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Erotika
Tu sei il diavolo · Cap. 5
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Capitolo 5 di 10 10 min di lettura

Amore fraterno

Mentre Delia racconta tutto a suo fratello Vittorio, Cosimo va a trovare sua sorella, con la quale ha segretamente una relazione incestuosa.

Eddy Lanotte
2 anni fa · 415 letture · 0

Delia non riusciva a crederci. Cosa era preso a Cosimo? Perché si comportava in quel modo? Prima le aveva chiesto di fare cose assurde che non avevano mai fatto prima. Poi si era messo a piangere e si era chiuso in sé. Non aveva voluto parlare, inizialmente. Finché, con gli occhi rossi e lacrimanti, le aveva detto tutto. Sì, l’aveva scoperta. Sì, aveva spiato i messaggi nel suo cellulare. Sì, gli dispiaceva aver violato la sua privacy. Era passato da vittima a colpevole. Le aveva detto che se lei desiderava, poteva andare con altri uomini, ma doveva stare attenta a Giacomo: non era un uomo come altri. Avrebbe potuto farle del male. Ed infatti, quella mattina stessa, Cosimo aveva ricevuto una telefonata dal padre di Giacomo: gli aveva detto di aver trovato Margherita sul divano, sotto shock, come morta, che non riusciva a parlare. Gli aveva domandato se sapesse dov’era Giacomo.

Cosimo gli aveva risposto che non lo sapeva, ormai era da tempo che non erano più amici come prima. Delia aveva capito tutto. Era forse colei che conosceva più di chiunque altro Giacomo, o almeno il suo lato oscuro, che era venuto fuori negli ultimi anni. Ma Giacomo non era sempre stato così, o forse non aveva mai rivelato quella sua oscurità. Era stata lei a risvegliarlo. Era stata lei a sedurlo, era vero, anni prima, ma era stato solo un momento di debolezza. Giacomo però, da allora, aveva l’ossessione per Delia, era diventato feroce. Fino ad allora, era stato soltanto un ragazzino timido e impacciato che si faceva tante seghe davanti al computer.

Delia, però, aveva avuto paura di dire a Cosimo ciò che sospettava. Aveva preferito rivolgersi a suo fratello minore Vittorio, pur con la consapevolezza che lui l’avrebbe redarguita e giudicata, ma nonostante ciò l’avrebbe aiutata. Avevano un rapporto bellissimo: c’erano sempre l’uno per l’altra. Lei era stata la prima a comprendere che suo fratello era gay. Era sempre la prima a capire tutto prima degli altri, in effetti.

Vide suo fratello che arrivava sulla sua Vespa. Lo stava aspettando fuori casa, davanti al portone del palazzo.

Vittorio arrivò velocemente accanto a lei e frenò a poca distanza da dove si trovava sua sorella. In fretta, si tolse il casco. “Allora, che è successo?” domandò spegnendo la moto.

“Saliamo su, ci prendiamo un caffè…”

Salirono le scale ed entrarono nel loro appartamento.

“Cosimo è uscito?” domandò Vittorio.

“È proprio di lui che ti voglio parlare. E non solo…”

Vittorio la guardò con i suoi occhi intelligenti e curiosi. Delia preparò la moka e nel frattempo che saliva il caffè, sedette al tavolo con suo fratello.

“Ho scopato con Giacomo” confessò Delia, abbassando la testa.

Vittorio strabuzzò gli occhi, ebbe i brividi “Cosa? Mi prendi in giro? Com’è possibile? Con quel pazzo?”

“Non è nemmeno la prima volta”.

Vittorio tacque, non capiva come potesse essere possibile “ma ti ha costretto?”

“No, non ha mai avuto bisogno di costringermi. E voglio confessarti anche una cosa: anni fa mi mise incinta e dovetti abortire”. Lo disse tutto d’un fiato, in modo tale che non perdesse il coraggio per dirglielo.

