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Come ho "svezzato" il cane dei vicini
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Racconto14 min di lettura

Come ho "svezzato" il cane dei vicini

Ringrazio la donna che ha avuto il coraggio di confidarmi questo momento, così intimo della sua esistenza. Spero che l’aspetto psicologico

Giovanna Esse
1 anno fa · 3.5k letture · 0

Ringrazio la donna che ha avuto il coraggio di confidarmi questo momento, così intimo della sua esistenza. Spero che l’aspetto psicologico, che ho fatto del mio meglio per interpretare ed evidenziare, sia utile a tanti.

Che tante persone si rendano conto che il sesso, il piacere e, a volte, la lussuria, possono avere la meglio sul nostro controllo e, come una droga, contagiare i nostri desideri, ma anche che l’intelligenza e la forza personale, possono tenere integerrimo il ruolo di moglie e madre. Insomma, il mio messaggio è sempre lo stesso: non lasciate che le ore di piacere, che altro non sono che un gioco per adulti, possano inficiare il vostro giudizio e, in certi casi, i vostri sentimenti. Grazie anche al mio amico M. che tanto si è adoprato per aiutarmi a completare questo complicato racconto.

Prefazione

Scrivo racconti erotici da anni e sono tante le lettere che ricevo da lettrici e lettori. Spesso esse vanno oltre i complimenti formali o il semplice, cordiale saluto. Spesso, alcune di queste persone, mi chiedono un consiglio… un parere spassionato, altre volte mi rendono partecipe di particolari aspetti del loro erotismo. Non vi nascondo che, per la mia mentalità, questa è la storia più estrema che qualcuno abbia mai condiviso con me. “Carmela” è oggi una cinquantenne sposata, con due figli ormai grandi; una vita regolare, normale, quieta… eppure qualche anno fa, una tempesta sensuale, del tutto inattesa, l’ha invasa, facendole vivere una storia che ha dell’incredibile. Non giudico, e accetto la sua testimonianza che, d’accordo con lei, abbiamo deciso di condividere con chi avrà la pazienza e l’interesse di leggere.

La stregoneria deriva dalla lussuria, che nelle donne è insaziabile.

Malleus Maleficarum, 1487

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Carmela è una donna deliziosa, ha superato da poco i quaranta. Vive in uno dei solatii paesini della provincia di Salerno, in Campania. Dopo un matrimonio del tutto regolare, ha abbandonato il suo lavoro di consulente assicurativo, visto che il marito ha un’attività redditizia ereditata dalla famiglia, ha deciso di dedicarsi interamente ai suoi figli, nati subito dopo il matrimonio, a breve distanza l’uno dall’altra. Oltre ad essere ormai una casalinga a trecentosessanta gradi, Carmela controlla la contabilità della ditta di famiglia. Per il resto ama starsene a casa, soprattutto da quando, solo due anni prima, hanno potuto ristrutturare una villetta in un quartiere residenziale, arioso e perso nel verde. 

Dal punto di vista sentimentale, Carmela, non ha i cosiddetti “grilli per la testa”. Dopo le classiche esperienze di ragazza, dopo qualche flirt giovanile, ha conosciuto suo marito. L’uomo, pur essendo un po’ provinciale e nonostante la passione per la buona cucina, era profondamente innamorato di lei. Sopperiva così ai suoi limiti, anche culturali, facendo veramente di tutto per darle una vita serena. Dedicava alla famiglia tutto il suo tempo libero e faceva anche di tutto per essere presente nella vita di sua moglie, poiché era veramente una bella donna e ne era sinceramente innamorato. Sempre elegante ma in modo sobrio e controllato, sempre piacevole, aveva un qualcosa di delizioso nel portamento, probabilmente a causa delle proporzioni perfette del suo corpicino. Carmela non era molto alta, superava di poco il metro e sessantacinque: asciutta ma non magra. L’età le aveva riempito dolcemente i fianchi e così le sue forme sinuose non passavano inosservate quando, per mille motivi, si recava in paese, al lavoro oppure in città. I suoi tacchi, mai eccessivi, e i tailleur, semplici e pregevoli, attraevano, sul suo sedere armonioso, lo sguardo di molti, anche delle signore, magari armate di un pizzico di invidia.

Cosi, nonostante non fosse tipo da ostentare la sua femminilità, a quarant’anni Carmela era un’attrazione proibita per molti uomini, compresi i più giovani e i più prestanti. Ma la donna aveva poco tempo per pensare alle distrazioni; aveva un marito molto innamorato, e la fortuna di poterlo gestire bene, dal punto di vista sessuale, visto che l’uomo era sempre pronto e disponibile per lei. Aveva una perfetta gestione dei momenti propizi per “dargliela”, a seconda delle pulsioni e degli stimoli che le inviava la sua libido. Intanto, i corteggiatori, pochi e discreti, non mancavano. Lei allontanava puntualmente e con freddezza ogni avventuriero: amava la sicurezza, la tranquillità e così concedeva un sorriso solo alle persone per bene… e magari, qualcosa in più. Un bacio rubato in un pomeriggio intimo, qualche abbraccio più spinto che le aveva fatto dire di no, sul momento, per poi desiderare nel profondo del suo cuore, che l’occasione si ripetesse. Insomma fino all’inizio della nostra storia, Carmela non aveva mai cornificato suo marito per davvero e si accontentava di un sesso “blindato” pacifico e quieto.

