Ero in procinto di sborrare, quando il rumore di una vettura ci ha fatto desistere dal continuare il gioco. Mi sono alzato e, seguito da lei, siamo entrati in casa e ci siamo seduti sul divano, in assoluta tranquillità. Li abbiamo sentiti ridere, allegramente. Solo allora, mi son accorto che erano venuti a casa in taxi, evidentemente erano alticci per guidare. Seduti con finta indifferenza, li abbiamo attesi. Una volta entrati, ci hanno cercato.
«Siamo a casa, ragazzi, dove siete?»
«Siamo nel salotto»
Ha risposto Katia. Mamma e papà hanno girato l'angolo e si son fermati di colpo: entrambi son rimasti lì, a bocca aperta.
«Simone, Katia, cosa diavolo state facendo? Dove sono i vostri vestiti?»
Mia sorella l’ha fissata, con aria di sfida.
«Non ne sono sicura, ma, forse, sono finiti nel cesto della biancheria sporca.»
Nonostante la sbronza abbastanza evidente, mamma era la più agguerrita.
«Non intendevo questo! Siete nudi, tutti e due, insieme. Mario, sono nudi! Li vedi?»
Papà non ha detto una parola. Son sicuro che avrebbe voluto, ma non ci è riuscito; era troppo sconvolto, oltre che ubriaco.
«Penso che tu abbia ragione, Anna. Ragazzi, state bene?»
Volevo rispondere, ma sono stato battuto sul tempo da mia sorella.
«Perfettamente bene! Grazie, papa, ma è una notte così calda, stasera, che volevamo metterci a nostro agio.»
Mamma era davvero sconvolta. Son rimasto stupito dalla loro reazione.
«Mi sta bene, ma... nudi e ... insieme, avreste potuto lasciar le mutande. Non sono sicura di esser d'accordo con questo. Avete bevuto per caso?»
Qui sono intervenuto io.
«Abbiamo bevuto solo due birre, mamma, ma sicuramente, non tanto quanto te e papà.»
La mamma non ha detto niente, limitandosi a guardare nella mia direzione. Poi, abbassando, il tono della voce ha replicato.
«Sì, abbiamo bevuto un po', ma abbiamo ancora i vestiti addosso! Allora, voi due starete seduti lì, tutta la notte, così? Mario, digli di mettersi dei vestiti.»
Lui ci ha rivolto uno sguardo molto veloce. Era alticcio, ma non ubriaco.
«Forse dovremmo parlarne, ma domani; dopotutto sono adulti e non mi sembra che stiano facendo nulla di male.»
Io e mia sorella ci siamo scambiati una bella occhiata nel sentire nostro padre schierarsi dalla nostra parte.
Allora mia sorella ha affondato il colpo.
«Dai, mamma! Non dovrebbe esser per niente una cosa così scioccante! Voglio dire: anche tu vai in giro con poco, o quasi niente addosso, quando fa caldo!»
Un buon punto a nostro favore, ho pensato fra me. Katia aveva ragione. La mamma passeggiava per casa in maglietta e pantaloncini, senza reggiseno, lasciando poco all'immaginazione. Il colpo finale lo ha assestato papà, dando ragione a mia sorella.
«Katia, ha ragione! A volte adotti un abbigliamento molto più succinto e provocante di questo loro, che adesso son nudi.»
Sentendosi in minoranza, mia madre si rifugia sbuffando e contrariata in camera da letto, per cambiarsi, seguita da nostro padre.
Ho guardato Katia sorridendo compiaciuto.
«È andata meglio di quanto mi aspettassi! E poi, papà che ci appoggia: da non credere!»
Katia mi ha sorriso in modo complice.
«Il primo round è per noi! Penso che sia stato d'aiuto il fatto che siano entrambi mezzi sbronzi. Chissà, forse domani papà ci ripensa. Intanto, però, mi ha dato una bella occhiata e lo stesso ha fatto mamma con te, anche se fingeva di esser adirata.»
Li abbiamo sentiti parlottare fra loro in tono sommesso e poi, silenzio. Pochi minuti e la mamma è ricomparsa, dopo essersi cambiata, con indosso una leggera vestaglia estiva, talmente sottile che si vedeva benissimo che, sotto, era nuda.
«Tuo padre è crollato, ha avuto una giornata difficile e ha bevuto parecchio a cena. Siete sicuri di non esservi ubriacati anche voi, per comportarvi così?»
Katia l’ha guardata con aria molto innocente.
«Ti assicuro, mamma, che, in tutto, non abbiamo bevuto più di due birre a testa.»
La sua risposta è stata subito rapida e sibillina.
«Sufficienti, per sciogliere tutte le tue inibizioni, a quanto pare. È stato uno shock, vedervi entrambi così. Voglio dire: è giusto che fratello e sorella siano nudi, insieme? Mi sembra piuttosto sconveniente!»
Katia era intenzionata a vincere la battaglia.
«Mamma, siamo in perfetta sintonia. Parlando, abbiamo scoperto che ad entrambi piace star nudi nelle nostre stanze, quindi, perché non farlo in giro per casa, dal momento che fa così caldo, oggi! Ci ha stupito la tua obiezione! Pensavamo che non avresti avuto nulla da ridire, perché sembra che ti piace andare in giro con un abbigliamento minimale.»
Ho notato che, mentre parla, aveva accentrato lo sguardo sul mio membro, all’apparenza, in posizione di riposo.
«A me piace il nudismo: ma, in famiglia? Lo trovo un po' esagerato.»
Katia ha capito che ormai la partita era vinta.
«La famiglia è il posto perfetto per questo, mamma. Guardaci, siamo vicini, abbiamo una mentalità aperta, non siamo pudici e siamo tutti adulti e, fra noi, c’è un reale sentimento d'affetto.»
La mamma è rimasta in silenzio, riflettendo su ciò che aveva sentito. Poi ha concordato con noi che, in fondo, poteva esser giusto così.
«Avete ragione; non sono una grande fan dei vestiti, quando ritengo che non siano necessari. E poi tu, Simone, mi sembri piuttosto a tuo agio, seduto lì nudo. Sei diventato un adulto così bello e ben fornito. Sono così orgogliosa di te e sembri esser così disinvolto in certe cose, più di me.»
Katia si è alzata e l’ha abbracciata. Una occhiata fra loro e poi le ha chiesto di unirsi a noi.
«Sono contenta che tu possa condividere il nostro punto di vista, mamma. Mi auguro che possiamo restar nudi, in casa, tutte le volte che vogliamo, e ci piacerebbe che tu fossi d'accordo: se vuoi unirti a noi, sarebbe tutto perfetto.»
Ho viso mamma fare un respiro lungo, poi ha fatto cadere il suo indumento. Nuda, davanti a me, mi è sembrata davvero splendida. Mi son alzato e l’ho abbracciata da dietro. Lei ci ha dato un bacio e ci ha salutato.
«Ok, adesso me ne vado a dormire, perché non sono lucida e voi due siete troppo provocanti; sarà meglio che ci riflettiamo un po’, su tutta la faccenda. Buona notte, ragazzi. Vi voglio bene e son fiera dei miei figli.»
Ci lascia, io e mia sorella ci abbracciamo contenti. Lei preme sul mio corpo e sento il suo caldo e voglioso.
«Che bello, fratellone! Abbiamo il permesso di poter restare nudi e liberi. Ti voglio bene e, quasi quasi, adesso ti scopo!»
Mi bacia e poi fugge in camera sua. Io sorrido e me ne vado a letto.
Com'è finora?
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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