Capitolo 2 - un vero toro da monta!
Tanto, sei uno di famiglia, e così resta tutto al suo interno.
1 ora fa
«Grazie di cuore! Se siamo qui, questa sera, è perché tu hai seguito tutti i nostri lavori in maniera impeccabile; noi ci siamo fidati di te, perché ti consideriamo uno di famiglia.»
Non ho neanche avuto il tempo di rispondere, che è arrivato Marco con il dolce e, mentre lo stavamo mangiando, d'un tratto, lei ha preso un po' di panna sulla punta del cucchiaino e poi, guardandomi negli occhi, l'ha portata alle labbra, ha tirato fuori la punta della lingua, e l'ha raccolta. Un gesto volutamente erotico e provocatorio, che ha subito provocato una battuta da parte di Marco.
«Amore, questa sera sei sconvolgente! Se non ti amassi alla follia, direi che stai cercando di provocare! Spero che quel qualcuno, alla fine, accetti la tua provocazione!»
Lei si è girata verso di me e mi ha sorriso. Ha infilato il cucchiaino in bocca e lo ha veramente succhiato, come se stesse facendo un pompino. Io ho sorriso, e poi ho risposto a Marco.
«Mi fa piacere di godere della vostra fiducia, ma, forse, sarebbe meglio, amico mio, che consigli alla tua fidanzata di far attenzione a chi rivolge le sue provocazioni, perché, a volte, "a giocare con il fuoco, ci si scotta"!»
Stefania si è alzata in piedi ed ha allungato una mano verso di lui, che l'ha afferrata e l'altra verso di me.
«Venite con me, perché voglio verificare una cosa.»
Siamo entrati direttamente in camera da letto e lei si è girata verso di me.
«Vorrei verificare su questo letto, quel discorso della luce del sole che entra e illumina il mio corpo. Per farlo c'è solo una cosa da fare: dormire questa sera insieme a te, in questo letto!»
Per un attimo, mi son girato verso Marco, che si è messo a ridere ed ha iniziato a spogliarsi. Anche Stefania ha iniziato a spogliarmi e, dopo avermi tolto la camicia, ha abbassato i pantaloni quasi di fretta ed è rimasta, per un lungo istante, a fissare il mio membro, appena nascosto sotto la stoffa degli slip.
«Ma... Marco, guarda! Guarda che…»
Lui si è girato e si è avvicinato alla sua ragazza; si è abbassato davanti a lei e, in quel momento, lei mi ha tirato giù gli slip, fino alle caviglie, trovandosi davanti alla faccia il mio membro ben rigido e grosso. Anche lui è rimasto sbalordito.
«Hai ragione, amore, è proprio un bel cazzone! Avevi ragione tu, è proprio una meraviglia!»
Stefania lo ha impugnato con entrambe le mani ed ha preso a leccare la punta sotto lo sguardo attento di Marco, che non perdeva un movimento della bocca della fidanzata. Dopo aver giocato un po' con la punta, Stefania ha iniziato a lubrificare per bene tutta l'asta, scorrendo ripetutamente la bocca avanti e indietro e si è divertita a leccare, con la punta della lingua, ogni venatura, ogni piega del mio membro, accarezzando con una mano le mie palle. Quando si è abbassata e ne ha presa una in bocca, un istante dopo ho avvertito un calore sulla punta del mio membro e, abbassato lo sguardo, ho visto che Marco non aveva resistito alla tentazione ed ora era la sua bocca e la sua lingua a lavorarmi il cazzo, con la stessa intensità di quella profusa da Stefania. Una pompa a due lingue fatta bene, mi ha proprio mandato in tilt; mi ha fatto diventare il membro non solo più grosso, ma anche decisamente più duro. Non sono nuovo a questi giochi, ma non mi sarei aspettato un simile comportamento da parte loro e, in ogni caso, in quel momento la cosa era per me assolutamente irrilevante! Dopo aver assaporato bene le loro lingue, ho spinto Stefania sul letto, e mi son sdraiato tra le sue cosce; ho preso a leccare il nettare che sgorgava da quella fonte di piacere, mentre Marco ha continuato a lavorarmi il cazzo, proprio per volere di Stefania.
«Amore, fa in modo che questo bel membro resti ben pronto e duro! Me lo voglio gustare tutto, fino in fondo!»
