Drogata e sodomizzata

annabelle
13 hours ago

Analizzata

Isolata nel mio buio silenzioso non riesco a rendermi conto di quanto tempo duri quello stato di abbandono e di ascolto delle sensazioni che provengono dalla mia intimità più profonda che non smette di pulsare intorno al ferro che l'ha penetrata e al legno che la tiene divaricata, quando nuovamente la mano sinistra (che riconosco perché quando è appoggiata sul mio sedere il pollice sta sulla mia natica sinistra appunto), scivola e si infila nella fessura e mi tira nuovamente allontanandomi dalla pertica, dopodiché due dita della mano destra afferrano da sopra e da sotto la coda del butt plug nell'incavo delle mie natiche e molto lentamente cominciano ad estrarlo mentre un nuovo fiotto di olio cola sul buchino che si sta dilatando per il passaggio della testa del giocattolo (gemo). Arriva alla dilatazione massima e questa volta non sento più tirare tanto come prima perché il mio sfintere evidentemente si sta adattando e ammorbidendo, lo supera ma viene trattenuto piantato ancora in me che invece lo sparerei fuori e così il mio buco si restringe lentamente fino a richiudersi completamente. Ma poi in un sol colpo viene nuovamente piantato tutto in me (gemo fortissimo mentre lo risucchio tutto dentro): segue una serie di tira e molla, le dita lo estraggono allargandomi completamente il buchino ma poi subito prima di superare il punto di massima mollano il butt plug che il mio sfintere risucchia subito (gemo ogni volta). Poi afferrato viene estratto tutto di colpo e per un attimo il mio sfintere spossato da quell'esercizio rimane spalancato e in quel momento un abbondante fiotto di olio fresco mi inonda il canale rettale così esposto, che subito richiudo e che pulsa da solo ancora per un po'.

Senza darmi un attimo di tregua però la falange di un dito seguita immediatamente da quella di un secondo spingono e senza ormai resistenza da parte mia entrano nuovamente nel mio ano spalancando lo sfintere e affondano completamente entrambe nel retto (gemo) e poi vengono ruotate in senso orario e viceversa alcune volte (gemo) per poi uscire da me soffermandosi un attimo ancora a massaggiare l'intorno del buchino mentre si rilassa e si richiude del tutto. La stimolazione prolungata ha di nuovo reso tutto il mio corpo teso come una corda di violino. Il mio seno gonfio con le aureole sporgenti e i capezzoli turgidi, il clitoride gonfio tra le labbra tese anche loro e quando anche la mano sinistra tra le mie natiche mi molla mi abbandono tornando di colpo contro la pertica su cui sbatto l'ano da cui sento uscire un po' d'olio a causa del contraccolpo, e sotto sulla passera che si apre un poco scivolando verso i lati della parte cilindrica, fin contro la cuffia del mio clitoride su cui mi fermo e che sfrega sulla superficie bagnata d’olio della pertica (ho alcune contrazioni contro quella e il mio gemito è incontrollabile).

Non faccio in tempo a riprendermi che la mano sinistra si infila di nuovo tra il mio culo e la pertica e mi allontana ancora da quella e poi sento sul buchino la pressione di qualcosa di grosso da subito e siccome tra me e la pertica non ci può certo passare un maschio con il suo cazzo in erezione devo immaginare che si tratti di un dildo di gomma però grosso come un grosso cazzo (gemo). La spinta è costante e di nuovo il mio ano cede morbido e si dilata ormai senza troppi problemi anche perché sono esausta, ma sento tirare di nuovo perché evidentemente il diametro del cazzone probabilmente è ancora maggiore di quella del butt plug con il quale sono stata infilata prima, (gemo a ogni millimetro della lenta ma continua penetrazione), finché in un batter d'occhio sento lo sfintere richiudersi appena (gemo e realizzo che forse è stata superata la parte più larga del dildo come succederebbe con la cappella di un cazzo vero). A quel punto la penetrazione prosegue senza intoppi per diversi centimetri che mi fanno nuovamente tendere ed inturgidire ovunque ciò mi sia possibile.

