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Erotika
Quel sabato sera di ottobre · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 5 min di lettura

Il buco proibito proibito

Lucia e marco si rendono conto di amarsi davvero non solo sesso incestuoso ma anche amore incestuoso

Iabiab
8 ore fa · 79 letture · 2

  1. Lucia aveva smesso di contare le sere in cui lo aspettava. Non le serviva contarle: erano tutte uguali, e tutte cominciavano allo stesso modo, con il cuore che le batteva in gola appena fuori si faceva buio e con le mani che sceglievano da sole la vestaglietta rossa, quella corta e trasparente che lasciava indovinare tutto. I sandali li aveva comprati per lui, tacchi altissimi che le facevano tremare le caviglie e le gambe lunghe, e camminava avanti e indietro per il corridoio sentendo il pavimento freddo sotto le piante dei piedi e il tessuto leggero che le sfiorava le cosce. Il cazzo di suo fratello era diventato la sua unica ragione di vita. Non c'era nient'altro che la facesse sentire così: viva, sveglia, giovane. A cinquantatré anni si sentiva come un'adolescente innamorata, con lo stomaco stretto e la fica già calda, bagnata prima ancora che lui mettesse la chiave nella toppa.

    Quella sera Marco tardava. Venti minuti, e ogni minuto le pesava addosso come un'ora. Quando finalmente sentì la porta aprirsi, Lucia era in piedi in mezzo all'ingresso, le braccia incrociate sotto il seno cadente, gli occhi lucidi di rabbia.

    «Dove cazzo eri?» gli gridò contro, la voce rotta. «Ti ho aspettato come una puttana, con sta roba addosso, e tu arrivi quando ti pare. C'è un'altra?Dimmi che c'è un'altra e ti ammazzo, Marco, ti giuro che ti ammazzo »

    Era raro che gli facesse scenate del genere, ma quella sera non riusciva a trattenersi. La gelosia le mangiava la pancia, la rendeva cattiva e tremante. Marco la guardò un attimo, poi chiuse la porta con il tallone e le andò incontro senza dire niente. La prese per la nuca, le dita tra i capelli, e la baciò. Un bacio duro, profondo, che le tolse il fiato e le parole. Lucia si sciolse subito, le braccia gli salirono al collo, il corpo le si abbandonò contro il suo. Tutta la furia le scivolò via come acqua.

    Lui la spinse con dolcezza, ma senza chiederle permesso, finché non sentì il bordo del mobile dell'ingresso contro il fondo schiena. La sollevò appena e la fece sedere lì sopra. Poi afferrò la vestaglietta all'altezza del petto e tirò. Il tessuto cedette con uno strappo secco, i bottoni saltarono sul pavimento, e Lucia rimase nuda sopra il mobile, con solo i sandali alti ai piedi e la pelle d'oca sulle braccia e sulle bianche tette cadenti.

    Marco le prese il seno tra le mani, quelle tette candide che con l'età erano diventate morbide e cadenti, e chinò la testa. La lingua partì dal capezzolo sinistro, lo leccò piano, in tondo, poi lo prese in bocca e lo succhiò forte. Lucia gemette e si inarcò, le mani tra i capelli di lui. Lui passò all'altro capezzolo, lo mordicchiò, lo tirò tra i denti, poi tornò giù con la lingua lungo il solco tra i seni, leccando la pelle sudata, assaporandola. Lucia si dimenava come una biscia,le mani accarezzavano la testadi suo fratello, le cosce aperte, il bacino che spingeva contro il bordo del mobile. Lui la teneva ferma per i fianchi e continuava a lavorare di bocca, succhiando, leccando, mordendo piano, finché lei non cominciò a supplicarlo con la voce rotta.

    «Marco... dentro... ti prego...mettilo dentro »

    Lui la lasciò andare quel tanto che bastava per slacciarsi i pantaloni. Il cazzo era già duro, gonfio, e Lucia lo guardò con la bocca aperta. Marco la prese per le cosce e la penetrò con un colpo solo, affondandosi fino in fondo. Lei urlò, la schiena che sbatteva contro la parete, e lui cominciò a scoparla selvaggiamente, martellandola nell'utero, il bacino che sbatteva contro il suo con un rumore umido e osceno. Il mobile tremava, i sandali di Lucia dondolavano nell'aria, e lei stringeva le gambe intorno alla vita del fratello, le unghie piantate nelle sue spalle.

