“Guarda, Cosimo, oltre a chiavarmi la tua fidanzata, mi chiavo pure tua sorella, e persino te”.
“Sì, sì” esclamava Cosimo eccitato mentre fotteva la fica di Delia “chiaviamoci tutti insieme, sì”.
Giacomo smise di metterlo in bocca a Stella, la quale, con i suoi occhioni guardò il cazzo con un’espressione supplichevole e dispiaciuta, come se volesse continuare a succhiarlo, ma egli voleva in qualche modo umiliare l’amico e, avvicinandosi alla coppia, lo mise in bocca a Delia, mentre lei si faceva chiavare dal fidanzato.
“Adesso baciala in bocca” ordinò Giacomo togliendo il cazzo dalla bocca di Delia. Cosimo obbedì subito, succhiò le labbra della fidanzata, ci ficcò la lingua dentro, lei gli succhiò la lingua e Cosimo la chiavò più a fondo.
“Basta adesso” disse Delia, dolcemente “amore, fammi scopare da Giacomo, ti prego”.
Cosimo tolse lentamente il cazzo dalla fica della sua fidanzata e si fece una pugnetta guardando Giacomo che si buttava addosso a Delia, chiavandola nella fica ferocemente.
“Fai piano, attento alla tua ferita” disse Delia che però stava godendo tantissimo a essere sbattuta in quel modo.
Giacomo infatti emise un leggero gridolino di dolore e dovette rallentare. “Cosimo, leccami il buco del culo” ordinò all’amico. Cosimo si precipitò a leccare l’ano a Giacomo.
Ora Giacomo tirò fuori il cazzo dalla fica di Delia e ordinò a Cosimo di leccargliela e poi di fargli un pompino e una sega. Cosimo obbedì, leccando la fica alla sua fidanzata traditrice e succhiando il cazzo a Giacomo, masturbandolo. “Delia, fammi una bella sega con i piedi”. Delia alzò i suoi divini piedini e cominciò a sfregarli sul cazzo di Giacomo “Sì, brava, troia” commentò l’amante.
“Cosimo, vieni qui, lecca i piedi alla tua fidanzata e poi succhiami il cazzo”. Cosimo obbediva, senza dire nulla, le labbra gli tremavano per l’eccitazione.
“Basta” ordinò Giacomo. Puntò il cazzo verso l’amico e gli pisciò addosso. Delia, scoppiando a ridere sonoramente e meravigliosamente, con aria divertita, imitò il suo amante pisciando addosso al fidanzato “bevi” ordinò con autorità. Cosimo non si ribellò e obbedì bevendo il piscio della sua fidanzata e del suo amante. Eccitato, si prese il proprio cazzo in mano facendosi una pugnetta.
“Sarai il nostro schiavo, Cosimo!” rise Delia, mentre il suo ragazzo le puliva la fica con la lingua.
“Anche al mio uomo devi pulire il cazzo, Cosimo!” ordinò lei e Cosimo obbedì.
Intanto, Stella, che continuava a farsi chiavare in culo e nella fica da Tanya, si avvicinò al fratello e glielo prese in bocca.
“Chiavami” lo supplicò, mentre gli leccava il cazzo e Tanya la sbatteva in culo.
Cosimo la baciò in bocca e si mise in posizione per chiavarla nella fica e Tanya continuava a incularla.
“Sborratemi dentro, amori miei” supplicava Stella tutta eccitata, con la lingua di fuori “vi amo”. Dall’ultima volta che era stata sborrata nella fica, non era apparso ancora alcun sintomo di gravidanza.
Tanya e Cosimo aumentarono il ritmo.
“Ti amo, fratellino”.
“Ti amo, sorellina”.