Sento muovere e come sistemare la parte del dildo di gomma che non è già dentro di me e poi di colpo la mano sinistra molla il mio sedere: trasalisco e con un grande sforzo mi tendo tutta ancor di più di quello che non sia già per impedire che il cazzone di gomma mi sfondi di botto; inarcò il corpo, mi tendo sulle gambe e spingendo sulle braccia dopo che il dildo mi è entrato già dentro di alcuni altri (troppo lunghi) centimetri (gemo disperatamente). Il mio sforzo è però vano e non sostenibile per più di qualche secondo, dopo i quali devo desistere abbandonandomi al mio peso il meno velocemente che riesco, ma, anche a causa della massiva lubrificazione sia interna del retto che intorno al mio ano, il cazzone di gomma mi scivola lentamente dentro e mi sembra di cogliere con il mio sfintere ogni protuberanza sulla sua superficie facendomi realizzare trattarsi di uno di quei cazzoni molto realistici con tutte le vene in evidenza, fatti apposta per stimolare meglio durante la penetrazione, con al fondo quella coppia di mezze palle e la ventosa per farla aderire alle varie superfici e che nel mio caso evidentemente adesso è appoggiata alla pertica verso la quale sto miseramente sprofondando.

Millimetro dopo millimetro nel lento ma non troppo arretrare del mio sedere e di tutto il resto di me stessa, percepisco e sento distintamente il mio canale rettale che si dilata per fare spazio al lungo affare che mi sta invadendo, finché arrivo a contatto con le “palle” (come immaginavo) che mi dilatano l’intorno delle natiche, l’ingresso della vulva subito sotto, le grandi labbra e poi, mollata a quel punto ogni mia resistenza affondo senza pietà fino contro il mio clitoride turgido e tumefatto la cui cuffia arretra e sfregando sulle “palle” mi provoca una fitta di piacere che mi percorre tutta, seguita da alcune contrazioni del retto intorno all’organo artificiale che mi ha sfondata fin dove arriva (gemo come una cagna e mi abbandono del tutto cercando ancora di stringere le cosce che mi tremano come foglie).

Dunque forse è questo l’orgasmo anale del quale ho sentito favoleggiare dalle mie amiche più “scafate”. Mi gira la testa, sono confusa e mi sento quasi svenire.

