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Erotika
Tu sei il diavolo · Cap. 7
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Capitolo 7 di 10 12 min di lettura

L'orgia

Giacomo confessa di conoscere il segreto di Stella e Cosimo e li ricatta. Si fa nascondere a casa loro e riesce a manipolare tutti con un'orgia bisessuale, incestuosa e con scambi di coppia. Colpo di scena finale.

Eddy Lanotte
2 anni fa · 363 letture · 0

“Che cosa ci fai qui, Giacomo?” domandò Cosimo, con un’espressione mista tra irritata e spaventata.

Giacomo continuava a sorridere in modo cattivo.

“Siete voi la coppia più bella del mondo. Siete voi che vi amate davvero. Non certo tu e Delia, caro Cosimo. Lo sanno tutti, ma fanno finta di non saperlo. Chissà quante ve ne dicono alle spalle. Io vi adoro, per me siete fantastici, siete i miei idoli”.

“Che cosa è successo a tua madre? Sei stato tu a farle del male?”

“Del male?” sbottò Giacomo “io le avrei fatto del male? Io me la sono soltanto chiavata, è lei che ha fatto del male a me facendomi nascere in questo mondo in cui sono ritenuto un mostro…”

Vedendo le facce spaventate di Cosimo e Stella, il sorriso di Giacomo si allargò di più.

“Ma che cosa sei tu?” domandò Stella, disgustata.

“Io? Io sono un bastardo” rispose Giacomo “sono cattivo. E sapete che vi dico? Mi piace. Mi eccito al solo pensiero di fare del male. E di tutto il male che ho fatto. Mia madre dice che io sono il diavolo. È strano, sai? Ho sempre immaginato il diavolo come un bell’uomo, affascinante, o una bella donna seduttrice. Ad esempio come la tua Delia, caro Cosimo. E infatti fu lei a tentarmi, non il contrario. Non lo sapevi?”

Cosimo e Stella non risposero.

“Siete così belli” esclamò estasiato “dovete ribellarvi ai vostri genitori. Dovremmo fottere davanti a loro per vendicarci del bigottismo che ci hanno inculcato. Potremmo fare un’orgia a casa mia, davanti a mia madre. Quella puttana mi ha cacciato fuori di casa dopo avermi fatto nascere contro la mia volontà. Mio padre lo terremo legato mentre guarda” e scoppiò a ridere in modo febbrile, scuotendo tutto il corpo.

“Giacomo, sei ancora lo sfigatello timido e verginello. Non sei il diavolo, sei solo un coglione” disse Cosimo con volto arcigno.

“Sarà…ma tu hai visto cosa sono capace di fare? Non voglio essere ostacolato. Sarei capace di uccidervi tutti e due e rendere pubblica la vostra relazione”.

Cosimo tacque, temeva che Giacomo potesse avere qualche registratore. Rifletté. E soltanto dopo rispose “non c’è nessuna relazione, siamo fratello e sorella”.

“Certo, ma io sarei capace di inscenare un suicidio e far credere che lo avete fatto perché non volevate far sapere la vostra relazione, fasulla o reale che sia”. Aveva capito che la replica di Cosimo significava che non c’erano prove per dimostrare ciò che affermava.

“Facciamo una cosa semplicissima e nessuno si farà male…”

“Che cosa vuoi?” domandò Cosimo, con il volto duro.

“Andiamo a casa tua, facciamo un’orgia, io tu, tua sorella, Delia e quel bel frocetto di Vittorio. Ti chiedo soltanto questo, poi non darò più fastidio a nessuno di voi. Me ne andrò via. Tanto mi passerà la voglia e cercherò altri stimoli ah ah ah!” concluse ridendo.

“Tuo padre avrà già chiamato la polizia, Giacomo. Se ti trovano a casa mia, passerò dei guai anche io”.

“Se mi trovano a casa tua, vuol dire che non mi hai nascosto bene. E se tu non mi nascondi bene, non potrai mai più dormire sonni tranquilli finché sarò vivo. Perché io uscirò dalla galera, prima o poi. Che io evada subito o esca tra trent’anni…”

“Non starlo a sentire, Cosimo. È stupido, oltre che pazzo. Non sa quello che dice”.

Cosimo tacque un attimo, fissò negli occhi Giacomo senza batter ciglio, con fierezza e disse con espressione sicura di sé “Sai che ti dico, Stella? Accontentiamolo”.

Stella si voltò a guardare il fratello, rabbrividendo e strabuzzando gli occhi “Ma che dici? Sei impazzito?”

“Ma sì, vediamo che cosa è capace di fare con quel cazzetto” lo provocò Cosimo con tono sarcastico.

Giacomo sorrise maligno, senza che la provocazione lo toccasse minimamente “Cazzetto? Dovresti chiedere alla tua fidanzata, non credo sia d’accordo” e trattenne la risata.

“Andiamo, allora” lo sfidò Cosimo, scendendo dalla moto “Stella, prendiamo la tua auto…vieni, Giacomo…”

Stella sedette al posto del guidatore, era gelosa della sua auto, non la faceva guidare nemmeno al fratello. Cosimo a fianco a lei, al posto del passeggero. Giacomo sedette dietro.