Cosimo chiavò più forte, gridando e sborrando nella fica di sua sorella. Pochi secondi dopo, lo stesso fece Tanya, sborrandola nel buco del culo. La sborra le colò tra le cosce, sia da dietro che davanti. Cosimo e Tanya glielo leccarono. Poi Giacomo chiese loro di sputare un po’ della loro sborra in bocca a lui e a Delia. Loro lo fecero. Delia e Giacomo, a loro volta, se lo sputarono e se lo passarono di bocca in bocca. Anche se aveva già sborrato, Cosimo era ancora in preda alla perversione e riusciva ancora a fare di tutto, a differenza della settimana prima. Stella lo pisciò in bocca, poi, divertita, si fece pisciare in bocca dal fratello e da Tanya, che pisciò in bocca anche a Cosimo. Infine si sputarono anche in bocca. Ridevano e si divertivano. Stella ebbe l’idea di pisciare in bicchieri di spumante e far bere lì il fratello, Tanya e se stessa. Ne offrì anche a Delia e Giacomo, che accettarono, mentre continuavano a chiavare. Poi Giacomo invitò Tanya ad avvicinarsi e mettersi di spalle, così Giacomo le leccava il buco del culo, infilandoci la lingua dentro, passando poi a leccarle le palle e il cazzo. Nello stesso tempo, chiavava ancora Delia, che era già venuta grazie alle prestazioni di Giacomo, brutto e grasso, ma bravissimo a fottere.
“Mettimelo in culo, Tanya” ordinò. La bellissima trans, nonostante avesse già sborrato, inculò Giacomo, mentre questo era ancora dentro la bellissima Delia. Il ritmo aumentava sia da Tanya che inculava Giacomo, sia da Giacomo che fotteva Delia.
Cosimo aveva sua sorella sulle gambe, la baciava in bocca e la stringeva a sé con amore ed entrambi osservavano il trio che chiavava.
“Ah, sì, ah, sì, sì, sì, sì” gridava Giacomo sempre più forte, finché, grazie all’eccitazione provocata nella prostata dal cazzo di Tanya e a quella provocata dal cazzo nella fica di Delia, infine, sborrò a fiotti.
“Oh no, di nuovo!” protestò Delia.
“Che significa di nuovo?” domandò Cosimo, confuso.
“Niente” disse Delia.
Giacomo rise “le sborrai nella fica già anni fa, la misi incinta e dovette abortire”.
“Non dovevi dirglielo, scemo…”
“Ma che ce ne frega, amore” disse baciandola in bocca.
Cosimo sembrò esserci rimasto un po’ male, ma si accorse che non gli importava più di tanto. Tutti insieme, Tanya, Cosimo, Stella, Giacomo e Delia, si infilarono nel letto matrimoniale, coccolandosi e immaginandosi che quella sarebbe stata la loro nuova vita, dimentichi di tutto, della polizia che li cercava e di ogni problema del “mondo esterno”. Si addormentarono, mentre cominciava ad albeggiare.
D’un tratto, Cosimo si svegliò sentendo uno strano odore. Era un odore di fumo, odore di bruciato. Si alzò e andò a cercare da dove provenisse. Si accorse a un certo punto che la casa cominciava a essere avvolta dalle fiamme. Gridò “Al fuoco, al fuoco” svegliando gli altri. Cercarono in tutti i modi di spegnere l’incendio, ma era indomabile e la casa fu circondata dalle fiamme, sempre più vive, sempre più alte. Si udivano le loro grida di sofferenza, tra lo scricchiolio dei pezzi che cadevano bruciati e soffocavano le loro voci, poi i loro corpi.
Fuori, con il capo chino coperto dal cappuccio, le braccia abbassate e i pugni stretti, si trovava Vittorio De Rosa, con i vestiti illuminati dalle fiamme e una tanica di benzina vuota.
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Sono uno scrittore con varie pubblicazioni alle spalle, ma nessuna nell'ambito porno-erotico, anche se ne ho avuto sempre il desiderio: e allora eccomi qui con uno pseudonimo. Odio ogni forma di dominio, tranne nei giochi erotici. Sogno un mondo in cui non ci sia bisogno di etichettare la nostra sessualità e la si possa praticare senza limiti. Lasciate un commento sotto i miei racconti. Per racconti su richiesta a pagamento, contattatemi su [email protected] Potete trovarmi anche su Facebook con il nome Eddy Lanotte.
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