Vibrazioni

Un fremito mi percorre ancora dalla punta dei piedi fino alle dita delle mani, le cosce mi tremolano ancora mentre le chiudo e rilascio come posso, ho il fiato corto ed emetto brevi gemiti, il mio seno è ancora gonfio e teso quando le mani che ci arrivano sopra dal basso prendono a palparmelo di nuovo come non ci fosse un domani; poi si girano entrambe con il dorso verso i capezzoli e li pizzicano tra due dita di ognuna (gemo), strizzandoli e tirandomeli. La destra si stacca dal seno sinistro (è sempre la posizione dei pollici che me le fa identificare nel mio buio silenzioso che mi rende ipersensibile agli stimoli che ricevo dagli altri sensi) e le dita dell’altra rigirate, mi stuzzicano l’aureola lubrificata del destro (gemo) e poi la strizzano facendo sporgere ulteriormente il capezzolo già turgido e duro (gemo). Una improvvisa fitta lancinante che parte proprio da quello invade tutto il seno, poi il torace arrivando al cervello tramite la spina dorsale come una scarica elettrica; qualcosa di metallico e freddo lo stringe atrocemente facendomi emettere un gemito interminabile mentre sollevo e ribalto il capo abbassato fin che posso all’indietro verso la schiena lanciando la treccia come fosse una frusta che mi arriva fino sul culo. È sicuramente una di quelle clips per capezzoli appunto che viene ancora stretta per un po’ serrandosi saldamente tra la base del capezzolo dritto, duro e l’aureola morbida. Respiro corto e ansimo e subito la mano sinistra si sposta sul seno destro, sull’aureola che strizza e questa volta dopo l’attimo di piacere so almeno cosa mi aspetta: e infatti lo stesso dolore quasi indicibile (gemo e stringo le cosce o almeno ci provo come solito e sento il clitoride che continua a sfregare contro le finte palle) e questa volta il capo rimane dritto sul collo ma gemendo lo scuoto come per cercare di allontanare dal mio seno il supplizio che lo attraversa. Anche il mio ano sussulta e si contrae sul dildo che lo possiede spudoratamente. Poi il dolore si trasforma rapidamente in un “piacevole” formicolio che pervade tutto il seno e il petto mantenendomi ulteriormente nello stato di tensione sensuale cui sono sottoposta ormai da troppo: come non bastasse dopo un attimo qualcosa di pesante (dei piccoli pesi immagino) vengono agganciati alle clips provocandomi lo stiramento verso il basso dei capezzoli e del seno che esalta il tutto alla ennesima potenza. Gemo ancora e di nuovo mi abbandono al mio peso accasciando il mio corpo nudo che sprofonda per l’ennesima volta contro la pertica tra le mie natiche con il dildo che spinge ancora di più nelle mie viscere e la natura, le labbra e il clitoride turgido e tumefatto stimolati in modo indicibile.

La mano sinistra si appoggia sulla natica destra e poi sento la destra oliata che dal fianco scivola sotto il mio ventre, lungo l'inguine, passa sul pube rasato e due dita affondano tra le labbra ormai spalancate, passano ognuna a fianco del clitoride in erezione stringendolo e strofinandolo per bene, superano la cuffia (gemo ansimo e "stringo" le cosce), e passando sulla testolina sporgente, scendono ancora più giù ed entrambe aprono ed affondano nella vulva rigirandosi subito verso la parete anteriore a mo' di gancio. Sono tutta bagnata e lubrificata anche li e non solo per l'abbondante uso dell'olio per massaggi. La mano e le sue dita cominciano così a masturbarmi con forza, impietose, sia internamente che esternamente: gemo fortissimo e mi tendo di nuovo tutta su gambe e braccia inarcando il capo all'indietro e abbandonandomi non potendolo allontanare da me, al godimento estremo che mi pervade adesso tutta ad ogni sfioramento del mio corpo ipersensibile ad ogni stimolo tattile. Naturalmente l'energico movimento nel mio laggiù si ripercuote anche sul membro fasullo che adeso alla pertica scorre nel mio culo quel poco che basta per stimolarmi terribilmente il buchino spalancato e dintorni (gemo e ansimo). Mordo ferocemente la gagball tra le mascelle e trattenendo il respiro arrivo al top ed esplodo: le contrazioni mi scuotono dal più profondo di me, il bacino scrolla ripetutamente in su e in giù, avanti e indietro mentre la mano sulle e nelle mie intimità non mi da tregua e a causa del movimento inconsulto e incontrollabile il membro di gomma violenta il mio culo e il canale rettale anche loro vibranti. Le gambe e le cosce che "stringo" a più non posso tremano e vibrano come foglie al vento, il seno e i capezzoli stirati dai pesi sembrano esplodermi, il capo e gli occhi ribaltati all'indietro, le labbra e le narici spalancate per iperventilarmi ansimando e gemendo. Non so quante violente contrazioni mi devastino, ma mentre il mio addome e il bacino rallentano le scosse, continuo a lungo a tremare e vibrare dalla punta dei piedi fino alla cima dei capelli, quando finalmente le dita escono da me e la mano scivolando a ritroso sul pube e sul basso ventre abbandona la mia passera infradiciata dai miei umori e io mi accascio letteralmente distrutta affondando di nuovo sul dildo nel culo contro la pertica tra le mie chiappe, sbattendo anche questa volta il clitoride tumefatto contro le "palle".

