Ero a bocca aperta, avevo la gola secca e la guardavo, senza trovare il coraggio di rompere questo momento magico.
«Hai un cazzo stupendo! Bello, lungo, grosso e duro. Mi piace anche la tua cappella, sembra una succulenta fragola matura. Te lo avevo già visto, ma, trovarmelo così, in mano, è meraviglioso. Toccami le tette, che ho piacere a sentirmi stimolare i capezzoli.»
Non ho esitato un attimo. Ho adorato le dimensioni delle tette di mia sorella. Di medie proporzioni, erano belle e non affatto piccole. Le ho titillato i capezzoli, che si sono induriti all’istante, spuntando dalle loro areole. Ha preso a gemere di piacere.
«Sì, mi piace, così! Stringili e succhiali così, mi fai morire... dai, fammi male, mi eccita tanto il dolore!»
Mi son allungato e ne ho preso uno in bocca. La mia lingua ha sferzato il capezzolo eretto sul suo seno. Era duro come un chiodo, mentre lo aspiravo in bocca, succhiandolo con furia; le mie labbra si sono bloccate su di esso e, con i denti, le ho inferto un tenero morso. Mi ha esortato a stringere di più.
«Più forte! Mordilo più forte! Fammi male! Mi fa impazzire il dolore sui capezzoli!»
Katia ha accelerato il ritmo nel masturbare il mio cazzo, duro come roccia. Di questo passo non avrei retto molto e sarei giunto ad esplodere in un potente orgasmo. Il suo stesso respiro è diventato più veloce.
«Sto venendo, Katia! Katia, sborro!»
Lei si è abbassata e le sue calde labbra lo hanno imprigionato nella sua bocca, mentre con la lingua mi stimolava la cappella in modo sconvolgente. Il mio cazzo è esploso ed ha riversato un flusso di denso sperma bianco, che è schizzato in bocca a mia sorella. L’ho vista deglutire velocemente, mentre un’altra ondata le ha riempito di nuovo la bocca. Per tre volte le ho scaricato tanta di quella sborra da riempirle la bocca.
Katia me lo ha munto e spremuto, fino all’ultima goccia.
«mhmm… che buon sapore! Mi piace: è agrodolce. Ottima qualità, fratellone! Adesso, mi dai un’altra birra?»
La sensazione è stata estasiante quando ho sentito il mio cazzo iniziare ad ammorbidirsi nella sua bocca calda e umida. Mi sono alzato e son andato al frigo, son tornato con due birre. Seduti in silenzio, ho sentito che era meglio chiarire la questione, anche se non sapevo cosa dire.
Ancora una volta è stata lei a rompere il silenzio.
«Ti amo, Simone! Sei il miglior fratello che si possa avere, lo sei sempre stato.»
Ero emozionato. Il nostro rapporto era andato ben oltre il legame parentale di fratello/sorella. Mi aveva permesso di entrare in un mondo di intimità che poteva esistere solo tra due persone che si conoscevano da una vita. Ho percepito che lei provava lo stesso sentimento, mentre si è mossa verso di me ed ha appoggiato la testa sul mio petto; le sue braccia avvolte intorno alle mie spalle. L'ho abbracciata, dandole un bacio sulla guancia per rassicurarla che ero pienamente d'accordo con ciò che era appena successo.
«Katia, anch'io ti amo! Sarai sempre speciale per me. Devi sapere che ci sarò sempre, per te.»
Siamo restati un po’ in silenzio. Sentivo i nostri cuori battere forte. Poi mi ha fissato ed ha aggiunto un’altra cosa.
«Ho sempre desiderato due persone di questa famiglia e, adesso che ti ho avuto, mi sento molto felice. Spero che mi riuscirà di avere anche l’altra.»
La guardo cercando di capire e lei mi spiega.
«E' da tanto che ho spiato te e papà. Lui ha il cazzo un po’ più grosso del tuo. Non ho mai avuto l’opportunità di provarci con lui, ma adesso che ho il tuo supporto, spero di riuscirci. Vi voglio entrambi e, se mi aiuti, cercherò di esaudire un tuo desiderio nascosto, che poi tanto nascosto non lo è.»
La guardo davvero sbigottito.
«Ma di chi parli? Che desiderio avrei nascosto?»
Lei si mette a ridere.
«Simone, parlo di mamma! Si vede lontano un miglio che hai voglia di fartela, come io ho voglia di scopare con papà. Se ci aiutiamo a vicenda, riusciremo a farli cedere.»
La guardo sempre più eccitato. Non so come se ne sia accorta, ma è vero: ho un vero e proprio debole per il culo di mamma.
«Hai ragione, ma dobbiamo star attenti. Katia, le persone potrebbero non capire cosa è appena successo tra noi, ma non mi interessa. Siamo una famiglia, tu sei una delle persone più importanti della mia vita. Abbiamo appena condiviso un momento di supremo affetto. È stato amore puro. Come potrebbe esser sbagliato? Sono certo che, se uniamo le forze, ci riusciamo.»
Lei ha risposto ancor più convinta.
«Non era sbagliato! Abbiamo semplicemente espresso il nostro amore reciproco. È qualcosa di particolarmente speciale. Una cosa che si può provare solo se la si vive, come abbiamo fatto noi.»
Abbiamo organizzato una cena veloce con delle verdure fresche e un po’ di bresaola e poi siamo tonati sul divano; fuori era scesa la notte, ma il caldo non accennava a diminuire.
«Che ne dici di un bagno rinfrescante?»
Senza rispondere, siamo usciti e ci siamo tuffati in piscina. L’acqua era calda, ma, in ogni caso, ci ha dato un po’ di refrigerio. Nudi, ci siamo distesi sul prato. Lei mi ha abbracciato ed il suo petto è aderito al mio. Sentivo i capezzoli premere contro il mio petto ed il mio cazzo si è di nuovo inalberato. Lei ha sorriso, lo ha afferrato con le mani ed ha iniziato a segarmi. Nonostante il piacere che provavo, ho avuto un attimo di lucidità.
«Accidenti, guarda che ora è; mamma e papà torneranno a casa presto, sarà meglio che ci vestiamo.»
Lei ha uno scatto di ribellione.
«Non io. Per me questo deve esser un nuovo inizio. Adoro stare nuda e non ho intenzione di coprirmi. Credo che a mamma non dispiacerà; per papà non ne sono sicura, ma immagino che lo scopriremo presto.»
Ho ammirato la determinazione di Katia in questa vicenda. Ero certo che i nostri genitori avrebbero avuto da ridire sul fatto che eravamo nudi. Per loro sarebbe stato uno shock, senza dubbio, ma la nudità, in un contesto familiare, non è poi un dramma. Ho incrociato le dita ed atteso con lei che mi succhiava il cazzo.
Com'è finora?
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