Quando ero prossimo a raggiungere una bella sborrata, sono stato interrotto dallo squillare del mio telefono: era mamma.
«Ciao, Simone, io e tuo padre beviamo qualcosa e poi andiamo a cena; quindi tu e Katia potete mangiare senza di noi.»
Un po’ stravolto dal piacere, le ho risposto cercando di farle capire che ero in difficoltà.
«OK, mamma, grazie per avermelo fatto sapere: dove state andando a cena?»
«Andiamo al Veliero!»
Ho fatto mente locale e mi son venute in mente le volte in cui siamo andati tutti insieme in quel ristorante, dove il pesce è cucinato in modo davvero speciale. Ho provato un po’ di invida, pensando che noi, al massimo, avremmo cenato con una bell'insalata. Le ho augurato una buona serata ed ho chiuso la conversazione. Il cazzo era ancora teso, ma non avevo più voglia di sborrare. Son rimasto un attimo a pensare sul da farsi. Volevo andare a guardare un po' di TV, ma ero anche preoccupato di rincontrare Katia. Mi son detto che, in fondo, non era la fine del mondo, se aveva visto il mio cazzo. Siamo una famiglia e, sicuramente, questo non doveva né poteva esser un grosso problema.
Ho indossato un paio di pantaloncini e mi son diretto in salotto. Katia era seduta lì, vestita in modo succinto, con solo una canottiera e mutandine. Nulla di strano, lo fa spesso quando è a casa e, come in questo caso, fa anche tanto caldo. Per sciogliere l’imbarazzo, le offro una birra, che accetta. Mi son seduto accanto a lei.
«Mamma ha chiamato; lei e papà stanno andando fuori a cena, quindi non torneranno a casa, fino a tardi.»
Katia si è limitata ad annuire con la testa. Ho ritenuto doveroso parlare dell’incidente in bagno.
«Scusa, per prima, pensavo fossi andata in palestra. Fa caldo, quindi, mi son semplicemente tolto i vestiti. Non è un crimine esser nudi e poi non volevo esser offensivo, quando ti ho detto che sembravi esperta.»
Mi guarda e noto una strana espressione, come se volesse bilanciare bene le parole.
«Tranquillo, non mi son sentita offensa. Sì, ho visto diversi cazzi e non me li son fatti tutti, e ribadisco che il tuo è fra quelli più belli che abbia visto. Con sicurezza, solo uno e meglio del tuo. Inoltre non ho problemi con la nudità: anch'io mi spoglio, quando non c'è nessuno in giro. Mi piace molto la libertà di sentirmi nuda.»
La guardo un po’ sorpreso per questa sua affermazione.
«Sono piacevolmente stupito nel sentirti dire questo. Pensavo di esser l’unico in famiglia ad amare il nudismo. Sapere che piace anche a te, mi fa sentire senz'altro meglio.»
Lei ha bevuto un sorso di birra e poi ha proseguito il discorso.
«Ci son momenti in cui vorrei che fossimo più aperti come famiglia, in modo che, anche se fossimo nudi, non ne faremmo un problema. Dopotutto siamo adulti, quindi possiamo considerarci maturi al riguardo.»
Mi son reso conto che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda e così ho aggiunto il mio contributo alla conversazione.
«A me piace molto star nudo: lo sono sempre, nella mia stanza.»
Lei mi ha sorriso e ha ammesso che anche lei lo faceva, specie se era sola in casa.
«Anch’io mi spoglio, in camera mia. Ti rendi conto che abbiamo le stese idee, ma non ce le siamo mai confessate?»
Siamo rimasti in silenzio per un lungo minuto. Ero sicuro che entrambi stavamo pensando alla stessa cosa, ma era difficile parlarne.
Katia ha preso l'iniziativa.
«Ho deciso che mi toglierò i vestiti. Puoi fare lo stesso, se vuoi, ma non voglio metterti in imbarazzo se tu non lo fai. Posso andare nella mia stanza, se pensi che possa darti fastidio.»
Sono rimasto piacevolmente stupito e contento.
«Certo che non mi sentirò in imbarazzo; è una buona idea e penso che mi unirò a te. È bello che possiamo esser liberi, ora che siamo soli.»
Sentite le mie parole, Katia si è alzata in piedi, davanti a me. Ha sollevato le braccia e si è tolta la maglietta, restando solo con gli slip. Quindi ha fatto lo stesso con le mutandine, lanciandomele addosso, in segno di sfida. Era nuda davanti a me. In piedi, con le mani sui fianchi. Mi ha guardato, attendendo la mia approvazione per quello che mi stava mostrando.
«Bene, eccomi qui! Hai la possibilità di vedermi nuda. Cosa ne pensi? Posso pensare di sedurre qualche maschio, anche più maturo dei miei coetanei?»
Son rimasto folgorato dalla sua bellezza. Ero davvero sbalordito. Un conto era vederla tutti i giorni, più o meno vestita, ed un altro trovarsela nuda davanti, in bella mostra. Katia ha un corpo lungo e magro, forgiato dalla continua attività in palestra. I suoi seni non erano troppo grossi, ma sodi con le areole grandi ed i capezzoli impertinenti che evidenziavano un accenno di gonfiore. Il suo corpo si assottiglia nella classica figura a clessidra, la sua vita lascia il posto a fianchi non troppo larghi, ben proporzionati. La sua fica era rasata, ad eccezione di un triangolino sul monte di Venere: insomma era uno spettacolo della natura ed ho provato come un senso di colpa, prendendo atto che mi stavo eccitando.
«Katia sei veramente stupenda, se ad un fratello è permesso dirlo. Una bellezza davvero ammaliante. Io credo che tu puoi sedurre chi vuoi!»
I suoi occhi erano fissi sul mio cazzo. Ha notato la mia erezione, ancora celata dai pantaloncini.
«Ho notato che ti è cresciuto nell'ultima ora. Perché non ti spogli anche tu?»
Mi son spogliato velocemente e lei ha potuto ammirare la mia erezione, ormai la massimo del suo splendore. Non volevo davvero avere un'erezione davanti a mia sorella, ma era impossibile non raggiungerla davanti a tanta bellezza. Si è avvicinata e, prima che me ne rendessi conto, era già inginocchiata fra le mie gambe.
«Va bene, togliamoci il pensiero, così poi possiamo rilassarci e bere un'altra birra.»
Non ha aggiunto altro. Ha preso il mio cazzo nella sua mano calda e morbida. Lo ha accarezzato dolcemente; la sua mano è scivolata facilmente lungo la mia asta. Poi ha stretto leggermente la presa; la sensazione di sentirlo saggiato nella consistenza, era qualcosa di sublime. Con l'altra mano, mi ha preso le palle e le ha massaggiate delicatamente, con molta cura.
Com'è finora?
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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