Passa però troppo poco quando una grossa testa rotondeggiande che sale tra le cosce aperte tra le labbra spalancate, viene appoggiata contro il clitoride e spinta a sufficienza per aderirvi completamente comprimendolo un po' contro il monte di Venere. Raggiunta quella posizione si ferma e forse viene fissata alla pertica che scende a terra sotto il mio sedere. Mi appoggio a quel qualcosa che sembra appena elastico e attendo il mio destino per scoprire di cosa si tratti mentre naturalmente il mio clitoride che ci si adagia sopra non smette di pulsare.

Appena comincia la vibrazione realizzo immediatamente che si tratta della testa di un vibratore Hitachi e trasalisco gemendo; per allontanarmi istintivamente cerco di spingere più che riesco sulle gambe larghe in punta di piedi e tirandomi sulle braccia ma pur diminuendo un po' la pressione mi resta tutto ancora a contatto con il clitoride che comincia a "soffrire" nuovamente subito poiché la mia e la sua eccitazione non sono scemate affatto.

La vibrazione inizia lieve ma poi aumenta gradualmente e così facendo siccome la testa del vibratore oltre che sul mio clitoride appoggia evidentemente anche contro la pertica, anche quella comincia a vibrare e con lei anche il dildo infilato ormai del tutto nel mio culo. Il risultato è devastante per il mio godere: mi tendo immediatamente tutta come un arco gemendo nuovamente in modo incontrollabile e mordendo la museruola che mi impedisce di urlare. Il seno gonfio e i capezzoli duri come l'acciaio penzolano stirati dai pesi attaccati alle clips che roteano in tutte le direzioni a causa del dimenare del mio torace, le caviglie doloranti nel tentativo forsennato di tirare le gambe verso l'interno per stringere le cosce tremanti. Penso di stare per svenire quando il vibratore viene fermato e già sfinita mi adagio sulla sua testa che mi schiaccia e divarica le grandi labbra; ansimo e gemo con la testa che mi crolla. Ma la tregua viene fatta durare appositamente troppo poco e lo strumento di tortura ri-acceso ad un livello più alto o forse con un altro tipo di vibrazione. Di conseguenza risalgo immediatamente su me stessa di nuovo devastata e pervasa dal piacere che non da tregua ormai in nessun punto del mio corpo, fuori e dentro; di nuovo inarcata e tesa che "urlo" e mordo quello che ho in bocca dalla quale escono bollicine a causa della salivazione abbondante e della respirazione compulsiva. Il seno, il clitoride e il culo violato e tutto il resto che vibra fuori e dentro, facendomi arrivare fino ad un attimo dal top e poi stoppando sadicamente tutto proprio in quell'istante facendomi crollare di colpo su me stessa come corpo morto cadrebbe. E il sadico giochetto continua: appena mi sto per calmare un poco e il mio respiro e il mio battito cardiaco rallentano la macchina infernale tra le mie cosce riparte, provoca devastazioni in tutto il mio essere e quando arrivo a quella che sarebbe l'esplosione e lo sfogo necessario e finale che se potessi implorerei mi fosse concesso urlando, tutto si ferma. E ancora, e ancora, sempre più vicina a quell'attimo che mi viene negato di superare con precisione sconcertante (evidentemente il mio corpo indica precisamente al carnefice il momento esatto in cui sospendere il mio piacere per prolungare il supplizio).

Sento ogni centimetro quadrato della mia pelle oltre che oliato, anche bagnato da finissime goccioline che trasudano da ogni poro, collo, spalle, décolleté, tutto il seno e i fianchi, la schiena, il ventre, le natiche e la valle tra loro, le cosce e le gambe fino alle caviglie. Ogni tanto più gocce si uniscono formando dei rivoli che ne raccolgono tante altre lungo il percorso e le sento scorrere tutte insieme verso il basso come piccoli ruscelli e poi staccarsi da me sgocciolando.