    L'orgasmo le arrivò in pochi minuti, una morsa che le partì dal basso ventre e le esplose dappertutto. Lucia gridò, gli occhi rovesciati all'indietro, il corpo scosso da spasmi violenti, la fica che si stringeva intorno al cazzo di lui come una mano. Sentì le gambe cederle, la testa vuota, il cuore impazzito.

    Marco si ritirò ancora duro, lucido dei suoi umori, e la girò di colpo. La piegò sul mobile, il viso contro il legno, e le aprì le natiche con le mani. Lucia capì subito cosa voleva fare e si mise a pregarlo, ancora in preda all'orgasmo, la voce rotta dai singhiozzi.

    «No, Marco, ti prego... lì no..non ho mai fatto anale... ti prego, non farlo...»

    Ma lui non sentiva ragioni. Le tenne i fianchi stretti e spinse. Un colpo solo, dolce e allo stesso tempo violento, e glielo infilò a secco tutto in culo. Lucia gridò di dolore, un urlo forte che rimbombò in tutta la casa,gli occhiali caddero per terra, le mani aggrappate al bordo del mobile, le lacrime che le rigavano il viso. Sentì il cazzo di suo fratello dentro, duro come un palo, che la riempiva in un posto dove nessuno era mai stato.

    Marco cominciò a inculare selvaggiamente, affondandosi fino ai coglioni e ritirandosi quasi del tutto, il bacino che sbatteva contro le sue natiche con forza. Il dolore presto cambiò forma, diventò calore, poi piacere. Lucia smise di piangere e cominciò a gemere, a spingere indietro il culo per prenderlo più a fondo. Lui le infilò una mano tra le gambe e le tartassò il clitoride, ancora sensibile dall'orgasmo di prima, sfregandolo con due dita veloci e decise.

    Lucia iniziò a tremare. Le gambe le si svuotarono, il respiro le morì in gola, e l'orgasmo le esplose addosso come una scarica elettrica. Squirtò, un getto di liquido che le schizzò dalle cosce e formò una pozza sul pavimento, mentre il corpo le si contorceva senza controllo. Quasi non respirava più, la bocca aperta in un urlo muto.

    Marco sentì il culo stringerglisi intorno e venne. Sborrò come una fontana, un getto dopo l'altro, senza fermarsi, riempiendole il culo e l'intestino di sperma caldo. Lucia lo sentì colare dentro, profondo, e gemette piano, svuotata. Rimasero appoggiati al mobile, inebetiti, travolti, senza fiato. Il sudore li incollava l'uno all'altra, il cuore di entrambi batteva all'impazzata.

    Lucia era distrutta, il viso contro il legno, gli occhi chiusi pieni di lacrime. Sulle labbra aveva un sorriso imbarazzato e incredulo, come se non riuscisse a credere al piacere che aveva provato. Poi si girò, lentamente, e abbracciò suo fratello, stringendosi a lui. Gli baciò il collo, piano, respirandogli addosso.

    «Ti amo, Marco,» sussurrò.

    «Ti amo anch'io, Lucia,» rispose lui, con la voce ancora roca.

    Restarono così, nudi e sudati nell'ingresso di casa, con la vestaglia strappata per terra e la pozza del suo piacere che si allargava sul pavimento. Fuori era buio, e dentro c'erano solo loro due, come tutte le sere.

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Scritto da
Iabiab

Sono un uomo di 45anni, per la prima volta scrivo racconti erotici inerenti l incesto tra fratello e sorella,i miei racconti sono romanzati ma non sono del tutto finzione,nel 2020 tra me e mia sorella maggiore che ha 53anni si e instaurato un legame speciale. Mi farebbe piacere parlare in privato con chi ha avuto esperienze simili alle mie.

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