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Erotika
Un rapporto fraterno particolare · Cap. 1
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Capitolo 1 di 3 16 min di lettura

La fortificazione di un rapporto fraterno

Lucia esce dal tunnel della solitudine grazie a suo fratello, ma ben presto diventerà una relazione tossica

Iabiab
1 mese fa · 2.1k letture · 0

Lucia sentì ancora quel dito che le tracciava cerchi lenti sul ventre, la pelle che si tendeva sotto il tocco, il respiro di Marco caldo contro la nuca. Poi la sua mano scattò. Gli afferrò il polso, le dita che stringevano il tendine teso, e lo spinse giù, tra le cosce che si aprirono da sole, un invito sporco e immediato che le partì dal ventre e le attraversò tutta la schiena. Marco non si oppone alla resistenza. Lasciò che fosse lei a guidarlo, il braccio che seguiva la sua presa, e quando le punte delle sue dita toccarono la fica aperta e ancora gonfia, Lucia gemette senza voce, un suono che le morì in gola e si sciolse in un tremito.

Le dita affondarono. Entrarono nella carne bagnata e cedevole, scivolando sul seme che ancora colava da dentro, denso e caldo, mescolato agli umori nuovi che la riempivano. Lucia inarcò la schiena contro il petto sudato di Marco, la testa che rotolò indietro sulla sua spalla, gli occhi chiusi, le labbra dischiuse. Spinse i fianchi incontro alla mano, la fica che si stringeva attorno alle dita come a volerle inghiottire più a fondo, fino in fondo, dove il vuoto bruciava. Marco la penetrò con due dita, lento, il palmo che premeva contro il clitoride gonfio a ogni spinta. Poi curvò la mano, le dita che si piegavano all'interno, cercando e trovando quel punto ruvido che la fece sussultare.

Gemette forte, questa volta. Un suono rotto che si sparse nel soggiorno, tra le tende scostate e la luce ambrata che ormai si spegneva sui loro corpi intrecciati. Il seme di Marco le colava fuori a ogni affondo, gli umori nuovi le imperlavano le cosce, e le dita si muovevano in un ritmo lento ma inesorabile, dentro e fuori, curvi, dritti, di nuovo curvi, come se volessero marchiarla anche lì, nell'ultimo punto inesplorato. Lucia si aggrappò al braccio di lui, le unghie affondate nella pelle, e spinse, si aprì, si offrì senza più alcuna esitazione. Il sapore della resa le riempì la bocca prima ancora di qualsiasi bacio. Sentì l'orgasmo salire dal profondo, un crampo caldo che si attorcigliò alle dita di Marco e le risalì nella pancia, nelle cosce, nella gola che si chiuse attorno a un gemito strozzato.

Poi la squarciò. Il corpo le si scosse in spasmi convulsi, la fica che si contrasse attorno alle dita di lui in una stretta violenta e disperata, e schizzò. Gli umori le sgorgarono sulla mano, sul palmo, le inondarono l'interno coscia già lucido, mentre lei urlava piano, il nome di Marco che le usciva dalle labbra come una preghiera sporca. Lui rimase immobile, le dita sepolte dentro di lei, il petto che vibrava contro la sua schiena a ogni scossa.

Quando gli spasmi si quietarono, Marco ritrasse lentamente le dita. Erano lucidi, coperti di seme e dei suoi umori, e le portarono alle labbra di Lucia. Lei aprì la bocca senza aspettare, senza esitare, e le accolse. Leccò via tutto, il sapore salato e amaro del seme di lui mescolato a quello più dolce e pungente dei propri umori, la lingua che passava tra le dita, le chiudeva, le succhiava fino a pulirle. Marco la guardò fare, gli occhi scuri fissi sulle labbra che si muovevano attorno alla sua mano. E Lucia chiuse gli occhi, la bocca ancora piena, e sentì di essere finalmente, completamente, sua.Dopo quella serata marco e Lucia si vedevano praticamente tutte le sere e per ore si concedevano scopate continue,su quel divano che lei ormai vedeva come il suo nido d amore.dopo alcuni mesi,lucia iniziò ad accusare un malessere generale,nausee ,vomito ,tanto che fu costretta a rinunciare qualche volta anche a vedersi con suo fratello.Poi quel giorno di pieno inverno iniziò a pensare "ma non può essere sono in premenopausa non può essere "

Il test non lasciò dubbi ,lucia era incinta a 53anni, incinta di suo fratello, era incredula,piangeva e rideva insieme paura e felicità si facevano strada nel suo stato d animo.quel giovedì 2dicembre chiamo suo fratello marco invitandolo a raggiungerla subito.