Adesso eccoci qui, con lei, nella sua Audi bianca, immacolata e asettica, profumata di ricercato cinabro. Siamo alla fine della primavera. La palestra dei ragazzi è circondata da un piazzale molto ampio a cui si accede dal grosso cancello, sempre aperto. E’ una delle poche mamme che si reca a prendere i ragazzi in auto; abitano un po’ fuori dal centro del paese. Tra poco, ora che la bella stagione lo permetterà, loro stessi si organizzeranno con le bici o il motorino. La sua presenza in quel cortile, nel pomeriggio sornione di provincia, è abbastanza occasionale. 

Carmela è uscita molto prima del previsto, ha accompagnato prima suo marito in ditta. Dopo le lunghe giornate invernali non le spiace stare all’aperto e godersi il primo sole. La radio trasmette le solite canzoni e Carmela ne approfitta per dare uno sguardo al Cosmopolitan, acquistato la mattina assieme all’immancabile Settimana Enigmistica. 

Davanti alla corta scalinata della palestra, ci sono parcheggiate poche macchine, tutte vuote; di alcune conosce i rispettivi proprietari. Un abbaiare strano, sincopato, attrae la sua attenzione. A pochi metri dalla sua auto, una cagnetta bianca, una bastarda di taglia media, si è appena rifugiata nel parcheggio. Lo sguardo della bestiola si perde nel vuoto come se cercasse un punto di riferimento. 

A pochi metri da lei altri tre cani, si muovono impacciati, anch’essi guardinghi ma eccitati, allertati. Le orecchie ritte: si affrontano con lo sguardo e si muovono in tondo, attorno alla cagna, come seguendo uno strano rituale del tutto incomprensibile per gli umani. Dopo il primo stupore, la donna si lascia andare a un sorrisetto leggermente impacciato. Si guarda intorno, non c’è anima viva. Ora la situazione è chiara: la cagnetta è in calore e quelli intorno a lei sono i suoi pretendenti; tra qualche mese la popolazione di randagi del Comune aumenterà! Si dedica al giornale, lasciando i cani al loro destino. Poco dopo, un paio di lai più patetici e sofferti, le fecero perdere di nuovo la concentrazione. Il cane più possente, una specie di lupo, di razza non pura, aveva stabilito il suo ruolo dominante e adesso ansa con la lingua rossa, penzoloni. Gli altri cagnetti guaiscono eccitati, la cagna fissa il suo “cavaliere”, sembra voglia dirgli: “Eccomi, adesso posso essere tua. Hai vinto e prendimi!” Carmela tenta ancora una volta di riprendere la sua lettura ma lo sguardo è attratto dai genitali del cane maschio: quello che ha vinto. 

Ogni suo sospiro affannato corrisponde, come quando si gonfia un palloncino, ad uno sbalzo avanti del bastone: è rosso come un peperone, lucido e rizzato. Nonostante il cane non sia enorme, il suo glande è molto evidente fuori dal canale di pelo che ha sotto l’inguine. La donna non può fare a meno di ideare un veloce paragone tra quella lingua di carne che brancola nel vuoto e il cazzo di suo marito, quando lo tira fuori con la speranza che lei si conceda. Carmela si guarda intorno per accertarsi di essere sola. Ricorda che, per strada, le era già capitato di imbattersi in una copula tra cani, mai, però, questo era avvenuto sotto il suo sguardo attento, così vicino a lei. Evidentemente le bestiole non si sono proprio accorte della sua presenza. Nessuno in vista, decide sorridendo di sé stessa, di sbirciare l’accoppiamento che, era chiaro, sarebbe iniziato tra qualche attimo, proprio davanti a lei. Infatti, la cagna aveva la coda sempre più alzata, mostrando il posteriore, peloso e bianco. Il maschio da uno sguardo intorno, per sincerarsi di poter cominciare in pace, poi si pone dietro la cagnetta e comincia ad annusare. La sua coda frusta l’aria per la violenta eccitazione. La lecca accuratamente, poi, dopo alcuni sconnessi tentativi di saltarle sopra, riesce a infilarglielo dentro. 

Carmela guarda la scena con un pizzico di disgusto, non ha mai amato troppo i cani: è un’igienista sempre preoccupata da polvere e batteri... ma adesso che li vede accoppiati, prova un certo imbarazzo. Controlla ancora, per essere sicura che nessuno la guardi; allora, si permette di lasciarsi andare e di osservare quell’assalto, tanto naturale quanto violento. L’immagine che la colpisce di più è il senso di ineluttabilità, di necessità, che sprigiona da quel rapporto frettoloso. Nell’aria si percepisce tutto il desiderio irrefrenabile del maschio. Il cane è incurante del mondo intero, ha un solo obbiettivo: fottersi la femmina e venire dentro di lei. Un sorrisetto sulle labbra, tentando di stemperare la leggera eccitazione che le arrossa le guance; cerca di distogliere lo sguardo ma non ci riesce più, si accerta di nuovo di essere sola. Dal finestrino mezzo aperto. la raggiungono i mugolii e gli ansiti delle bestiole. 

Prima di andare avanti…

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