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Schizzi sulla madre
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Racconto10 min di lettura

Schizzi sulla madre

La madre ancora muoveva, ora lievemente, il seno attorno al pene del figlio, affinché le ultime gocce di orgasmo ne potessero venir fuori.

sesso italiano
1 anno fa · 2.9k letture · 2

L’estate era giunta anche sulla costa della fresca Normandia, ed in luglio i turisti provenienti da Parigi, da Rouen ma anche da fuori la Francia per ammirare le bellezze costiere di quella terra: specialmente le sue scogliere di gesso Turoniano, come le falesie della Porte d’Aval, di Amont e quelle di Manneporte, riempivano le lunghe spiagge e gli hotel, appartamenti e b&b della zona. I semplici negozietti di Etretat erano visitati sovente dai turisti, ed i prodotti tipici normanni andavano a ruba come non mai. Uno dei diversi negozio di prodotti locali era quello di Elodie, che vendeva degli ottimi calvados, situato sulla rue Alphonse Karr, era praticamente ciò che in gergo si può definire come “casa e bottega”. Al piano superiore del negozietto, accessibile da una rampa di scale di legno, a chioccia, la casa dove la donna abitava con il marito, Guy, di 59 anni ed i figli René ed Alexandre, chiamato da tutti Alex, rispettivamente di 22 e 24 anni. Elodie, donna di 51 anni, aveva ereditato il negozio dal padre Jacques, nativo di Etrat, che acquistò nel 1954 e dove lavorò tutta la vita con la moglie, Anna, inglese. Ad Elodie non pesava molto il suo lavoro, giacché era aiutata specialmente dal figlio maggiore ed ogni tanto anche da René, anche se lo stesso amava maggiormente bighellonare con gli amici in giro per la cittadina che stare ad aiutare la mamma. Sua madre era una donna ancora molto piacente: 1:67, castana, formosa ma non grassa, ed una 6° di seno che erano l’ammirazione dei ristoratori di quella via, ed anche di qualche turista di passaggio. Al marito non sembrava importare più di tanto di questi sguardi, preso com’era dal suo negozio di modellismo che aveva alla periferia di Le Havre. Il suo lavoro, nonché passione, spesso lo teneva fuori casa anche la domenica, specialmente quando andava in giro per la Francia a tenere il suo banco nelle fiere.

Comunque l’estate era giunta, così come il primo giorno di mare della famiglia. Alle 11:00 del mattino di quella domenica, Elodie assieme ai suoi due figli si recarono alla spiaggia verso l’arco Porte d’Aval, dove erano soliti andare per non stare troppo a contatto con i turisti che spesso facevano baccano. Guy non era potuto andare con loro poiché aveva, anche quel giorno, dei clienti che dovevano recarsi nel suo negozio per acquisti.

Fra i due ragazzi Alexandre, come sua mamma, era un tipo calmo; difatti quando era in negozio con la madre aiutava, metteva la roba al posto, poi si metteva a leggere un libro ed accoglieva i clienti. Al contrario di René che amava scherzare e non stare mai fermo. Giunti che furono, sdraiarono gli asciugamani accanto ad una piccola insenatura vicino le rocce, sedendosi dopo aver messo borse ed occorrente al loro posto.

Alexandre non poteva non notare, come notava già da anni, l’enorme seno morbido di sua mamma non appena la stessa si tolse i vestiti per rimanere in costume, un due pezzi. E’ vero, era sua mamma, ma una madre con delle forme generose che in paese non aveva eguali, e lui lo sapeva. Sovente aveva sentiti i commenti degli amici del fratello, e di come anche lo stesso ci scherzasse su con i compagni, senza andare ovviamente mai oltre le ironiche frasi.

“mamma io vado a farmi una passeggiata, così chiamo anche Marie”

disse René appena poggiato l’asciugamano, svestito, tolte le scarpe e messe le ciabatte da mare

“adesso? Ma siamo appena arrivati René” disse la madre

“per questo, tanto il bagno lo faccio dopo…”“ma stai qua no? Sempre a chiamare Marie, falla respirare…poi ti lamenti che ti mollano tutte” disse Alexandre al fratello

“se stai troppo dietro ad una ragazza e le sei appiccicato da non farla respirare, si stuferà tesoro, dai retta a mamma”

“sì…sì mamma ok ti darò retta, ma ora vado”

disse René ridendo e cominciando a camminare alla sinistra di dove erano posti. Alexandre guardò sua madre e rise

“irrecuperabile !”

“mamma mia !”

Elodie rise guardando suo figlio maggiore

Passarono alcuni minuti, pochi turisti erano passati fino a quel momento ed il sole stava riscaldando quella bella giornata scevra da ogni minacciosa nuvola

“mamma ma scusa…la crema non la metti? Fra poco è Mezzogiorno”“sì tesoro bravo che me lo hai ricordato, se non ci fossi tu…me la spalmi?”

“io mamma?”

“sì tesoro fammi questo favore, così mi rilasso un poco. Tutta la settimana a lavorare…”“va bene mamma…sì ma dopo tu la metti a me”“va bene Alex va bene”

così Alex prese il tubetto dalla borsa della mamma

“ma non è una crema”“no tesoro, ho portato l’olio, è meglio ed è consigliato per la pelle. L’ho preso da Odette luned씓se lo dice Odette. Così poi brillerai tutta” disse ridendo Alex “dai stenditi mamma…”“mettilo prima sulla schiena”“ok ma stenditi no?”

“ma sulla schiena posso anche star seduta, almeno mi massaggi meglio le spalle”“massaggiatore e schiavo insomma”“lo schiavo della mamma; ti ho cresciuto almeno questo me lo devi”

disse ridendo Elodie per poi sorridere maternamente a suo figlio.

Alexandre aprì il tubetto e iniziò a cospargere la parte alta della schiena della mamma di quell’olio profumato e iniziò a massaggiarla

“bravo tesoro…che bello !”

da dietro dove era posizionato, Alexandre non poteva non ammirare il grande seno materno far bella mostra. Le mani del ragazzo massaggiavano braccia e spalle di sua madre, mentre la stessa scostava i capelli portandoseli avanti

“mamma qua il laccetto del costume si macchia, poi non te la prendere con me”

“no no non deve macchiarsi Alex, per carità”“allora ti rimarrà il segno mamma”

“no , slaccialo Alex”“come? Lo slaccio?”

il ragazzo non poteva crederci; serio ed interrogativo si fermò per un attimo

“ma sì slaccialo, tanto non passa nessuno dai, voglio abbronzarmi tutta”“sì ma…”

Elodie rise

“dai su, tanto papà non lo verrà a sapere”“si ma René non starà al telefono ancora per molto mamma…”

“allora muoviti no?”

Alexandre non se lo fece ripetere due volte e, slacciando il bikini superiore della mamma, passò l’olio dove era il laccetto, mentre Elodie si teneva il restante pezzo che le copriva i voluminosi seni. Dalla schiena il ragazzo scese giù e la mamma si drizzò più che poteva…

“bravo tesoro, passa davanti dai, se no mi brucio”“mamma io…davanti”

“dai Alex, la mamma non è cieca: vedo come mi osservi il seno da quando avevi 20 anni”“mamma ma veramente…guarda che ti sbagli”

“sì? Mi sbaglio?”

“ma ovvio, ti spiego…”

“non devi spiegarmi nulla tesoro, e soprattutto non devi scusarti perché so che poi parlando ti scuserai”“mamma io…”“dai su, mi spalmi l’olio?”“sul…ma dici sul…serio…”

Prima di andare avanti…

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