L'ultima pausa dura un po’ di più o forse è solo una mia impressione, fattostá che quando viene riacceso la vibrazione mi sembra fortissima e pulsante e il mio corpo nudo, bagnato, trasudante tutti i miei umori più intimi e profondi reagisce immediatamente raggiungendo subito uno stato di tensione indicibile. Mi sollevo in punta di piedi come non mai il che mi consente di sollevarmi appena dalla testa vibrante e di uscire di pochi centimetri dal dildo che mi incula. Inarco il petto tirandomi atrocemente con spalle e braccia e la testa si rivolta completamente all’indietro e spalanco di nuovo bocca e narici a causa della iper ventilazione; il seno tirato dai pesi e i capezzoli strizzati sono gonfi e turgidi da farmi urlare, il clitoride e le grandi labbra ai suoi lati sono frullate e martellate, la pertica vibra e il cazzone dentro di me vibra di conseguenza. Sono un gemito senza sosta e aspetto da un istante all’altro un nuovo fermo e questo mi crea ancora maggiore tensione sensuale. Interminabili istanti di godimento indicibile.

Esplosione

Le sensazioni che provo dal momento in cui viene superato l'attimo fatale del non ritorno le vivo, le provo, le sento come se il tempo fosse rallentato o stesse per fermarsi anche se immagino che tutto si svolga in pochi interminabili secondi.

Alla prima contrazione fortissima il mio bacino si solleva con tutto il mio ventre e il torace e avanza violentemente in avanti, il clitoride enorme scivola anche lui sulla testa del vibratore Hitachi che lo sta martoriando e che passa subito dietro sulla vulva che si dilata come se volesse uscire da me e nel movimento il cazzone nel mio culo ne esce quasi mezzo perché la contrazione interessa anche tutto il mio canale rettale che cerca di spararlo fuori. Il seno dolorante nel movimento inconsulto lancia verso l'alto le clip strette sui capezzoli duri come l'acciaio stirando ulteriormente le aureole già molto sporgenti. Uno schizzo fortissimo fuoriesce dal mio uretere ora sollevato e spalancato in avanti a cavallo della testa del vibratore mentre aprendo in modo impossibile la bocca ho adesso la gagball mezza tra i denti e il mio gemito spaventoso somiglia già di più ad un urlo liberatorio. Le gambe e le cosce stirate all'inverosimile tremano e scuotono mentre le stringo più che posso e i polsi legati mi dolgono da morire. Il ritorno è altrettanto devastante: il torace e il bacino schiantano verso il basso cosicché i pesi e le clips con il seno volano e sbattono sulle costole e ho l'impressione che cedano scivolando appena più distanti dalle aureole sui capezzoli stiratissimi. La vulva aperta e subito dopo la testa del clitoride turgida e tutta scoperta fuori dalla cuffia tornano a sfregare sulla sfera del vibratore che continua a martellare. L'ano ripercorre tutta la parte fuoriuscita che affonda di nuovo in me e percepisco tutte le nervature sul membro di gomma e sento scuotere attorno a quello il canale rettale e lo sfintere come se stessero loro scopandosi il dildo, anziché lui stuprando me e con tutto il mio peso torno a sbattere le natiche, il culo e l'ano pulsanti contro le "palle" contro la pertica.