Mentre mi sbrodolava in faccia un orgasmo, per averglielo provocato succhiando con forza il clitoride e, con due dita piantate nella fica, la masturbavo senza ritegno, lui ha continuato a leccare e spompinare il mio cazzo; poi, d'un tratto, è stato proprio lui a decretare il momento in cui avrei dovuto chiavare la sua fidanzata.
«Amore, lui è pronto! Da come stai godendo, penso che anche tu non vedi l'ora di farti trombare! Dai, Corrado, fammi vedere come scopi la mia futura moglie!»
Mi son allungato su di lei, le ho sollevato le gambe ed ho appoggiato il membro allo spacco della sua fighetta, che già bruciava e grondava di nettare. Mi son girato verso di lui, che mi ha guardato senza capire.
«Allora? Te la devo scopare la tua fidanzata, sì o no? Dimmelo: vuoi che ti renda "cornuto"?»
Gli occhi di Stefania hanno preso a brillare, mentre lui è rimasto un attimo indeciso e, allora lei lo ha veramente sconvolto.
«Cazzo, hai sentito! Questo sì che è un vero Bull! Diglielo che mi deve scopare! Diglielo che ti deve mettere un palco di corna come quelle di un cervo a primavera!»
Al sentire quelle sue parole, Marco si è ripreso, mi ha guardato e subito mi ha chiesto di procedere.
«Oh, sì, scusami! Ti prego scopa la mia fidanzata! Dai, Corrado, falla godere e fammi diventare cornuto! Sono mesi che aspettiamo questo momento!»
Ho spinto lentamente il mio membro dentro di lei ed ho visto che ha spalancato la bocca; quando son arrivato in fondo ed ho sbattuto contro la cervice, lei ha abbassato un attimo gli occhi ed è rimasta sorpresa nel constatare che non ero ancora entrato del tutto.
«Amore, me lo sento tutto dentro, ma guarda... ce n'è ancora un pezzo rimasto fuori! Mi sento piena e, nello stesso tempo, aperta come se mi stesse sverginando nuovamente! È enorme!»
Marco si stava tenendo il cazzo in mano e se lo segava lentamente; si è avvicinato e mi ha guardato.
«Ma... io credevo che tu potevi... Voglio dire: tutto non c'entra?»
Mi sono messo a ridere e li ho tranquillizzati.
«Ragazzo, rilassati e tu, magnifica sgualdrina, comincia a godere e vedrai che, alla fine, il mio membro sarà entrato tutto dentro di te.»
Ho preso a pomparla ad un ritmo ben cadenzato, con colpi molto forti e, ogni tanto, ruotavo il bacino, facendola urlare di piacere.
«Guarda Marco come mi dilata tutta! Ogni volta che muove il bacino mi sembra che mi stia allargando sempre più la figa! Marco, ora è tutto dentro! Me lo ha messo tutto dentro e mi sta sfondando: oddio, Marco, godo ancora!»
Ha avuto un nuovo orgasmo, poi un altro ancora e, a quel punto, l’ho afferrata e l'ho messa sopra di me, impalata sul mio membro. Ha cominciato a godere di nuovo; lui si è messo in piedi e le ha messo il suo cazzo in bocca, ma è durato pochissimo, perché appena lei ha stretto le labbra intorno alla cappella, lui è venuto subito.
«Cazzo, amore, sto sborrando! Questa cosa mi fa impazzire!»
Stefania ha ingoiato al volo la sua sborrata, poi ha continuato a cavalcare il mio membro e, dopo esser venuta ancora altre due volte, l'ho sbattuta di lato ed ho preso a scoparla sempre più forte; quando ho sentito che ero prossimo all'orgasmo, gliel'ho detto:
«Dai, Stefania, godi ancora, che voglio venire. Ti voglio coprire gli sborra!»
Prima che lei avesse tempo di replicare, è stato proprio lui a rispondere.
«No, la devi riempire tutta; schizza dentro di lei; riempi questa troia della mia fidanzata; non te ne uscire!»
