Capitolo 3 - Ingozzate di piscio e di squirt
Con la paura di essere scoperti dal marito, con Giovanna viviamo il periodo più arrapante della mia vita.
9 ore fa
Arriviamo così a Gennaio.
Io continuo ad andare ogni Domenica pomeriggio a casa di Giovanna una di queste domeniche arrivo e la vedo coi graffi in faccia.
“Ma cos'è successo?”.....”Ah no niente sono caduta nella doccia” tra la prima e la seconda la guardo attentamente, ma può essere mai che era caduta nella doccia a faccia in giù, non poteva essere..”Giovanna dimmi la verità tu non sei caduta nella doccia, cadendo nella doccia farsi dei graffi in faccia è impossibile!” Giovanna scoppia in un pianto dirotto “Mio marito mi picchia....e anche spesso” Io gli avevo fatto la domanda ma mai avrei pensato che suo marito la picchiava, capii adesso perchè i figli stavano dalla madre. “Ma perchè non lo lasci,scusa?”.....”Perchè..”rispose lei “non voglio privare i miei figli del padre!”-----”Ma stanno già da tua madre”gli dissi “se qualche volta picchiandoti ti fa male seriamente e hai qualche danno permanente? Lascialo è meglio senti a me!!”
Quel giorno facemmo la seconda e seguirono altre domeniche finchè un Martedi di fine Gennaio, Giovanna mi chiama io ero al lavoro
“L'ho lasciato l'ho lasciato ma sono spaventata da morire!!Ho paura che mi trova..”...”Calmati” le dissi” ma tu dove sei? A casa a Triscina?”..”No” rispose lei “la casa a Triscina è in affitto c'è rimasto lui io sono a Palermo da mia madre e anche il lavoro al bar ho lasciato, in modo che lui non può trovarmi ma ho paura che mi trova dove sono ora” ...
”calma calma”le dissi, era agitatissima “Ma lui sa dove abitano i tuoi?”---”Noi” continuò lei “stavamo insieme da 9 anni ma i miei genitori si sono trasferiti in questa casa da pochissimo, qualche mese, mesi in cui lui era già ubriaco e quindi non conosce questo indirizzo “...
”E allora come fa..?”faccio io “Ma sa dove lavora mio padre”....”E che lavoro fa tuo padre?”----”Il portiere di notte in un hotel”....”Sì”....”ma dovrebbe andarci una notte sapendo pure i turni di lavoro mi sembra molto improbabile”....
Beh io pensai che essendo il padre avrebbe quanto meno voluto vedere i figli e prima o poi li avrebbe cercati ma non glielo dissi per non farla agitare. In realtà passarono diversi giorni e Giovanna non venne cercata né i suoi figli evidentemente in quel tempo per Stefano la bottiglia di vino aveva la precedenza.
Tranquillamente le scopate continuavano. A fine settimana Giovanna mi chiamò, disse che i figli potevano tranquillamente rimanere con la madre e se Sabato mattina potevamo andare a casa mia (a scopare era sottinteso).
Ovviamente io per educazione non potevo dirgli di no. Casa mia è una casa di campagna a 2 piani nelle campagne di Alcamo abbastanza isolata con la casa più vicina a oltre 500 metri di distanza. Quel sabato Giovanna arrivò con la sua auto, una vecchia Matiz, e ci vedemmo vicino allo svincolo dell'autostrada.
Appena arrivati posteggiamo le auto nello spiazzo antistante la casa e scendiamo dalle auto. Mentre stavo per aprire la porta Giovanna mi fa “Facciamolo qui!”... “Ma qui dove?” mi volto io....”Sul divano..”fa lei. A casa mia prima di entrare c'è un porticato, con muretti bassi da 2 lati e aperto con un gradino il lato da dove si entra. In pratica entri nel porticato e a destra ti trovi il muro e la porta per entrare a casa, a sinistra e di fronte i pilastri, un basso muretto e tutto aperto.
Il divano era nel porticato, di fronte la porta di ingresso. Mi sbalordisce ma non tanto, lascio le chiavi appese nella porta e mi tolgo i pantaloni. Lei se li era già tolti e si era messa a cosce aperte verso di me.