Lucia aspettava seduta sul bordo del divano, il test di gravidanza stretto tra entrambe le mani tremanti, le due linee rosa che le bruciavano negli occhi verdi gonfi di stanchezza. La luce pomeridiana filtrava dalla tenda e le accendeva i capelli biondi, le mani sudate, il cuore che le scoppiava nel petto a ogni rumore dalla strada. Quando sentì la chiave girare nella toppa, il respiro le si mozzò in gola. Marco entrò senza fretta, la giacca appoggiata alla sedia, gli occhi scuri che la cercarono subito, e si fermò a pochi passi da lei con le sopracciglia aggrottate. Lei si alzò, gli andò incontro e gli mostrò il test senza riuscire a dire niente, la mano protesa in avanti come un'offerta disperata. Lui lo prese, lo guardò, e il suo volto si indurì. Il silenzio si allungò finché Marco non glielo rimise in mano con gesto lento e definitivo.

«È positivo», disse Lucia, la voce che tremava. «Sono incinta, Marco. Di te. A cinquantatre anni. Capisci?»

Lui la guardò dritto negli occhi, immobile, il fisico possente che riempiva la stanza. «Lo capisco. Ma questo non cambia niente, Lucia. Tu sei mia sorella. Io ti voglio bene, ma quello che facciamo è solo sesso. Non ci sarà mai una coppia. Mai. Un bambino nato da noi due non avrà futuro nemmeno se nascesse sano capisci?»

Le parole la colpirono come schiaffi. Le lacrime le rigarono subito il viso, calde e salate, e Lucia gli afferrò le mani stringendogliele con forza. «Ti amo, Marco. Ti amo da impazzire. Non sopporto l'idea di perderti, non sopporto che tu possa toccare un'altra. Ti prego, ti supplico, questo bambino è un miracolo, è nostro, è la prova che dobbiamo stare insieme..»

Marco si libererà dolcemente dalla stretta, le si sedette accanto sul divano e le sollevò la maglia scoprendole il seno cadente, le mani forti che le afferrarono i fianchi. Le abbassò i pantaloni lungo le cosce senza dire una parola, la fece sdraiare sulla schiena, le aprì le gambe con decisione. Lucia singhiozzava mentre lui si sbottonava i pantaloni e le prendeva il viso con una mano, obbligandola a guardarlo. «Ti prendo come ho sempre fatto, Lucia. Perché questo è quello che c'è tra noi. Nient'altro ti voglio bene lucia sei mia sorella e mi fai eccitare da impazzire ma non potra mai esserci una relazionetra noi.mi dispiace molto credimi ma il bambinonon puo nascere.»A queste parole lucia aveva una gran voglia di respingere suo fratello di mandarlo via ma non poteva il suo corpo era attratto da suo fratello come una calamita.

Maeco la penetrò con una spinta profonda, il cazzo duro che le si infilò nella fica già umida, e Lucia emise un gemito rotto, le unghie che le tornarono alle spalle di lui affondandosi nella pelle. Marco gira con ritmo regolare, profondo, ogni colpo che le strappava un singhiozzo e un gemito, la fica che nonostante le lacrime gli si bagnava e si stringeva attorno, il corpo che rispondeva contro la sua volontà. Lei piangeva, si aggrappava a lui, il cuore infranto e le cosce che gli si avvinghiavano alla vita mentre lui la possedeva sul divano. Il rumore dei loro corpi, l'umido degli umori, le spinte che facevano scivolare i cuscini. Marco grugnì piano, affondò un'ultima volta e venne dentro di lei, il seme caldo che le inondò la fica e colò subito lungo le cosce sul divano. Lucia sentì quel calore riempirla di nuovo, le dita ancora nella carne di lui, e pensò al bambino che cresceva nel suo ventre mentre Marco, in silenzio, le prendeva la mano e gliela posava sulla pancia.

Prima di andare avanti…

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