Ho guardato Stefania, che mi ha sorriso e poi ha sollevato una gamba; l'ha messa proprio dietro di me, a ribadire il fatto che non dovevo assolutamente uscire da dentro di lei, ma riempire la sua vagina con la mia crema. L'ho sbattuto ancora un po' e, mentre urlava per il sopraggiungere di un nuovo orgasmo, ho cominciato a scaricarmi dentro di lei, con bordate di sborra che l'hanno fatta godere ancora. Siamo rimasti diversi minuti abbracciati, poi, quando mi son tirato fuori, dalla sua fica, ben dilatata, colava della crema bianca e Marco, che era inginocchiato vicino a noi, prima si è preso il mio cazzo in bocca e poi ha preso a leccar e pulirlo tutto; dopo di che si è rivolto verso di lei e si è messo a leccare anche la sua fica. Stefania godeva da matti per tutto questo.
«Guarda, Corrado! Vedi come ho addestrato bene questo cornuto? A lui piace molto pulire tutto, dopo che sono stata chiavata! Con un cornuto così, penso che avrò cazzi a profusione e lui sarà sempre pronto a pulire!»
Dopo qualche minuto che lui aveva compiuto il suo dovere, Stefania è andata in bagno e lui mi ha ringraziato.
«Ti sono tanto grato per tutto questo! Corrado, sei una persona davvero fantastica! Il tuo cazzone, poi, è qualcosa che mancava a Stefania! Ha già scopato con altri due o tre maschi, ma nessuno di essi era ben dotato, come lo sei tu. Credo che, anzi spero che, vorrai diventare una presenza fissa nel nostro letto. Io adoro vederla godere con altri maschi, ma come ha goduto con te oggi, non l'avevo mai vista!»
Quando è tornata dal bagno, si è sdraiata in mezzo a noi due e continuando a tenere il mio cazzo in mano e segarlo lentamente, mi ha ringraziato anche lei.
«Ci sei piaciuto subito, dal primo istante, che ti abbiamo conosciuto. Come ti ha già detto lui, ho fatto sesso con altri maschi, ma nessuno mi ha fatto mai godere come te oggi. Corrado, noi ti consideriamo una persona di famiglia molto speciale e, a partire da oggi, quando vorrai questo letto sarà sempre disponibile ad ospitarti.»
Così è cominciata la mia avventura con loro. Si sono sposati dopo tre mesi e mi hanno portato in viaggio di nozze con loro. Sono stato io che l'ho scopata la prima volta da signora, e sempre io, nell'occasione, ho provveduto a darle una bella ripassata al culetto, che, seppur aperto, necessitava di una maggiore dilatazione. Due mesi dopo il matrimonio, Stefania ha annunciato che era incinta e, mentre stavamo festeggiando a casa loro, Teresa si è avvicinata e mi ha ringraziato.
«Sapevo di poter contare su di te! Sapere che mia figlia Stefania è incinta, mi riempie di gioia; quindi, grazie.»
Ho finto di non capire, ma lei ha sorriso e si è messa a parlare un po' più sottovoce con me.
«Corrado, non dir niente! Una madre certe cose le capisce e, se poi, in un certo qual senso, anche lei è un po' troietta, si rende subito conto quando una figlia è interessata ad un altro maschio; son felice che mia figlia ti ospiti nel suo letto, insieme a suo marito. Tranquillo non voglio assolutamente giudicare niente o nessuno, ma vorrei dirti che tra qualche mese, quando non potrà più ospitarti lei nel suo letto, se per caso... voglio dire, uno si abitua ad un certo ritmo, considerarmi sempre a tua disposizione.»
L'ho guardata sorridendo e le ho chiesto come mai tanta fiducia. La sua risposta è stata di una semplicità unica e chiara: "perché sei uno di famiglia!"
Una ventina di giorni dopo, mi son scopato anche Teresa e, due o tre volte, anche insieme a Stefania, che incitava la madre a farmi godere. Ha partorito anche lei un bel maschietto e gli hanno messo nome Fabio; ora siamo in prossimità delle feste di Natale, tutti riuniti a casa dei neogenitori e, mentre tutti si spupazzano i pargoli, io sto aiutando le tre donne in cucina; d'un tratto, Cinzia mi si avvicina e mi sussurra una cosa all'orecchio.
«Adesso, sono rimasta solo io! Adoro tuo figlio, ma anch'io ho diritto di assaggiare il piacere dalla fonte! Tanto, sei uno di famiglia, e così resta tutto al suo interno.
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