Tutti erano in silenzio. Stella era tesa, preoccupata. Non capiva cosa avesse in mente Cosimo. Mentre guidava, si voltò un attimo a guardare suo fratello, il quale aveva un’espressione accigliata sul volto, ma allo stesso tempo sicura. Doveva avere qualche piano, o era soltanto temerario. Cosimo era coraggioso: o almeno questa era l’idea che se ne era fatta Stella, fin da quando erano piccoli. Ma magari l’amore la rendeva cieca.

“Che cazzo” fece a un certo punto Giacomo, con il suo tipico sorriso beffardo “mettete almeno un po’ di musica”.

“Che vuoi ascoltare?” domandò Cosimo, senza cambiare espressione.

“Simpathy for the devil, sono il diavolo o no?”

“Te lo ripeto, non sei il diavolo, sei solo un coglione”, disse Cosimo assecondando la sua richiesta, e Mick Jagger prese a cantare dallo stereo. Il tempo della canzone e si ritrovarono sotto casa di Cosimo.

“Eccoci” disse Cosimo, scendendo dall’automobile, seguito da Giacomo. Stella era ancora intimorita, prese fiato e scese lentamente, per ultima.

“Andiamo…” disse Cosimo invitando i due a seguirlo. Salirono le scale, Cosimo aprì la porta con le sue chiavi e si trovarono davanti Delia e Vittorio con un’aria perplessa.

“Entrate” ordinò Cosimo. Giacomo e Stella obbedirono. Prima Giacomo, poi Stella.

Vittorio si alzò in piedi, spaventato e irritato contemporaneamente “Che cosa ci fa lui qui?” domandò indignato. Delia restò seduta, con gli occhi sbarrati e la bocca chiusa.

“Rilassati, ricchioncello, che oggi ci facciamo tutti una bella scopata qui, ci divertiremo” fece Giacomo.

“Che significa?” domandò ancora Vittorio, rivolgendosi a Cosimo.

“Quello che ha detto: Giacomo vuole fare un’orgia con noi tutti, vediamo cosa è capace di fare…”

“Io non mi farò toccare da lui” protestò Vittorio.

“Ma dai” fece Agostino avvicinandosi a Vittorio, toccando il suo bellissimo culo, rotondo e duro.

“Non mi toccare” gridò Vittorio afferrandogli la mano “non ti permettere”. Giacomo non insistette. Si avvicinò a Delia “E tu? Nemmeno tu vuoi chiavare con me? Eppure stanotte ti è piaciuto…”

Le accarezzò il viso e il collo e Delia non riuscì a opporsi, anzi, chiuse gli occhi, estasiata. Giacomo la baciò sul collo, toccandole il seno.

“Guarda, Cosimo! Guarda la tua fidanzata come si arrapa appena la tocco…”

Fece alzare delicatamente Delia e la afferrò per i fianchi, cingendola alla vita e baciandola sulla bocca con la lingua. “Guarda qui, Cosimo…”

Cosimo non capiva perché guardare la sua ragazza nelle braccia di un altro lo eccitava. Non poté confessarlo, ma non riusciva a dire nulla, non riusciva a protestare: che Giacomo fosse davvero il diavolo con un potere ipnotico e plagiatore? Non era possibile, nessuno di loro credeva a queste sciocchezze. Delia si spogliò spontaneamente, rimanendo completamente nuda e chinandosi davanti a Giacomo, gli sbottonò i pantaloni, gli calò le mutande e glielo prese in bocca.

Il cazzo di Cosimo divenne duro.

“Delia, ma che cazzo fai?” disse Vittorio, indignato.

Ma Delia era come assente, non sentiva nulla, continuava a succhiare e leccare il cazzo di Giacomo.

“Su, Cosimo” disse Giacomo “fatti una pugnetta mentre mi fotto la tua fidanzata, dai…”

Cosimo si leccò le labbra e, come fosse anche lui ipnotizzato, tirò fuori il cazzo e iniziò a masturbarsi davvero.

Stella lo guardò stupita e indignata.

“Che stai facendo, Cosimo?”

“Fammela tu” disse Cosimo.

Stella non capiva cosa stesse succedendo, era confusa, non fece altre domande e prese in mano il cazzo del fratello.

“Siete tutti pazzi” esclamò Vittorio “voi non state bene”.

“Vieni qui, Vittorio” disse Giacomo mentre Delia lo spompinava “dai una mano alla tua sorellina”.

“Non ci penso nemmeno…”

“Vieni a succhiarmelo insieme a lei. Te ne pentirai se te ne andrai. Sarà una goduria quest’orgia…”

Vittorio ci pensò su, occhi strabuzzati. Fissò il cazzo di Giacomo e si rese conto che nemmeno a lui sarebbe dispiaciuto prenderlo in bocca.

“Vieni, Vittorio, vieni”.

Vittorio si avvicinò lentamente, senza dire nulla, con gli occhi sbarrati, e infine si precipitò in ginocchio, a fianco alla sorella, davanti al cazzo di Giacomo.

Delia gemeva di piacere, si tolse il cazzo dalla bocca e continuando a masturbarlo, lo puntò in faccia a Vittorio, che aprì la bocca e iniziò a leccarlo.

Prima di andare avanti…

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