fare quattro chiacchiere, perché sarebbe rimasto solo sino al giorno seguente, visto che la moglie era dovuta rientrare per motivi di lavoro. Infastidita da questo suo atteggiamento alquanto sospetto, piuttosto stanca e non vedendo l'ora di smontare e tornare a casa, accettai seccata, sedendomi su una poltroncina, accarezzandomi i lunghi capelli neri come ero solita fare ed un pò in imbarazzo non sapendo in realtà cosa dire, perché era praticamente uno sconosciuto visto solo qualche volta, di sfuggita, nell'hotel.

Lui si sedette di fronte a me e non potei non notare, attraverso l'accappatoio semi aperto, la pancia prominente ed il suo "attrezzo" in posizione "18 e trenta". Fui colta da una sorta di divertita curiosità, mi veniva da ridere, oltre che sentirmi piuttosto imbarazzata e fuori luogo.

Mi stavo annoiando, poi però, mentre parlavamo del più e del meno, capii che lo stavo eccitando. Infatti ora il suo cazzo non era più in posizione di riposo, ma alle ore 12!

Maliziosamente, mi ritrovai a pensare che fosse ben dotato, con un bel cazzo noduloso e scuro, quasi fosse un uomo di colore. Il cliente notò queste mie occhiatine maliziose e cominciò a parlarmi del suo rapporto con la moglie, dicendomi che non era affatto appagato dalla sua vita sessuale e che aveva tanta voglia di fare sesso in maniera extra coniugale. Cominciò sempre più a stuzzicarmi passando alle lusinghe, dicendo che mi aveva notato da subito, dal suo arrivo in albergo, che mi trovava molto carina e sexy e chiedendomi se avessi mai tradito, se avessi mai pensato di farlo, visto che, con il mio lavoro, di certo non mancavano le occasioni, fino ad arrivare a chiedermi, senza alcun pudore, se mi piacesse e se praticassi il sesso orale. A questo punto mi alzai e, con aria offesa ed infastidita, dissi che era meglio se andassi via.

Si scusò in maniera galante per avermi messa in imbarazzo ed essere stato troppo intraprendente e mi esortò a calmarmi e di rimanere ancora un pò, cosa che io feci piuttosto volentieri perché, inutile negarlo, la cosa cominciava ad eccitarmi non poco, oltre al fatto che mi intrigava un casino la situazione trasgressiva e decisamente erotica che si stava creando.

Non so cosa mi stesse accadendo, ma mi sentivo fortemente attratta, non tanto da quell'uomo insignificante, ma dalla situazione che mi portava a sentirmi una grande porca e poi, il pensiero di tradire il mio amato compagno, la trasgressione, fecero il resto e così, sentendomi sempre più eccitata, gli dissi di avere caldo e che intendevo mettermi un pò più a mio agio togliendomi il camice della divisa. Lui, capita l'antifona, felice e consapevole di poter raggiungere il suo laido scopo, mi disse che non c'erano problemi. Così rimasi in pantaloni attillati e canottiera scollata, con le mani incrociate in grembo.

Anche se mi sentivo piuttosto imbarazzata e con l'impulso razionale di uscire immediatamente da quella sordida situazione, mi stavo eccitando sempre più, ed infatti iniziavo a bagnarmi. Lui, visibilmente attratto dalle mie forme, ora ben visibili, si toccava il cazzo con sempre maggior insistenza, fino a scappellarlo completamente. Rimasi letteralmente rapita dalla visione della sua cappella grossa, violacea, dura, non riuscendo a distogliere lo sguardo dal suo cazzo e ormai convinta ad andare fino in fondo e divertirmi un pò.

Sentendomi una gran troia già per il fatto di aver lasciato che la situazione arrivasse a quel punto di non ritorno, mi ritrovai a desiderare fortemente di toccare e, addirittura, prendere in bocca il cazzo del cliente, in una situazione squallida ma eccitante, in una camera d'albergo dove ero impiegata, consapevole di star tradendo il mio compagno, e mi resi conto di aver perso completamente il controllo di me stessa, e che sarebbe bastato il suo più piccolo approccio, e sarei capitolata senza indugi.

Prima di andare avanti…

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