“Tu sei più pazza di lui” disse Vittorio, che stava per alzarsi e andarsene.

“Aspetta, Vittorio…” Delia lo trattenne prendendolo per mano “ti, prego…ho troppe cose da dirti. Hai ragione, forse sono più pazza di lui, ma…non so, perdo il controllo con lui, esercita uno strano potere sulla mia mente…”.

Vittorio tacque e scosse la testa, non sapeva più cosa dire, avrebbe voluto insultare sua sorella con i peggiori epiteti, ma sapeva che lei aveva bisogno di lui.

“E Cosimo mi ha scoperta…”

“E adesso dov’è?”

“Aspetta…stamattina ha fatto una cosa strana. Ha voluto fare delle cose un po’…come dire…strane…a livello sessuale intendo. Mi ha fatto paura più di Giacomo, perché non lo avevo mai visto in quel modo. Dopo che abbiamo finito, si è messo a piangere e mi ha confessato tutto, cioè che sapeva di me e Giacomo. Ma non è finita qui. Stamattina ci ha chiamati il padre di Giacomo. Dice che ha trovato sua moglie sul divano sotto shock, svenuta, con le lacrime agli occhi e la casa tutta sporca di urina e di sperma. Credo che quel pazzo di Giacomo l’abbia stuprata”.

Vittorio sgranò gli occhi ancora di più, terrificato.

“Quel ragazzo è il demonio in persona” disse Vittorio “E allora si può sapere invece Cosimo dov’è? Con un pazzo un giro ti lascia da sola? O è successo qualcosa anche a lui?”

“No, è con sua sorella. Non so se abbia il mio stesso sospetto su Giacomo, ma credo di sì. Sai, troppe cose insieme lo hanno sconvolto. Io gli ho detto che mi sarei vista con te. Poverino, non ha voglia di vedermi forse…ah, il caffè è pronto”.

Cosimo infatti, poco prima si era fatto una doccia e si era vestito. Sul volto aveva un’espressione spenta, triste, stanca e affranta. Barcollava e tremava. “Dove te ne vai adesso?” aveva domandato Delia “vado da Stella. Ho bisogno di parlare con lei”. Delia non aveva aggiunto nulla né le sembrava di essere nella posizione adatta per opporsi. Lo aveva lasciato andare. Sapeva che Stella, per Cosimo, non era soltanto una sorella: era anche la sua migliore amica e confidente. Cosimo aveva preso la motocicletta e si era avviato per le strade del paese. Si fermò in un largo parcheggio. Da un’auto scese una ragazza bellissima, di qualche anno in meno di Cosimo: aveva i capelli neri lunghi e mossi, gli occhi castani, labbra carnose. Indossava un giubbotto di pelle, con sotto una maglietta zebrata con una scollatura che mostrava due bellissime tette sode. Le unghie delle mani dipinte di nero. Dei leggins neri e scarpe con i tacchi che risaltavano la forma del culo e delle cosce. Si avvicinarono e si baciarono sulle guance.

“Allora, si può sapere cos’è successo?”

Cosimo scosse la testa e scoppiò di nuovo a piangere. Stella lo strinse a sé, sul proprio petto.

“Vuoi venire un po’ a casa mia?” domandò Stella.

Cosimo annuì, come un bambino da consolare dopo che ha pianto.

“Seguimi con la moto”.

Stella aveva già qualche sospetto. Sicuramente c’entrava Delia. A lei non era mai piaciuta quella donna.

Giunti a casa di Stella, anche loro presero il caffè. Stella gli offrì anche qualche dolcetto. Cosimo, singhiozzando e piangendo, le raccontò tutto: prima la questione del tradimento, poi il terrore che stava seminando Giacomo in quel periodo. Stella ascoltava fissandolo con i suoi occhi grandi, senza muovere nemmeno una palpebra, ma con lo stupore e la paura che le si leggevano negli occhi, nonostante l’espressione apparentemente fredda.

Prima di andare avanti…

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