Ero già eccitatissimo, allargo le gambe per arrivare più in basso e glielo infilo in fica. Con la mano destra inizio a massaggiargli il clitoride velocemente da dx a sx. Dopo qualche colpo lei inizia a schizzare (o a squirtare o a pisciare fate voi) La cosa diventa ritmica, ogni 2 colpi uno zampillo. Dopo una ventina di colpi e una decina di zampilli non ce la faccio più esco il cazzo e sborro, lo schizzo è così potente che oltrepassa la testa di Giovanna e finisce oltre il divano. A terra c'è un lago e Giovanna è visibilmente sudata. Non ricordo se quel giorno abbiamo fatto la seconda ma gli zampilli alti un metro ancora me li ricordo
Il Venerdi successivo Giovanna venne nuovamente a casa mia, stavolta sapeva la strada. Era già pomeriggio posteggiò la sua auto a casa mia e andammo a mangiare fuori. Mentre mangiavamo le passavo continuamente l'acqua e gli dicevo “Bevi che ti fa bene” Per chi ha letto i racconti precedenti sa che mi piace farmi pisciare sul cazzo. Durante la strada del ritorno Giovanna mi fa “Devo pisciare” e io “Tienila me la devi fare sopra arrivati a casa”..”Allora dormo...”fa Giovanna “se no mi piscio sopra”
Arrivati a casa la porto al piano di sopra dove ho una stanza inutilizzata per gli ospiti con letto matrimoniale “Un po' prima della stanza Giovanna fa “Andiamo in doccia che mi sto pisciando” ...”No faccio io” …..”Ora io mi distendo sul letto e tu la fai frontale verso la mia faccia ma all'altezza del cazzo che lo devi bagnare tutto come se stessi pisciando in mezzo alla strada” . Nel letto avevo messo ben 4 grandi asciugamani uno sull'altro.
Ci spogliamo velocemente e io mi stendo sul letto. Giovanna salta sul letto e si mette a cosce aperte sul mio cazzo. Comincia a pisciare, un FIUME. Io me la meno ma il getto è veramente potente, la pipì era talmente tanta che sento grondare sotto il letto nonostante gli asciugamani. Appena finisce Giovanna mi guarda “Ahhhh non ce la facevo più!””. E dopo qualche secondo comincia a cavalcarmi. Ma viene un po' scomodo allora le faccio “A pecorina!!”
Lei si sposta ai margini del letto e io mi metto in piedi dietro di lei e comincio a sbatterla a pecorina
Dopo un po' lei fa “Mi voglio girare” Si mette a cosce aperte verso di me, faccia verso il cielo.Le prendo le gambe per trasportarla un po' più vicino ai margini del letto e mentre sto per allargare le gambe e abbassarmi per entrarglielo di nuovo parte un altro potente schizzo di piscio.
Comincio a sbatterla nuovamente in questa posizione e ogni tanto, ritmicamente, parte uno schizzo, non capirò mai se squirta o piscia ma è poco importante. Dopo un po' non ce la faccio più lo esco e sborro lo schizzo gli arriva in faccia un po' di sperma in una narice.
“Non ti preoccupare è tutta sostanza”faccio io....”Sì ma non riesco a respirare” fa lei. Ci andiamo a lavare nella doccia. Tra la prima e la seconda mi viene la fantasia di toccarla mentre è in piedi. Comincio a massaggiarli il clitoride, prima piano, poi velocemente da destra a sinistra. Dopo qualche minuto vedo che è proprio visibilmente eccitata. Chiudo la mia mano destra ma non a pugno,sarebbe stata troppo grande,faccio toccare il pollice con le altre 5 dita. Con lei sempre in piedi gli dico di allargare un po' le gambe, infilo così la mano nella fica e la comincio a girare, da un lato e dall'altro. Dopo pochissimo dalla fica di Giovanna esce una cascata che finisce sul pavimento ma che non faceva odore di pipì ..”Ma non è pipì” faccio io..
”No “risponde Giovanna con viso visibilmente soddisfatto
Dopo che ci siamo lavati stavamo per passare alla seconda. Io dovevo pisciare ma visto che Giovanna si era dimostrata disponibile in passato penso di fargli uno scherzo. Gli dico di mettersi a pancia all'aria vicino al letto e comincio a scoparla. A un certo punto esco il cazzo che dovevo pisciare e me lo stringo leggermente per fare arrivare lo schizzo di pipì più lontano. Avevo mirato bene il getto arriva in piena faccia a Giovanna “Disgraziato, sei un disgraziato” Non capendo se scherzava o era veramente incazzata gli dirigo sulla faccia un altro getto di piscio ma lei stavolta, più veloce, si era messa gli asciugamani in faccia.
“Ora basta” mi fa e stavolta era veramente incazzata. Io però dovevo pisciare ancora. Non potendo più “tirargliela” in faccia mi viene la stupenda idea di pisciargli sul clitoride. E mentre gli piscio muovo il cazzo appoggiato sul suo clitoride da destra a sinistra. “Sì” fa lei “mi piace non credevo che era così bello” mentre era visibilmente eccitata e a un certo punto comincia a schizzare pure lei.......finisco di pisciare e glielo entro in fica e ritmicamente lei comincia a schizzare.
Dopo un poco gli dico “facciamo un 69” io mi stendo sul letto e lei sopra di me. Mentre me lo succhia gli massaggio il clitoride, escono delle goccioline di pipì e lei non riesce a continuare il pompino, dopo un po' esce un fiume di pipì calda che mi inonda il petto. Come dice il proverbio “Non c'è cosa più divina della donna che piscia a pecorina” A quel punto sono quasi arrivato e gli dico di farsi scopare a pecorina. Lei si mette a pecorina a fine letto e io dietro. Sono troppo eccitato per tutta la situazione dopo alcuni colpi a pecorina le vengo copiosamente sul culo.....
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