La seconda contrazione è ancora più violenta della prima: il bacino e tutta la parte superiore del mio corpo ripartono verso l’alto e in avanti, le gambe si sollevano sempre tremolanti sulla punta dei piedi e le braccia e le spalle si contorcono per assecondare il movimento. Il mio retto e l’ano si contraggono e scuotono per fottersi il dildo che li possiede e la mia estensione è abbastanza ampia da fare in modo che l’uscita naturale del cazzone dal mio culo e la forza della spinta dall’interno lo sparino fuori completamente torcendolo tra il mio buco liberato (che continua a pulsare dentro e fuori donandomi un godimento pazzesco, ed ecco penso, questo è l’orgasmo anale di cui favoleggiare), e la pertica a cui è fissato, e l’arnese uscito prima rimbalza gommoso tra le natiche verso l’alto e poi alla massima estensione del mio corpo torna a flettersi verso il basso infilandosi tra il vibratore e la mia passera tra le grandi labbra: infatti di nuovo, il clitoride e poi l’apertura della vagina hanno superato la testa del vibratore e dalla mia uretra tutta esposta tra le piccole labbra esce un altro schizzo ancora più poderoso del precedente; gemo urlando con la gagball morsa tra i denti e il capo ancora sollevato e ribaltato tra le scapole. Il seno rilancia clips e pesi verso l’avanti e questa volta il contraccolpo è così potente che le pinze si staccano dai capezzoli scivolando via (la fitta di dolore è ancora più lancinante di quando sono state messe, ma poi subito liberatoria e a suo modo goduriosa diffondendosi a tutto il seno così liberato); gemo senza sosta. Arrivata all’apice rinculo ancora verso la pertica con il bacino che si riabbassa di colpo e lungo il percorso il perineo, la vulva e poi il clitoride tutto si appoggiano cavalcandolo sul cazzo finto che vibra ancora poiché appoggia sulla testa vibrante del Hitachi, finché anche questa volta tutta la mia intimità sbatte contro la pertica e rimbalza.

Seguono una serie di contrazioni minori ma ognuna ancora devastante per il mio essere che sento fluire come un fiume in piena verso la figa e il culo: il retto continua a scuotere dentro di me e l’ano a pulsare sporgendo e rientrando, aprendosi e richiudendosi ritmicamente (sensazione sconvolgente); ogni movimento (e ne ho parecchi) in avanti e indietro del bacino comporta lo sfregamento di tutto il clitoride (dalla testa all’asta) sul cazzone che adesso sto cavalcando, e quando per un attimo si solleva esponendo l’uretra, da questa fuoriesce l’ennesimo poderoso spruzzo (e io che pensavo che lo squirting così abbondante fosse anche lui una leggenda metropolitana). Tremo tutta, il cuore batte a mille ma alla fine mi accascio con tutto il peso su me stessa o meglio su quello che ne resta e le gambe, le cosce soprattutto, il petto e il seno, le braccia continuano a fremere e vibrare inconsulte anche se il vibratore Hitachi si è fermato smettendo di suppliziarmi. Abbandono il capo in avanti e distrutta chiudo gli occhi sotto la benda che li avvolge.

Outro

Quando li riapro sono sdraiata supina sul mio materassino da yoga e l’istruttrice mi tiene le gambe sollevate dritte reggendomi con le mani le caviglie e tutt’intorno a breve distanza in cerchio le altre compagne di corso che mi guardano preoccupate (come se mi avessero trovata priva di sensi e stessero osservando le manovre di rianimazione). Ho indosso un senso di grande spossatezza e appagato rilassamento generale ma laggiù nella mia intimità, negli slip brasiliana neri, nei leggins neri, tra le cosce, tra le labbra dove mi sento tutta umida, il clitoride, il perineo, il periano, lo sfintere e tutto l’orifizio anale che mi dolgono, mi stanno pulsando appena e ho delle piccole contrazioni; sotto il top nero, nel reggiseno a fascia sportivo nero i seni gonfi, le aureole sollevate e i capezzoli appena sporgenti mi provocano piacevoli fitte strofinando contro la stoffa degli indumenti aderenti mentre respiro; la mandibola mi duole come indolenzita, così come i miei polsi e le mie caviglie che guardandole, non presentano alcun segno: forse ho sognato, forse...